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	<title>the Retrogames Machine &#187; Commodore 16/Plus 4</title>
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		<title>Commodore C16 &#8211; Alla scoperta del pulcino nero.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 06:29:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><strong>Commodore</strong> un nome una garanzia. Tutti noi, appassionati di informatica e di videogames della vecchia scuola, portiamo dentro emozioni uniche che si rispolverano solo pronunciandone il nome. Ogni <strong>NERD</strong> che si rispetti, con se ha i ricordi di qui lunghi pomeriggi a caricare <strong>cassette</strong> o <strong>floppy disk</strong>. Proprio perchè parliamo di <strong>Commodore,</strong> oggi parleremo di una delle più accattivanti, ma anche delle più controverse macchine prodotte dalla grande <strong>C</strong>. ovvero il famigerato <strong>Commodore 16.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3207"></span></p>
<p><strong>Commodore</strong> decise nell&#8217;ormai lontano <strong>1984</strong> di realizzare un prodotto che potesse collocarsi in un mercato in continua espansione spesso troppo oneroso per chi volesse affacciarsi a questo mondo. Si decise di trovare un erede al <strong>Commodore VIC20, </strong>ovvero il computer che diede la gloria a questo marchio nei primi anni 80, e poterlo affiancare al principale cavallo di battaglia che spopolava in quel periodo pur costando cifre interessanti, ovvero il <strong>Commodore 64</strong>. La consueta macchina di mezzo che potesse accontentare un po tutti, pur non essendo di prestazioni elevate. Nacque così il <strong>Commodore 16</strong>, o <strong>C-16, </strong>un nuovo <strong>home computer</strong> per la famiglia. La macchina faceva parte della serie <strong>264, </strong>assieme al <strong>Commodore Plus4</strong> e il più raro <strong>Commodore 116</strong> destinato per il solo mercato Europeo.</p>
<p>In quel periodo la guerra di mercato iniziava a farsi sentire, ditte come la <strong>Texas Instruments</strong> con il suo <strong>Ti99</strong> o l&#8217;<strong>Atari</strong> spingevano sull&#8217;acceleratore in maniera incalzante, ma <strong>Commodore</strong> viste le sue capacità, e al genio di <strong>Jack Tramiel</strong>, l&#8217; allora presidente della ditta, decisero di contrastare la distribuzione utilizzando altre strategie. Computer che potessero offrire garanzie anche per chi non disponeva di grosse finanze.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/commodore_16.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3312" alt="Commodore_16" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/commodore_16.jpg" width="450" height="378" /></a></p>
<p>Il neonato di casa <strong>Commodore</strong> si presentava esteticamente come il suo predecessore <strong>Vic20.</strong> La differenza fu l&#8217;abbandono di un colore bianco panna per un nero molto più forte e accattivante. Stessa forma vantava anche il fratello maggiore <strong>Commodore 64 </strong>invece di colore avana. Questa scelta cadde per mantenere un ordine gerarchico tra le macchine, stessa forma ma prestazioni diverse.</p>
<p>Parlando appunto di prestazioni, questo computer era basato su una nuova <strong>CPU</strong> siglata <strong>MOS 7501</strong>, evoluzione del <strong>6510</strong> che muoveva il <strong>C-64. </strong>La macchina funzionava egregiamente pur non essendo un mostro di potenza, riusciva a regalare prestazioni notevoli e degne di nota. Accanto alla nuova <strong>CPU</strong>, c&#8217;era un nuovo chip per la gestione della grafica e del suono, il <strong>TED 7360</strong>, abbreviato con il nome di <strong>TED</strong>. Questo Chip integrava grafica e video con la stessa architettura del <strong>Vic20, </strong>mentre invece il <strong>C-64</strong> aveva l&#8217;audio controllato dal <strong>SID</strong>, quindi separato e decisamente molto più evoluto. Processore audio amatissimo da molti sinth composer.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/17_crop_644x320_commodore16_017.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3313" alt="17_crop_644x320_Commodore16_017" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/17_crop_644x320_commodore16_017.jpg" width="467" height="232" /></a></p>
