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	<title>the Retrogames Machine &#187; computer</title>
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		<title>&#8220;1977-1987 Quando il computer divenne Personal&#8221; Preorder aperto!</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 06:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Cognetti, giornalista, ex collaboratore di MCMicrocomputer, imprenditore ed appassionato informatico ha appena completato un&#8217;opera che definire storica è poco: la realizzazione di un volume che racconti l&#8217;evoluzione del computer, da gigantesco calcolatore utilizzabile da pochi eletti a strumento &#8220;personal&#8221; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Paolo Cognetti, giornalista, ex collaboratore di MCMicrocomputer, imprenditore ed appassionato informatico ha appena completato un&#8217;opera che definire storica è poco: la realizzazione di un volume che racconti l&#8217;evoluzione del computer, da gigantesco calcolatore utilizzabile da pochi eletti a strumento &#8220;personal&#8221; per la produttività giornaliera, in modo semplice e mai noioso. Un&#8217; opera divulgativa accessibile a tutti.</p>
<p>Vediamone un anteprima.</p>
<p><span id="more-8657"></span></p>
<p>Raccontare la storia non è mai facile. Si rischia spesso di cadere nella monotonia dell&#8217;esposizione e di risultare noiosi all&#8217;ascoltatore, anche se questi dimostra reale interesse per l&#8217;argomento trattato.</p>
<p>Paolo Cognetti, fondatore di un&#8217;importante comunità quale è quella del <a title="Retrocomputer Club Italia" href="http://www.retrocomputerclubitalia.it" target="_blank">Retrocomputer Club Italia</a>, è un retrocomputerista attivo, di quelli che non sta mai fermo, e che da anni organizza mostre ed eventi a tema &#8220;storico&#8221; portando avanti con tenacia un&#8217;opera di diffusione della cultura informatica rivolta alle masse, all&#8217;uomo comune, a coloro i quali non sono interessati ad &#8220;astrusi tecnicismi&#8221; ma sono interessati a capire come, nel corso degli anni, enormi mainframe da 50.000.000$ ci siano finiti nel borsello per pochi spiccioli.</p>
<div id="attachment_8664" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/pcognetti1.jpg"><img class="size-medium wp-image-8664" alt="Un'anteprima dei contenuti del libro" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/pcognetti1-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#8217;anteprima dei contenuti del libro</p></div>
<p>Nel corso della sua attività Paolo ha raccolto molto materiale e conosciuto varie personalità che hanno DI FATTO creato l&#8217;informatica personale prativamente da zero (citiamo su tutti l&#8217;incontro con <a title="Federico Faggin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Faggin" target="_blank">Federico Faggin</a>) e ha deciso, tempo addietro, di editarlo in un libro che fosse, in qualche modo, la summa della sua esperienza di divulgatore informatico.</p>
<p>Avvalendosi anche dell&#8217;aiuto di alcuni amici che hanno prestato gratuitamente la loro collaborazione per la redazione di una parte dei contenuti del libro, Paolo ha finalmente portato a termine un&#8217;opera che, con parole sue, descrive cosí :</p>
<blockquote><p>470 pagine e oltre 1.000 foto tutte a colori.<br />
La storia dell’informatica dalle origini agli anni della nascita del Personal Computer. Aziende, personaggi, tecnologie che hanno fatto la storia di questo settore dal quale oggi non possiamo prescindere.</p>
<p>Oltre 70 schede dei computer più importanti: Apple, Atari, Commodore, Sinclair, IBM, MSX ma anche TRS, BBC, Acorn, Amstrad fino ad arrivare a quelli più sconosciuti che hanno comunque segnato un capitolo nella storia.</p>
<p>Un volume divulgativo facile da leggere per chi vuole interessarsi alle origini del settore, ma utilissimo anche per chi ha, o vuole iniziare, una collezione di queste fantastiche macchine.</p></blockquote>
<div id="attachment_8665" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/pcognetti2.jpg"><img class="size-medium wp-image-8665" alt="Non mancano riferimenti a eventi attuali e ben conosciuti dagli appassionati" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/pcognetti2-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Non mancano riferimenti a eventi attuali e ben conosciuti dagli appassionati</p></div>
<p>Il libro sarà disponibile in edizione copertina morbida e rigida ed esclusivamente per la vendita on-line.</p>
<p>È attualmente aperto il preorder con uno sconto del 20% sul prezzo di copertina.</p>
<p>Per informazioni potete inviare un&#8217;email a  <a href="p.cognetti@gmail.com" target="_blank">p.cognetti@gmail.com</a> o seguire la <a href="https://www.facebook.com/pages/1977-1987-Quando-il-computer-divenne-Personal/1452320538364009" target="_blank">pagina Facebook dedicata al libro</a>.</p>
<p>Per quanto ci riguarda non mancheremo di occuparci dettagliatamente di questa interessante pubblicazione quanto prima.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Funghi contro Folletti: FUNKY FUNGUS per ZX Spectrum 128k</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Nov 2013 11:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Spectrum l'imbrattacarte]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ridente villaggio di Fungiland è vissuto in pace e prosperità per secoli e secoli. Il villaggio, abitato da una genìa di funghi senzienti, è sempre stato un posto tranquillo, pacifico ed ameno. Come immaginerete, però, tutto questo avrà presto una fine. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il ridente villaggio di <em>Fungiland</em> è vissuto in pace e prosperità per secoli e secoli. Il villaggio, abitato da una genìa di funghi senzienti, è sempre stato un posto tranquillo, pacifico ed ameno. Come immaginerete, però, tutto questo avrà presto una fine. Nella terra del Sol Levante, da un mucchio di vecchie stoviglie in ceramica gettate via dal personale di una trattoria giapponese, prede misteriosamente forma un nuovo minaccioso personaggio: <strong>Seito Taisho</strong>&#8230;</p>
<p><span id="more-6159"></span></p>
<div id="attachment_6162" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus4.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6162 " alt="Il ridente villaggio di Fungiland prima dell'orrida invasione di folletti maligni..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus4-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il ridente villaggio di Fungiland prima dell&#8217;orrida invasione di folletti maligni&#8230;</p></div>
<p><strong>PRESENTAZIONE</strong><br />
Seito Taisho, una sorta di incarnazione del risentimento degli oggetti abbandonati dagli umani, si mette in marcia per cercare un luogo dove stabilirsi.<br />
E, indovinate un po&#8217;? Decide che il posto adatto sia proprio <em>Fungiland</em>! Durante il suo viaggio Seito Taisho ha assemblato un vero esercito di spettri e di folletti rancorosi e ha deciso di usare tutte le sue forze per invadere Fungiland e prenderne possesso.<br />
Il consiglio dei saggi di Fungiland decide di cercare di ostacolare l&#8217;invasione delle armata di Seito Taisho. Le leggende parlano della <strong>Stella Rotante</strong> (un po&#8217; tipo le &#8220;lame rotanti&#8221; di Goldrake) che potrebbe fornire l&#8217;energia magica necessaria per fermare l&#8217;avanzata delle truppe di folletti che Taisho ha scatenato sul pacifico territorio fungoide.<br />
Purtroppo però nel corso dei secoli i buoni funghi del villaggio sono diventati talmente pacifici da non essere più in grado di usare alcun tipo di arma per difendersi: essi non hanno più idea di come utilizzare la Stella Rotante.<br />
Sembra che siano destinati a soccombere quando ecco che il fungo più funky del circondario emerge fra la folla: egli (<strong>Funky Fungus</strong>, appunto) sa come adoperare la Stella Rotante e si impegnerà per fermare Seito Taisho e i suoi scagnozzi.</p>
