Posts con Tag ‘atari’

Captain Blood – Un viaggio trascendentale.

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Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata Imagitec Design Ltd, inizio’ a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. Un prodotto di livello capace di sbalordire, spaccando l’opinione di diversi video giocatori. Stiamo parlando del geniale Captain Blood. Scopriamolo insieme.

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Gauntlet old and reborn: Prendete e divertitevi tutti

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Mi ricordo quando vidi per la prima volta Gauntlet, intorno alla metà degli anni ’80. In sella alla mia graziella ero andato alla sala giochi di un Luna Park. Sapete quei Luna Park itineranti e parecchio tristi che si impiantavano nelle città in occasione di spumeggianti manifestazioni di vita tipo la festa del patrono? Ecco. Proprio quel tipo di Luna Park lì. Quelli che quando arrivavano poi sparivano i gatti e i panni stesi.
Sì, lo ammetto, come ricordo non è che sia un granché, però è sempre vivido a distanza di quasi trent’anni e allora uno si domanda il perchè di ‘sta cosa.
Sarà che quel gioco riusciva a ingollare spiccioli come nessun altro? Sarà stato il suono stereo? Al tempo ero un brufoloso nel tunnel del divertimento e continuavo ad inserire monetine e sparare come un forsennato. Quasi lo posso sentire ancora: “Remember, don’t shoot food“, oppure, “Save keys to open door“. Non riuscivo proprio a smettere di giocarci, dannazione, e una volta finiti i soldi non la smettevo di pensarci. Era proprio un bel gioco quello. Accidenti se lo era. Ci si poteva giocare in 4 allo stesso momento ed era colorato e avvincente. Non smisi di tenerlo in testa neanche quando mi accorsi che mi avevano ciulato la bicicletta. ( Maledetti giostrai morti di fame )
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D.A.R.Y.L.: Dio benedica l’America e tutti quei filmettini che ci hanno vessato l’adolescenza

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Sì, bravo. Proprio quelli. Proprio tutti quei film per cui eri disposto a spergiurare che: “Bello, guarda. Mi ricordo che era proprio bello.” Che durante quegli anni là ti hanno fatto emozionare per un qualsiasi motivo e te li porti ancora nel cuore.
Ma se li rivedi adesso? A trent’anni di distanza riescono ancora tener botta? Dentro di te una vocina ti dice che sì, dai, era bello. Fidati. Poi c’è il messaggio positivo che trasmette. Poi c’è lui che gioca con l’Atari 800Xl. Poi ci sono i militari cattivi che alla fine se la prendono in saccoccia. Poi c’è sempre lui che guida un aereo super-veloce come se portasse la bicicletta e poi BADABUM!”
Ecco.
Finisce che te lo scarichi dal mulo e lo rivedi durante una serata piovosa, allora capisci.
ERA bello. ERA ganzo. Ma perchè tu avevi tredici anni ed erano gli anni ’80. Anni in cui la gente si buttava giù per il gargarozzo i più grandi e scandalosi MACCOSA della storia del cinema e ne chiedeva ancora, a gran voce. Insomma, tutta roba che con gli occhi di adesso suona come un pacco annunciato. (Shared from Chi non Corre è Perduto) Read more »

IL PUNTO: Atari, E.T., Alamogordo, Microsoft e i problemi legati alla verità storica…

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As you can see, parlare di ALAMOGORDO e di quel maledetto scavo per recuperare le cartucce di E.T. è stata una roba che ha fatto molto LOST, ovvero ha sollevato l’hype generale ha livelli molto oltre il bordo della galassia esterna per poi svelare il mistero di Pulcinella, con tanto di scena con Pulcinella che prende a mazzate sul groppone Arlecchino.
Al di là dell’evidente entusiasmo per un accadimento che ha riportato in auge una grande casa videoludica come è stata ATARI e uno dei suoi più grandi Epic Fail, c’è di mezzo proprio una questione politica: avanzare apprezzamenti verso questa operazione mediatica equivale a inimicarsi tre quarti della popolazione mondiale dei retrogamer duri e puri, tentare di criticarla equivale a condannarsi volontariamente all’esclusione da tutte le feste che l’umanità potrebbe organizzare da qui all’Armageddon. In Redazione di RGM poi, immaginate un po’, ognuno ha la sua opinione che spazia da “Una grande mossa” a “hanno rotto il cazzo”, passando per “dopo Commodore solo la morte”. Dunque è con estrema umiltà e anche un po’ di giustificata paura che mi appresto a porre la parola “FINE” a questo penoso capitolo del retrogaming, delegando l’annoso incarico ad Andrea Pachetti, che dall’alto della sua enciclopedica preparazione e del suo blog “Quattro Bit“, ha scritto il post DEFINITIVO su tutta questa vicenda. Buona lettura. L’originale lo trovate QUI. Read more »

La leggenda confermata: Ad Alamogordo le cartucce di “E.T.” A breve anche l’arca dell’alleanza

