Post presenti nella categoria: ‘Cinema’

Un coito interrotto da Adam Sandler : la CONTRO-rece di Pixels fuori dalla matrice

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L’uscita nei cinema del film PIXELS ha sicuramente sollevato un gran polverone tra la comunità dei retrogamer perché, ancor più del precedente Ralph Spaccatutto, Pixles si propone come target un certo tipo di pubblico, sicuramente più intransigente nella rappresentazione dei propri miti dei tempi andati.

Le critiche alla pellicola sono state generalmente negative ed impietose, e anche noi di RGM con Adriano Avecone non ci siamo andati troppo leggeri.
Ma davvero PIXELS non ha niente da offrire al retro-spettatore che si azzardi alla visione?
Davvero non esiste individuo sulla faccia della terra che possa apprezzarla?
Parliamone. Credo sia interessante offrire un punto di vista differente. 
(Emiliano “Metalredstar” Buttarelli)

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Menare forte, menare subito negli anni ’80: la rece di Kung Fury

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Amici, potrei scrivere un bel po’ qui riguardo a come internet ha cambiato il modo di fare cinema, a come adesso si punti più al montaggio schizoide e all’esplosione gratuita, a come tutto questo abbia avuto un impatto devastante sulle nuove generazioni, forgiando battaglioni di lobotomizzati che considerano Michael Bay un regista degno del suo nome.
Sì, lo so amici, son cose che fanno male dentro, ma che possiamo farci? Siamo circondati da bimbiminkia che non hanno mai conosciuto un mondo senza banda larga, che consumano i loro media istantaneamente, su richiesta, che postano gattini su facebook ridendoci sopra ogni singola volta che lo fanno, e sono tutti intimamente convinti che gli anni Ottanta siano solo fuffa.
Bene. Bravi tutti. Però resta il fatto che molti degli stratagemmi di scrittura, visivi, recitativi dei film di genere di quegli anni laggiù funzionino benissimo ancora oggi non tanto perché facciano ridere (ché fanno ANCHE ridere) quanto, soprattutto, perché sono FICHI.
Poi ti arriva Kung Fury e non ce n’è più per nessuno.

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Wargames Giochi di guerra: Autoidentificazione selvaggia e il gioco della Coleco

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Nel 1983, il film Wargames Giochi Di Guerra non è stato semplicemente un film, è stato un SEGNO. Un segnale ben preciso che autorizzava qualsiasi sedicenne che si intendesse di nuove tecnologie a nuclearizzare l’intero pianeta e sterminare la razza umana.
I ragazzetti come me ci andarono a nozze e uscirono dal cinema belli pompati, tipo come facevano gli immigrati italiani in america quando uscivano da vedere “Rocky”. Ovviamente noi avevamo già studiato la lezione ed eravamo preparati, avevamo già i nostri bei computerini a casa, sissì, ma era un dato di fatto che con un Commodore 64 o un Atari 800XL riuscivamo a malapena a tenere un’agenda casalinga che ricordasse a mamma di comprare le carote. Niente missili termonucleari, purtroppo.
La cosa però non ci scoraggiava, eravamo sicuri, convinti DENTRO che, prima o poi, dall’intimo tepore della nostra cameretta almeno un missiletto, nella vita, lo avremmo fatto partire.
L’anno scorso è stato il trentesimo anniversario di questa nerdissima enamel necklace sets pellicola ed è uscita l’edizione blu-ray commemorativa. Io, per non mancare di rispetto, me la sono comprata. ( shared from Chi non Corre è Perduto ) Read more »

