Bruce Lee: analisi multipiattaforma del capolavoro Datasoft

Il grande Bruce in tutto il suo splendore pixelloso.

Bruce Lee è uno fra i titoli più riusciti dell’intera epoca 8 bit, un connubio perfetto fra platform e picchiaduro in grado di offrire un’esperienza indimenticabile. Ricordiamone le principali caratteristiche in un’analisi multipiattaforma atta a sviscerare le principali incarnazioni del capolavoro Datasoft.

Bruce Lee è una pietra miliare del gaming, uno fra i primi tentativi di unione di picchiaduro, platform e avventura dinamica in un capolavoro che resiste ancor oggi alla prova del tempo. Sviluppato nel 1983, rilasciato nel 1984 per Atari 8 bit (sistema su cui fu originariamente sviluppato) e Commodore 64 e in seguito convertito per quasi tutti i sistemi a 8 bit, il gioco ideato da Ron J. Fortier (con grafica di Kelly Day e musica ed effetti sonori di John A. Fitzpatrick) consente di impersonare una versione stilizzata del leggendario attore in una missione ambientata nei sotterranei segreti di un’imprecisata città della Cina. L’obiettivo consiste nel raccogliere tutti i lumini presenti nei livelli di gioco, superando ostacoli, piattaforme, trabocchetti e la minaccia degli sgherri Ninja e Kamo. Al termine dell’avventura, il valoroso “furore della Cina” dovrà affrontare il temibile Fire Wizard, boss finale del gioco.

Le prime fasi di gioco (C64). Notare il toro votivo che controlla attentamente la situazione

Le prime fasi di gioco (C64). Notare il toro votivo che controlla attentamente la situazione

Bruce Lee è un capolavoro senza tempo, uno fra i videogiochi più divertenti e giocabili dell’era 8 bit (e non solo), capace di unire combattimento, platform, avventura ed enigmi in un mélange difficile da eguagliare. Durante la missione, Bruce potrà avvalersi di svariate mosse: oltre al canonico salto, il nostro eroe potrà accucciarsi (diventando una sorta di tappetino), salire su scale e nastri mobili e colpire i nemici con pugni e calci volanti. L’azione di combattimento mostra una velocità straordinaria senza alcun rallentamento. Il level design del gioco è una piccola opera d’arte: non è presente una piattaforma, un ostacolo o un trabocchetto non perfettamente calibrato e superabile con tempismo e precisione, senza passaggi “impossibili” o frangenti troppo semplici.

Il temibile Fire Wizard, boss finale del gioco. Non fidatevi delle apparenze, vi farà passare un brutto quarto d'ora.

Il temibile Fire Wizard, boss finale del gioco (C64). Non fidatevi delle apparenze, vi farà passare un brutto quarto d’ora.

Il lavoro di Ron J. Fortier è un capolavoro di gameplay, un gioco che bilancia tutti gli elementi necessari per divertire il giocatore senza frustrazione, proponendo schemi e situazioni di gioco sempre più fantasiosi e articolati. Bruce Lee è un classico da giocare e finire tutto d’un fiato. Analizziamo in dettaglio le diverse versioni del gioco.

VERSIONE COMMODORE 64

La versione per il “biscottone” Commodore è strabiliante: si tratta di un prodotto meraviglioso, colorato e molto fluido, con livelli brulicanti di dettaglio e una velocità di gioco straordinaria.

Uno fra gli schermi più singolari ed evocativi del gioco.

Uno fra gli schermi più singolari ed evocativi del gioco (C64).

La palette è calibrata in maniera eccellente, con un’alternanza di tonalità evocative. Gli sprite vantano animazioni sopraffine, anche se dotate di pochi frame, e una velocità considerevole. La costruzione degli sfondi è da manuale, con elementi articolati, strutture immaginifiche e piccoli dettagli in grado di infondere un’atmosfera unica (ad esempio il “toro votivo” presente nei primi schermi di gioco). Gli effetti sonori sono straordinari, un piccolo capolavoro nel capolavoro in grado di aumentare l’immedesimazione del giocatore e rendere immortale i beep monofonici emessi dal SID. In sintesi, una versione splendida e priva di difetti.