<p>Inutile dirlo, i panni di Funky Fungus li vestiremo noi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/funkyfungus.jpg"><img title="funkyfungus" alt="Funky Fungus SE NE FREGA dei pericoli! Impavido e munito di OCCHIALONI NERI si appresta a fare pulizia delle armate di Seito Taisho a colpi di &quot;stellate rotanti&quot;..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/funkyfungus-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text"><br />Funky Fungus SE NE FREGA dei pericoli! Impavido e munito di OCCHIALONI NERI si appresta a fare pulizia delle armate di Seito Taisho a colpi di &#8220;stellate rotanti&#8221;&#8230;</p></div>
<p><strong>IL GIOCO</strong><br />
FUNKY FUNGUS è un gioco per <strong>ZX Spectrum+ 128</strong> scritto, progettato e realizzato da <strong>Alessandro Grussu</strong>, l&#8217;autore della <em><strong>Spectrumpedia</strong></em>, un libro imprescindibile per ogni spectrumista che si rispetti. Il gioco gira indifferentemente sullo Spectrum +128, sul +2, +2A e +3. Alessandro ha realizzato diversi giochi per lo Spectrum, avvelendosi degli strumenti di sviluppo software che la tecnologia moderna ci mette a disposizione, fra i quali dispositivi softare di sviluppo come ACG (Arcade Game Designer), emulatori, programmi di elaborazione grafica come ZX Paintbrush ed altri.</p>
<p>I giochi di Alessandro Grussu non sono mai tirati via, raffazzonati o approssimativi: si tratta sempre di lavori ben ponderati e realizzati con cura e Funky Fungus non fa eccezione.</p>
<p>Il gioco è sostanzialmente un platform nel quale dobbiamo guidare il protagonista saltando da una piattaforma all&#8217;altra ed evitando i servi di Seito Taisho per raccogliere la magica Stella Rotante. Una volta recuperata potremo utilizzarla per sparare dei colpi e dissolvere i folletti invasori. E&#8217; necessario un certo numero di colpi per farli scomparire. Il manuale di gioco dice che la Stella Rotante non li distrugge, ma si limita e riportarli nella loro dimensione di appartenenza.</p>
<div id="attachment_6163" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus6.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6163" alt="Stella Rotante, Stella Rotante, amore mio! Una volta raccolta la stella sarete solo a metà dell'opera...forse anche meno! Ma averla con voi vi farà sentire MOLTO più al sicuro..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus6-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Stella Rotante, Stella Rotante, amore mio! Una volta raccolta la stella sarete solo a metà dell&#8217;opera&#8230;forse anche meno! Ma averla con voi vi farà sentire MOLTO più al sicuro&#8230;</p></div>
<p>Una volta raccolta la Stella e annientati tutti i nemici passeremo al livello successivo, dove dovremo nuovamente raggiungere la Stella Rotante e poi colpire i folletti invasori. A complicare le cose c&#8217;è <strong>il tempo</strong>, davvero poco e ristretto per completare ogni livello. Ogni mossa deve essere calcolata al <em>millesimo</em>, perché un pixel d&#8217;errore può portare alla nostra fine. Allo stesso tempo, l&#8217;eccessiva prudenza ci porterà a perdere secondi preziosi e a mettere a rischio la nostra vita.</p>
<div id="attachment_6164" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6164" alt="I livelli sono davvero tantissimi e ognuno richiede una strategia diversa per essere completato entro il tempo limite." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus2-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">I livelli sono davvero tantissimi e ognuno richiede una strategia diversa per essere completato entro il tempo limite.</p></div>
<p>Da notare l&#8217;attenzione con la quale Alessandro Grussu ha scelto di formare le armate dei folletti invasori di Seito Taisho: si tratta di folletti presi dal folklore di vari paesi e si va dal nostrano <em>Munaciello</em> alla famosa e halloweeniana <em>Jack o&#8217;Lantern</em>, dal <em>Troll</em> dei fiordi norvegesi al <em>Baba Yaga</em> russo.</p>
<p>A volte, scomparendo in seguito ai colpi della Stella Rotante, gli invasori lasceranno il posto ad un Bonus. Può trattarsi di una <strong>Clessidra</strong> (la quale ci fornisce del preziosissimo tempo extra per terminare il livello) o di una <strong>bolla</strong> contenente una stella extra, che ci permetterà di aumentare enormemente il potere di fuoco della nostra Stella Rotante.</p>
<p>In altre occasioni apparirà invece un <strong>funghetto saltellante</strong> che, se raccolto, ci permetterà di guadagnare una vita extra.</p>
<p>Occhio invece se dovesse apparire un <strong>teschio ghignante</strong>: toccarlo significherebbe morte certa! Occorrerà pazientare ed aspettare che svanisca (con conseguente perdita di secondi preziosi) prima di poter procedere.</p>
<div id="attachment_6165" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus7.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6165" alt="Funky Fungus colpisce a &quot;stellate&quot; un Nuppeppo: stando al manuale si tratta di un folletto giapponese, pacifico come i Fungi, ma evitato da tutti a causa della sua...puzza letale! Si dice che il suo lezzo possa mettere KO persino Funky Fungus... Seto Taisho gli ha promesso una nuova terra, dove nessuno lo discriminerà più a causa del suo fetore." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus7-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Funky Fungus colpisce a &#8220;stellate&#8221; un Nuppeppo: stando al manuale si tratta di un folletto giapponese, pacifico come i Fungi, ma evitato da tutti a causa della sua&#8230;puzza letale! Si dice che il suo lezzo possa mettere KO persino Funky Fungus&#8230; Seto Taisho gli ha promesso una nuova terra, dove nessuno lo discriminerà più a causa del suo fetore.</p></div>
<p><strong>IMPRESSIONI</strong></p>
<p><em>Funky Fungus</em> si fa giocare e si fa giocare bene. Le prime partite possono essere enormemente <strong>frustranti</strong>, però. Ho impiegato un certo tempo per digerire il fatto di avere così poco tempo a disposizione per completare un livello. <strong>Non c&#8217;è tempo da perdere:</strong> un colpo d&#8217;occhio al nuovo quadro che ci prospetta davanti e poi bisogna agire, e farlo anche velocemente. Fortunatamente abbiamo la possibilità di <strong>mettere in pausa il gioco</strong>. Può essere una buona idea farlo appena entrati in un nuovo livello, per studiare la situazione, la posizione delle piattaforme e le postazioni dei vari folletti invasori, i quali si muovono su schemi fissi: destra-sinistra, alto-basso.</p>
<div id="attachment_6166" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/stella.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6166" alt="La bolla contiene una stella che potenzierà la nostra Stella Rotante: tenendo premuto il tasto di fuoco faremo sì che Funky Fungus spari una velocissima raffica di stelle..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/stella-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La bolla contiene una stella che potenzierà la nostra Stella Rotante: tenendo premuto il tasto di fuoco faremo sì che Funky Fungus spari una velocissima raffica di stelle&#8230;</p></div>
<p>Superata la barriera iniziale della difficoltà, ci troveremo ad essere invogliati a fare continuamente delle nuove partite per superare il nuovo livello appena raggiunto. Nel manuale si parla di <strong>4 mondi</strong> ognuno dei quali è composto di <strong>10 livelli</strong>. C&#8217;è molto da fare: il sottoscritto ha dovuto sudare (e non poco) per raggiungere il secondo mondo e le cose là si fanno ancor più complicate.</p>
<p>La grafica è ben curata e c&#8217;è molto colore: si è saputo sfruttare attentamente le possibilità di colore senza creare effetti di clash.</p>
