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	<title>the Retrogames Machine &#187; Atari ST</title>
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		<title>Lost Patrol &#8211; Sopravvivere in Vietnam secondo Ocean</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 05:43:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giunge il 1990, una nuova decade si sta affacciando per il mondo del gaming per home computer. La Ocean noto publisher conosciuto negli anni 80 per le numerose trasposizioni cinematografiche, insieme agli sviluppatori di Shadow Development, propone sul mercato un titolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Giunge il 1990, una nuova decade si sta affacciando per il mondo del gaming per home computer. La <strong>Ocean</strong> noto publisher conosciuto negli anni 80 per le numerose trasposizioni cinematografiche, insieme agli sviluppatori di <strong>Shadow Development,</strong> propone sul mercato un titolo davvero molto interessante che sa mettere in evidenza un&#8217;innovazione ludica complessa e accattivante, e allo stesso tempo una realizzazione tecnica di altissimo livello.<br />
In un Vietnam infuocato sopravvivere è tutto. Ecco a voi il mostro sacro <strong>Lost Patrol</strong></p>
<p><span id="more-8248"></span></p>
<p>In quel periodo, in cui i computer a <strong>16 bit</strong> iniziavano la loro marcia trionfale nel mercato ludico, gli sviluppatori iniziarono a sbizzarrirsi in creazioni più laboriose e sperimentali, capaci di offrire al pubblico prodotti capaci di regalare al giocatore un&#8217;esperienza di gioco più profonda ed intrigante. E&#8217; questo il caso del glorioso <strong>Lost Patrol.  </strong>Molti giochi in precedenza affrontarono l tema della guerra in Vietnam, ma nessuno forse riuscì a regalare le emozioni del titolo <strong>Ocean, </strong>sviluppato per <strong>Amiga</strong> e<strong> Atari ST</strong>.</p>
<div id="attachment_8250" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol8.jpg"><img class=" wp-image-8250" alt="lostpatrol8" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol8-300x187.jpg" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">I piccoli FMV in bianco e nero caratterizzano a meraviglia le nostra azioni.</p></div>
<p>Il gioco è (ovviamente) ambientato durante la guerra del Vietnam, precisamente  il 7 giugno del 1965, data in cui un elicottero americano di ritorno da una pausa di R &amp; R a Saigon si blocca in remoti altopiani centrali del paese del sudest asiatico<br />
Sette soldati americani, i sopravvissuti del disastro, si trovano cosí sperduti nel cuore pericolo e dovranno affrontare mille insidie percorrendo 58 miglia di duro cammino attraverso il territorio infestato da trappole esplosive e soldati nemici.<br />
La squadra ha poco cibo e munizioni e la loro marcia per raggiungere la salvezza presso la base USA più vicina diventa un compito al limite dell&#8217;impossibile. Nei panni del sergente Charlie Weaver, abbiamo il compito di guidare i sopravvissuti verso il successo, usufruendo delle peculiarità di tutto il team.</p>
<div id="attachment_8251" style="width: 280px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol6.jpg"><img class=" wp-image-8251" alt="lostpatrol6" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol6-300x207.jpg" width="270" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">La modalità SNIPER è davvero utile prima di attaccare un avamposto nemico.</p></div>
<p>Il gioco si presenta come un <strong>Action/RPG</strong> dal notevole impatto visivo. Il gameplay è gestito completamente dal mouse con cui selezioneremo i personaggi e li faremo muovere sulla vastissima mappa territoriale o ne gestiremo lo status. Con la tastiera invece possiamo effettuare alcuni comandi, come intrattenere delle conversazioni o impartire ordini ai nostri commilitoni. Al lato della cartina troviamo una bussola che ci aiuterà durante gli spostamenti indicandoci le zone a rischio da evitare. Ovviamente la maggior parte di esse non sono messe in evidenza ma vanno scoperte a nostro rischio e pericolo usando tutta la nostra strategia militare.</p>
