Wargames Giochi di guerra: Autoidentificazione selvaggia e il gioco della Coleco

war_games_bd_pack-full

Nel 1983, il film Wargames Giochi Di Guerra non è stato semplicemente un film, è stato un SEGNO. Un segnale ben preciso che autorizzava qualsiasi sedicenne che si intendesse di nuove tecnologie a nuclearizzare l’intero pianeta e sterminare la razza umana.
I ragazzetti come me ci andarono a nozze e uscirono dal cinema belli pompati, tipo come facevano gli immigrati italiani in america quando uscivano da vedere “Rocky”. Ovviamente noi avevamo già studiato la lezione ed eravamo preparati, avevamo già i nostri bei computerini a casa, sissì, ma era un dato di fatto che con un Commodore 64 o un Atari 800XL riuscivamo a malapena a tenere un’agenda casalinga che ricordasse a mamma di comprare le carote. Niente missili termonucleari, purtroppo.
La cosa però non ci scoraggiava, eravamo sicuri, convinti DENTRO che, prima o poi, dall’intimo tepore della nostra cameretta almeno un missiletto, nella vita, lo avremmo fatto partire.
L’anno scorso è stato il trentesimo anniversario di questa nerdissima enamel necklace sets pellicola ed è uscita l’edizione blu-ray commemorativa. Io, per non mancare di rispetto, me la sono comprata. ( shared from Chi non Corre è Perduto )

 

E HO FATTO MALE BOIADIUNGIUDA, ho fatto male. Perchè a prescindere dall’amore dichiarato che porto e porterò sempre nel cuore, l’edizione blu-ray di questo film è un’IGNOBILE TRUFFA che mi si è inserita direttamente nel BAUGIGI e non dimenticherò tanto facilmente.
Dove sta la fregatura? Ebbene, fino a quest’anno una vera e propria edizione blu-ray italiana del film non c’è mai stata. Sul mercato c’era invece la versione inglese, dove tra le tante tracce audio si poteva selezionare quella italiana (mono, santoddio MONO!).
Uno pensa: Fanno l’edizione celebrativa in italiano per l’anniversario dei 30 anni, chissà che figata pazzesca sarà. ZEPPA di nuovi contenuti speciali e chicche mai viste. E invece NO. I signori della Warner hanno rifatto il packaging esterno e ci hanno ficcato dentro il vecchio blu-ray inglese. PUNTO. Roba da chiodi.
Vabbè, ormai è andata. Torniamo a parlare del film che è meglio và.

E che non si ripeta più

È difficile confrontarsi con un film del genere, innanzitutto perchè è un gigante della mia giovinezza e poi, fattore non da poco, perchè c’è Ally Sheedy, al tempo giovane attrice che mi faceva battere il cuore e perdere diottrie. Quindi scusate tanto se non riuscirò ad essere severo quanto dovrei, ma il tributo di riconoscenza verso questo film surclassa il mio senso critico, un po’ come succede ai fan di Vasco Rossi. Sono DECENNI che il cantante di Zocca raschia il fondo del barile e vive di rendita, ma per i Ggiovani estimatori lui rimane sempre il grande BLASCO ( no, anzi. Dire Blasco è sorpassato. Adesso è il KOM, con la “K” che fa tanto bimbominchia ).

Ally dov’eri quando ti cercavo? Ah si, IN AMERICA. Eh già…vabbè

“Wargames” ha avuto il grande merito di sbolognare alla massa il concetto di macchina computer che, se saputa usare, consentiva a CHIUNQUE di fare cose all’apparenza incredibili. Prima di questo lungometraggio, nell’immaginario collettivo, i computer erano relegati dentro ai laboratori scientifici, utilizzati da tecnici con camice bianco che riuscivano ad interpretarli e parlare la loro lingua contorta. Da questo momento in avanti TUTTI possono essere capaci di usare un computer. “Se un giovane sbarbato come David Lightman ce l’ha fatta, vuoi che tutti gli altri non siano da meno?” Fuori dal cinema non ero il solo a pensarla così, ve lo assicuro.
E d’un tratto eravamo diventati tutti smanettoni come lui, bravi ad usare il nostro computer esattamente come faceva David. Però di Ally Sheedy neanche l’ombra. Sigh!
Ma veniamo alla trama in formato RAR:
David Lightman è un giovanissimo turbonerd mago dei computer. Da casa è addirittura capace di collegarsi al computer della scuola e cambiarsi i voti. Un giorno, mentre cerca un server di videogiochi per forzarlo e abusarne, trova un accesso sconosciuto ad un computer che gli offre di giocare con una vasta varietà di giochi a sfondo bellico. David ovviamente accetta e inizia una partita al gioco della “Guerra termonucleare globale”, solo molto più tardi capisce di essersi collegato ad un mainframe del pentagono (aka W.O.P.R.) e di aver messo in pericolo l’intero pianeta.