 

VERSIONE ATARI 8 BIT

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La palette dei computer Atari dona all’azione di gioco un aspetto decisamente “solido” (Atari).

Gli elementi ammirati nella versione C64 appaiono ulteriormente magnificati nella versione Atari. I movimenti e le animazioni dei personaggi risultano infatti molto più fluide e dinamiche (es. i salti), aspetto che rende l’azione più frenetica senza rinunciare a un controllo ottimale. I comandi rispondono in maniera ineccepibile, con la possibilità di gestire alla perfezione il nostro Bruce in ogni frangente. L’atmosfera orientale viene evocata da un sapiente design delle ambientazioni, a cui la ricca palette dei sistemi Atari offre un pizzico di brio in più. Pollice verso per quanto riguarda il sonoro che, seppur funzionale, si limita a pochi effetti sonori che non rendono giustizia al chip Pokey. Bruce Lee trova una dimensione ideale su Atari, offrendo la migliore esperienza ludica della perla di Ron J. Fortier.

 

VERSIONE ZX SPECTRUM

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La monocromia su Speccy è stata usata meglio in altre occasioni, ma la resa grafica è tutto sommato funzionale (Spectrum).

Il porting di Bruce Lee su Spectrum è stato eseguito dalla Ocean su incarico della U.S.Gold, che deteneva i diritti per la distribuzione del gioco in Europa. Il prodotto appare accettabile anche se non di qualità eccellente: i programmatori inglesi, pur conservando gli elementi salienti del gioco, non sono riusciti a riprodurre al meglio alcuni dettagli del gameplay che, seppur di importanza non critica, restituiscono un’esperienza diversa dalle altre versioni. Ad esempio, il gioco è privo di elementi come le lampade a intermittenza da colpire in un dato istante, privando il gameplay di una componente caratteristica. Inoltre, i movimenti dei personaggi e di alcuni componenti dello scenario sono diversi da quelli delle altre versioni, elemento evidente soprattutto per i giocatori più avidi del titolo Datasoft. Tralasciando la monocromia generale della grafica, marchio di fabbrica dello Spectrum, Bruce Lee su ZX appare un gioco piacevole, divertente e con un solido impianto ludico alla luce di una conversione migliorabile.

 

VERSIONE AMSTRAD CPC

Brillante e vivace, Bruce Lee su Amstrad acquista una nuova vitalità. (Amstrad CPC)

Brillante e vivace, Bruce Lee su Amstrad acquista una nuova vitalità. (Amstrad CPC)

U.S. Gold ha assegnato il compito del porting di Bruce Lee su CPC alla Timedata, che ha realizzato un prodotto molto valido. Bruce Lee su Amstrad appare un ottimo titolo, veloce e frenetico al punto giusto, nonostante una fluidità non ottimale in alcuni frangenti. La resa visiva del gioco è eccellente, enfatizzata dalle vivaci tonalità cromatiche del CPC. Anche dal punto di vista sonoro registriamo elementi positivi grazie alla qualità di jingle ed effetti. Peccato per qualche rallentamento presente in alcuni frangenti e per la risoluzione un po’ sacrificata di alcuni elementi di gioco. Nel complesso, una versione più che sufficiente per la spesso bistrattata macchina Amstrad.

 

 

VERSIONE MSX

La scelta cromatica sull'MSX è veramente criminale...

La scelta cromatica sull’MSX è veramente criminale…(MSX)

La versione MSX del titolo Datasoft è stata realizzata dalla giapponese Comptiq, autrice di un lavoro pessimo. Il settore grafico, pur riproducendo lo stile delle versioni originali, viene devastato da scelte cromatiche incomprensibili che restituiscono un gioco simile a una macchia di muffa o un trip lisergico. Gli sprite sono animati in maniera incerta e soggetti a un flickering fastidioso. Assegniamo una nota di merito al movimento di Bruce durante le scalate, davvero fluidissimo, pur trattandosi di un elemento trascurabile e non in grado di influire positivamente sul comparto visivo. Dal punto di vista sonoro la situazione non è migliore: sono stati implementati pochi effetti di qualità insignificante. L’azione di gioco scorre lentissima nonostante la presenza di tutti gli elementi del gioco originale: verrete sopraffatti presto dalla noia e frustrazione. Rabbrividiamo…

Sviluppatore: Ron J. Fortier Grafica: Kelly Day Musica: John A. Fitzpatrick Publisher: Datasoft Inc.

