Post presenti nella categoria: ‘Computers’

Captain Blood – Un viaggio trascendentale.

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Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata Imagitec Design Ltd, inizio’ a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. Un prodotto di livello capace di sbalordire, spaccando l’opinione di diversi video giocatori. Stiamo parlando del geniale Captain Blood. Scopriamolo insieme.

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C64/128 – Project Firestart: Quando l’horror game divenne cinematico.

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Nel 1988, il mercato videoludico era in continua espansione ed evoluzione. Ricordo come se fosse ieri quando un mio compagno di classe mi coinvolse con una frase: “So che ami l’ Horror e i videogiochi. Passa da me. Non te ne pentirai.” Quella frase durante la ricreazione fu destabilizzante e di sicuro effetto, a tal punto da farmi immediatamente catapultare nel suo salotto dopo la scuola. Davanti a me un glorioso Commodore 64 con lettore floppy e svariati titoli sulla scrivania, quand’ecco che mi viene mostrato quella che per me sarebbe divenuta l’icona di un genere.
Confezione verdina con un mostro che dilania una porta metallica. Sto parlando di sua maestà “Project Firestart”, per c64/128. A detta della stampa mondiale di settore, il primo survival horror cinematico della storia dei video games.

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Shinobi (忍) © 1989 Virgin Games per Amstrad CPC.

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La storia in poche parole

Shinobi è un videogioco di tipo a piattaforme, prodotto e sviluppato dalla Virgin Games nel 1989 per Amstrad CPC.

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La rece di Beneath Apple Manor © 1978 Software Factory

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Storia:
Molti anni fa, l’ultimo discendente della famiglia Apple di cui si abbia memoria, scomparì senza lasciare traccia, lasciando abbandonato il maniero situato in cima ad una rocca spazzata dal vento. Al culmine del proprio potere, gli Apple avevano assoggettato le campagne circostanti ad un regno di terrore, mandando, durante la notte, legioni di mostri infernali ad ammazzare e depredare. Per secoli, incalcolabili ricchezze scomparvero, occultate da qualche parte dentro la magione. Si diceva che la sede del potere della famiglia risiedesse racchiusa dentro un fuoco magico, dalla forma di una mela d’oro. Tra i molti che hanno ricercato questo tesoro, solo pochi sono sopravvissuti, ed esso rimane solo una leggenda. Tu sei un giovane avventuriero, addestrato nell’uso delle armi, alla ricerca di una sfida adeguata per affinare le tue abilità; hai ascoltato storie riguardo il maniero degli Apple ed hai deciso di partire alla ricerca dei suoi tesori nascosti. Avendo imparato alcuni incantesimi da un mago di cui fosti amico, ti consideri il più indicato per intraprendere una simile impresa. Una volta giunto infine al maniero sei amareggiato dal trovarlo dato alle fiamme; ma grazie ad una accurata ulteriore ispezione, individui una scalinata di pietra che conduce nelle profondità di un labirinto sotterraneo, al di sotto della magione degli Apple.

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Joust: La Williams Elettronics ti regalava l’ennesimo capolavoro

Avresti tanto voluto uno struzzo al posto del "Sì"

Il 1982 è stato un anno eccezionale per i giochi arcade. Uno dei giochi che ha contribuito a rendere quell’anno così speciale è stato sicuramente JOUST. Frenetico nel gameplay e con due giocatori presenti in simultanea sul medesimo schermo.
Io, con la mia versione casalinga per Atari 8bit, a questo gioco gli ho sacrificato un fracasso di ore-vita. Attaccato al joystick come un gatto, mi impegnai a fondo per impadronirmene completamente, studiandone i rimbalzi e le geometrie inerziali. Alla fine ci entrai talmente in simbiosi che deposi il mio primo uovo sulla poltrona del salotto.
Si. Posso tranquillamente affermare che se la morte mi venisse a cercare per giocare la partita a scacchi finale, io gli proporrei di giocare a JOUST, e correrei il rischio di diventare immortale. (shared from Chi non Corre è Perduto)

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BUZZSAW+ per Spectrum

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Domanda: c’era bisogno di un clone di Tetris sullo Spectrum?

Risposta: c’era bisogno di Buzzsaw+

Punto.

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Trolls and Tribulations Recensione, di Massimiliano “Wizkid” De Ruvo

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RGM ha l’onore di ospitare l’amico Massimiliano “Wizkid” De Ruvo, grande sviluppatore e grafico, che ci offre questa recensione del grande classico Trolls ad Tribulations. Buona lettura.

