Tu chiamale se vuoi, emozioni: Il Commodore 64 biscottone

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Sei un Atariano, è vero. Poi però sei diventato anche un Amighista dell’ultima ora, quell’ora che separava la Commodore International dalla sua dipartita fallimentare del 1994. Il tuo Amiga 600 lo hai amato, lo hai coccolato e giocato alla follia, tant’è che ti sei anche stupito del fatto che il suo lettore floppy non sia andato a signorine allegre che fanno la vita prima che tu potessi venderlo.
Il commodore 64 però…Quello è sempre stato sullo sfondo, onnipresente come la foto del presidente della repubblica nelle caserme dei carabinieri. Ci hai sempre dovuto fare indirettamente i conti e lo hai sempre visto come il cugino francese snob che viene a trovarti a casa e critica tutto. Era l’antagonista per eccellenza ma nutrivi una punta d’invidia, se non altro per l’immenso parco giochi di cui disponeva. Insomma, il Commodore 64 era il Commodore 64 e, a suo tempo, non lo si poteva nè eludere nè ignorare.
Adesso hai quarant’anni suonati e fai parte della redazione di The Retrogame Machine. Hai trovato altri quarantenni come te che apprezzano i computerini di una volta e la cosa gioca a reciproco vantaggio perchè (sei sicuro) se così non fosse, invece di discutere di vecchi software ludici e home computer, stareste pianificando una rapina in banca e l’acquisto degli AK-47 sulla baia.
Il capo Emiliano Buttarelli è uno che col Commodore 64 se l’è sempre intesa alla grande e te ne parla un gran bene, lo sponsorizza con passione. Tu, che quegli anni li hai vissuti pericolosamente piantato in salotto con il joystick, e nei bar a farti cambiare gli spicci, non sei immune alla sua campana. Alla fine hai preso la decisione: “Mi faccio un Commodore 64! Ma lo voglio di quelli veri, quelli very original. Voglio quello fatto a forma di savoiardo pucciato…Michia, MI FACCIO IL BISCOTTONE!” ( shared from Chi non Corre è Perduto )

Questa il biscottone se lo fa in un’altra maniera…

E allora, inizialmente, provi a cercarlo sulla baia ufficiale. Fai un paio d’aste ma le abbandoni con sconforto quando il prezzo arriva intorno ai 100 euri.
PORCATROTA! Possibile che un biscottone arrivi a costare così tanto? Eppure mi ricordo che al tempo ce l’aveva anche il gatto. Dovrebbe essere un articolo di facile reperibilità e quindi poco costoso
Niente di più sbagliato caro il mio LEI. Siccome sembra che adesso il Retrocomputing sia di gran moda, i prezzi volano alle stelle per qualsiasi cosa appartenga alla categoria.
Ah, ecco. Basta saperlo ché uno magari si regola.
E allora giunge a darti man forte il capo Emiliano, che ti passa un paio di indirizzi buoni sulla baia ANNUNCI.
C’è un certo Claudio di Pisa che ne vende uno a 60 euri. L’alimentatore è rotto e il cavo TV è fuggito all’estero quando siamo passati al digitale terreste. “LO VOGLIO!” pensi inorgogliendoti un pochetto.
Con le infradito ai piedi, chiami Claudio dalla spiaggia di Naregno e concludi l’affare. “Ritiro in zona” diceva l’annuncio. Tu stai a 30 chilometri da Pisa. Salti in macchina e vai. Niente di più facile. Almeno credevi.