Piattaforme: Commodore 64, Atari 8 bit, MSX, ZX Spectrum, Amstrad CPC, BBC Micro, MS-DOS, Apple II, PC-88
Anno: 1983-1984
Supporto: cassetta, floppy disk

Ringraziamo Andrea Pachetti per alcune precisazioni storiche riguardo le note di conversione e distribuzione del titolo in Europa.

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Adriano Avecone

Adriano Avecone

Giornalista, blogger, creativo e traduttore sin dalle Guerre Puniche, flashato da un clone di Pong difettoso e incallito utente di sistemi obsoleti. Ha perduto il raziocinio a causa di un Vectrex e un Coleco presenti in un oscuro negozietto. Possessore di un Intellivision dal 1983, con il quale è convinto di parlare. I suoi feticci sono i nastri, prima rifiutati e in seguito amati in modi impossibili da riferire. Nel 1983 è stato espulso da tutte le scuole del Regno per aver detto alla Prof di aver raggiunto la Montagna Nuvolosa ad Advanced Dungeons & Dragons. Utilizzatore incallito di retrocomputer, dal 1985 è alle prese con un calcolo di decrittazione su Commodore 64 senza mai spegnere il computer. Appassionato di trollaggio di operatori di call center, pischelli convinti di essere retrogamer, inserzionisti truffaldini e venditori analfabeti. È un tipo da evitare ad ogni costo, soprattutto nelle fiere e nei mercatini dedicati al retrocomputing.
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3 Risposte to “Bruce Lee: analisi multipiattaforma del capolavoro Datasoft”

  1. Andrea Babich scrive:

    Ottima comparazione, grazie! Uno di quei giochi casualmente avantissimo, nel senso che gli sviluppatori imbroccarono una serie di intuizioni felici che non ci si crede.
    Il Fire Wizard in realtà ti fa passare ottimi 5 secondi: basta entrare nella stanza e correre verso destra senza fermarsi mai ed è bello e sconfitto.

  2. DottorGonzo scrive:

    Un gran bel gioco. Su Atari 8bit particolarmente fluido e reattivo. Anche le scelte cromatiche sono molto felici e il tutto contribuiva a renderlo un MUST-PLAY dei brufolosi atariani e commodoriani. Concordo col Babich: alla fine l’ultimo schema era una passeggiata di salute in confronto alla difficoltà del percorso intrapreso per raggiungerlo.
    Una perla di gioco.

  3. Ciao, bellisima recensione comparativa dedicata ad un vero capolavoro, pietra miliare nella storia del videogioco, complimenti!

    L’ideale però sarebbe completarla con TUTTE le versioni realizzate…

    Quella per Acorn BBC:
    http://www.doperoms.com/roms/acorn_bbc_micro/Bruce%2520Lee%2520%25281985%2529%2528Micro%2520Power%2529%255Ba2%255D%255BBRULOAD%2520start%255D.zip.html/665738/Bruce%20Lee%20(1985)(Micro%20Power)a2BRULOAD%20Start.zip.html

    Quella per l’Apple II:
    http://www.classic-retro-games.com/Apple-II_computer_games_13.html

    Quella (molto importante) per MS-DOS
    http://www.myabandonware.com/game/bruce-lee-a8
    Dove non vi dimenticate (come hanno fatto molti altri) che la CGA aveva anche la modalità 16 colori nell’uscita videocomposito (emulabile con dosemu):
    http://www.mobygames.com/game/pc-booter/bruce-lee/screenshots

    E anche le versioni per i misconosciuti 8-bit japonesi come il Nec PC-8801:
    http://www.theoldcomputer.com/roms/index.php?folder=NEC/PC-8801/Games/b

    ed il Fujitsu FM-7 (predecessore del ben più famoso FM-Towns):
    http://fm-7.com/museum/softhouse/comptiq/140900600.html

    Buon retro-divertimento!!!

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