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	<title>the Retrogames Machine &#187; controller</title>
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		<title>La potenza è nulla senza &#8220;controller&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 08:59:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e ognuna delle &#8220;ERE&#8221; in cui essa viene suddivisa presenta diversi oggetti, facenti parte di diverse categorie, che vengono osannati per il loro aver saputo essere innovativi od oggettivamente migliori, e altri che vengono vilipesi pesantemente per la loro infamia o inutilità. Oggi vogliamo offrirvi una panoramica sui controllers che hanno segnato la storia dei videogiochi, nel bene e nel male, e che si sono convertiti in icone dei loro tempi. <span id="more-8117"></span></p>
<p>Il controller è forse il segno più distintivo di una console, quello che la rappresenta nel corso di tutta la sua esistenza e con cui verrà identificata in futuro. Anche oggi come allora una console può cambiare anche radicalmente il suo aspetto estetico, il suo design, aggiungere o rimuovere caratteristiche più o meno di rilievo, ma raramente verrà modificato il controller che vi era originariamente associato. Pensiamo solo alle innumerevoli varianti che ha subito il design dell&#8217;Atari VCS. Una console storica, simbolo dei videogiochi, divenuta un&#8217;icona immediatamente identificabile con il concetto stesso di videogame, non tanto per se stessa ma per quello che è il suo joystick. Ma anche oggi, se consideriamo la Wii, la Xbox360 e la PS3, il simbolo, la vera identità di una macchina è il suo controller. È logico. Il controller è in realtà l&#8217;unico mezzo che fisicamente mette in comunicazione (&#8220;interfaccia&#8221; si sarebbe detto correttamente a quel tempo, ma con una superficialità forse involontaria) l&#8217;essere umano con la macchina. È quell&#8217;estensione che più di altre ce la fa identificare sensorialmente. Il disegno, l&#8217;ideazione o realizzazione di un controller possono essere la discriminante tra il successo o il fallimento di una macchina. Anche in questo campo cosí peculiare la storia dei videogiochi offre vincitori e vinti che in questo caso non sempre coincidono con il dominatore di una generazione. Andiamo quindi a scoprire il TOP e il FLOP delle varie ere video ludiche nel mondo dei controllers.</p>
<h3>1ª generazione</h3>
<p>TOP: <strong>Paddle<br />
</strong>Qui non c&#8217;è molto da scegliere. A quel tempo il controller analogico era praticamente l&#8217;unico sistema di HUMAN INTERFACE disponibile. Ed era anche logico che lo fosse vista la tecnologia che veniva implementata a quell&#8217;epoca. A conti fatti svolgeva ottimamente il suo compito dovendo controllare solo una serie di cloni di Pong, e quindi era difficile che se ne trovasse uno scomodo o che funzionasse male&#8230; Ma qualcuno ci riuscì! FLOP: <strong>Nessuno</strong></p>
<h3>2ª generazione</h3>
<div id="attachment_9082" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS.jpg"><img class="size-medium wp-image-9082" alt="VCS" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari VCS 2600</p></div>
<p>TOP: <strong>Joystick Atari VCS 2600<br />
</strong>Non credo ci sia bisogno di troppi giri di parole per presentare il mitico joystick dell&#8217;Atari VCS. Nella sua essenzialità si rivelò un controller che sfiorava la perfezione, e che a distanza di anni (o meglio di decenni) è ancora tra i preferiti di moltissimi videogiocatori che ne apprezzano la grande precisione ed ergonomia. Certo, con il senno di poi, non è esente da difetti come ad esempio disporre di un solo tasto di fuoco e l&#8217;essere decisamente &#8220;unfriendly&#8221; nei confronti dei mancini, ma se è stato capace di elevarsi ad icona non solo della sua generazione ma praticamente della stessa idea di videogioco, chi siamo noi per affermare il contrario?</p>
<div id="attachment_9067" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" alt="5200" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 5200</p></div>
<p>FLOP: <strong>Joystick Atari 5200<br />