<p>Il sonoro, invece, presenta alcune lacune: jingles iniziali ed effetti sono ben curati, ma c&#8217;è una spiacevole <strong>discrepanza</strong> fra il beeper e il generatore audio General Istruments AY-3-8910. Questo difetto può essere riscontrato <strong>solo</strong> nello Spectrum + (il cosiddetto &#8220;<strong><em>tostapane</em></strong>&#8220;) e nel +2 (lo Spectrum &#8220;<strong>grigio</strong>&#8221; prodotto da Amstrad): in questi due modelli il suono generato dallo Z80 (il vecchio <em>beeper</em>) era settato su un volume audio spiacevolmente <strong>più alto</strong> rispetto all&#8217;emissione suoni dell&#8217;AY-3-8910. Il risultato è che, se alziamo il volume per sentire bene gli effetti sonori dell&#8217;AY verremo assordati dagli effetti prodotti dal beeper. Purtrppo <em>Funky Fungus</em> utilizza un mix di suoni forniti da entrambi gli emissori audio: il beeper per l&#8217;audio della scelta tasti, per il suono d&#8217;inizio partita e per lo &#8220;sparo&#8221; della Stella Rotante da parte di Funky Fungus. L&#8217;AY gestisce invece gli effetti sonori del salto o quelli relativi alla morte del nostro eroe (oltre a tutti i jingles e alla musica della presentazione).</p>
<div id="attachment_6167" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/clessidra.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6167" alt="La clessidra può cambiare radicalmente l'esito di una partita." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/clessidra-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La clessidra può cambiare radicalmente l&#8217;esito di una partita.</p></div>
<p>Essendo un gioco esclusivamente per il 128k forse sarebbe stato meglio pensare a tutte le versioni di Spectrum 128 e quindi non utilizzare un comparto audio formato a metà fra il beeper e l&#8217;AY ma lasciare tutta la gestione audio al General Instruments, in modo da poter permettere a tutti di godersi il suono del gioco nel miglior modo possibile.<br />
Da notare che gli emulatori non riproducono questo difetto dei primi Spectrum 128, e pertanto se giocherete <em>Funky Fungus</em> su emulatore (o su Spectrum +2A o +3) non vi accorgerete di nulla.</p>
<div id="attachment_6168" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/teschio.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6168" alt="teschio" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/teschio-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Questa brutta faccia qui, invece, va evitata a tutti i costi! Se la toccheremo finiremo KO. Se non ci sono altre strade percorribili, purtroppo, dovremo aspettare che sparisca, nel giro di qualche secondo&#8230; occhio al tempo!</p></div>
<p><strong>PRESENTAZIONE</strong>: eccellente. Molto carina l&#8217;introduzione che ci permette di conoscere la storia della nostra avventura. Ottimo manuale con istruzioni inerenti a tutti i file che possono essere scaricati nel pacchetto. Splendidamente realizzata anche la sezione relativa alle istruzioni del gioco, con illustrazioni relative ai vari bonus che incontreremo e immagini dei folletti &#8220;cattivi&#8221; che ci ostacoleranno.</p>
<p>Nel pacchetto scaricabile sono contenute diverse versioni di <em>Funky Fungus</em>, dal file <strong>.tzx</strong> da caricare su emulatore, al <strong>.tap</strong> per la DivIDE, passando persino per i file <strong>.dsk</strong> del +3. Viene anche fornita una versione &#8220;Plus&#8221; che contiene dei livelli di intermezzo bonus fra un mondo e l&#8217;altro.</p>
<p>Manca purtroppo la registrazione dell&#8217;hi-score.</p>
<p><strong>CONTROLLI</strong>: ampia scelta fra tastiera, ridefinizione dei tasti, joystick Kempston o Sinclair. Prova effettuata su Spectrum &#8220;toastrack&#8221; sia su tastiera che su Kempston. Ho trovato il controllo tramite tasti <strong>più preciso</strong> ed efficace. Davvero ottimo, lo raccomando al posto del joystick.</p>
<p><strong>GRAFICA</strong>: buona, ben curata. Sprite grandi, monocromatici (ma no?!?) e ben definiti. L&#8217;area di gioco è molto ristretta, ma questo non è un difetto: questo gioco è infatti a metà fra un gioco d&#8217;azione e un rompicapo e le dimensioni di ogni livello sono funzionali alla procedura necessaria per completarlo.</p>
<p><strong>SONORO</strong>: jingles iniziali ed effetti sonori ben fatti, ma penalizzati dall&#8217;uso &#8220;misto&#8221; di beeper e General Instruments AY-3-8910. Sarebbe stato auspicabile una gestione del suono esclusivamente dedicata all&#8217;AY visto che si tratta di un gioco che gira esclusivamente su Spectrum 128.</p>
<p><strong>USO DEL COLORE</strong>: molto buono. Tantissimi colori su video, nella maggior parte dei casi ben scelti e calibrati.</p>
<p><strong><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus3.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-6170" alt="fungus3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/11/fungus3-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>LONGEVITA&#8217;</strong>: molto alta. Il gioco ha un numero impressionante di livelli, uno più difficile dell&#8217;altro. Non ci sono password per riprendere il gioco da un livello avanzato una volta raggiunto il <em>game over</em>. Viene tuttavia fornito un numero limitato di <strong>crediti</strong>: utilizzandoli potremo ricominciare dal primo livello del mondo raggiunto.</p>
<p><strong><br />
CONCLUSIONE</strong>: un gioco divertente e difficile che vi impegnerà e vi farà arrabbiare, che stimola sempre ad una nuova partita. Curatissimo nei dettagli di presentazione e studiato in modo maniacale per la risoluzione di ogni livello:  come già detto, è imperativo fare attenzione &#8220;al pixel&#8221; per poter evitare i nemici e calcolare i tempi ristrettissimi per terminare ogni quadro. Ottimi controlli, ottima presentazione. Rispetto alle prime versioni, che presentavano alcune incompatbilità con la DivIDE a causa del sistema turbo utilizzato, la nuova versione scaricabile dal sito di Alessandro Grussu è perfettamente compatibile con questa sempre più popolare interfaccia. Sarebbe auspicabile, in futuro, una versione con effetti audio interamente gestiti dall&#8217;AY oppure una versione 48k con audio elaborato esclusivamente tramite beeper.</p>
<p>Potete scaricare il gioco <a title="Funky Fungus (c)2013 by Alessandro Grussu" href="http://www.alessandrogrussu.it/diario-2013-03-31.html" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Commodore C16 &#8211; Alla scoperta del pulcino nero.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 06:29:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><strong>Commodore</strong> un nome una garanzia. Tutti noi, appassionati di informatica e di videogames della vecchia scuola, portiamo dentro emozioni uniche che si rispolverano solo pronunciandone il nome. Ogni <strong>NERD</strong> che si rispetti, con se ha i ricordi di qui lunghi pomeriggi a caricare <strong>cassette</strong> o <strong>floppy disk</strong>. Proprio perchè parliamo di <strong>Commodore,</strong> oggi parleremo di una delle più accattivanti, ma anche delle più controverse macchine prodotte dalla grande <strong>C</strong>. ovvero il famigerato <strong>Commodore 16.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3207"></span></p>
<p><strong>Commodore</strong> decise nell&#8217;ormai lontano <strong>1984</strong> di realizzare un prodotto che potesse collocarsi in un mercato in continua espansione spesso troppo oneroso per chi volesse affacciarsi a questo mondo. Si decise di trovare un erede al <strong>Commodore VIC20, </strong>ovvero il computer che diede la gloria a questo marchio nei primi anni 80, e poterlo affiancare al principale cavallo di battaglia che spopolava in quel periodo pur costando cifre interessanti, ovvero il <strong>Commodore 64</strong>. La consueta macchina di mezzo che potesse accontentare un po tutti, pur non essendo di prestazioni elevate. Nacque così il <strong>Commodore 16</strong>, o <strong>C-16, </strong>un nuovo <strong>home computer</strong> per la famiglia. La macchina faceva parte della serie <strong>264, </strong>assieme al <strong>Commodore Plus4</strong> e il più raro <strong>Commodore 116</strong> destinato per il solo mercato Europeo.</p>
