Ucronia – What if … Atari avesse continuato a dominare il mondo dei videogiochi. (parte 2)

855507707d6fc44478174a297a4a72ba

Amici, in questi giorni di letizia ricorre l’anniversario dei 30 anni di Super Mario, un iconico personaggio diventato fenomeno di costume e che Atari ha contribuito a portare nelle case di ogni videogiocatore del pianeta.

Bello vero? State navigando sulle pagine di un blog dove tutto può accadere. Il secondo episodio della saga che vi apprestate a leggere appartiene infatti all’universo delle storie immaginarie che scaturiscono dalla mente mia e di Emiliano Buttarelli, entrambe poste in collegamento wi-fi Madrid-Lucca.
Per i non avvezzi ribadisco il concetto: questi “What If” sono solo un pretesto per scrivere una storia diversa, dove Atari si diverte a sforacchiare commercialmente i suoi concorrenti tipo PUNITORE. Quindi, cari miei retropupi, i nostri “What If” sono chiaramente fuori continuity e non vanno presi alla lettera, perchè le cose che ci avvengono dentro non sono mai completamente accadute nella serie regolare del retrogaming.

( shared from Chi non Corre è Perduto )

Atari_punitore

Marzo 1977

È raro che quattro adulti intelligenti e scettici rimangano impalati con uno smagliante sorriso sulle labbra nello stesso momento, ma quello che Nolan Bushnell, Steve Bristow, Al Alcorn e Jay Miner stavano fissando nel laboratorio della sezione Ricerca e Sviluppo era probabilmente la cosa più straordinaria che avessero mai visto: una versione, ancora non definitiva, di una console giochi a cartucce denominata Stella.

heavy-sixer

La console si presentava bene, solida, affidabile e perfettamente in linea con i tempi grazie a degli inserti in radica che non l’avrebbero fatta sfigurare nel salotto di qualsiasi americano. Sul televisiore in bianco e nero ad essa collegato, le sagome cubitali di due piccoli carriarmati si fronteggiavano. I sorrisi dei quattro, per quanto ampi, non riuscivano a rendergli completamente giustizia.

« È perfetta », dichiarò Bushnell.

« Un gioiello del design se valuti bene la scelta della radica », sottolineò Bristow.

« Un’opera d’arte », decretò Alcorn.

Si voltarono verso Miner, il progettista che aveva sviluppato il processore grafico, per sentire cosa aveva da dire: « Non male vero? Quelli della Fairchild non ci dovrebbero impensierire, non ci manca nulla… » disse un po’ impacciato. « Ehm…Comunque abbiamo un gran cavallo » concluse.
I quattro continuarono a fissare la console come rapinatori che avevano appena messo a segno un colpo incredibile. Al suo arrivo nei laboratori, Nolan aveva sperato che fosse proprio quello il genere di clima che si sarebbe dovuto instaurare intorno al nuovo prodotto.

« Che mi dici del nome? » Chiese Bushnell rivolgendosi ad Alcorn.

« E lo chiedi a me? Domandalo a Jay. È il nome della sua bicicletta! »

« Mi sembrava carino », ammise Miner stringendosi nelle spalle.

« No. » sentenziò Bushnell. « Non va bene. Dobbiamo cambiarlo in qualcosa di più abbordabile, che riesca a differenziarsi dalla concorrenza ma senza grossi strappi. Un nome familiare, che si vada ad inserire nel mercato senza traumi, in modo rassicurante »

« Beh, andremo a scontrarci direttamente con la Fairchild e il suo Video Entertainment System. Chiamiamolo in modo simile. Magari, sotto Natale, grazie alla distrazione dei genitori stressati potremmo contare su qualche vendita in più » suggerì Alcorn.

Gli occhi di Bushnell brillarono. « Ottima idea Al. Così li facciamo anche incazzare di brutto. Sì. Credo che Atari Video Computer System potrebbe fare al caso » disse sogghignando senza distogliere lo sguardo dalla console. « Ce la facciamo per settembre? »

« Nessun problema. Alla Cyan Engineering è tutto pronto, basta solo la tua approvazione e facciamo partire la produzione. Io e Steve ci siamo sentiti con loro giusto ieri » rispose prontamente Alcorn.

Nolan afferrò delicatamente la console soppesandola. « Pesantuccia però. Siamo sicuri che tutta questa radica non ci verrà a costare troppo? »

« Lo so cosa stai pensando ma abbiamo fatto delle ricerche di mercato. Quest’anno circa l’80% dei televisori acquistati dagli americani è foderato in radica. La gente la comprerà anche per fare pendant col salotto. » rispose orgoglioso Bristow.

« Steve! » Nolan distolse finalmente lo sguardo dalla console per rivolgerlo verso di lui. «Non smetti mai di stupirmi. Adesso sei anche un ottimo designer di interni. Mi domando: quando riuscirai a spedire un razzo su Marte? »

« Di quello vorrei occuparmene io », intervenne Miner. « Vi prego di non rubarmi l’idea. Anzi, più precisamente sto già progettando il computer che manderà quel razzo su Marte.» Il suo appunto scatenò una risata generale.

A quel punto Alcorn pose una mano sulla spalla di Nolan: « Dai Nolan, rilassati. Non sei contento? Guardala, è lì, davanti ai tuoi occhi. Pensavamo di non riuscirci ed invece ce l’abbiamo fatta. Con tutti i soldi che ci ha rovesciato addosso la Warner abbiamo potuto farlo. Hai fatto la scelta giusta. Abbiamo vinto! »

« Già. » disse Nolan riportando gli occhi sulla console. « Ci è costata 100 milioni, ci siamo venduti l’anima alla Warner per lei, ma alla fine ci siamo. »

A un anno dall’acquisizione, dopo i fiumi di dollari destinati allo sviluppo e le centinaia di migliaia di circolari interne al vetriolo destinate a lui, Nolan Bushnell era ragionevolmente sicuro di trovarsi davanti al prodotto che avrebbe rappresentato Atari almeno per i successivi tre anni, sfidando orgogliosamente i concorrenti sul mercato. « DEVONO VEDERLA TUTTI QUANTI! », proruppe Bushnell, uscendo dal laboratorio per invitare gli altri dipendenti a dare un’occhiata.

Gli impiegati di Atari entrarono nel laboratorio riunendosi intorno alla console ed ebbero la stessa reazione dei primi 4 che l’avevano vista prima di loro.

« È fantastica », commentò qualcuno, esterrefatto.

« Ne venderemo un milione, vero? » fece un’altro.

« No, assolutamente », rispose Bushnell. « Non ne venderemo neanche una. Ed è proprio quello che ho intenzione di dire alla Warner »
Fine secondo episodio. Titoli di coda e sigla di chiusura.

Print Friendly

FORSE TI POTREBBERO INTERESSARE:

The following two tabs change content below.
Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva a RGM su un cargo battente bandiera liberiana e si installa in redazione nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con Doc Nabakù, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.
Puoi lasciare un commento all'articolo. 'Pinging' non permesso attualmente.

Lascia un commento