</strong>Non è un segreto che nella prima metà degli anni &#8217;80 &#8220;<em>Videogame faceva rima con Atari</em>&#8221; (vabbé, non letteralmente, però dai, ci siamo capiti). La ditta di Sunnyvale aveva praticamente monopolizzato l&#8217;opinione pubblica per quanto riguardasse il divertimento elettronico, e questo tanto nel bene quanto nel male. Non è un caso che Atari venga citata come la pioniera delle vette più alte che l&#8217;industria ludica raggiunse al tempo ma anche come fonte delle disgrazie che la afflissero, e una prova la abbiamo anche coi controllers di questa generazione i cui top e flop sono, anch&#8217;essi, appannaggio di Atari. Del top abbiamo già detto; il flop è il controller dell&#8217;Atari 5200 Supersystem, un controller sinceramente ben pensato che avrebbe dovuto coniugare quanto di buono proposero i competitor di Atari (come il tastierino numerico di Intellivision e Coleco, e lo stick analogico del Vectrex) ma che si rivelò un disastro quanto a realizzazione. Sorvolando sulla SCARSISSIMA qualità costruttiva (quando invece il joy del 2600 era un carroarmato) il difetto principale del comando era che lo stick analogico NON era autocentrante! Un vero incubo per quei giochi che richidevano precisone e velocità di esecuzione (ovvero circa il 99% della produzione ludica del tempo). Il malcontento dei possessori del 5200 (oltre ad una serie di politiche commerciali sbagliate in puro stile Atari post VCS, ma questa è un&#8217;altra storia) , li obbligò di fatto a comprare ottimi controller di terze parti, e fu di tali proporzioni da decretare il fallimento della macchina.</p>
<h3>3ª generazione</h3>
<div id="attachment_9068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9068" alt="nes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo NES</p></div>
<p>TOP: <strong> Pad Nintendo NES<br />
</strong>Ok. Se vogliamo dirla tutta in questa generazione non vi sono macchine che brillino particolarmente per il controller che le accompagnava. Pare difatti che i designer di tutte le case produttrici di hardware fossero cadute vittima di un&#8217;atroce pandemia di SQUADRITE. Questa insolita patologia (da non confodersi con lo SQUADRISMO) rendeva incapaci i progettisti di creare oggetti che non avessero forme terribilmente ed inesorabilmente SQUADRATE, e per questo assolutamente anti-ergonomiche. Ovviamente tra tutti i controller presenti sul mercato c&#8217;era comunque un top che in questo caso era rappresentato dal pad del NES. Perché? Ma ovviamente in virtù della sua MERAVIGLIOSA croce direzionale, marchio di fabbrica della GRANDE N, la cui precisione rasentava la perfezione e che non vi obbligava a preoccuparvi di premerla in un certo modo per far si che il personaggio sullo schermo facesse esattamente quello che desideravate. Anzi, a volte sembrava davvero il &#8220;prolugamento dei vostri polpastrelli&#8221;. E meno male! In fondo già era una tortura sufficente dover tenere in mano quella &#8220;cavolo&#8221; di tavoletta QUADRATA, o no?</p>
<div id="attachment_9069" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800.jpg"><img class="size-medium wp-image-9069" alt="7800" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 7800</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari 7800<br />
</strong>Devo dire la verità, sono stato a lungo titubante se affibbiare la palma del flop di 3ª generazione al pad del Sega Master System o al controller dell&#8217;Atari 7800, poi però mi sono reso conto che veramente non avrei mai dovuto avere un dubbio simile, non solo perché il controller del Sega Master System è impreciso e frustrante da dominare mentre quello del 7800 è incredibilmente preciso nel NON ESEGUIRE il vostro input, non solo perché il controller Atari è realizzato con dei matariali che definire scadenti è incredibilmente magnanimo, ma anche perché il 7800 è l&#8217;unica console (a mia memoria almeno) venduta con due diversi controller nelle versioni americana (il joystick PRO-LINE) ed europea (l&#8217;Atari pad) ed entrambe OSCENE in quanto a design, ergonomia e risposta. Un primato del genere meritava essere celebrato in qualche modo.</p>
<h3>4ª generazione</h3>
<div id="attachment_9070" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9070" alt="snes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Super Nintendo</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo SNES<br />