<p>In quel periodo la guerra di mercato iniziava a farsi sentire, ditte come la <strong>Texas Instruments</strong> con il suo <strong>Ti99</strong> o l&#8217;<strong>Atari</strong> spingevano sull&#8217;acceleratore in maniera incalzante, ma <strong>Commodore</strong> viste le sue capacità, e al genio di <strong>Jack Tramiel</strong>, l&#8217; allora presidente della ditta, decisero di contrastare la distribuzione utilizzando altre strategie. Computer che potessero offrire garanzie anche per chi non disponeva di grosse finanze.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/commodore_16.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3312" alt="Commodore_16" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/commodore_16.jpg" width="450" height="378" /></a></p>
<p>Il neonato di casa <strong>Commodore</strong> si presentava esteticamente come il suo predecessore <strong>Vic20.</strong> La differenza fu l&#8217;abbandono di un colore bianco panna per un nero molto più forte e accattivante. Stessa forma vantava anche il fratello maggiore <strong>Commodore 64 </strong>invece di colore avana. Questa scelta cadde per mantenere un ordine gerarchico tra le macchine, stessa forma ma prestazioni diverse.</p>
<p>Parlando appunto di prestazioni, questo computer era basato su una nuova <strong>CPU</strong> siglata <strong>MOS 7501</strong>, evoluzione del <strong>6510</strong> che muoveva il <strong>C-64. </strong>La macchina funzionava egregiamente pur non essendo un mostro di potenza, riusciva a regalare prestazioni notevoli e degne di nota. Accanto alla nuova <strong>CPU</strong>, c&#8217;era un nuovo chip per la gestione della grafica e del suono, il <strong>TED 7360</strong>, abbreviato con il nome di <strong>TED</strong>. Questo Chip integrava grafica e video con la stessa architettura del <strong>Vic20, </strong>mentre invece il <strong>C-64</strong> aveva l&#8217;audio controllato dal <strong>SID</strong>, quindi separato e decisamente molto più evoluto. Processore audio amatissimo da molti sinth composer.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/17_crop_644x320_commodore16_017.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3313" alt="17_crop_644x320_Commodore16_017" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/17_crop_644x320_commodore16_017.jpg" width="467" height="232" /></a></p>
<p>Tornando al video, il chip offriva delle modalità interessanti tra cui un&#8217; alta definizione con una risoluzione a 320×200 pixel e 2 colori. In tutto i colori disponibili erano ben 121 ( davvero una rarità per i computer del periodo ) contro i 16 del <strong>C-64</strong>, grazie al fatto che il <strong>TED</strong> poteva gestire la <strong>luminanza:</strong> in questo modo si avevano 8 tonalità per ognuno dei 15<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/ye_ar_x.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3314" alt="ye_ar_x" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/ye_ar_x.gif" width="384" height="288" /></a> colori di base, il che non era affatto male. La parte negativa però era l&#8217;assenza dela gestione degli <strong>sprite</strong>, cosa che creava un netto divario con il <strong>C-64</strong> nei riguardi dei giochi. La parte audio era ridotta a 2 generatori quindi anche inferiore ai 3 dell&#8217;ormai vecchio <strong>ViC</strong>. Nonostante tutto si manteneva su livelli decisamente dignitosi.</p>
<p>Un punto interessante è la memoria. Soli <strong>16K</strong> a differenza dei <strong>64K</strong> del <strong>Commodore 64. 16 KB di memoria RAM e 32 KB di memoria ROM. </strong>In pratica potevamo contare su un computer da prestazioni decorose ma che erano nettamente inferiori ad altri della stessa casa, quindi la domanda fu: Conviene davvero spendere di meno? Tutto era dipeso dalle esigenze del pubblico, ma dato che anche il mercato videoludico era in escalation la gente ripiegava pur spendendo di più verso un <strong>Commodore 64</strong> che dava decisamente molto più affidamento anche in veste futura o almeno fino all&#8217;avvento di macchine superiori.</p>
<p>Un altra nota negativa fu data dall&#8217;incompatibilità con periferiche di altre macchine <a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/1531_1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3311" alt="1531_1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/1531_1.jpg" width="240" height="161" /></a><strong>Commodore</strong>. Per far funzionare il <strong>C-16, </strong>vi era l&#8217;obbligo di comprarne di nuove e non poter utilizzare quelle già in commercio, quindi vennero editati nuovi <strong>datasette</strong> e <strong>floppy drive</strong> di colore nero in tinta che potessero dar un tono ed indentità a questa nuova macchina.</p>
<p>Nonostante il <strong>BASIC 3.5</strong> ricco di nuovi comandi avanzati, ad un&#8217;ottimale gestione della memoria, ad un ricco set di colori, si contrapponeva la mancanza del processore audio separato, una <strong>Ram</strong> maggiore e la mancanza degli <strong>sprite</strong>. Se poi includiamo le nuove periferiche anche leggermente più costose questo nuovo computer veniva considerato un arma a doppio taglio. Un bel quesito per chi ci si volesse avvicinare in maniera decisa.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/c64c16plus4_it.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3315" alt="c64c16plus4_it" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/c64c16plus4_it.jpg" width="584" height="412" /></a></p>
<p>Purtroppo la vita commerciale del <strong>Commodore 16</strong> durò davvero molto poco, parliamo si e no di circa un anno e mezzo. Negli Stati Uniti venne in poco tempo tolto dal mercato, a differenza dell&#8217;Europa che comunque volle dargli una Chance. Nel 1985 la <strong>Commodore</strong> rilasciò sul mercato quello che fu l&#8217;erede del <strong>Commodore 64</strong>, ovvero il <strong>Commodore 128, </strong>dotato del doppio della memoria facendo declassare il <strong>C-64</strong> come macchina d&#8217;ingresso, e facendo così scomparire l&#8217;intera serie <strong>264</strong> di cui faceva parte sia il <strong>Commodore 16</strong> che il<strong> Plus4</strong>. Quindi il pulcino nero di casa<strong> Commodore</strong> volò via presto, lasciando dietro di se un&#8217;amarezza non indifferente. Chi aveva acquistato un <strong>C-16</strong> oltre a non poter contare su prestazioni elevate sia nel campo informatico che ludico doveva far i conti con la mancanza di un supporto software che era ridotto davvero ai minimi termini. Una macchina che segnò un anno particolare, un ibrido forse mal compreso, un compromesso non sempre conveniente, che ai giorni d&#8217;oggi viene considerato un pezzo da collezione, che per quanto se ne dica mantiene un fascino non indifferente. Se siete amanti del mitico marchio, fateci un pensierino parola di Ninja.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(si ringrazia <a title="Associazione64 - Commodore 16" href="http://www.associazione64.it/home/il-commodore-16/" target="_blank">Associazione64</a> per aver fornito alcune delle immagini del Commodore 16 presenti in questo articolo)</p>
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		<title>SHARP X68000</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 15:42:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo Sharp X68000 è stato un home computer prodotto dalla Sharp nel 1987. Uscito nell&#8217;era dei 16-bit (categoria a cui appartiene). É il primo di una grande famiglia, è il successore della famiglia ”Sharp X1”. Ha uno schermo quadrato unico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Lo <em><strong>Sharp X68000</strong></em> è stato un home computer prodotto dalla <em><strong>Sharp</strong></em> nel 1987.</p>
<p>Uscito nell&#8217;era dei 16-bit (categoria a cui appartiene).</p>
