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	<title>the Retrogames Machine &#187; graphic</title>
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		<title>ZOMBI &#8211; La Ubisoft e il suo passo nell&#8217;orrore.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 14:37:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Negli ultimi anni la parola Zombie sembra avere un eco non indifferente. Dal calare degli anni 60 ad oggi la cinematografia horror è stata contaminata al meglio, mettendo in mostra ogni tipo di facciata inerente al mondo dei non morti caratterizzandoli in maniera ineccepibile. Possiamo tranquillamente dire che queste creature ormai fanno parte dell&#8217;immaginario collettivo di milioni di persone e come normale che sia anche il mondo dei videogiochi ne fa parte in prima persona. <strong>George Romero</strong>, regista, e papà dei così detti morti viventi, diede il via ad una trilogia indimenticabile del firmamento horror di genere, e proprio uno dei suoi film divenne la musa ispiratrice per quello che sarebbe diventato un vero cult videoludico. Stiamo parlando dell&#8217;indimenticabile <strong>Zombi</strong>.</p>
<p><span id="more-1043"></span>Nel 1986 la neonata casa produttrice di videogames francese <strong>Ubisoft</strong>, decide di riproporre in chiave game il secondo film della saga ovvero L&#8217;alba dei morti viventi, alias Zombi, proprio per cercare di portare con se l&#8217;enorme successo che ebbe la pellicola nei botteghini. Il gioco <strong>Zombi</strong> si presentava al giocatore come un&#8217;avventura punta e clicca in soggettiva dove avevamo la possibilità di utilizzare 4 personaggi diversi con le loro peculiarità. La trama seguiva fedelmente lo svolgersi del film, infatti il nostro scopo primario era quello di riuscire a far fuggire almeno uno dei quattro personaggi dall&#8217;interno di un enorme centro commerciale invaso di creature cannibali. In pratica l&#8217;obbiettivo era raggiungere il tetto dell&#8217;edificio dove un elicottero ci avrebbe portato verso la salvezza. La strada però non era così rosea, poichè orde di zombies minacciose erano pronte a sbranarci, quindi con armi convenzionali e non dovevamo aprirci varchi nei corridoi e fracassare più crani possibili.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/29f9e_zombi_1320093393.jpeg"><img class=" wp-image aligncenter" id="i-1135" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/29f9e_zombi_1320093393.jpeg?w=458" width="374" height="234" /></a></p>
<p>l giocatore aveva la possibilità di interagire con alcuni elementi dello schermo per portare avanti la storia, come risolvere piccoli enigmi e recuperare oggetti. Purtroppo gli ambienti non erano animati, anzi piuttosto statici e le animazioni dei pochi elementi abbastanza limitate, zombi compresi. Questo però non fu un problema, anche perchè il gioco ebbe un seguito davvero notevole nel suo insieme. Ubisoft non poteva che essere felice del suo florido esordio. <a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/imgres1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1139" title="imgres" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/imgres1.jpeg" width="273" height="185" /></a></p>
<p>Originalmente il gioco venne sviluppato per <strong>Amstrad CPC</strong>, con alcune ovvie limitazioni, ma furono ininfluentii a livello di gameplay e il pubblico accolse il titolo con entusiasmo, poichè il coinvolgimento e l&#8217;atmosfera erano le armi principali del titolo della casa di Montpellier. Nel 1990, nacque l&#8217;esigenza di riproporlo ottimizzato per tutte le altre macchine in circolazione, sia a <strong>8 bit</strong> che a <strong>16 bit</strong>. Fu una scelta accolta al meglio visto che così il bacino d&#8217;utenza poteva allargarsi a dismisura facendo conoscere così il brand a tutti i possessori di altri marchi, quale <strong>Commodore</strong> e <strong>Sinclair</strong>.</p>
<p>L&#8217;avventura horror per antonomasia subì un ritocco davvero notevole che giovò molto a livello visivo sfruttando al meglio gli hardware su cui venne sviluppato. Volti entusiastici arrivarono dal mitico <strong>Zx Spectrum</strong>, fino alla tanto blasonata versione per <strong>Amiga 500</strong>. Graficamente dettagliato, colori su schermo di gran fattura e ottimo audio. Una ripubblicazione che fece elevare il prodotto, massificandolo ancor di più. Ubisoft da li in poi divenne una casa portante dell&#8217;ambiente videoludico europeo, e oggi nel 2012 stiamo attendendo il <strong>reeboot</strong> di questo storico gioco denominato <strong>ZombiU</strong> per la nuova console di <strong>Nintendo</strong>, il <strong>WiiU</strong>. Se sarà un successo quello si vedrà, fatto sta che l&#8217;originale fu una pietra miliare che ancora oggi gli amanti delle avventure grafiche ricordano con affetto per il suo alone di orrore e mistero. Attualmente è un titolo ambito da molti collezionisti, soprattutto la versione per l&#8217;8 bit di casa <strong>Amstrad</strong>.</p>
<p>L&#8217;orrore scorre attraverso il video &#8211; Amiga version -</p>