</strong>A volte nella vita uno deve lasciare da parte i sentimenti e le opinioni personali, guardarsi allo specchio, accettare la realtà e i fatti per quello che sono. Questa è una di quelle volte. Sono sempre stato un sostenitore di SEGA nella console war dei primi anni &#8217;90. Ammaliato dal carisma della GRANDE S e dei suoi sontuosi coin-op, avevo eletto il Megadrive a mio alfiere dell&#8217;intrattenimento consolaro domestico, anche se però, al tempo, non avevo i soldi per comprarlo (o meglio, non avevo i soldi per comprarmi le cartucce). E poco me ne fregava di Mode7, SuperFX, Marii e Yoshi vari. Per me il Megadrive rimaneva superiore in tutto rispetto al Super Nintendo. Oddio, superiore in tutto-TUTTO no. Quel cavolo di controller a forma di fagiolo messicano non era male, ma forse in un burrito sommerso di guacamole ci sarebbe stato meglio. E poi, cavolo, aveva solo 3 tasti, e mentre i miei amici nintendari stavano lì a pestarsi in casa con Street Fighter II coi loro bei 6 tasti colorati (vabbé, 4 colorati e 2 grigi. Pignoli!), io dal mio amico Daniele, quello che aveva il Megadrive e mi faceva sbavare davanti a Super Shinobi, mi ritrovavo a &#8220;switchare&#8221; tra calci e pugni con il tasto START. Tristezza. E poco importa se in seguito il &#8220;fagiolo&#8221; fu sostituito da un nuovo pad bello fiammante a 6 tastazzi, con forme che avrebbero anticipato lo STUPENDO controller del successivo Saturn. Ormai la battaglia sul fronte controller di 4ª generazione era stata vinta da Nintendo che con un blitzkrieg clamoroso aveva stabilito un nuovo paradigma e cioè che il giocatore casalingo voleva annegare nei tasti di fuoco, e mi aveva lasciato una cicatrice sullo zigomo a futura memoria della batosta subita.</p>
<div id="attachment_9071" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9071" alt="cdi" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Philips CDi</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Philips CDi<br />
</strong>Ma che è? Un telecomando? Un puntatore laser? Un topo addormentato? Boh? A onor del vero bisogna dare atto che il flop si riferisce al primo controller in dotazione al CD-i che successivamente fu venduto con un pad &#8220;propriamente detto&#8221; ispirato a quello dello SNES (ma guarda un po&#8217;) e paurosamente simile al GRAVIS GAME PAD per PC. Questo nuovo controller, ben lungi dal raggiungere l&#8217;eccellenza, era però per lo meno DECOROSO, ma da solo, ovviamente, non riuscí a risollevare la macchina Philips dalla disastrosa situazione di mercato (e non solo) in cui versava.</p>
<h3>5ª generazione</h3>
<div id="attachment_9072" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx.jpg"><img class="size-medium wp-image-9072 " alt="psx" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sony Playstation</p></div>
<p>TOP: <strong>Sony PlayStation DualShock<br />
</strong>Parlare del DualShock non è facile. Che altro si può dire a proposito di questo meravigilioso controller che non sia già stato detto? Forse che ha portato la luce dell&#8217;ergonomia più estrema dopo lunghe epoche buie di controller in fondo tutti uguali? Forse che è stato il primo che ha offerto ai giocatori degli strumenti che non ritenevano tutto sommato necessari (doppio controllo analogico e force feedback) e li ha resi uno standard de facto per ogni controller a venire, per quanto economico esso fosse? Forse che si è posto come termine di paragone dei controller di successo per le generazione a venire? A dire il vero si potrebbe dire di tutto e di più riguardo al DualShock, ma per quanto ne potrete parlare non riuscirete MAI a parlarne male.</p>
<div id="attachment_9073" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag.jpg"><img class="size-medium wp-image-9073" alt="jag" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari Jaguar</p></div>
<div id="attachment_9076" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32.jpg"><img class="size-medium wp-image-9076" alt="cd32" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Commodore Amiga CD32</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari Jaguar / Pad Commodore CD32<br />
</strong>Con il senno di poi appare davvero curioso che le due grandi regine degli anni 80, divise e contrapposte in tutto, siano unite in un triste epitaffio alla loro storia scritto da due macchine che sanciscono il loro addio al mercato dell&#8217;informatica personale. Il Jaguar ed il CD32 furono delle macchine fallimentari su tutta la linea, che forse non decretarono da sole la rovina di Atari e Commodore, ma sicuramente furono identificate come esempi del declino inarrestabile ed inesorabile dei due colossi made in USA. Ben poco delle due macchine si salvava e quel poco soccombeva nell&#8217;approssimazione ingegneristica e perdendosi nel caos progettuale. I controller non facevano eccezione ed erano tanto scadenti da meritarsi in ex-aequo il poco ambito titolo di &#8220;flop generazionale&#8221;. Se il controller del Jaguar era di una scomodità assurda con la sua forma e mole da citofono (ma non la cornetta che avete in casa, proprio tutto il pannello per comunicare con 45 appartamenti che è appeso fuori dal portone) ma tutto sommato offriva una qualità di controllo nella