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Tutti i giochi nel Megadrive

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Tutti gli appassionati di retrogaming conoscono la consolle che ha spopolato nel periodo dei 16bit prodotta dalla SEGA e che ha regalato titoli che sono rimasti della pietre miliari nella storia dei videogame.
Il SEGA Megadrive o GENESIS come lo conoscono sul mercato americano si é meritato un posto nell’ olimpo delle consolle senza ombra di dubbio, che nei primi anni 90 rivaleggiava con SNES per aver il trono di miglior consolle casalinga dell’ epoca.

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Mystery House – l’inizio di una lunga avventura

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Da sempre la lettura è qualcosa che appassiona e coinvolge allo stato puro, capace di regalarci forti emozioni portando la nostra immaginazione a livelli impensabili. Il connubio lettura e videogiochi fin dall’inizio diede al mondo videoludico una spinta incredibile sul piano creativo, coinvolgendo scrittori e non a spingersi verso una nuova frontiera denominata avventura testuale.

Ma cos’è una avventura testuale? Si può definirla come una sorta di libro interattivo dove noi siamo gli artefici delle nostre azioni, scelte per la risoluzione della stessa. Tramite bivi e via dicendo eravamo i protagonisti assoluti della storia che leggevamo attraverso il video. Un vero approccio coinvolgente e riflessivo che seppe arrivare anche ai non esperti. La bellezza di queste opere riscossero molto successo nella metà degli anni 70, tanto da portare alcune ditte produttrici di videogames per homecomputer ad una svolta radicale, ovvero quella di poter rappresentare il tutto attraverso un aspetto grafico e non solo quello ad interfaccia riga di comando.

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Atari2600 – Pelè’s soccer: Quando l’immagine non basta

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Sappiamo tutti quanto i giochi sportivi abbiano caratterizzato nel bene e nel male l’ambiente videoludico. Quanti smanettoni hanno passato serate insonni a cercare la via del goal o di un canestro con innumerevoli difficoltà. Sicuramente tantissimi, per non parlare quelli che si sfondano le cataratte a suon di doppi tra amici nelle proprie dimore. Detto questo, passiamo al gioco in questione.

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Bandai Pippin – Cosa, come, quando.

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Non è certo tra le più note questa console, frutto della collaborazione tra la Apple e la Bandai. La macchina è conosciuta con diverse varianti del nome che sono: Pippin, Pippin “at mark” oppure Pippin @ o persino solo @ .
La Apple non voleva lanciarsi nel mercato delle console da sola e cercava terzi ai quali concedere la licenza della tecnologia.
Aprendo una parentesi sulla casa di Cupertino di allora, va detto che questa voglia di trovare nuovi mercati è soprattutto figlia della profonda crisi della quale, da metà anni ’90 in poi, è preda la Apple che con diversi insuccessi era sul punto di cadere.
Al timone, all’epoca, non vi era Steve Jobs, costretto a lasciare la sua azienda nel 1985, ma John Sculley (dal 1983 al 1993) e poi Michael Spindler (dal 1993 al 1996).
Steve Jobs ritornerà ad essere il CEO della Apple solo dal 1997, risollevando la sua azienda dalla profonda crisi di idee nella quale era caduta con la gestione dei suoi predecessori. Read more »

Brusaporto retrocomputing 2012

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Domenica 28-10-2012 si é svolta la manifestazione di Brusaporto Retrocomputing, che ormai da qualche anno attira numerosi fan del digitale informatico e che anche quest’ anno ha visto riunirsi un gran numero di persone attratte da questa comune passione.

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Powerglove: Tutta la potenza in un guanto

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Nel 1989 Nintendo introdusse sul mercato qualcosa di particolarmente innovativo. Un qualcosa che nessuno pensava fino a quel momento. Sappiamo tutti cos’è un controller o un Joystick, sono alla base di ogni conoscenza nel settore, anche perchè è l’unità principale di interfacciamento di ogni console o computer che si rispetti. Quindi tutti si chiederanno, ok cos’è? Parliamo di una periferica che ormai è entrata nella storia, per i suoi pro, ma anche per i suoi enormi contro…ovvero il fantascientifico ” Powerglove ” il così detto Guanto magico, o guanto del potere.

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STARWING for SNES Review

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Ciao a tutti amici appassionati di retrogaming, oggi vorrei parlarvi di un gioco… anzi parliamo prima di un chip… Si ! Avete capito bene, un chip !. Infatti grazie a questo chip e alla architettura della console e sopratutto all’unione dei due che nasceva uno spettacolo, uno spettacolo che inevitabilmente ci portava a pensare… ma sono 16 bit ??.

Se non ci siete ancora arrivati sto parlando di STARWING per Snes. Un gioco che avevo accantonato qualche tempo fa e che recentemente grazie ad un video mi è rimbalzato in mente!

 

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Danger Freak – C64 Review

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Quando si parla di Commodore 64 si potrebbe fare un elenco sconfinato di titoli memorabili che hanno caratterizzato al massimo il suo palinsesto videoludico. Da buon amante del cinema, alla fine degli anni ottanta un titolo colpì la mia attenzione incuriosendomi non poco. Il gioco in questione si chiamava Danger Freak. 

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Ghostbusters – C64 Review

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Siamo nel 1984, il cinema è sconvolto dall’uscita di un film incredibile, destinato con il suo brand ad invadere il mondo. Un titolo indimenticabile odierno ancora oggi per la sua originalità e struttura. Sto parlando del fantasmagorico Ghostbusters.

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C’era una volta…

Negli anni 80 i computers disponevano di pochi kb di ram (se non byte… atari 2600) ed una CPU (processore) che potevano erogare pochi mhz di potenza, ben differenti dagli odierni i7… ed era assolutamente d’obbligo programmare nel modo più veloce ed ottimizzato possibile. Molti di noi iniziarono con il Basic per poi evolversi buttandosi nel “cyberspazio” dell’assembly. Il periodo era quello della sperimentazione ed il computer veniva visto come il “cervello elettronico” a cui tutto era permesso (e possibile).

In pochissimi byte si potevano creare giochi con colori, animazioni e suoni ed effetti, per l’epoca, strabilianti. Spesso i ragazzi creavano piccole “demo” per testare la potenza delle varie macchine (Commodore64, Msx, Amstrad, ZXSpectrum etc) mettendo a confronto i vari limiti cimentandosi in vere e proprie coreografie digitali.

In un’altra occasione mi piacerebbe riprendere ed approfondire questo argomento.

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