Che Jimmy Huey probabilmente si fosse ispirato al coin-op di Mario Bros risulta evidente osservando il suo Trolls and Tribulations uscito ormai nel lontano 1985 sotto etichetta Creative Software per Commodore 64, Atari 800 XL e Apple II. E` indubbio che l’uscita di Mario Bros nelle sale giochi di mezzo mondo segnó un punto di svolta nella storia dei videogiochi ed in particolare di un genere amatissimo, ovvero, quello dei platform games. Giocando Trolls and Tribulations si notano subito alcuni dettagli grafici che si rifanno al gioco Nintendo, a partire dalle piattaforme composte da mattoncini fino a i tubi da cui stavolta sgorga l’acqua che riempie la parte inferiore della schermata di gioco. Anche il protagonista, nonostante nella storia sia un troll, somiglia paurosamente a Mario con tanto di nasone e berretto. Le similitudini con Mario peró si esauriscono qua, il gameplay di questo piccolo gioiello risulta infatti completamente differente sia sul lato dei controlli che su quello delle meccaniche di gioco ed è proprio qui che si trovano tutti i notevoli pregi del titolo in questione. Read more »

Ghosts ‘n’ Goblins © 1986 Capcom / Elite Systems per Amstrad CPC.

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Storia

Ghosts ‘N’ Goblins è un videogioco di genere platform a scorrimento orizzontale rilasciato dalla Elite Systems nel 1986 per Amstrad CPC.

Arthur il coraggioso cavaliere deve salvare la sua amata principessa dalle grinfie del demone Astaroth King. Molte sfide ci attendono nei livelli pieni di creature del male, come zombie, fantasmi e demoni pronti a distruggerci. Il gioco si presenta come il più classico dei platform game.

Gameplay

Il primo livello è ambientato in un cimitero, dove si deve saltare oltre le lapidi e attraversare diversi fiumi, facendo attenzione a non caderci dentro. Il secondo livello vi vede impegnati a superare le insidie di un castello di ghiaccio, di un palazzo pieno di creature davvero dure da abbattere, e una sezione con più piattaforme di salto coinvolte. Il terzo livello si trova in una caverna buia, brulicante di zombie e diavoli. Superato quest’ultimo, i livelli ricominceranno da capo. In realtà il gameplay fu gravemente mutilato dal fatto che i programmatori che si occuparono della conversione, non avevano idea di come erano strutturati i livelli del gioco, e dovettero giocare all’arcade, ma per l’eccessiva difficoltà, evidentemente non riuscirono mai a superare il terzo livello (vedi sez. Ricordi).

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International Karate Plus: qui ci si picchia davvero!

IK+ Loading

Era un giorno imprecisato di un’estate alla fine degli anni 80, quando mio padre tornò a casa, dispiaciuto, dicendomi di non aver trovato la solita cassetta da edicola, e di aver preso quell’ “IK+” (così c’era scritto sulla custodia).

In copertina c’erano 2 tizi che se le davano di santa ragione, e sapendo di avere un figlio appassionato dei film di Bruce Lee/Chuck Norris/Van Damme (avrei visto “senza esclusione di colpi” a ruota per un giorno intero), pensò fosse un buon acquisto, adatto all’assassino picchiatore violento iracondo distruttore spirito che albergava nel mio animo fanciullesco. Quando lo vidi pensai “Pazienza, mi  accontenterò di un solo gioco invece dei soliti 10 in 1….” …ma in nessun altro modo mio padre avrebbe potuto farmi un regalo più azzeccato! :)

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Artillery Duel: quando la guerra è….statica.

Gioco

Era il glorioso periodo delle cassette da edicola, in barba a ogni legge a protezione del diritto d’autore.
Ogni domenica mio papà, alla modica cifra di 7 mila lire, mi regalava un sorriso con una cassetta per il mio amatissimo Commodore 64.
Come sapete, i giochi da edicola a volte erano identici alle controparti originali, a volte erano pesantemente castrati, altre volte erano giochi “nuovi”, spesso veri obrorbi, da dimenticare il prima possibile.
Non era quest’ultimo il caso di “Cannoni”…no, non era un gioco di fattoni in preda al consumo compulsivo di droghe leggere, bensì il titolo “da edicola” di quello che poi avrei saputo chiamarsi ARTILLERY DUEL!

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