media, il pad del CD32, al contrario, presentava un design elegante tutto sommato pratico e funzionale ma, essendo probabilmente stato costruito con la plastica delle sorprese kinder, era di una fragilità sconcertante (c&#8217;è chi ha assicurato si averlo sentito CIGOLARE e SCRICCHIOLARE durante l&#8217;uso) e offriva una precisione di controllo a dir poco indegna. Ognuno dei due dispositivi primeggiava (in negativo) rispetto all&#8217;altro in un aspetto, per cosí dire, complementare, a tal punto che, paradossalmente, dai (pochi) punti positivi dei due se ne sarebbe potuto realizzare uno accettabile. Davvero una conclusione beffarda della guerra che vide fronteggiarsi le due leggende dell&#8217;informatica, alla fine unite in un comune destino di cui il controller delle loro ultime sfortunate macchine era forse l&#8217;immagine più emblematica.<strong> </strong></p>
<h3>6ª generazione</h3>
<div id="attachment_9079" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" alt="cubbo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo GameCube</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo Gamecube<br />
</strong>Credo di non esagerare quando affermo di trovarci davanti a uno dei MIGLIORI controller di sempre. Nintendo fece tutto bene con il Gamecube (a parte il marketing) e il pad a corredo della macchina non fu da meno. Delle scelte stilistiche innovative, ma meno azzardate di quelle fatte con il pad del Nintendo 64, ci hanno regalato uno strumento di un ergonomia unica che quasi si fonde con le mani del giocatore, il quale mai (e forse MAI PIÙ) come in questo caso sente di avere davvero a portata di &#8220;dito&#8221; il controllo totale di ogni possibile azione di gioco. La tradizionale precisione dei controller Nintendo fa poi il resto, consegnandoci una piccola opera d&#8217;arte che, forse a causa del non clamoroso successo della macchina a cui era abbinato, non ha trovato la sua consacrazione definitiva presso il grande pubblico, finendo troppo presto dimenticato. Certo, non era esente da critiche, come ad esempio la croce direzionale forse troppo piccola, la strana presenza di 3 tasti dorsali invece dei canonici 4. Forse anche la sua spiccata personalità ed ergonomia, in casi estremi, potevano rivelarsi un limite, non permettendo ad ogni giocatore di adattarsi alla sua particolare ma vincente conformazione. Però il fascino e la qualità di questro controller travalicano i suoi piccoli nei, e ne fanno un gioiello da scoprire e riscoprire ogni giorno.</p>
<div id="attachment_9080" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast.jpg"><img class="size-medium wp-image-9080" alt="dreamcast" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sega Dreamcast</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Sega Dreamcast</strong><br />
A volte mi chiedo che diavolo passasse per la testa ai dirigenti di SEGA verso la fine degli anni &#8217;90. Ad un decennio di successi nel settore dei coin-op e dei sistemi casalinghi ne seguí uno in cui i prodotti oggettivamente validi e potenzialmente di successo vennero rovinati da scellerate decisioni di marketing e tecniche. Il Dreamcast, purtroppo, non fa eccezione. Una macchina eccezionale in grado di precorrere i tempi e dominare il mercato, ma alla quale tagliarono le gambe le politiche aziendali di SEGA e (sebbene in misura molto minore) un controller che presentava scelte progettuali per lo meno discutibili. Disegnato e realizzato intorno alla rivoluzionaria (secondo i tecnici della casa giapponese) idea della Visual Memory Unit, il controller si rivelava &#8220;pachidermico&#8221; e molto scomodo soprattutto a causa delle dimensioni, inoltre presentava delle caratteristiche obsolete per i tempi, che rappresentavano in alcuni casi un passo indietro rispetto allo <strong>STUPENDO</strong> pad del Saturn. Cioè, qualcuno mi spiega come può il pad di una macchina successiva alla Playstation avere solo uno stick analogico e solo 6 pulsanti invece che 8 come avevano, appunto, il pad della PSX e quello <strong>STUPENDO</strong> del Saturn. Come se ciò non bastasse, per fare spazio alle famigerate VMU, il cavo di collegamento alla console invece di finire (come logico) nella parte alta del controller, finiva in quella bassa, &#8220;puntando&#8221; il giocatore piuttosto che la macchina, risultando quanto meno scomodo anche per la sua lunghezza non generosa. Aggiungete a questo una croce direzionale sufficente ma non eccezionale e capirete che Dreamcast : pad = Megadrive : 32x</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Classic Controller Wii: emulazione sotto controllo!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 09:49:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il  Nintendo Wii è una console solitamente associata al casual gaming, pur vantando perle  di assoluto rispetto.  Un suo  punto di forza indiscusso invece è sicuramente quello dell’emulazione. A parte il MAME, con cui mostra notevoli difficoltà, tante macchine famose [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il  Nintendo Wii è una console solitamente associata al casual gaming, pur vantando perle  di assoluto rispetto.  Un suo  punto di forza indiscusso invece è sicuramente quello dell’emulazione.<br />