4370458439_477771ef77_oAvevi mai provato ad andare a Pisa in Agosto? Di martedì mattina? Diretto in un luogo in centro dove il navigatore satellitare scende dalla macchina lui a chiedere indicazioni alle vecchine?
No, che non l’avevi fatto. A Pisa c’eri stato tanti anni prima. Quasi sempre per andare negli atenei universitari o, al limite, per fumare le canne di notte in Piazza dei Miracoli quando si poteva fare, ché i cencioni non avevano ancora tirato giù le torri ad aeroplanate.
Quindi immaginati dove è potuta precipitare la tua spavalderia quando, dopo Madonna dell’Acqua (è un luogo che esiste davvero, giuri) hai incontarto nell’ordine:

  1. Apini carichi di fiori diretti al cimitero (e lì ti tocchi) .
  2. Pullmate di cino/giapponesi diretti alla Torre.
  3. I calesse trainati da cavalli con i turisti americani cloni di Tom Cruise che ridevano e fotografavano le mura.
  4. I TRENINI gommati con vagonate di turisti poveri. Quelli da 5 euro al giro più il lecca-lecca per il bimbo.
  5. I marocchini che quando il navigatore ti ha detto: “Oh, sai che c’è? Io me ne torno a casa” ti hanno assalito da tutti i lati per venderti cinesate hi-tech ed elefantini di pseudo-avorio.
  6. E infine, ultima ma di non poca importanza, l’ingordigia del comune di Pisa che, nella forma della torretta parcheggi, ti chiedeva 1 euro e 75 per un’ora di sosta e dovevi pure inserire prima 3 numeri della targa sennò col cappero che ti rilasciava il TICKET. Questo perchè magari uno paga, poi si accorge che fa le cose prima della scadenza del ticket e con un gesto altruistico lo potrebbe lasciare a qualcun’altro che sopraggiunge. Invece con il discorso dei 3 numeri della targa STRONCANO QUESTA INFAME PIAGA che affligge i parcheggi di Pisa. Ma vaffancuore và. ‘Sti pezzenti.

Comunque, a parte questo infame percorso di avvicinamento, sei riuscito ad incontrare il buon Claudio davanti alla Facoltà di Matematica, ovviamente 6 parsec distante dal luogo dove avevate pianificato di trovarvi. Lui ti ha passato le consegne. È un retro-appassionato NERD come te ed ha depositando nelle tue mani uno dei suoi C64, assicurandoti sul volto degli avi che funziona ma è solo l’alimentatore quello che ormai lo contattano solo i MEDIUM.
Non sa, il buon Claudio che, se ti frega, dopo dovrà affrontare l’ira di Crom, che lo raggiungerà con la sua SCENIC familiare e lo passerà esemplarmente a filo di (lama) alimentazione.


Quando hai salutato Claudio e la sua gentile consorte, hai riguadagnato la tua automobile e con essa la fuga dalla terra dei senza parcheggio. Come prima tappa ti sei fermato a casa del tuo amico Maurizio, dove entrambi avete ammirato estasiati il piccolo monolito marroncino e lo avete toccato curiosi, saltandoci intorno e producendo grida disarticolate.

La scoperta del Commodore 64

Con gli amici del bar alla scoperta del Commodore 64

Adesso inizia un’altro viaggio, un’altra odissea. La ricerca di un trasformatore e di un cavo video. Ma questa è già un’altra storia.

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Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva a RGM su un cargo battente bandiera liberiana e si installa in redazione nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con Doc Nabakù, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.
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4 Risposte to “Tu chiamale se vuoi, emozioni: Il Commodore 64 biscottone”

  1. Adriano Avecone scrive:

    Spettacolare articolo! Chapeau!

  2. Che dire, se avessi conosciuto prima me è probabile che te ne avrei venduto uno io facendoti spendere una cifra vicina ai 20 euro, comodamente spedito a casa tua :-D :-D :-D
    Guardare i miei feedback per credere: http://feedback.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewFeedback2&userid=gaetanoselvaggio&ftab=AllFeedback

  3. dottorgonzo2002 scrive:

    Grazie Gaetà. Peccato non averti incontrato quando cercavo lavoro (altro che Commodore 64!) Ti tengo a mente. Cià :)

  4. dottorgonzo2002 scrive:

    Lascia fare Adriano. Questo è solo Gossip ;)

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