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Dopo decenni di chiacchiere, sospetti e barzellette, oggi, sabato 26 Aprile 2014, possiamo mettere un punto fermo su tutta questa vicenda.
Che vicenda? Direte voi.
Ma quella dell’extraterrestre senza campo e la casa videoludica più ganza del creato no?!
I ragazzi sono andati, hanno guardato e hanno scavato. E indovinate un po’? Quelle dannate cartucce C’ERANO PER DAVVERO! (shared from Chi non Corre è Perduto) Read more »

I want to belive: Atari, E.T., e si comincia a scavare ad Alamogordo

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Spesso su queste frequenze rammento il signor Ernest Cline. Non capisco esattamente perchè ciò accada. Forse perchè è uno dei miei scrittori preferiti, credo. Ma forse anche perchè mi fa simpatia come persona e sguazza nello stesso brodo primordiale di anniottantudine e nerdaggine spicciola dal quale provengo anch’io.
Sì-sì. Ernest Cline, tu mi piaci. Vieni a casa che ti faccio scopare mia sorella (tanto non ce l’ho).
Ma come se non bastasse il gigantesco bagaglio di stima e ammirazione che nutro per lui, che si è fatto tutto il tour promozionale del libro in DeLorean, mi sento quasi in dovere di fondare una nuova religione e dedicargliela quando leggo sul suo blog quest’interessante notiziona che posso riassumere con la seguente formula:

CLINE + ATARI + ALAMOGORDO = LOL

E allora crediamoci ragazzi! These are the days of miracle and wonder…SIGLA! (shared from Chi non Corre è Perduto)


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Joust: La Williams Elettronics ti regalava l’ennesimo capolavoro

Avresti tanto voluto uno struzzo al posto del "Sì"

Il 1982 è stato un anno eccezionale per i giochi arcade. Uno dei giochi che ha contribuito a rendere quell’anno così speciale è stato sicuramente JOUST. Frenetico nel gameplay e con due giocatori presenti in simultanea sul medesimo schermo.
Io, con la mia versione casalinga per Atari 8bit, a questo gioco gli ho sacrificato un fracasso di ore-vita. Attaccato al joystick come un gatto, mi impegnai a fondo per impadronirmene completamente, studiandone i rimbalzi e le geometrie inerziali. Alla fine ci entrai talmente in simbiosi che deposi il mio primo uovo sulla poltrona del salotto.
Si. Posso tranquillamente affermare che se la morte mi venisse a cercare per giocare la partita a scacchi finale, io gli proporrei di giocare a JOUST, e correrei il rischio di diventare immortale. (shared from Chi non Corre è Perduto)

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Easy 6502 – Imparare facilmente l’assembly del MOS 6502

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La maggior parte degli appassionati di retroinformatica che vogliono cimentarsi con la programmazione delle loro macchine preferite si troverà in un certo momento della propria vita a scontrarsi con la necessità di imparare l’assembly del MOS 6502 ovvero quella gloriosa CPU che negli anni 80 dominava, assieme al probabilmente ancor più diffuso Zilog Z80, il panorama microinformatico (neanche stessimo parlando che ne so… del C64 e lo Spectrum … ehmmm …)
Chiunque di noi ha avuto a che fare con una macchina che montasse una CPU 6502 o una sua derivata (Atari 2600 e 800, Commodore VIC 20 e 64, Oric-1, Creativision… tra le infinite altre) e quindi imparare il linguaggio in grado di trarre l massimo da questo processore è una sfida sicuramente stimolante. Un po’ come se fino a ieri stavi li a pastrugnare sulle foto di Sasha Grey e poi ti suonano alla porta e c’è lei in tette ed ossa che ti dice “bello, mo si fa sul serio!”

 

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Tutorial: come convertire immagini per i computer Atari 8 bit

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Tra i tanti mirabolanti slogan con cui venivano mitragliate le masse di potenziali acquirenti di home computer negli anni 80 ce n’era uno che probabilmente era il più ricorrente : “Qualità delle immagini incredibile”. E la cosa spesso, considerati i tempi, non mancava di verità anche se poi alla fine tutta sta “meraviglia” nel 90% dei casi si riduceva ai classici giochini con una manciata di pixel in movimento e non si riusciva ad ammirare le reali capcità che molte di queste macchine lasciavano inespresse “sotto al cofano”.

Oggi però abbiamo la possibilità di toccare con mano le (davvero) incredibili capacità grafiche di un computer di 35 anni fa convertendo qualsiasi immagine in un formato visualizzabile su tale macchina cosí da renderci conto di cosa era davvero capace il simpatico “mostriciattolo da salotto”.

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Brusaporto Retrocomputing 2013

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Domenica 20-10-2013 si è svolta la 7° edizione della mitica manifestazione “Brusaporto Retrocomputing”.

Questo vuol essere un omaggio doveroso ad una manifestazione italiana dedicata al modo retroinformatico in tutte le sue sfaccettature ed un doveroso ringraziamento all’ impeccabile organizzazione dei fantastici Giuseppe Frigerio e Daniele Lena ed un abbraccio a tutti i partecipanti della manifestazione sia come espositori che come visitatori.

Un arrivederci all’ edizione 2014…

Fabio