Il piccolo grande mago dei videogames: La recensione cinicamente motivata

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Io dovrei mettermi in proprio ed iniziare una nuova attività: IL CONSOLATORE.
La mia faccia, insieme a un numero a tariffazione speciale, dovrebbe essere stampata dietro alle custodie di film come questo, con sotto riportata la chiara indicazione: “È consigliabile chiamare questo numero a visione terminata.” Lo spettatore mi chiamerebbe subito dopo la fine e io passerei le giornate a dire al telefono cose tipo: “No, dai. Non te la prendere. È andata così. Fatti forza su. Non è niente.
Sì perchè questo film rientra in pieno in quella categoria precedentemente definita da D.A.R.Y.L. Quella dei film che te li ricordavi tutto sommato decenti, e a quei tempi non furono certo una rivoluzione ma rappresentarono qualcosa. Poi te li vai a rivedere adesso, con della sana curiosità e la voglia di rivivere almeno un briciolo di quelle emozioni,acai ma quando sono finiti tutto quello che riesci a fare è cercare il numero del consolatore. (Shared from Chi non Corre è Perduto) Read more »

Captain Blood – Un viaggio trascendentale.

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Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata Imagitec Design Ltd, inizio’ a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. Un prodotto di livello capace di sbalordire, spaccando l’opinione di diversi video giocatori. Stiamo parlando del geniale Captain Blood. Scopriamolo insieme.

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D.A.R.Y.L.: Dio benedica l’America e tutti quei filmettini che ci hanno vessato l’adolescenza

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Sì, bravo. Proprio quelli. Proprio tutti quei film per cui eri disposto a spergiurare che: “Bello, guarda. Mi ricordo che era proprio bello.” Che durante quegli anni là ti hanno fatto emozionare per un qualsiasi motivo e te li porti ancora nel cuore.
Ma se li rivedi adesso? A trent’anni di distanza riescono ancora tener botta? Dentro di te una vocina ti dice che sì, dai, era bello. Fidati. Poi c’è il messaggio positivo che trasmette. Poi c’è lui che gioca con l’Atari 800Xl. Poi ci sono i militari cattivi che alla fine se la prendono in saccoccia. Poi c’è sempre lui che guida un aereo super-veloce come se portasse la bicicletta e poi BADABUM!”
Ecco.
Finisce che te lo scarichi dal mulo e lo rivedi durante una serata piovosa, allora capisci.
ERA bello. ERA ganzo. Ma perchè tu avevi tredici anni ed erano gli anni ’80. Anni in cui la gente si buttava giù per il gargarozzo i più grandi e scandalosi MACCOSA della storia del cinema e ne chiedeva ancora, a gran voce. Insomma, tutta roba che con gli occhi di adesso suona come un pacco annunciato. (Shared from Chi non Corre è Perduto) Read more »

Ralph Spaccatutto e la contestazione videoludica della teoria marxista

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Quando Disney presentò “Ralph Spaccatutto” (“Wreck-It Ralph” per il mondo anglofono), ti sembrò troppo bello per essere vero e troppo vero per essere bello. L’impero del male stava investendo la sua canonica valanga di paperdollari in una cosa del tutto originale. Un film ispirato ai videogiochi, pieno zeppo dei tuoi personaggi preferiti, che avrebbe potuto fare la fine di “Tron Legacy” o “John Carter“. BRIVIDI! La pellicola venne preceduta da una mastodontica e “nerdosa” campagna pubblicitaria e così andasti a vederlo al cinema. Sinceramente non ne rimanesti eccessivamente impressionato. Carino sì, ma alla fine esticazzi. Poi succede che te lo mettono in programmazione su mamma SKY e lo riguardi insieme a tua figlia di 3 anni, e lì realizzi. Ralph Spaccatutto è un prodotto preconfezionato. Un fottuto missile termoguidato che ha come unico obiettivo quello di devastare le menti dei bambini, da zero a sei anni. C’è il rapporto bambina/orcobuono in stile “Sceriffo Extraterrestre”. C’è un ambiente coloratissimo pieno di cose buone da mangiare. C’è una colonna sonora facile-facile, di quelle che ti si appiccicano addosso come fosse la resina dei pini. E soprattutto c’è tua figlia in delirio, che se lo vuole vedere di continuo, che si vuole ascoltare sempre le musichette, che alla mattina sale in macchina portandosi dietro un fracco di amici immaginari di nome Felix, Ralph, Re Candito e lo scarafoide. Stamattina in macchina hai caricato almeno venti persone. Se ti fermano i carabinieri ti ritirano la patente.(shared from Chi non Corre è Perduto)
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