<p>É il primo di una grande famiglia, è il successore della famiglia ”<em>Sharp X1</em>”. Ha uno schermo quadrato unico nel suo genere, in un case che è stato creato in due tipi di colorazioni diverse, il grigio e il nero.</p>
<p>Il cuore pulsante di questa splendida macchina è il <em><strong>MC68000</strong></em> (della <em><strong>Motorola</strong></em>), invece di usare i soliti Zilog Z-80 o altro, si pensò subito al top. Questo computer (come tutta la relativa famiglia) aveva delle caratteristiche tecniche davvero impressionanti, soprattutto rapportata l&#8217;epoca in cui uscì (era il 1987), ed era molto più potente degli altri computer di quel periodo, che funzionavano con il Motorola 68000 (<em><strong>Atari ST</strong></em> e <em><strong>Amiga 500</strong></em>).</p>
<p><span id="more-3048"></span></p>
<p>Più colori, hardware nella gestione del fissaggio dello scrolling, degli sprites, della prospettiva e tante operazioni in contemporanea senza appesantire per niente tutto il sistema, una vera potenza silicea.</p>
<p>Sfortunatamente non uscì mai al di fuori del Giappone, dove è tuttora (ancora oggi) molto popolare. Un vero peccato! Siamo sicuri che avrebbe avuto altrettanto successo.</p>
<p><em><strong>I GIOCHI:</strong></em></p>
<p>Una gamma di giochi molto ampia è stata prodotta per la serie X680x0 e le conversioni di alcuni giochi arcade sono state tra le migliori mai prodotte (grazie anche all&#8217;effettiva sapienza dei programmatori nipponici nello sfruttare appieno le specifiche tecniche dello Sharp).</p>
<p>Più del 90% della produzione di software videoludico era praticamente <em><strong>arcade-perfect</strong></em>, ed è impressionante collocando la macchina in un&#8217;epoca temporale quale il 1987, dove ancora regnava il commodore 64, i primi modelli di computer a 16-bit e qualche PC ad uno stadio pressochè embrionale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/13467_138102196215717_2291165_n.jpg"><img class="size-full wp-image aligncenter" id="i-3055" style="border: 2px solid black;" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/13467_138102196215717_2291165_n.jpg?w=374" width="384" height="499" /></a></p>
<p><em><strong>SPECIFICHE TECNICHE:</strong></em></p>
<p>Funziona sotto ”<em><strong>Human 68k</strong></em>”, un sistema operativo che ricorda molto da vicino l&#8217; <em><strong>MS-DOS</strong></em> e il <em><strong>CP/M 68</strong></em> e usa un&#8217;interfaccia grafica chiamata VS.</p>
<p>Particolare degno di nota è che lo sviluppo su questa macchina fino a poco tempo fà era ancora attivo, molti sistemi operativi sono stati portati sull&#8217; X68000, i più famosi sono Minix e Unix-net BSD e tutti i tools di GNU e molti progetti sono sotto sviluppo: XNeptune (una scheda Ethernet) e Ko-Windows (un programma per gestire l&#8217;ambiente grafico).</p>
<p><em><strong>SCHEDA DELLO &#8220;SHARP X68000&#8243;:</strong></em></p>
<p><strong>Nome:</strong> X68000<br />
<strong>Produttore:</strong> Sharp<br />
<strong>Tipo:</strong> Home Computer<br />
<strong>Origine:</strong> Giappone<br />
<strong>Anno:</strong> 1987<br />
<strong>Tipo Tastiera:</strong> Full-stroke keyboard<br />
<strong>CPU:</strong> Motorola MC68000<br />
<strong>Velocità:</strong> 10 MHz<br />
<strong>RAM:</strong> 1 MB (può arrivare fino a 12 MB)<br />
<strong>VRAM:</strong> 512 KB grafica + 512 KB testo<br />
<strong>ROM:</strong> 1 MB<br />
<strong>Modalità Grafiche:</strong> 256 x 240 / 256 x 256 / 512 x 240 / 512 x 256 / 512 x 512 / 640 x 480 / 768 x 512 / 1024 x 1024 / 128 sprites (16 x 16 punti)<br />
<strong>Colori:</strong> 65535 (16 colori in 1024 x 1024 a 65K in 512 x 512)<br />
<strong>Suono:</strong> Suono FM (Yamaha 2151 : 2 canali / 8 ottave stereo) + PCM (OKI MSM6258V : 4 bit mono)<br />
<strong>Porte I/O:</strong> Joystick(2), Audio IN / OUT, Stereo scope, TV Control NTSC Video Image I/O, Espansioni (2 slots), FDD, SASI, RS232 esterni<br />
<strong>Supporti (MEDIA):</strong> 2 x 5.25&#8221; disk-drive<br />
<strong>Sistema Operativo:</strong> Human 68K 1.0 + VS<br />
<strong>Note Negative:</strong> L&#8217;unità di alimentazione incorporata.</p>
<p>______________________________</p>
<p><em><strong>FONTI: DVG &#8211; IL DIZIONARIO DEI VIDEOGIOCHI -</strong></em> <a href="http://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=sharp_x68000">http://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=sharp_x68000</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/index.jpg"><img class="size-full wp-image aligncenter" id="i-3058" style="border: 2px solid black;" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/index.jpg?w=472" width="482" height="326" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Atari 2600 &#8211; Halloween: Michael Myers minaccia gli 8bit</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 11:56:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Correva l&#8217;anno 1978. Il cinema Horror venne sconvolto da quello che divenne il cult indiscusso del genere slasher movie, ovvero il grande Halloween: la notte delle streghe diretto dall&#8217;inimitabile John Carpenter. Il pubblico mondiale esaltò la pellicola in maniera smisurata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Correva l&#8217;anno 1978. Il cinema <strong>Horror</strong> venne sconvolto da quello che divenne il cult indiscusso del genere slasher movie, ovvero il grande <strong>Halloween: la notte delle streghe</strong> diretto dall&#8217;inimitabile <strong>John Carpenter</strong>. Il pubblico mondiale esaltò la pellicola in maniera smisurata rendendolo una vera e propria icona.</p>
<p><span id="more-1168"></span></p>
<p>Qualche anno dopo, nel 1983 una piccola software house chiamata <strong>Wizard games</strong>, decise di realizzare un prodotto innovativo. Qualcosa che potesse intrattenere mantenendoci in ansia costante. L&#8217;idea fu proprio quella di omaggiare la pellicola dando vita a quello che fu il primo ed unico titolo ispirato al maniaco omicida <strong>Michael Mayers.</strong></p>
<div id="attachment_1237" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/220679-halloween1.png"><img class=" wp-image-1237" title="220679-halloween" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/220679-halloween1.png?w=300" width="270" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Mayers ha appena colpito nell&#8217;ombra</p></div>
<p>Inizialmente il tutto venne sviluppato sulla console più venduta in quel periodo, l&#8217;<strong>Atari 2600</strong> vantava di molteplici estimatori quindi venne vista come la macchina perfetta dove realizzare il gioco. Veniamo alla struttura del titolo. Lo schema principale si mostrava ai videogiocatori come un classico action game, dove lo scopo principale era sopravvivere.  In pratica uno dei primordiali <strong>SurvivalHorror</strong>. Nei panni della baby sitter <strong>Lori Strode</strong>, ci troveremo all&#8217;interno di un enorme casa dove dovremo fuggire salvando dei bambini all&#8217;interno evitando che Michael ci trovi e ci uccida decapitandoci. Dovevamo correre di piano in piano, da stanza a stanza evitando la sgradevole sorpresa anticipata dal famoso e inquietante jingle del film. Purtroppo il supporto grafico non fu in grado di rendere giustizia ad una licenza del genere. Gli ambienti erano identici e scarni, l&#8217;unica differenza il colore e la collocazione dele porte. I personaggi simpatici e abbastanza credibili come le armi che troveremo in maniera random per difenderci. Di certo ci si aspettava qualcosa di decisamente molto più convincente a livello tecnico, mancava quel qualcosa che potesse davvero regalare le emozioni forti della controparte cinematografica.</p>
<div id="attachment_1252" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/atari-2600-halloween-game-with-game5.jpeg"><img class=" wp-image-1252" title="Atari-2600-Halloween-Game-with-game" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/atari-2600-halloween-game-with-game5.jpeg" width="360" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">La confezione nel suo splendore!</p></div>
