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	<title>the Retrogames Machine &#187; Home computer</title>
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		<title>Lost Patrol &#8211; Sopravvivere in Vietnam secondo Ocean</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 05:43:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giunge il 1990, una nuova decade si sta affacciando per il mondo del gaming per home computer. La Ocean noto publisher conosciuto negli anni 80 per le numerose trasposizioni cinematografiche, insieme agli sviluppatori di Shadow Development, propone sul mercato un titolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Giunge il 1990, una nuova decade si sta affacciando per il mondo del gaming per home computer. La <strong>Ocean</strong> noto publisher conosciuto negli anni 80 per le numerose trasposizioni cinematografiche, insieme agli sviluppatori di <strong>Shadow Development,</strong> propone sul mercato un titolo davvero molto interessante che sa mettere in evidenza un&#8217;innovazione ludica complessa e accattivante, e allo stesso tempo una realizzazione tecnica di altissimo livello.<br />
In un Vietnam infuocato sopravvivere è tutto. Ecco a voi il mostro sacro <strong>Lost Patrol</strong></p>
<p><span id="more-8248"></span></p>
<p>In quel periodo, in cui i computer a <strong>16 bit</strong> iniziavano la loro marcia trionfale nel mercato ludico, gli sviluppatori iniziarono a sbizzarrirsi in creazioni più laboriose e sperimentali, capaci di offrire al pubblico prodotti capaci di regalare al giocatore un&#8217;esperienza di gioco più profonda ed intrigante. E&#8217; questo il caso del glorioso <strong>Lost Patrol.  </strong>Molti giochi in precedenza affrontarono l tema della guerra in Vietnam, ma nessuno forse riuscì a regalare le emozioni del titolo <strong>Ocean, </strong>sviluppato per <strong>Amiga</strong> e<strong> Atari ST</strong>.</p>
<div id="attachment_8250" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol8.jpg"><img class=" wp-image-8250" alt="lostpatrol8" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol8-300x187.jpg" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">I piccoli FMV in bianco e nero caratterizzano a meraviglia le nostra azioni.</p></div>
<p>Il gioco è (ovviamente) ambientato durante la guerra del Vietnam, precisamente  il 7 giugno del 1965, data in cui un elicottero americano di ritorno da una pausa di R &amp; R a Saigon si blocca in remoti altopiani centrali del paese del sudest asiatico<br />
Sette soldati americani, i sopravvissuti del disastro, si trovano cosí sperduti nel cuore pericolo e dovranno affrontare mille insidie percorrendo 58 miglia di duro cammino attraverso il territorio infestato da trappole esplosive e soldati nemici.<br />
La squadra ha poco cibo e munizioni e la loro marcia per raggiungere la salvezza presso la base USA più vicina diventa un compito al limite dell&#8217;impossibile. Nei panni del sergente Charlie Weaver, abbiamo il compito di guidare i sopravvissuti verso il successo, usufruendo delle peculiarità di tutto il team.</p>
<div id="attachment_8251" style="width: 280px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol6.jpg"><img class=" wp-image-8251" alt="lostpatrol6" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol6-300x207.jpg" width="270" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">La modalità SNIPER è davvero utile prima di attaccare un avamposto nemico.</p></div>
<p>Il gioco si presenta come un <strong>Action/RPG</strong> dal notevole impatto visivo. Il gameplay è gestito completamente dal mouse con cui selezioneremo i personaggi e li faremo muovere sulla vastissima mappa territoriale o ne gestiremo lo status. Con la tastiera invece possiamo effettuare alcuni comandi, come intrattenere delle conversazioni o impartire ordini ai nostri commilitoni. Al lato della cartina troviamo una bussola che ci aiuterà durante gli spostamenti indicandoci le zone a rischio da evitare. Ovviamente la maggior parte di esse non sono messe in evidenza ma vanno scoperte a nostro rischio e pericolo usando tutta la nostra strategia militare.</p>
<p>Oltre alla gestione delle risorse, principalmente cure e armi nonché delle munizioni, il gioco presenta anche molte fasi d&#8217;azione in cui ci troveremo ad affrontare dei corpo a corpo e fasi da cecchino, nelle quali la nostra abilità ci aiuterà ad annientare i temibili viet cong nascosti nella vegetazione.</p>
<div id="attachment_8252" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault.jpg"><img class=" wp-image-8252" alt="hqdefault" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault-300x225.jpg" width="270" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Suggestive e ben caratterizzate le schermate di gioco.</p></div>