<p>Oltre alla gestione delle risorse, principalmente cure e armi nonché delle munizioni, il gioco presenta anche molte fasi d&#8217;azione in cui ci troveremo ad affrontare dei corpo a corpo e fasi da cecchino, nelle quali la nostra abilità ci aiuterà ad annientare i temibili viet cong nascosti nella vegetazione.</p>
<div id="attachment_8252" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault.jpg"><img class=" wp-image-8252" alt="hqdefault" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault-300x225.jpg" width="270" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Suggestive e ben caratterizzate le schermate di gioco.</p></div>
<p>Il comparto visivo è senza dubbio di prim ordine e personaggi ed ambientazioni ben caratterizzati. Oltre alla mappa e ai volti della squadra, durante le nostre azioni e spostamenti noteremo scene statiche grafiche o animate di un altissimo livello, molto suggestive ed accattivanti dal lato artistico. Inoltre sono inclusi piccoli intramezzi , di pochi secondi, in di animazioni digitalizzate in <strong>FMV ( Full motion video ) </strong>bianco e nero per dare il senso del &#8220;documento storico&#8221; d&#8217;epoca. Davvero &#8220;avanti&#8221; per il periodo.<br />
Oltre ad esser una gioia per gli occhi, il gioco è anche una delizia per l&#8217;udito grazie alla struggente colonna sonora di <strong>Chris Glaister</strong> , che da sempre viene considerata una delle migliori mai realizzate per un videogame.</p>
<p>A distanza di così tanti anni, posso dire apertamente che giochi come <strong>Lost Patrol</strong> sono un esempio da manuale per l&#8217;integrazione tra innovazione nel design e implementazione di un gameplay equilibrato ed avvincente. La possibilità di fondere più generi in modo armonico e renderli fruibili a tutti. Un gioco profondo, tattico e coinvolgente come pochi, capace di rapirti fino alla sua fine anche grazie alla generazione &#8220;random&#8221; del percorso da seguire attraverso distese foreste fluviali del Vietnam.<br />
Sicuramente non fu un gioco &#8220;capito&#8221; da tutti quando uscì. Bisogna ammettere che per quanto adatto anche ad un pubblico giovane di sicuro virava verso una componente di difficoltà spesso non indifferente visto le varie riflessioni &#8220;tattiche&#8221; da effettuare per portare a termine una tappa del nostro ostico viaggio. Fatto sta che il titolo al periodo fu accolto con entusiasmo dalla critica e da coloro che seppero capirlo.<br />
Come molti titoli dell&#8217;epoca anche questoper girare necessitava almeno di 1 mega di memoria.</p>
<p>Se siete amanti del genere e siete collezionisti Amiga o Atari ST, vi consiglio vivamente di ricercarlo e farlo vostro vostro. Un titolo notevole  che saprà appassionarvi come pochi altri.</p>
<div id="attachment_8253" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/ninja-lost-patol.jpg"><img class="size-medium wp-image-8253" alt="ninja lost patol" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/ninja-lost-patol-300x247.jpg" width="300" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Eccomi con la mia copia originale della perla OCEAN.</p></div>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Barbarian &#8211; The Ultimate Warrior: Da perdere la testa</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 06:22:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi da ragazzino ha amato il genere fantasy? Personalmente credo che qui siamo in molti. Fin dagli albori questo genere fantastico conquistò migliaia di artisti in tutto il mondo, illustratori, registi, e programmatori. Mentre la tecnologia avanzava in maniera inesorabile, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Chi da ragazzino ha amato il genere fantasy? Personalmente credo che qui siamo in molti. Fin dagli albori questo genere fantastico conquistò migliaia di artisti in tutto il mondo, illustratori, registi, e programmatori. Mentre la tecnologia avanzava in maniera inesorabile, una software house nota sotto il nome di <strong>Palace Software</strong> decise di realizzare un titolo davvero unico. Per la prima volta qualcosa di inatteso, violento, e decisamente tattico apparve all&#8217;orizzonte. Sto parlando dell&#8217; unico e inimitabile<strong> &#8220;Barbarian: The ultimate warrior&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-8307"></span></p>