A parte il MAME, con cui mostra notevoli difficoltà, tante macchine famose degli anni 80/90 sono emulabili in modo assolutamente godibile su questa console, con emulatori che permettono settaggi e impostazioni paragonabili a un PC.<br />
Fondamentale per una buona esperienza d’emulazione è un buon controller.<br />
Oggi vi parlerò del  Classic Controller Pro.</p>
<p><span id="more-8189"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il controller standard del Wii è il Wiimote, utilizzabile non solo associato al nunchuck e alla barra sensore, ma anche come pad normale, ad esempio sui giochi Virtual Console per NES.<br />
Il pad però risulta abbastanza scomodo. I punti a sfavore sono lo spessore eccessivo, l’impugnatura a ergonomia zero, e una croce direzionale fin troppo piccola.</p>
<div id="attachment_8193" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_121344.jpg"><img class="size-medium wp-image-8193" alt="Emulatore Nes in azione. Notate la differenza in dimensioni tra le croci direzionali di wii/snes e wiimote" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_121344-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Emulatore Nes in azione.<br />Notate la differenza in dimensioni tra le croci direzionali di wii/snes e wiimote</p></div>
<p>Nintendo, anni e anni fa, mise in commercio il Classic Controller. Ne esistono 2 versioni:  Standard e Pro.<br />
Le 2 versioni differiscono solo per l’impugnatura. Quello Standard ha una forma simile al pad per Super Nintendo. Il Pro ha la stessa identica forma (come base pad, croce e pulsanti), ma con attorno un’impugnatura ergonomica. A occhio non si direbbe, ma impugnandolo direi che è un ottimo mix tra un pad Playstation e un pad Xbox360.<br />
Entrambe le versioni vanno comunque collegate a un normale wiimote, come succete coi nunchuck</p>
<div id="attachment_8194" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122440.jpg"><img class="size-medium wp-image-8194" alt="Confronto pad" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122440-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un confronto tra Wii Classic Controller Pro, Dual Shock 3, Pad Xbox 360 e Pad Super Nintendo</p></div>
<p>I vantaggi nell’usare questo pad sono diversi.<br />
Come dicevo, in mano è assolutamente comodo. La croce direzionale è finalmente GRANDE, e se misurata risulta essere IDENTICA in forma e dimensioni a quella di un Super Nintendo. Identica al 16Bit è anche la disposizione dei tasti:<br />
y, x, a, b, Start e Select sul frontale, L e R sul dorso.<br />
Essendo un pad per Wii, e quindi moderno, troveremo altri tasti:<br />
Home, tra Start e Select, per interfacciarsi con la console. ZL e ZR sul dorso, per utilizzi in altri giochi e anche 2 analogici disposti in modo simile ai controller Playstation.</p>
<div id="attachment_8199" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123107.jpg"><img class="size-medium wp-image-8199" alt="Un dettaglio dei tasti dorsali L, R, ZR e ZL sul pad." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123107-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un dettaglio dei tasti dorsali L, R, ZR e ZL sul pad Classic Controller Pro.</p></div>
<div id="attachment_8195" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/classic-standard.jpg"><img class="size-medium wp-image-8195" alt="Il pad Classic Standard è identico al pro sul frontale, tranne che per il posizionamento diverso di ZL e ZR sul dorso e l'assenza dell'impugnatura ergonomica" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/classic-standard-300x198.jpg" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Il pad Classic Standard è identico al pro sul frontale, tranne che per il posizionamento diverso di ZL e ZR sul dorso e l&#8217;assenza dell&#8217;impugnatura ergonomica</p></div>