<p>Il titolo comunque non fu affatto un fiasco, poichè stimolava la curiosità di molti amanti del genere orrorifico per eccellenza. Ovviamente in quel periodo la violenza in un video gioco non veniva neanche considerata dall&#8217;acquirente basico che vedeva il mondo dei videogiochi alla pari di quello dei giocattoli. Questo fece si, che il gioco  venne venduto sotto banco o per conoscenza. L&#8217;esposizione era troppo esplicita per un pubblico minore, per quello che poi in realtà il titolo potesse mostrare. Comunque sia, ci furono diverse controversie a riguardo, molta gente era inorridita nel pensare che i propri figli potessero giocare ad un gioco dove veniva messo in mostra un possibile sterminio e una decapitazione con tanto di zampillo di sangue.</p>
<p>Per quanto non fu un capolavoro divenne un piccolo prodotto di nicchia, accettato dai pochi addetti ai lavori. Alla fine i negozianti, furono costretti a liquidare rapidamente i loro stock. Per risparmiare spedirono le cartucce di giochi rimanenti senza etichette. A volte contrassegnate dal titolo con un pennarello su scotch pur di rientrarci. Ora il gioco è a dir poco irreperibile, e se lo si trova i prezzi sono a dir poco esagerati. A tratti anche superiori ai 200 euro se lo si vuole boxato. La Wizard produsse anche un altro gioco ispirato ad un altro must del cinema horror, ovvero <strong>The Texas chianshaw massacre</strong>, ma quella è un altra storia.</p>
<p>Ecco il video del controverso horror game.</p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/OJmEbN6TU_g" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Brusaporto retrocomputing 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 16:06:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica 28-10-2012 si é svolta la manifestazione di Brusaporto Retrocomputing, che ormai da qualche anno attira numerosi fan del digitale informatico e che anche quest’ anno ha visto riunirsi un gran numero di persone attratte da questa comune passione. Nonostante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Domenica 28-10-2012 si é svolta la manifestazione di Brusaporto Retrocomputing, che ormai da qualche anno attira numerosi fan del digitale informatico e che anche quest’ anno ha visto riunirsi un gran numero di persone attratte da questa comune passione.</p>
<p><span id="more-857"></span></p>
<p>Nonostante le condizioni climatiche non fossero favorevoli dentro il Capannone messo a disposizione per l’ evento l’ aria calorosa e il clima festoso non mancava.<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012696.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-860" title="28102012696" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012696.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Innazitutto un ringraziamento doveroso và a Giuseppe Frigerio e Daniele Lena, che hanno saputo organizzare la manifestazione in modo impeccabile, ed un grazie anche a tutti gli espositori giunti da ogni parte d’ Italia per mostrare le loro macchine in funzione e permetterne l’ utilizzo ai visitatori.</p>
<p>E’ stato uno sballo totale&#8230;come ritrovarsi di colpo indietro nel tempo a parlare ancora della sfida c64 Vs Spectrum, a giocare con i vari pong, o ad usare i Vectrex ed i minicabinati con il mame.<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012735.jpg"><img class=" wp-image-862 alignleft" title="28102012735" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012735.jpg?w=300" width="240" height="180" /></a></p>
<p>Si sono viste persone over 40 sudate come bestie mentre dimenavano joystick sfidandosi in Hyper Olimpics oppure divertirsi come bambini rincorrendosi a Lotus 2 con i computer collegati in seriale.</p>
<p>Nel pomeriggio per un attimo tra i suoni e le luci emesse dai monitor, mi é sembrato di essere ancora nelle sale giochi degli anni 80&#8230;&#8230;un vero spasso.<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012738.jpg"><img class="alignright  wp-image-863" title="28102012738" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012738.jpg?w=225" width="180" height="240" /></a></p>
<p>Ma oltre a questo aspetto ludico della manifestazione devo ammettere che resta un alto spessore culturale sopratutto per quanto riguarda le informazioni approfondite che lo scambio culturale che avviene con gli espositori che sono veramente fonte di preziose informazioni che talvolta mi hanno fatto sentire come uno studente di prima media che discute con un dotto professore universitario, ma senza quella soggezione che tendono a mettere le persone che ne sanno di più di te. Il clima é sempre rimasto amichevole come una conversazione tra amici al bar.<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012662.jpg"><img class="alignleft  wp-image-859" title="28102012662" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012662.jpg?w=300" width="240" height="180" /></a></p>
<p>Non sono mancate le chicche come i Vectrex esposti ed utilizzabili (che io personalmente avevo visto solo in fotografia) ed un PDP 11 in funzione che é grande come un armadio a 3 ante, il c64 dorato e i primi pong venduti in Italia o l’ Amiga Draco, l’ unico vero clone hardware di amiga con schede audio video dedicate utilizzato ai tempi nelle produzioni televisive.<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012740.jpg"><img class=" wp-image-864 alignright" title="28102012740" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/28102012740.jpg?w=300" width="240" height="180" /></a></p>
<p>Una manifestazione esaltante tra quelle del panorama italiano che ormai rappresenta un punto di riferimento per tanti appassionati di retro informatica del nostro paese e nell’ edizione 2013 mi auguro di incontrarvi ancora più numerosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cordialmente</p>
<p>Fabio Peroni</p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/Mc7LHrWcoKo" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>TommyGun &#8211; a retro development toolkit</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 10:08:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un ottimo IDE cross-platform per sviluppo di codice per macchine retro. Se avete sempre sognato di scrivere in maniera facile e veloce un giochino sul vostro computer di 30 anni fa, TommyGun è lo strumento che fa per voi. TommyGun [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Un ottimo IDE cross-platform per sviluppo di codice per macchine retro.</p>
<p>Se avete sempre sognato di scrivere in maniera facile e veloce un giochino sul vostro computer di 30 anni fa, TommyGun è lo strumento che fa per voi.</p>
<p><span id="more-364"></span></p>
<p>TommyGun non si può certo definire un progetto recente e sicuramente coloro che bazzicano l&#8217;ambito della retro programmazione ne avranno sentito parlare, ma per tutti gli altri può essere interessante.</p>
<p>Si tratta di un ambiente integrato di sviluppo che comprende una console di sviluppo codice, uno sprite editor, strumenti per il debug e quanto possa essere necessario per sviluppare un gioco con estrema facilità.</p>
<p>Sono compresi i vari dialetti BASIC delle varie macchine, l&#8217;assembly specifico per le CPU utilizzate e le relative mappe di memoria di ogni computer e addirittura e previsto uno specifico compilatore C!</p>
<p>Il progetto ha il suo punto di forza nella possibilità di scrivere codice NATIVO per tutte le macchine che sono/saranno supportate. Ovvero come spiegato dall&#8217;autore l&#8217;IDE è attualmente volontariamente limitato al supporto di varie macchine 8 e 16 bit (per ora essenzialmente Spectrum, C64 e Amstrad), ma è teroicamente un IDE modulare e aperto a qualunque piattaforma, infatti nei <a title="TommyGun Low ToDo  List" href="http://www.users.on.net/~tonyt73/TommyGun/TommyGun%20(Low).html" target="_blank">TODO</a> l&#8217;autore si prefigge di realizzare il supporto per una varia quantità di macchine, console incluse.</p>