<p>Ideato da <strong>Steve Brown</strong> nel 1987 per Commodore 64, &#8220;Barbarian&#8221; fu un titolo veramente interessante e innovativo, ispirandosi alla mitologia e alla letteratura Fantasy, e omaggiando pellicole come &#8220;<strong>Conan &#8211; il barbaro&#8221;</strong> con il grande Arnold Schwarzenegger. Quello che ne risultò, riuscì a rendere felici migliaia di videogiocatori della vecchia scuola.</p>
<div id="attachment_8309" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian_Palace_Software_-_Gameplay.png"><img class=" wp-image-8309" alt="Barbarian_(Palace_Software)_-_Gameplay" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian_Palace_Software_-_Gameplay-300x187.png" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">La versione C64 nel suo splendore. Notare lo zampillo di sangue durante la decapitazione.</p></div>
<p>Ispirandosi volutamente alle formidabili illustrazioni del grande <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Frazetta" target="_blank">Frank Frazetta</a>, </strong>l&#8217;intento di Brown era quello di realizzare un prodotto di impatto visivo imponente, capace di far sgranare gli occhi agli appassionati del genere, e allo stesso tempo avvicinarli ad un altro genere che iniziava a spopolare nelle sale giochi: il picchiaduro.<br />
Steve Brown, armato di grandi idee, decise di farsi riprendere da una videocamera mentre effettuava mosse di attacchi con la sua spada di legno.Un  team di grafici ricalcò su dei fogli lucidi trasparenti tutti i vari fotogrammi, per poi trasferire le immagini dei lucidi nel gioco, pixel per pixel. Un lavoro a dir poco minuzioso e decisamente molto articolato, ma questo era il modo di procedere se si voleva trasmettere il realismo e la brutalità.</p>
<p>L&#8217;hype del team era elevatissimo e i primi risultati di programmazione diedero grosse soddisfazioni. &#8220;Barbarian&#8221; stava venendo su una meraviglia. Brown, decisissimo a differenziare il suo prodotto a livello commerciale, scelse di non condurre la campagna pubblicitaria basandosi su disegni e grafiche, ma bensì sul realismo fotografico. Decise quindi di ingaggiare persone vere per promuovere il suo prodotto. Vennero così chiamati due modelli: <strong>Michael van Vijk,</strong> e la meravigliosa<strong> Maria Whittaker, </strong>nelle corrispettive parti di barbaro e principessa. Ovviamente, solo il vedere la Whitakker vestita di niente sulle confezioni del gioco, fu motivo di incremento di vendita esponenziale.</p>
<div id="attachment_8310" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-8310" alt="Barbarian-1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-1-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Una splendida foto di Brown tra Van Vijk e la splendida Whittaker.</p></div>
<p>Tornando al gioco, il gameplay sul principio era piuttosto semplice, per diventare sempre più complesso nell&#8217;andare avanti. Tutto si presentava come un &#8220;beat&#8217;em up&#8221; a incontri. Il classico VS mode, 1P vs CPU, o vs 2P.<br />
Il giocatore armato di spadone a due mani doveva sconfiggere l&#8217;avversario togliendogli tutta l&#8217;energia. Oltre ai molteplici attacchi era possibile colpire il rivale con un calcione piazzato per allontanarlo. La cosa bella erano le numerose contromosse e parate che allungavano i tempi degli incontri.</p>
<div id="attachment_8311" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-Palace-1.png"><img class="size-medium wp-image-8311" alt="Barbarian-Palace-1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-Palace-1-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Ambientazioni suggestive e notevole impatto grafico nella versione per Amiga.</p></div>
<p>Se si era abili, era possibile anche terminare la partita con una sorta di super mossa che permetteva di decapitare il nostro rivale, terminando così immediatamente il round. Molto bello poi, era vedere un goblin venire a prendere la testa e il cadavere del nemico battuto e portarlo fuori dallo schermo. I fondali erano alquanto suggestivi, seppur fissi e soltanto lievemente animati in alcuni tratti. Si passava da fitti boschi a vulcani, nonché segrete. Molto belli anche i campionamenti vocali a inizio e fine incontro, che trasmettevano un senso di solennità al tutto.</p>