<p>Tornando al video, il chip offriva delle modalità interessanti tra cui un&#8217; alta definizione con una risoluzione a 320×200 pixel e 2 colori. In tutto i colori disponibili erano ben 121 ( davvero una rarità per i computer del periodo ) contro i 16 del <strong>C-64</strong>, grazie al fatto che il <strong>TED</strong> poteva gestire la <strong>luminanza:</strong> in questo modo si avevano 8 tonalità per ognuno dei 15<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/ye_ar_x.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3314" alt="ye_ar_x" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/ye_ar_x.gif" width="384" height="288" /></a> colori di base, il che non era affatto male. La parte negativa però era l&#8217;assenza dela gestione degli <strong>sprite</strong>, cosa che creava un netto divario con il <strong>C-64</strong> nei riguardi dei giochi. La parte audio era ridotta a 2 generatori quindi anche inferiore ai 3 dell&#8217;ormai vecchio <strong>ViC</strong>. Nonostante tutto si manteneva su livelli decisamente dignitosi.</p>
<p>Un punto interessante è la memoria. Soli <strong>16K</strong> a differenza dei <strong>64K</strong> del <strong>Commodore 64. 16 KB di memoria RAM e 32 KB di memoria ROM. </strong>In pratica potevamo contare su un computer da prestazioni decorose ma che erano nettamente inferiori ad altri della stessa casa, quindi la domanda fu: Conviene davvero spendere di meno? Tutto era dipeso dalle esigenze del pubblico, ma dato che anche il mercato videoludico era in escalation la gente ripiegava pur spendendo di più verso un <strong>Commodore 64</strong> che dava decisamente molto più affidamento anche in veste futura o almeno fino all&#8217;avvento di macchine superiori.</p>
<p>Un altra nota negativa fu data dall&#8217;incompatibilità con periferiche di altre macchine <a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/1531_1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3311" alt="1531_1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/1531_1.jpg" width="240" height="161" /></a><strong>Commodore</strong>. Per far funzionare il <strong>C-16, </strong>vi era l&#8217;obbligo di comprarne di nuove e non poter utilizzare quelle già in commercio, quindi vennero editati nuovi <strong>datasette</strong> e <strong>floppy drive</strong> di colore nero in tinta che potessero dar un tono ed indentità a questa nuova macchina.</p>
<p>Nonostante il <strong>BASIC 3.5</strong> ricco di nuovi comandi avanzati, ad un&#8217;ottimale gestione della memoria, ad un ricco set di colori, si contrapponeva la mancanza del processore audio separato, una <strong>Ram</strong> maggiore e la mancanza degli <strong>sprite</strong>. Se poi includiamo le nuove periferiche anche leggermente più costose questo nuovo computer veniva considerato un arma a doppio taglio. Un bel quesito per chi ci si volesse avvicinare in maniera decisa.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/c64c16plus4_it.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3315" alt="c64c16plus4_it" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/c64c16plus4_it.jpg" width="584" height="412" /></a></p>
<p>Purtroppo la vita commerciale del <strong>Commodore 16</strong> durò davvero molto poco, parliamo si e no di circa un anno e mezzo. Negli Stati Uniti venne in poco tempo tolto dal mercato, a differenza dell&#8217;Europa che comunque volle dargli una Chance. Nel 1985 la <strong>Commodore</strong> rilasciò sul mercato quello che fu l&#8217;erede del <strong>Commodore 64</strong>, ovvero il <strong>Commodore 128, </strong>dotato del doppio della memoria facendo declassare il <strong>C-64</strong> come macchina d&#8217;ingresso, e facendo così scomparire l&#8217;intera serie <strong>264</strong> di cui faceva parte sia il <strong>Commodore 16</strong> che il<strong> Plus4</strong>. Quindi il pulcino nero di casa<strong> Commodore</strong> volò via presto, lasciando dietro di se un&#8217;amarezza non indifferente. Chi aveva acquistato un <strong>C-16</strong> oltre a non poter contare su prestazioni elevate sia nel campo informatico che ludico doveva far i conti con la mancanza di un supporto software che era ridotto davvero ai minimi termini. Una macchina che segnò un anno particolare, un ibrido forse mal compreso, un compromesso non sempre conveniente, che ai giorni d&#8217;oggi viene considerato un pezzo da collezione, che per quanto se ne dica mantiene un fascino non indifferente. Se siete amanti del mitico marchio, fateci un pensierino parola di Ninja.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(si ringrazia <a title="Associazione64 - Commodore 16" href="http://www.associazione64.it/home/il-commodore-16/" target="_blank">Associazione64</a> per aver fornito alcune delle immagini del Commodore 16 presenti in questo articolo)</p>
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