<p>Il progetto sfortunatamente è fermo (ma non ufficialmente cancellato) dal 2009, si spera che l&#8217;autore voglia e/o possa riprenderlo al più presto e completare i moduli di supporto delle altre macchine, magari mandargli una tonnellata di mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:tommygun.ide@gmail.com">tommygun.ide@gmail.com</a> potrebbe invogliarlo a riprendere il lavoro e magari qualcuno volenteroso potrebbe dargli una mano.</p>
<p>A onor del vero l&#8217;unico screen shot presente sul sito cita in basso un supporto a Windows7 (non ufficialmente supportato da TommyGun anche se funzionante) e l&#8217;anno 2010 riferendosi però a un &#8220;fantomatico&#8221; ZX Game Studio (di cui non si rova traccia su internet) con supporto esclusivo per ZX Spectrum anche se le finestre dell&#8217;editor sono charamente quelle di TommyGun&#8230; Mistero!</p>
<p>Intanto potete divertirvi con quello che c&#8217;è, da parte mia se riuscirò a concludere qualcosa di produttivo con questo strumento o altri simili (come l&#8217;eccellente <a title="CMB .prg Studio" href="http://www.ajordison.co.uk/" target="_blank">CBM .prg Studio</a> esclusivo per sistemi Commodore di cui vi parlerò prossimamente) magari realizzerò una serie di piccole &#8220;lezioni&#8221; (scusate la parolona) per realizzare un semplice giochino sul vostro vecchio, caro mostriciattolo di silicio.</p>
<p>Link a TommyGun retro development IDE: http://www.users.on.net/~tonyt73/TommyGun/</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Update 11/03/2014</em></p>
<p>Come gentilmente fatto notare dall amico Farox, in un commento al post che trovate più sotto, sebbene il sito originale non sia più raggiungibile il progetto pare essersi spostato su Sourceforge (quindi opensource) dove potrete trovare una versione del 2011 ( la 0.10.0) che però da compilare. Speriamo che l&#8217;autore continui con lo sviluppo di questo interessante tool.</p>
<p>L&#8217;URL per il download è il seguente:<br />
<a href="http://sourceforge.net/projects/tommygun/" rel="nofollow">http://sourceforge.net/projects/tommygun/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>La mia Amiga “Lorraine”&#8230;</title>
		<link>http://www.retrogamesmachine.com/2012/09/23/la-mia-amiga-lorraine-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 09:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amiga è un nome storico, che conoscono intere generazioni di appassionati di informatica. Questa storia è nata nel 1982 e ancora oggi incuriosisce ed attira migliaia di appassionati in tutto il mondo, nonostante gli anni passati. La storia di Amiga [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Amiga è un nome storico, che conoscono intere generazioni di appassionati di informatica. Questa storia è nata nel 1982 e ancora oggi incuriosisce ed attira migliaia di appassionati in tutto il mondo, nonostante gli anni passati.<a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/kickstart13.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-351" title="kickstart13" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/kickstart13.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
La storia di Amiga inizia quando Jay Miner ed altri tecnici, abbandonano l’Atari per fondare l’ &#8220;Hi-Toro&#8221; a Santa Clara (USA), finanziata da tre dentisti con ben 7 milioni di dollari, convinti della forte espansione del mercato delle Console. Essi si dedicano alla produzione di una serie di accessori per l’intrattenimento, anche se la loro intenzione è decisamente un’ altra: creare la prima console a 16 bit basa sul Motorola 68000, il più potente processore dell’epoca, dotato di un’architettura mista 16/32 bit.</p>
<p><span id="more-5461"></span><br />
La società a tenne il progetto top-secret, utilizzando, per i componenti, nomi in codice, privilegiano l’uso di nomi propri specie quelli femminili. Gli ingegneri hanno, discusso molto inizialmente, sulle funzionalità di cui dotare la console, come, ad esempio, l’eventualità o meno di avere la possibilità di espansione per la memoria. Alla fine viene deciso di creare un vero e proprio microcomputer anziché una console, dotato di caratteristiche avanzate ed innovative.</p>
<div id="attachment_350" style="width: 221px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/jayminer.jpg"><img class="size-full wp-image-350" title="jayminer" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/jayminer.jpg" alt="" width="211" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">jay miner il padre di Amiga</p></div>
<p>La scelta è sicuramente influenzata da Jay Miner che ha un peso particolare all’interno del team essendo responsabile del blitter per HAM (Hod And Modify), responsabile della grafica dei primi Amiga. Con quello che poi é avvenuto è possibile dire che la scelta fu sicuramente azzeccata.<br />
Nel 1983 l&#8217;azienda Hi-Toro diventa Amiga Inc. Il perché del nome “Amiga” resta un mistero: forse la volontà di utilizzare un marchio davanti (alfabeticamente parlando) rispetto ai due grandi rivali del periodo, Atari ed Apple. Forse il motivo risiede nell’ etimologia stessa di Amiga che in spagnolo significa “Amica” , visto l’ interesse per il gentil sesso da parte dei tecnici della società con i codname dei vari chip. Qualcuno avanza l’ ipotesi che “AMIGA” sia l’acronimo di Advanced Multitasking Integrated Graphic Architecture.<br />
Tecnicamente parlando arrivano le prime informazioni su &#8220;Lorraine&#8221; (nome della moglie del presidente della Hi-Toro), codname del primo computer Amiga,  e i chip custom vengono fisicamente realizzati.</p>
<div id="attachment_353" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/primo_logo_amiga.jpg"><img class="size-full wp-image-353" title="primo_logo_amiga" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/primo_logo_amiga.jpg" alt="" width="300" height="68" /></a><p class="wp-caption-text">primo logo amiga</p></div>
<p>Tutto da definire il discorso relativo al sistema operativo, condizionato dalla complessa architettura del sistema basata sui tre chip custom di supporto al Motorola 68000: Agnus (generatore di indirizzi), Daphne, poi ribattezzato Denise (adattatore video), e Paula (audio e porte).</p>
<div id="attachment_349" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/boing.jpg"><img class="size-full wp-image-349" title="boing" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/boing.jpg" alt="" width="250" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga Boing&#8230;</p></div>
<p>Nel Gennaio del 1984, però, i fondi scrseggiano e Amiga si presenta al Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, alla ricerca di nuovi finanziatori per garantire la propria sopravvivenza. Viene mostrata al mondo Boing, la famosa prima demo su Amiga (poi diventato logo di Amiga). Si trattava di una sfera, con la superficie coperta di rettangoli bianchi e rossi, che ruotava e rimbalzava in tempo reale producendo effetti sonori in base all&#8217;attrito sulle pareti virtuali.<br />
Il pubblico del CES, compreso Steve Jobs, nonostante il sistema ancora incompleto, rimane sbalordito e impressionato dalle funzionalità multimediali mostrate.<br />
Nonostante il successo fieristico però, i problemi finanziari continuano, e il futuro della società appare tutt’altro che roseo. Amiga riesce a resiste fino all’edizione estiva del CES al quale presenta una versione completa del proprio sistema, che porta nuove risorse nelle casse dell’azienda.<br />
Le difficoltà finanziarie sono comunque insormontabili, restano ormai due possibilità: l’acquisizione da un&#8217;altra azienda, o la richiesta di un cospicuo prestito.<br />
L’ azienda decide per la prima opzione, furono contattate: Apple, Atari, Commodore, Hewlett Packard, Silicon Graphics e Sony, ma solo Atari rispose all’invito proponendo una sorta di prestito di mezzo milione di dollari in cambio dei progetti dei tre chip custom. E’ allora che, a sorpresa, Commodore irrompe sulla scena mettendo sul piatto 27 milioni di dollari, con la frase: &#8220;How about being part of our Gang?&#8221;. Frase mai confermata che nel tempo ha acquisito un fascino mistico.<br />