<div id="attachment_8313" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7.gif"><img class=" wp-image-8313" alt="barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7-300x187.gif" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Brutalità e Fantasy si respirano a prima vista. Notevole anche la versione Atari ST.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In pratica, alla sua uscita sul mercato, il pubblico poté godere di un titolo affascinante, capace di incollare il giocatore allo schermo fino al suo non semplice completamento.<br />
Seppure un po&#8217; ripetitivo in alcuni frangenti, Barbarian appariva come un affascinante e dinamico affresco fantasy, violento come pochi. Il successo di vendite su C64 fece sì che l&#8217;anno successivo venisse sviluppato anche su macchine tecnicamente superiori a 16 bit, come Commodore Amiga e AtariST, e il successo del gioco raddoppiò.<br />
Per la Palace e la Epyx (che si aggiudicò i diritti per la distribuzione del gioco in Nord America dove è conosciuto con il nome di DEATH SWORD) fu un successo tale da mettere in cantiere, nello stesso anno, il suo sequel.<br />
Che ve lo dico a fare? Questo è un gioco che ogni giocatore che si rispetti deve avere sul suo vecchio home computer. Tanto venne trasposto in tutte le salse quindi non vi sono scuse. Correte a reperirlo, o rischierete la testa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Manhattan Dealers &#8211; Violenza urbana su Home computer.</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2014 14:23:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Immaginatevi proiettati in un ghetto New Yorkese malfamato, sporco, dove la violenza e l&#8217;uso della droga sono di normale amministrazione. Solo un uomo è in grado di addentrarsi i questi luridi vicoli e riportare tutto alla normalità, ridando così un&#8217; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Immaginatevi proiettati in un ghetto New Yorkese malfamato, sporco, dove la violenza e l&#8217;uso della droga sono di normale amministrazione. Solo un uomo è in grado di addentrarsi i questi luridi vicoli e riportare tutto alla normalità, ridando così un&#8217; ordine sociale accettabile. Il suo nome? Semplicemente <strong>HARRY</strong>. E il titolo in questione è <strong>Manhattan Dealers</strong>.</p>
<p><span id="more-8027"></span></p>
<p>Siamo nel 1988, in quel periodo ero in pianta stabile sul computer <strong>16 bit</strong> di <strong>Commodore</strong>. L&#8217;<strong>Amiga</strong> si stava pian piano stabilizzando sul mercato grazie alla sua scelta variegata di titoli davvero degni di nota. Nuovi sviluppatori erano all&#8217;orizzonte, tanto che la mia attenzione cadde su un titolo alquanto particolare. Su alcune riviste di settore apparvero le prime foto di un gioco sviluppato da una nuova casa francese dal nome <strong>Silmarils</strong>. Il gioco in questione si chiamava<strong> Manhattan Dealers</strong>. Questi scatti mostravano location metropolitane dettagliatissime e personaggi cattivi degni del miglior film di <strong>Spike Lee</strong>. Un ambiente sub urbano ricreato alla perfezione. Il personaggio principale di nome <strong>Harry</strong> veniva mostrato con Jeans e giacca di pelle, pronto a farsi strada a suon di pugni e calci.</p>
<div id="attachment_8028" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/sottoscala.png"><img class=" wp-image-8028" alt="sottoscala" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/sottoscala-300x187.png" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Nel sotterraneo ci aspetta un killer armato di sega elettrica pronto a farci la pelle.</p></div>
<div id="attachment_8029" style="width: 253px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/molo.png"><img class=" wp-image-8029 " alt="molo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/molo-300x187.png" width="243" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Dal molo abbandonato ecco giungere una teppista armata di catena. Look molto 80&#8242;s.</p></div>