L’idea non era banale per quei tempi, forte anche del chiassoso momento che stavano vivendo i videogames, alle prese con una crisi profonda che li avrebbe ridimensionati radicalmente. C’è da dire però una cosa molto importante che spesso viene sottovalutata: Il protagonista David Lightman (interpretato da un giovane Matthew Broderick ignaro che nel remoto futuro avrebbe procreato con Sarah Jessica Parker facendo sesso nella città) aveva in camera un’apparecchiatura DA PAURA su cui noi brufolosi sbavavamo litri di saliva, e anche se ci fosse stata la possibilità di acquistarla, non sarebbero bastati i RENI, non sarebbe bastato neanche vendere la NONNA tutta intera. La cifra necessaria, per un teen-ager italiano del 1983, sarebbe stata inconcepibile.
David infatti usava uno dei primi microcomputer della storia, l’IMSAI 8080 (un clone del più famoso MITS Altair 8800), con lettore floppy a 8 pollici, sintetizzatore vocale e accoppiatore acustico/modem. Roba che da noi, soltanto il parlarne, evocava lo spirito di Spock ( morto da poco nel film del 1982, “L’ira di Khan”) che cominciava a volteggiare intorno agli ignari interlocutori.

David, un angelo e il super-computer bombardone

Il film è poi stato uno dei primi ad aver portato all’attenzione del grande pubblico tecniche di hacking e termini oscuri tipo backdoor (questa sconosciuta), oltre che il problema della sicurezza legato all’utilizzo delle reti informatiche e il famigerato DEFCON. Termine quest’ultimo poi utilizzato (in codice) da tutti i fidanzati italiani in crisi per descrivere lo status della loro relazione.
David, esteticamente, non è esattamente lo stereotipo del nerd. È sì un ragazzo brillante ma è anche piacente, ha la battuta pronta e soprattutto fa una cosa che generalmente i nerd non riescono mai a fare: TROMBA. Questo fatto ha tratto in inganno milioni di ragazzini, che credendo fermamente nell’equazione: mago dei computer=fidanzato di Ally Sheedy, si sono poi ritrovati incastrati in una vita di privazioni infilandosi nel tunnel di Dungeons & Dragons.
Molto bello è l’impiego, nella trama, di vere pratiche di hacking come quella che usa David quando programma il suo computer al fine di chiamare tutti i numeri telefonici di una determinata area, alla ricerca di un’altro computer che possa rispondere. Questa tecnica divenne di largo uso prima di internet, quando le connessioni si effettuavano via modem, e fu battezzata WARDIALING proprio in onore del film.
Altra chicca è quando David vuole telefonare senza soldi, e smonta la cornetta facendo un corto-circuito al suo interno con un pezzo di lattina. Negli Stati Uniti quel metodo (e molti altri) era divenuto di largo impiego e aveva fatto perdere alle compagnie telefoniche fantastilioni di dollari.

Ovviamente una delle parti più interessanti, per noi giovani divorati dall’acne, fu quella legata all’aspetto videoludico. Già dalle prime scene David appare impegnato in una sala giochi dove troneggiano giochi che poi sarebbero diventati pezzi di storia come Ms. Pac-Man, Tron, Jungle Hunt, e soprattutto Galaga.
Forse non tutti sanno che la produzione fece recapitare un vero esemplare di Galaga a casa di Broderick per farlo allenare nel gioco di modo che che nel film apparisse effettivamente come un consumato video-wiz e non un qualunque imbranato avventore occasionale spaventatoa dall’orrore tecnoludico.
Inoltre, un videogioco basato sulla pellicola venne sviluppato da Coleco per il suo Colecovision nel 1984 e successivamente portato su altre piattaforme come il Commodore 64 e la famiglia Atari 8bit.
La trama del gioco omonimo non ripercorreva assoltamente quella del film, ma era ispirata alle vicende che si svolgevano nel grande salone del NORAD quando il W.O.P.R. giocava la sua guerra simulata. È un gioco in cui bisogna difendere gli Stati Uniti da un attacco nucleare. Scopo principale è quello di evitare di far arrivare il livello DEFCON (DEFense readiness CONdition) a 1, pena lo scoppio della Guerra Termonucleare Globale e la fine del gioco.

Print Friendly

FORSE TI POTREBBERO INTERESSARE:

The following two tabs change content below.
Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva a RGM su un cargo battente bandiera liberiana e si installa in redazione nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con Doc Nabakù, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.
Puoi lasciare un commento all'articolo. 'Pinging' non permesso attualmente.

2 Risposte to “Wargames Giochi di guerra: Autoidentificazione selvaggia e il gioco della Coleco”

  1. silverf0x0 scrive:

    Vi è venuta una voglia matta di rivedere il film

  2. silverf0x0 scrive:

    *Mi

Lascia un commento