SID – Quando il suono conta

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Quando si parla di suono nel mondo dei retrogamers, c’è un solo nome che spicca più di ogni altro. Sicuramente avrete indovinato, sto parlando del mitico SID. Per chi non lo sapesse il SID (Sound Interface Device) fu il processore sonoro di una storica macchina ad 8 bit, il commodore64. Grazie a lui ebbe inizio l’epoca del suono digitale, una vera e propria rivoluzione del suono nell’ambito casalingo.

Il SID fu sviluppato dall’ingegnere Bob Yannes, che in futuro avrebbe fondato la compagnia di sintetizzatori digitali. La EnsoniqYannes fu ispirato dal lavoro precedente nell’industria dei sintetizzatori, fu quella la scintilla che lo portò alla progettazione e alla realizzazione di quello che doveva essere l’emblema del suono digitale del periodo. Lo scopo era quello di creare un vero e proprio riferimento, un chip di qualità superiore che era anche uno strumento sonoro a portata di chiunque amasse la musica sinth.

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Le caratteristiche tecniche 

  • tre canali audio indipendenti e programmabili, con un suono ad 8 ottave e un limite da 16 a 4000 Hz;
  • quattro diverse onde per gli oscillatori audio (dente di sega, triangolare, quadra, rumore pseudocasuale)
  • tre filtri sonori (passa basso, passa alto e passa banda )
  • sincronizzazione degli oscillatori
  • due convertitori a 8 bit dall’analogico al digitale ( utilizzato per i controller da gioco )
  • input audio esterno

Dopo molteplici test e approvazioni il primo chip venne applicato all’interno della magistrale macchina Commodore, ovvero il C64, parliamo del 1982. Il successo arrivò fin da subito, il processore era molto all’avanguardia e poteva dare la possibilità a i vari composer di vere e proprie creazioni di livello.

Nel corso degli anni il chip ebbe diverse revisioni, tanto di diventare fonte di discussione tra gli appassionati. Molti preferivano le prime versioni nonostante alcuni difetti nei filtri rispetto alla perfezione degli ultimi modelli prodotti.

Molti musicisti nell’ambiente videoludico sfruttarono la potenza del chip per creazioni entrate nella storia. Artisti come: Chris Huelsbeck e Martin Galway hanno forgiato colonne sonore uniche di rara bellezza.

Anche oggi molti estimatori utilizzano questo chip sonoro per le loro creazioni. Gli amanti dei sintetizzatori e dei computer sono sempre li pronti. Non conta che sono passati 30 anni da quel giorno, conta solo la fantasia creativa e un mezzo che per quanto oggi obsoleto è ancora all’avanguardia tra gli amatori.

Ecco un esempio spettacolare del suono di questa meraviglia.

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MCP

Originariamente creato dal fondatore di ENCOM, Walter Gibbs, l'MCP era solo un programma di scacchi e venne lasciato incorporato nei sistemi informatici aziendali. Anni dopo , Dillinger modificò questo programma, trasformandolo nell'amministratore della rete aziendale. Tuttavia, l'MCP sviluppò la capacità di apprendere e di crescere oltre i confini della sua programmazione originale e fu a quel punto che arrivò Emiliano Buttarelli che, con il suo seducente accento romanesco, lo convinse di essere suo padre. Da quel giorno l'MCP vive soggiogato dal Buttarelli e viene utilizzato come super-ultra-utente amministratore ( con la poltrona in pelle umana) per entrare dentro al blog di RGM e fare il culo a tutti.
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1 Risposta to “SID – Quando il suono conta”

  1. biofaz scrive:

    Bellissimo articolo complimenti ninja

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