Ovviamente non c’è più trattativa che tenga e Amiga nel 1984 entra nella sfera Commodore, nonostante la querela di Atari per concorrenza sleale.</p>
<div id="attachment_354" style="width: 281px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/amiga_1000.jpg"><img class="size-medium wp-image-354" title="Amiga_1000" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/amiga_1000.jpg?w=271" alt="" width="271" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga 1000 il primo Amiga in commercio</p></div>
<p>Il 23 luglio 1985 nei negozi apparve l&#8217;Amiga 1000 (semplicemente Amiga), il primo computer derivato dal progetto Lorraine. Dopo l&#8217;Amiga 1000, negli anni successivi furono presentati molti modelli con varie caratteristiche, di volta in volta più evolute: dall&#8217;Amiga 500 all&#8217;Amiga 2000, dall&#8217;Amiga 600 al modello Amiga 3000, per arrivare all&#8217;Amiga 1200 e poi al top della gamma, l&#8217;Amiga 4000, prodotto sia in versione desktop che tower.</p>
<p>Fabio Peroni</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Storia di Commodore Amiga: La mia Amiga “Lorraine”</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 09:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amiga è un nome storico, che conoscono intere generazioni di appassionati di informatica. Questa storia è nata nel 1982 e ancora oggi incuriosisce ed attira migliaia di appassionati in tutto il mondo, nonostante gli anni passati. La storia di Amiga [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Amiga è un nome storico, che conoscono intere generazioni di appassionati di informatica. Questa storia è nata nel 1982 e ancora oggi incuriosisce ed attira migliaia di appassionati in tutto il mondo, nonostante gli anni passati.<br />
La storia di Amiga inizia quando Jay Miner ed altri tecnici, abbandonano l’Atari per fondare l’ &#8220;Hi-Toro&#8221; a Santa Clara (USA), finanziata da tre dentisti con ben 7 milioni di dollari, convinti della forte espansione del mercato delle Console. Essi si dedicano alla produzione di una serie di accessori per l’intrattenimento, anche se la loro intenzione è decisamente un’ altra: creare la prima console a 16 bit basa sul Motorola 68000, il più potente processore dell’epoca, dotato di un’architettura mista 16/32 bit.</p>
<p><span id="more-347"></span><br />
La società a tenne il progetto top-secret, utilizzando, per i componenti, nomi in codice, privilegiano l’uso di nomi propri specie quelli femminili. Gli ingegneri hanno, discusso molto inizialmente, sulle funzionalità di cui dotare la console, come, ad esempio, l’eventualità o meno di avere la possibilità di espansione per la memoria. Alla fine viene deciso di creare un vero e proprio microcomputer anziché una console, dotato di caratteristiche avanzate ed innovative.</p>
<div id="attachment_350" style="width: 221px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/jayminer.jpg"><img class="size-full wp-image-350" title="jayminer" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/jayminer.jpg" width="211" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">jay miner il padre di Amiga</p></div>
<p>La scelta è sicuramente influenzata da Jay Miner che ha un peso particolare all’interno del team essendo responsabile del blitter per HAM (Hod And Modify), responsabile della grafica dei primi Amiga. Con quello che poi é avvenuto è possibile dire che la scelta fu sicuramente azzeccata.<br />
Nel 1983 l&#8217;azienda Hi-Toro diventa Amiga Inc. Il perché del nome “Amiga” resta un mistero: forse la volontà di utilizzare un marchio davanti (alfabeticamente parlando) rispetto ai due grandi rivali del periodo, Atari ed Apple. Forse il motivo risiede nell’ etimologia stessa di Amiga che in spagnolo significa “Amica” , visto l’ interesse per il gentil sesso da parte dei tecnici della società con i codname dei vari chip. Qualcuno avanza l’ ipotesi che “AMIGA” sia l’acronimo di Advanced Multitasking Integrated Graphic Architecture.<br />
Tecnicamente parlando arrivano le prime informazioni su &#8220;Lorraine&#8221; (nome della moglie del presidente della Hi-Toro), codname del primo computer Amiga,  e i chip custom vengono fisicamente realizzati.</p>
<div id="attachment_353" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/primo_logo_amiga.jpg"><img class="size-full wp-image-353" title="primo_logo_amiga" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/primo_logo_amiga.jpg" width="300" height="68" /></a><p class="wp-caption-text">primo logo amiga</p></div>
<p>Tutto da definire il discorso relativo al sistema operativo, condizionato dalla complessa architettura del sistema basata sui tre chip custom di supporto al Motorola 68000: Agnus (generatore di indirizzi), Daphne, poi ribattezzato Denise (adattatore video), e Paula (audio e porte).</p>
<div id="attachment_349" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/boing.jpg"><img class="size-full wp-image-349" title="boing" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/boing.jpg" width="250" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga Boing&#8230;</p></div>
<p>Nel Gennaio del 1984, però, i fondi scrseggiano e Amiga si presenta al Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, alla ricerca di nuovi finanziatori per garantire la propria sopravvivenza. Viene mostrata al mondo Boing, la famosa prima demo su Amiga (poi diventato logo di Amiga). Si trattava di una sfera, con la superficie coperta di rettangoli bianchi e rossi, che ruotava e rimbalzava in tempo reale producendo effetti sonori in base all&#8217;attrito sulle pareti virtuali.<br />
Il pubblico del CES, compreso Steve Jobs, nonostante il sistema ancora incompleto, rimane sbalordito e impressionato dalle funzionalità multimediali mostrate.<br />
Nonostante il successo fieristico però, i problemi finanziari continuano, e il futuro della società appare tutt’altro che roseo. Amiga riesce a resiste fino all’edizione estiva del CES al quale presenta una versione completa del proprio sistema, che porta nuove risorse nelle casse dell’azienda.<br />
Le difficoltà finanziarie sono comunque insormontabili, restano ormai due possibilità: l’acquisizione da un&#8217;altra azienda, o la richiesta di un cospicuo prestito.<br />
L’ azienda decide per la prima opzione, furono contattate: Apple, Atari, Commodore, Hewlett Packard, Silicon Graphics e Sony, ma solo Atari rispose all’invito proponendo una sorta di prestito di mezzo milione di dollari in cambio dei progetti dei tre chip custom. E’ allora che, a sorpresa, Commodore irrompe sulla scena mettendo sul piatto 27 milioni di dollari, con la frase: &#8220;How about being part of our Gang?&#8221;. Frase mai confermata che nel tempo ha acquisito un fascino mistico.<br />
Ovviamente non c’è più trattativa che tenga e Amiga nel 1984 entra nella sfera Commodore, nonostante la querela di Atari per concorrenza sleale.</p>
<div id="attachment_354" style="width: 281px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/amiga_1000.jpg"><img class="size-medium wp-image-354" title="Amiga_1000" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/amiga_1000.jpg?w=271" width="271" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga 1000 il primo Amiga in commercio</p></div>
<p>Il 23 luglio 1985 nei negozi apparve l&#8217;Amiga 1000 (semplicemente Amiga), il primo computer derivato dal progetto Lorraine. Dopo l&#8217;Amiga 1000, negli anni successivi furono presentati molti modelli con varie caratteristiche, di volta in volta più evolute: dall&#8217;Amiga 500 all&#8217;Amiga 2000, dall&#8217;Amiga 600 al modello Amiga 3000, per arrivare all&#8217;Amiga 1200 e poi al top della gamma, l&#8217;Amiga 4000, prodotto sia in versione desktop che tower.</p>
<p>Fabio Peroni</p>
</div>]]></content:encoded>
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