Post presenti nella categoria: ‘Retro Lifestyle’

Road To Street Fighter IV ULTRA – A Roma un evento all’ultimo colpo.

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Lo scorso 22 – 23 marzo 2014 a Roma, presso la storica sala giochi Extraball di Piazza Pio XI, si è svolta una rassegna a dir poco eccezionale. Un evento che ha coinvolto i migliori combattenti da strada di tutta Italia ed Europa. Stiamo parlando dei migliori campioni di Street Fighter IV, famosissimo picchiaduro ad incontri di casa Capcom. L’ evento diviso in due giornate, vedeva confrontarsi i cosìdetti Entry level, fino ad  arrivare ai Big a suon di combo stratosferiche. Campioni internazionali del calibro di Ryan Hart erano presenti e pronti alla sfida. Un torneo senza precedenti nella storia Romana.
Lo staff di The Retrogames Machine era presente per il supporto all’organizzazione dell’evento.
Questo è il resoconto di questo fantastico weekend di puro arcade gaming!

Retrogaming Mario Merola effect: come le musichette dei videogiochi ci hanno bucato il cervello

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C’era un tempo in cui le sale giochi erano molto di più di un luogo prettamente ludico, erano centri di aggregazione sociale.
Negli anni ottanta il videoregistratore ce l’aveva il tuo amico ricco ( quello che poi di lì a poco ti avrebbe rinnegato ), il campionato c’era solo la domenica e le coppe il mercoledì. Burlesconi era ancora allo stadio pupale ma già faceva intendere che si sarebbe propagato rapidamente. La playstation era una visione indotta dall’abuso pesante di stupefacenti. C’erano invece gli home-computer, che per quanto “potenti” per l’epoca, riuscivano a malapena ad emulare il 40% del gioco arcade originale.
Tutti questi motivi producevano una precisa conseguenza: in sala giochi c’era sempre pieno di gente dalla mattina alla sera, ed ogni arrivo di un nuovo gioco veniva salutato da orde festanti che facevano la fila per giocarci.
Ora, se voi foste stati adolescenti negli anni ottanta come lo sono stato io, avreste passato giornate intere chiusi in quell’angusto ambiente pieno di fumo, puzzi d’ascella e musichette allucinanti.
Proprio sulle musichette si basa il contenuto di questo post. A distanza di 30 anni e più, dei malati mentali, probabilmente molto più traumatizzati di me da quelle esperienze, hanno coltivato on-line dei progetti molto interessanti, costruendo portali dedicati alla preservazione di quei suoni, quelle musiche che di solito accompagnavano lo svolgimento di una partita al videogioco del momento.
È proprio il caso di dirlo: “A volte ritornano”, ma in questo caso il ritorno è estremamente gradito, creativo, finanche a diventare molto, molto COOL.
Fatevi un giro su gamethemesongs.com e ocremix.org! (shared from Chi non Corre è Perduto)

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Ralph Spaccatutto e la contestazione videoludica della teoria marxista

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Quando Disney presentò “Ralph Spaccatutto” (“Wreck-It Ralph” per il mondo anglofono), ti sembrò troppo bello per essere vero e troppo vero per essere bello. L’impero del male stava investendo la sua canonica valanga di paperdollari in una cosa del tutto originale. Un film ispirato ai videogiochi, pieno zeppo dei tuoi personaggi preferiti, che avrebbe potuto fare la fine di “Tron Legacy” o “John Carter“. BRIVIDI! La pellicola venne preceduta da una mastodontica e “nerdosa” campagna pubblicitaria e così andasti a vederlo al cinema. Sinceramente non ne rimanesti eccessivamente impressionato. Carino sì, ma alla fine esticazzi. Poi succede che te lo mettono in programmazione su mamma SKY e lo riguardi insieme a tua figlia di 3 anni, e lì realizzi. Ralph Spaccatutto è un prodotto preconfezionato. Un fottuto missile termoguidato che ha come unico obiettivo quello di devastare le menti dei bambini, da zero a sei anni. C’è il rapporto bambina/orcobuono in stile “Sceriffo Extraterrestre”. C’è un ambiente coloratissimo pieno di cose buone da mangiare. C’è una colonna sonora facile-facile, di quelle che ti si appiccicano addosso come fosse la resina dei pini. E soprattutto c’è tua figlia in delirio, che se lo vuole vedere di continuo, che si vuole ascoltare sempre le musichette, che alla mattina sale in macchina portandosi dietro un fracco di amici immaginari di nome Felix, Ralph, Re Candito e lo scarafoide. Stamattina in macchina hai caricato almeno venti persone. Se ti fermano i carabinieri ti ritirano la patente.(shared from Chi non Corre è Perduto)
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The Twilight Zone: Ai confini della realta’ senza fumare metanfetamina

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Alcune trasmissioni televisive non sono soltanto delle produzioni ludiche ai fini dell’intrattenimento, sono molto di più, decisamente molto di più.
Lasciano una traccia e influenzano i costumi. Addirittura riescono ad entrare nei libri di storia. Per esempio: è grazie alla serie televisiva “Star Trek” se c’è stato uno shuttle con lo stesso nome della nave spaziale protagonista del telefilm (Si, va bè. Lo usarono per i crash test al Kennedy Space Center ma è lo stesso), oppure è grazie a “X-files” se adesso si innescano più facilmente le paranoie collettive di massa.
Di certo, in questa ristretta schiera di telefilm eletti, va annoverata “The Twilight Zone”, tradotto letteralemente in italiano come “La zona del crepuscolo” e spacciato al pubblico televisivo italico come “Ai confini della realtà”.
Questo parto dell’immaginazione di Rod Serling è il primo esempio di fantascienza televisiva “adulta” di larga diffusione. Con “The Twilight Zone” il fantastico e la fantascienza raggiunsero la piena maturità, aprendo le porte della diffusione di massa a gran parte dei classici di genere realizzati negli anni ’60.
E allora adesso mettete su il filtro in bianco e nero e seguitemi, che si torna indietro di almeno cinquant’anni.(shared from Chi non Corre è Perduto) Read more »