Atari Force: La DC Comics e il fumetto ufficiale di Atari

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Negli sfavillanti anni ’80 c’erano un sacco di fumetti su licenza che uno neanche se li aspettava. I due colossi della fumettocrazia, MARVEL e DC COMICS, si spartirono gli adattamenti fumettosi di tutto lo scibile ludico da cui poter ricavare vagonate di paperdollari. E siccome i videogiochi tiravano di brutto (perlomeno fino al 1983, via), perchè non mungere anche quella mucca? Perchè non fare un fumetto Tie-in con i videogiochi? Oltre al già citato QUESTPROBE della MARVEL apparso di recente sul blogghino, anche la DC Comics decise di mangiarsi la sua fetta di torta, o perlomeno di accattarsi qualche salatino. Nacque così ATARI FORCE, un fumetto tarro abbastanza e divertente quanto vuoi, che su licenza della casa di Sunnyvale si riprometteva di promuovere, almeno inizialmente, i giochi delle sue console.
Da buon partigiano Atariano, io, arroccato nella mia fortezza della solitudine (perchè noi Atariani in Italia siamo veramente due gatti) mi accingo ad illustrarvi quanto profonda possa essere la tana del bianconiglio e vi faccio da cicerone tra queste pagine fumettose in cui potrete sperimentare lo stupore, la meraviglia, la mediocrità e l’inquietudine.( shared from Chi non Corre è Perduto )

La prima serie di “Atari Force” contava solo 5 numeri, e venne pubblicata nel 1982. Non era una mini-serie e non era neanche una testata regolare, era essenzialmente pubblicità. I fumetti vennero creati per illustrare, a grandi-grandissime linee, le trame dei relativi giochi messi in vendita per le console domestiche. Al tempo Atari era ancora la principale sussidiaria dalla Warner Communications prima del grande patatrak dei videocosi del 1983 e i fumetti vennero distribuiti inclusi nelle confezioni dei giochi Defender, Berzerk , Star Raiders, Phoenix, e Galaxian.

Atari Force #4: Phoenix

I primi 5 fumetti vennero scritti da Gerry Conway e Roy Thomas, e tra i disegnatori c’erano Ross Andru, Gil Kane, Dick Giordano, e Mike DeCarlo.
Ai ragazzini amerrigani la cosa piacque molto, tantoché la Atari opzionò alla DC un’altra miniserie che avrebbe dovuto essere allegata ai giochi anche nel 1983, ma quando il disegnatore Jose Luis Gracia-Lopez era appena arrivato alla pagina 40 delle 120 che avrebbero dovuto costituire la serie (basata su una sceneggiatura di Elliot S! Maggin), Atari, stroncata finanziariamente dall’annus horribilis 1983, annullò l’affare.
La DC
, non volendo sprecare quelle 40 pagine, chiese a Maggin di aggiungerne altre 20, rendendo la storia autoconclusiva, e poi inaugurò una nuova linea di Graphic Novels DC” che come primo numero ebbero una grande storia dedicata a “Star Raiders”

La Graphic Novel Riciclona

Nella sua prima serie, la “Atari Force” era una squadra formata da 5 elementi di diversa nazionalità, incaricati di esplorare lo spazio per scoprire un nuovo pianeta che potesse accogliere la razza umana in fuga da una terra super-inquinata e pressochè inabitabile. La squadra si spostava a bordo della nave “Scanner One” ed era guidata dal comandante Martin Champion.

Quella che però era iniziata come una collaborazione tra Atari e DC Comics (nota bene, al tempo entrambe di proprietà di Warner Communications) ebbe un’evoluzione inaspettata, trasformandosi in una vera e propria space opera.
Nel 1984, la DC Comics lanciò “Atari Force v2″. Una seconda serie sequel dei mini-fumetti già pubblicati nel 1982.

Questa seconda serie venne ambientata circa 20 anni dopo gli eventi della prima, e il cast dei protagonisti era diverso, con storie di concezione molto simile a quelle dei Micronauti della Marvel.

Marvel’s Micronauts

I fumetti non avevano niente a che fare con i videogiochi Atari (al contrario di quanto poteva far pensare il titolo), erano acquistabili negli shop e nelle edicole regolari, e avevano il formato comic-book convenzionale. Ne furono pubblicati 20 numeri più uno speciale. E mentre l’originale “Atari Force” non ebbe molto a che fare con il resto dell’Universo DC, questa seconda serie riuscì a citare, nel numero 18,  nientemeno che “Crisis on Infinite Earths” (quando tentano di far navigare la nave attraverso il multiverso).

Sull’ultimo numero della serie venne spiegato che “Atari Force” stava chiudendo perché, nonostante le vendite fossero ancora buone, si era deciso di concludere la serie su una nota alta piuttosto che continuare ed osservare le vendite deteriorarsi pian piano nel tempo. L’altro motivo, molto più probabile, che potrebbe aver contribuito alla cancellazione della serie era la spirale di crisi in cui entrarono i videogiochi dal 1983, e che portarono la Warner Communications a vendere la Atari Inc. (guardacaso) nel 1985.
Questo fumetto, pur essendo molto apprezzato da chi lo lesse, ha una forte probabilità di non essere mai più ristampato, proprio a causa dei problemi di licenza con Atari.

I lettori curiosi possono leggere on-line la prima serie e altri fumetti videogiocosi atariani cliccando QUI.

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Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva a RGM su un cargo battente bandiera liberiana e si installa in redazione nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con Doc Nabakù, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.
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2 Risposte to “Atari Force: La DC Comics e il fumetto ufficiale di Atari”

  1. Spectrum l'imbrattacarte scrive:

    Era un tempo d’oro sia per il videogioco che per il fumetto. Non ne sapevo niente, di questi fumetti. Molto interessante. Quanto sarei stato contento allora (e quanto lo sarei ancor oggi) di trovare un fumetto nella confezione di un videogioco! Fu un’idea geniale. Credo che anche in Giappone si sia fatto (e si faccia tutt’oggi) qualcosa del genere.

  2. dottorgonzo2002 scrive:

    Secondo me, con QUESTPROBE, la Marvel fece ancora meglio. Tento’ di amalgamare i due mondi in maniera piu’ profonda, senza limitarsi alla sola promozione dei titoli. Bei tempi quelli…

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