<p>Nei panni di questo vigilante, dovevamo riportare la tranquillità in questo inquietante luogo di perdizione e spaccio di stupefacenti. Muovendoci tra le location del quartiere, il nostro impiego era quello di eliminare tutta la gang che gestisce lo spaccio e recuperare la droga per poterla bruciare, fino allo scontro con il boss che detiene il potere. Il gioco quindi si presenta come un <strong>beat&#8217;em up</strong> a scorrimento orizzontale con la possibilità di muoverci anche in profondità raccogliendo oggetti contundenti da utilizzare. Il nostro personaggio aveva un vasto quantitativo di mosse a disposizione che facevano la differenza se usate bene contro i nostri rivali. I nemici per l&#8217;appunto oltre ad essere affascinanti come stili estetici, ( come punk, giocatori di basket e Ninja ) erano anche abili a mostrare caratteristiche di combattimento diverse. Chi usava armi come mazze o catene, o mosse di arti marziali di discreta precisione e potenza.</p>
<p>Gli ambienti erano a dir poco spettacolari con profondità tridimensionale e totale libertà di movimento. Ogni zona era realizzata in maniera minuziosa e dettagliata. Potevamo osservare davvero particolari interessanti capace di catturare la nostra attenzione. Ricordo come se fosse ieri lo stupore nel combattere vicino al molo abbandonato o nel piccolo playground. Tutto mi ricordava quel capolavoro di <strong>Double Dragon</strong>, solo che in questo gioco oltre a menare le mani avevamo anche un compito parallelo da monitorare creando così ancora più coinvolgimento.</p>
<div id="attachment_8031" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers.gif"><img class=" wp-image-8031" alt="manhattan_dealers" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers-300x187.gif" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Il playground ottimo terreno di gioco!</p></div>
<p>Diciamo che come primo titolo, la <strong>Silmarils</strong> si presentò al pubblico in maniera interessante. Però non fu tutto rosa e fiori. Purtroppo il gioco era afflitto da alcuni problemi in primis la scattosità del suo scrolling. Fortunatamente seppur fastidioso non vedere una fluidità funzionale su un gioco del genere, la giocabilità rimaneva sempre alta. Altra nota negativa era la durata, decisamente troppo corta. Se si era bravi con un oretta si arrivava ai titoli di coda a livello difficile. Per molti un passo falso che fece inorridire i puritani, per altri un tripudio di idee e innovazione sviluppate in maniera sufficente. Parlando in maniera oggettiva posso dire che <strong>Manhattan Dealers</strong> ancora oggi rimane un gioco affascinante e ricercato per gli amanti del genere. Personalmente continuo ad amarlo ancora oggi pur sapendo dei limiti tecnici ben evidenti. Altra nota stonata fu la traccia sonora che rimaneva un po troppo ripetitiva, si passava dal brano &#8220;OH SUSANNA&#8221; con un loop disarmante ed estenuante a momenti di silenzio puro, dove solo i rumori ambientali erano messi in evidenza. In quel caso si elevava un grandioso senso di realismo.</p>
<div id="attachment_8032" style="width: 250px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers_7.gif"><img class=" wp-image-8032" alt="manhattan_dealers_7" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers_7-300x187.gif" width="240" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Pronto a darle di santa ragione.</p></div>
<p>Il titolo uscì su diversi supporti per home computer sia a <strong>8 bit</strong> che <strong>16 bit</strong>, ma possiamo dire tranquillamente che quella <strong>Amiga</strong> rimane la nostra prediletta, seppur quella <strong>Atari ST</strong> si comportasse maledettamente bene. In America per motivi di distribuzione <strong>Manhattan Dealers</strong> venne ribattezzato come <strong>Operation: Clean street </strong>, nome decisamente molto più didattico ma meno trainante. Fatto sta che se si cerca un picchiaduro a scorrimento non banale per home computer con un ottima profondità, il titolo in questione rimane da reperire senza mezze misure, ma non è affatto facile purtroppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi lascio con il video di gioco!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/qtTuNhYFtxg?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Captain Blood &#8211; Un viaggio trascendentale.</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 12:19:14 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata <strong>Imagitec Design</strong> <strong>Ltd</strong>, inizio&#8217; a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. Un prodotto di livello capace di sbalordire, spaccando l&#8217;opinione di diversi video giocatori. Stiamo parlando del geniale <strong>Captain Blood</strong>. Scopriamolo insieme.</p>