<p><center><iframe width="420" height="315" src="//www.youtube.com/embed/bua3ZBwqJPk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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		<title>Mystery House &#8211; l&#8217;inizio di una lunga avventura</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2012 18:12:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da sempre la lettura è qualcosa che appassiona e coinvolge allo stato puro, capace di regalarci forti emozioni portando la nostra immaginazione a livelli impensabili. Il connubio lettura e videogiochi fin dall&#8217;inizio diede al mondo videoludico una spinta incredibile sul [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Da sempre la lettura è qualcosa che appassiona e coinvolge allo stato puro, capace di regalarci forti emozioni portando la nostra immaginazione a livelli impensabili. Il connubio lettura e videogiochi fin dall&#8217;inizio diede al mondo videoludico una spinta incredibile sul piano creativo, coinvolgendo scrittori e non a spingersi verso una nuova frontiera denominata avventura testuale.</p>
<p>Ma cos&#8217;è una avventura testuale? Si può definirla come una sorta di libro interattivo dove noi siamo gli artefici delle nostre azioni, scelte per la risoluzione della stessa. Tramite bivi e via dicendo eravamo i protagonisti assoluti della storia che leggevamo attraverso il video. Un vero approccio coinvolgente e riflessivo che seppe arrivare anche ai non esperti. La bellezza di queste opere riscossero molto successo nella metà degli anni 70, tanto da portare alcune ditte produttrici di videogames per homecomputer ad una svolta radicale, ovvero quella di poter rappresentare il tutto attraverso un aspetto grafico e non solo quello ad interfaccia riga di comando.</p>
<p><span id="more-978"></span></p>
<p>Siamo nel 1980, quando <strong>Roberta</strong> e <strong>Ken Williams</strong> gettarono le basi per quello che fu il progenitore di tutte le avventure grafiche da li in futuro. I due fondatori della <strong>On Line Systems</strong>, divenuta poi <strong>SIERRA</strong>, ebbero la fortunata idea di rappresentare a livello visivo quello che per loro potesse divenire un prodotto originale e fruibile per un mercato in continua espansione come quello dei videogiochi casalinghi. Nacque così il famoso <strong>&#8220;Mystery House&#8221;</strong>, la prima <strong>Graphic adventure novel</strong> della storia.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/cover.jpeg"><img class="size-full wp-image-980 alignleft" title="cover" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/cover.jpeg" width="266" height="190" /></a></p>
<p>Il gioco sconvolse l&#8217;opinione pubblica del periodo, portando una ventata di freschezza al genere in maniera radicale. Finalmente oltre allo scritto e l&#8217;interazione testuale il video giocatore poteva finalmente vedere i luoghi dove l&#8217;azione si svolgeva e dare un senso in più a tutto. L&#8217;idea di questo cambiamento venne a Roberta Williams dopo aver giocato al celebre <strong>Colossal cave adventure</strong>.</p>
<p>Roberta pensò che sarebbe stato interessante arricchire il genere con immagini che cambiassero di volta in volta in base alle situazioni vissute durante le sessioni, quindi dopo aver scritto la storia in chiave <strong>thriller/horror</strong> e con l&#8217;ausilio di Ken per realizzare i codici di programmazione da affiancare a dei disegni realizzati, in pochi giorni venne alla luce<strong> IL GIOCO</strong>. Tutto molto casereccio ma funzionale, graficamente povero, sfondo nero e disegni approssimativi ma capace di darci l&#8217;idea di essere all&#8217;interno di una casa da brivido. Il copione del gioco era farcito di enigmi e la trama alla <strong>Cluedo</strong> fu molto coinvolgente e accattivante. Tutto iniziava ai piedi di una grande villa in stile, una volta entrati dovevamo confrontarci con sette persone, fino al primo omicidio. Il nostro scopo era quello d&#8217;individuare l&#8217;assassino prima che lui individui noi, un po in stile <strong>Sette piccoli indiani </strong>della famosa scrittrice di gialli <strong>Agatha Christie</strong>.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/imgres-1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-981" title="imgres-1" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/imgres-1.jpeg" width="272" height="176" /></a></p>
<p>Gli Williams decisero di produrre questo prodotto e distribuirlo attraverso una rete locale di negozi di Software. Fu un successo incredibile, il prodotto venne subito preso in considerazione, vendendo l&#8217;enorme cifra di <strong>10.000 copie</strong>.</p>
<p>Fu l&#8217;inizio di un percorso di enormi successi, che diede ai due la possibilità di riproporre lo stesso titolo migliorandolo in tutti i suoi aspetti e distribuirlo in larga scala nel 1982. la <strong>Sierra</strong> da li in poi ebbe una crescita esponenziale, forgiando delle avventure grafiche rimaste nella storia.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/imgres-3.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-982" title="imgres-3" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/11/imgres-3.jpeg" width="272" height="176" /></a></p>
<p>Attualmente il gioco è una vera e propria rarità, poco reperibile ma che ogni amante del genere non può non avere nella propria collezione. Il titolo attualmente fa parte della lista dei 52 giochi più importanti e significativi di tutti i tempi del mondo videoludico. Questo dimostra come la semplicità può far arrivare a risultati importanti, cosa che ai giorni d&#8217;oggi è quasi impossibile per via delle estenuanti pretese commerciali.</p>
<p><strong>Da dove tutto iniziò</strong></p>
<p><center><iframe width="420" height="315" src="//www.youtube.com/embed/NrH4AJ_q7FA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
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