<p>Con console come Megadrive e Super Nintendo ovviamente non servono gli analogici (a meno di non voler avere vita facile con sparatutto  e giochi del genere), ma , ad esempio, col Neo Geo risultano comodissimi nei picchiaduro, in sostituzione dello stick.<br />
Utilizzabile ovviamente anche per l’emulazione del Nintendo 64, anche se per quello preferisco il pad gamecube. Ma ricordiamo che solo le versioni più datate del Wii hanno le porte gamecube (pad e memory).. i family edition, e gli ultimi ultra compatti, non hanno questa feature.  In questo caso i Classic Controller sono l’unica via.</p>
<div id="attachment_8196" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122715.jpg"><img class="size-medium wp-image-8196" alt="Emulatore Megadrive con Sonic in azione!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122715-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Emulatore Megadrive con Sonic in azione!</p></div>
<p>Vi ricordo che con Wii potrete godere dell’emulazione di tante altre macchine.<br />
Master System, Nintendo Nes, Gameboy, Atari 2600, Colecovision, Ps1, giusto per citarne alcuni.<br />
Una lista completa potrete trovarla <a title="Lista emulatori Wii" href="http://wiibrew.org/wiki/List_of_homebrew_emulators" target="_blank">qui</a> , tenendo presente comunque che non tutti funzionano al 100% (ad esempio , appunto, il già citato MAME, è ottimo con alcune rom, pessimo con altre).</p>
<div id="attachment_8197" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122846.jpg"><img class="size-medium wp-image-8197" alt="Una partitina al mitico Alex Kidd in Miracle World, sull'intramontabile Master System" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122846-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Una partitina al mitico Alex Kidd in Miracle World, sull&#8217;intramontabile Master System</p></div>
<div id="attachment_8198" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123020.jpg"><img class="size-medium wp-image-8198" alt="...e botte da orbi con Street Fighter 2 Turbo su Super Nintendo!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123020-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230;e botte da orbi con Street Fighter 2 Turbo su Super Nintendo!</p></div>
<p>I controller sono disponibili in tanti colori. Il prezzo va dai 24,90 euro per lo Standard ai 29.90 per il Pro.<br />
Su ebay e amazon di sicuro si trovano in saldo.<br />
Vi sconsiglio CALDAMENTE di NON prendere imitazioni non originali. Provati personalmente = 1000 problemi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla prossima, STAY TUNED!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Emulazione N64 su Wii: problema analogici Classic Controller PRO con Wii64</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 14:11:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti ragazzi, ho installato su Wii tempo fa l&#8217;emulatore Wii64, versione 1.1 honey, che permette di accedere all&#8217;ampio parco games del Nintendo 64. Nessun problema, giocavo o con la combinazione (scomoda) wiimote + nunchack, o col pad GameCube, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Salve a tutti ragazzi, ho installato su Wii tempo fa l&#8217;emulatore Wii64, versione 1.1 honey, che permette di accedere all&#8217;ampio parco games del Nintendo 64.<br />
Nessun problema, giocavo o con la combinazione (scomoda) wiimote + nunchack, o col pad GameCube, connesso all&#8217;apposita porta.<br />
Da un pò di giorni ho comprato un bel pad, simile come forma/disposizione tasti a quello del Super Nintendo, il wii Classic Controller Pro.<br />
Ottimo con tutto (wii, megadrive, snes &amp; co), ho avuto solo problemi proprio con questo Wii64.<br />
<span id="more-3094"></span></p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-16-16-07-58.jpg"><img class=" wp-image alignright" id="i-3107" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" alt="Immagine" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-16-16-07-58.jpg?w=487" width="234" height="311" /></a>Il problema fondamentale è che non funzionano i 2 analogici, importantissimi per un gioco come Mario 64.<br />
Ho appurato, grazie anche ai consigli di Emiliano, che dipende dall&#8217;emulatore.<br />
Online ho trovato una versione &#8220;modificata&#8221; del wii64, sempre 1.1, ma con un fix proprio per l&#8217;analogico.</p>
<p>Pensando di fare opera buona per molti, vi linko il download:</p>
<p><a href="http://www.mediafire.com/download/1vff4rutl8a51tw/wii64_USB2_r1091_(_1.1_Honey_)_with_analog_fix.tar.gz">Wii64 1.1 Honey AnalogFix</a></p>
<p>Alla prossima, enjoy!</p>
</div>]]></content:encoded>
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