<p><span id="more-7992"></span></p>
<p>Ci troviamo a cavallo del 1986 e il 1987, il mercato dei computer a <strong>16 bit</strong> è in pieno decollo. Computer a<strong> 8 bit</strong> come <strong>C64</strong> e <strong>Spectrum</strong> ormai sono nell&#8217;ordinario con le loro numerose basi installate, ma l&#8217;idea di sviluppare un prodotto complesso era nelle menti di molteplici programmatori. Creare qualcosa di sbalorditivo per imporre qualcosa di nuovo sul mercato fu l&#8217;idea di diverse Software House e l&#8217;utilizzo di nuove piattaforme performanti la nuova base di partenza. Ed è così che i francesi di <strong>Imagitec Design Ltd</strong> iniziarono a lavorare su un progetto a dir poco esagerato quanto complesso capace di fare davvero la differenza tra i prodotti in circolazione. Nacque così <strong>Captain Blood</strong>, uno dei titoli più trascendentali del panorama videoludico mondiale.</p>
<div id="attachment_7996" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2.gif"><img class="size-medium wp-image-7996" alt="captainshot2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2-300x187.gif" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;interfaccia di localizzazione necessita di un bel po di apprendimento.</p></div>
<p>Definirlo trascendentale è davvero poco. Un titolo che riuscì a folgorare migliaia di menti. Un viaggio, un trip nel vero senso della parola. Il titolo nacque da due geni; <strong>Didier Bouchon</strong> e <strong>Phillipe Ulrich</strong> originariamente per il <strong>16 bit</strong> di <strong>Atari</strong>, il potente<strong> Atari ST</strong>, antagonista dell&#8217; <strong>Amiga</strong> di <strong>Commodore</strong> che in Francia vantava di un seguito ancora non troppo esteso rispetto agli altri paesi europei.</p>
<p>Il gioco aveva di una trama a dir poco curiosa e all&#8217;avanguardia capace di abbracciare stili diversi. E&#8217; la storia di un programmatore di video giochi chiamato <strong>Bob Morlock</strong>, in arte <strong>Captain Blood</strong>  omaggiando la vecchia pellicola del 1935 di <strong>Michael Curtiz</strong>. L&#8217;uomo rimane inaspettatamente intrappolato in una sua creazione ludica fantascientifica, e dopo un incidente con l&#8217;iperspazio il suo corpo viene clonato 30 volte disperdendosi nello spazio profondo. Purtroppo queste copie toglieranno linfa vitale all&#8217;originale. Dopo modici 800 anni Captain Blood riesce a trovare 25 dei suoi cloni, ed è proprio li che interverrà il gameplay. Ci ritroveremo quindi alla ricerca degli ultimi 5 cloni a discapito della perdita della sua natura umana. Blood, attraverso la sua Arca biologica, si troverà ad esplorare un universo immaginario chiamato <strong>Hydra</strong> visitando pianeti e incontrando forme aliene diverse traendo aiuto da esse per la riuscita della sua assurda e inquietante missione.</p>
<div id="attachment_7997" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien.png"><img class="size-medium wp-image-7997 " alt="captain-blood-alien" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Creature nemiche, sembrano provenire dal mondo di Alien.</p></div>
