Joust: La Williams Elettronics ti regalava l’ennesimo capolavoro

Avresti tanto voluto uno struzzo al posto del "Sì"

Il 1982 è stato un anno eccezionale per i giochi arcade. Uno dei giochi che ha contribuito a rendere quell’anno così speciale è stato sicuramente JOUST. Frenetico nel gameplay e con due giocatori presenti in simultanea sul medesimo schermo.
Io, con la mia versione casalinga per Atari 8bit, a questo gioco gli ho sacrificato un fracasso di ore-vita. Attaccato al joystick come un gatto, mi impegnai a fondo per impadronirmene completamente, studiandone i rimbalzi e le geometrie inerziali. Alla fine ci entrai talmente in simbiosi che deposi il mio primo uovo sulla poltrona del salotto.
Si. Posso tranquillamente affermare che se la morte mi venisse a cercare per giocare la partita a scacchi finale, io gli proporrei di giocare a JOUST, e correrei il rischio di diventare immortale. (shared from Chi non Corre è Perduto)

In “Joust” il giocatore controlla un cavaliere armato di lancia a cavallo di uno struzzo volante, e già per questo si capiva che le droghe circolavano in abbondanza nell’ambiente dei game designers. Il controllo è limitato al movimento a sinistra e a destra, mentre con il pulsante si controlla il battito delle ali. STOP. Avete capito bene. Un joystick a due direzioni e un pulsante, null’altro serve per giocare a un gioco che sarebbe rimasto nella storia dei videogames.
Più rapidamente si preme il pulsante e più frequentemente lo struzzo batte le ali sollevandosi in aria. Ovviamente il giocatore non è solo. Guerrieri simili a lui, che cavalcano poiane, si materializzano in ogni schema ed è necessario batterli per sopravvivere. Quando due cavalieri si scontrano, il Jouster con altezza maggiore ne esce vittorioso, mentre l’altro viene battuto e scompare. Quando questo accade, un uovo viene espulso dalla sua poiana e cade verso il basso rotolando sulle diverse piattaforme di gioco. Se lasciato a se stesso, l’uovo alla fine si schiude e rivela un nuovo nemico più potente di quello di prima. Una poiana comparirà per raccogliere il neopilota e riprendere il combattimento. Così è nell’interesse del giocatore raccogliere le uova prima che si schiudano e diventino un problema. Infine, se si perde troppo tempo per completare un livello, appaiono degli pterodattili in giro per lo schermo, molto determinati a uccidervi e tosti da eliminare.


Oltre ad essere molto accattivante nei suoni e nei colori, che in parte condivide con il suo predecessore “DEFENDER” (sempre della Williams Electronic), “Joust” presentava anche un bug di serie che venne risolto solo dopo diverso tempo con l’immissione sul mercato di una versione successiva denominata dagli addetti ai lavori “GREEN LABEL”. In questa versione verde infatti, non era più possibile uccidere un numero infinito di pterodattili posizionandosi sulla piattaforma centrale, consentendo così al giocatore di raggiungere punteggi incredibili.
Joust è stato portato su praticamente tutte le piattaforme videoludice esistenti, anche le più attuali come XboX e PS3. Ma il gioco prescinde dalla velocità dei processori e dalla quantità di RAM a disposizione. È come al solito la giocabilità quella che ha reso mitici questa generazione di giochi. Per darvi un’idea, posso tranquillamente affermare che la conversione per una macchina modestissima come l’Atari 2600 è più che dignitosa e capace di trasmettere le stesse emozioni dell’originale, il tutto nelle ristrettezze e lo spazio di memoria di una manciata di Kbyte.

L’essenza è resa alla perfezione. Tranne alcune ovvie limitazioni per risparmiare memoria tipo i fondali scarni e il fatto che le uova con cadono verso il basso ma fluttuino senza posa attraverso lo schermo, questa versione regala ancora un mix di divertimento e Amarcord molto efficace. Lo stesso dicasi per la conversione Atari 8bit, che per ovvia partigianeria ripropongo qui sotto.

Questa versione rasenta il NIRVANA dell’iper-trip giocoso, con tendenze al DELIRO videoludico. Grazie alle indiscutibili qualità delle macchine Atari 8bit, il gioco risulta molto fluido e lievemente più “elastico” dell’originale. Questo non danneggia il gameplay, anzi, va considerato come un valore aggiunto all’ulteriore coinvolgimento del giocatore.
Concludo con una piccola chicca per intenditori.
Quando Atari pubblicizzò la sua conversione di JOUST per la macchina 2600, fece fare un fumetto pubblicitario che comparve sui vari albi MARVEL/DC COMICS dell’epoca. Inoltre, sotto forma di volantino pubblicitario, venne allegato alla copia della cartuccia. Eccolo.

Bastava poco per fare contenti LI BIMBI

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Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva a RGM su un cargo battente bandiera liberiana e si installa in redazione nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con Doc Nabakù, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.
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