<p>Il gioco è situato all&#8217;interno dell&#8217; arca biologica del protagonista dove attraverso il suo braccio controlleremo i vari comandi di gestione. Possiamo esplorare l&#8217;universo di <strong>Hydra</strong> immettendo le coordinate di longitudine e latitudine cercando così nuovi pianeti da sondare. Possiamo scansionare ogni territorio in cerca di forme di vita, capaci di aiutarci nel nostro intento. Peccato che l&#8217;approccio non è sempre facile. Per comunicare con gli alieni sarà necessario utilizzare un interfaccia denominata <strong>UPCOM</strong>. Quest&#8217; ultima consiste in un set di circa 150 icone, dove ognuna di questa rappresenta un concetto; combinando tali icone è possibile esprimere concetti recepiti dagli alieni, con i quali è possibile negoziare e ottenere informazioni su nuovi pianeti (coordinate), comportamenti e caratteristiche delle varie razze aliene e soprattutto informazioni su come trovare gli ultimi <strong>cloni</strong> rimasti. Il titolo ha un tempo limite rappresentato dal invecchiamento della pelle del protagonista sul braccio ( unica parte visibile ) e dalla progressiva minor sensibilità dei controlli dell&#8217;utente, e quando viene eliminato uno dei cinque cloni <strong>Captain Blood</strong> riacquista vigore e quindi il suo tempo di vita si allunga. Ovviamente con la nostra interfaccia abbiamo anche possibilità belliche in caso di ostilità, tanto di avere anche poteri capaci di distruggere pianeti interi e corrispondenti razze aliene che lo ospitano.</p>
<div id="attachment_7999" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original.jpg"><img class="size-medium wp-image-7999" alt="original" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">e via di echo scansione della superficie.</p></div>
<p>Sicuramente <strong>Captain Blood</strong> rappresenta nel panorama videoludico qualcosa di inaspettato. Qualcosa che va ben oltre il videogioco convenzionale. Proprio per questo rimane sicuramente di difficile classificazione. Sicuramente siamo in bilico tra l&#8217;avventura grafica e un gestionale che esplora sapientemente la mente umana in un ambiente puramente sci fi. La maturità del titolo riamane elevatissima, poichè dietro vediamo un impronta alla <strong>isaac asimov</strong>, dove la fantascienza diventa quasi profetica, nonché decadente in ogni punto di vista. Il gameplay pur non essendo frenetico incuriosisce fin da subito, immergendo il videogiocatore in un turbine di emozioni. per quanto complesso e macchinoso, visto lo studio non indifferente dell&#8217;interfaccia, siamo comunque rapiti da tutto quello che si mostra sullo schermo, ma anche da quello che ascoltiamo. Pensate che a caratterizzare al meglio l&#8217;esperienza troveremo una colonna sonora sperimentale e ipnotica realizzata dal maestro <strong>Jean Michelle Jarre</strong>. Per quanto non vedremo mai il nostro protagonista saremo rapiti dall&#8217;aspetto grafico in puro stile <strong>Giger</strong>, che caratterizza il tutto in maniera magistrale, stimolando la nostra fantasia al meglio, senza tralasciare un velo di inquietudine e smarrimento durante le sessioni più lunghe, vista la sua vasta longevità.</p>
<div id="attachment_8001" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals.png"><img class="size-medium wp-image-8001" alt="84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Proviamo a comunicare con la nostra interfaccia per scoprire le intenzioni dell&#8217;alieno di turno.</p></div>
<p>La versione principale per <strong>Atari ST</strong> rimane tutt&#8217;ora il termine di paragone vantando di un&#8217; interfaccia proprietaria modificabile che venne cambiata con la versione <strong>Amiga</strong>, che di per se riamane un gradino sotto nonostante un appena superiore comparto sonoro. Nel 1988 il successo fu immediato e il titolo venne acclamato dalla critica, portando poi la stessa <strong>Infrogrames</strong> ex <strong>ERE Informatique</strong>, a produrre il gioco anche per macchine <strong>8 bit</strong>, con numerose limitazioni tenendo conto che il gioco necessitava di <strong>512k</strong> aggiuntivi per girare egregiamente su i <strong>16 bi</strong>t menzionati. In pratica <strong>Captain Blood</strong> riamane un gioco che ancora oggi fa parlare di se, un titolo che per la sua diversità e la sua genialità entra di diritto nell&#8217;olimpo dei titoli più complessi quanto sperimentali del periodo. Mi permetto di consigliarlo ai collezionisti che se lo fecero scappare a suo tempo, e per chi non l&#8217;avesse VISSUTO&#8230;beh cosa aspettate&#8230;il viaggio è appena iniziato.</p>
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