<p>Il comparto visivo è senza dubbio di prim ordine e personaggi ed ambientazioni ben caratterizzati. Oltre alla mappa e ai volti della squadra, durante le nostre azioni e spostamenti noteremo scene statiche grafiche o animate di un altissimo livello, molto suggestive ed accattivanti dal lato artistico. Inoltre sono inclusi piccoli intramezzi , di pochi secondi, in di animazioni digitalizzate in <strong>FMV ( Full motion video ) </strong>bianco e nero per dare il senso del &#8220;documento storico&#8221; d&#8217;epoca. Davvero &#8220;avanti&#8221; per il periodo.<br />
Oltre ad esser una gioia per gli occhi, il gioco è anche una delizia per l&#8217;udito grazie alla struggente colonna sonora di <strong>Chris Glaister</strong> , che da sempre viene considerata una delle migliori mai realizzate per un videogame.</p>
<p>A distanza di così tanti anni, posso dire apertamente che giochi come <strong>Lost Patrol</strong> sono un esempio da manuale per l&#8217;integrazione tra innovazione nel design e implementazione di un gameplay equilibrato ed avvincente. La possibilità di fondere più generi in modo armonico e renderli fruibili a tutti. Un gioco profondo, tattico e coinvolgente come pochi, capace di rapirti fino alla sua fine anche grazie alla generazione &#8220;random&#8221; del percorso da seguire attraverso distese foreste fluviali del Vietnam.<br />
Sicuramente non fu un gioco &#8220;capito&#8221; da tutti quando uscì. Bisogna ammettere che per quanto adatto anche ad un pubblico giovane di sicuro virava verso una componente di difficoltà spesso non indifferente visto le varie riflessioni &#8220;tattiche&#8221; da effettuare per portare a termine una tappa del nostro ostico viaggio. Fatto sta che il titolo al periodo fu accolto con entusiasmo dalla critica e da coloro che seppero capirlo.<br />
Come molti titoli dell&#8217;epoca anche questoper girare necessitava almeno di 1 mega di memoria.</p>
<p>Se siete amanti del genere e siete collezionisti Amiga o Atari ST, vi consiglio vivamente di ricercarlo e farlo vostro vostro. Un titolo notevole  che saprà appassionarvi come pochi altri.</p>
<div id="attachment_8253" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/ninja-lost-patol.jpg"><img class="size-medium wp-image-8253" alt="ninja lost patol" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/ninja-lost-patol-300x247.jpg" width="300" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Eccomi con la mia copia originale della perla OCEAN.</p></div>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Buon compleanno Amiga</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 08:17:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 23 luglio 1985 fu una data che cambiò per sempre il mondo dell&#8217;informatica. Fu il giorno in cui avvenne una &#8220;rivoluzione silenziosa&#8221; che cambiò il modo in cui il computer si inseriva nella vita della gente comune. Il 23 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il 23 luglio 1985 fu una data che cambiò per sempre il mondo dell&#8217;informatica.</p>
<p>Fu il giorno in cui avvenne una &#8220;rivoluzione silenziosa&#8221; che cambiò il modo in cui il computer si inseriva nella vita della gente comune.</p>
<p>Il 23 luglio 1985 fu il giorno in cui nacque AMIGA!</p>
<p><span id="more-3361"></span></p>
<p>L&#8217;arrivo di Amiga sul mercato cambiò tutto.</p>
<p>Fino ad allora il panorama informatico er diviso in maniera netta in sistemi casalinghi, che spesso a parte la capacità di svolgere semplici gestioni dati e l&#8217;importantissima funzione di alfabetizzazione informatica per le masse, erano poco poco più che avanzatissimi (e pur rivoluzionari) giocattoli, e sistemi professionali che permettevano di svolgere compiti ben più gravosi ma che erano inarrivabili per le possibilità delle masse. E anche qui i sistemi di alta gamma erano specializzati in alcuni compiti specifici.</p>
<div id="attachment_3363" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/a1000.jpg"><img class="size-medium wp-image-3363" alt="Il primo modello di Amiga, oggi conosciuto come Amiga 1000 " src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/a1000.jpg?w=300" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo modello di Amiga, oggi conosciuto come Amiga 1000</p></div>
<p>Amiga, con la sua tecnologia innovativa, permise l&#8217;accesso a possibilità nuove e incredibili a una quantità di utenti fino ad allora impensabile. Una vera &#8220;seconda rivoluzione informatica&#8221; che dimostrava per la prima volta alle masse quello che sarebbe diventato il computer nella società del domani: non un mero archiviatore di informazioni, bensi uno strumento capace di liberare e ampliare la creatività e l&#8217;inventiva delle persone rendendo semplici operazioni ritenute complesse ed esclusive di sistemi costosi ed inaccessibili.</p>
<p><span style="font-style: inherit; line-height: 1.625;">Tutta una nuova generazione di nuovi artisti, produttori, programmatori, musicisti sono &#8220;nati&#8221; su Amiga.</span></p>
<p>L&#8217;embrione della multimedialità era stato gettato e il mondo non sarebbe più stato lo stesso.</p>
<div id="attachment_3364" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/jay-miner-amiga.jpg"><img class=" wp-image-3364 " alt="Il grandissimo Jay Miner con la sua creatura" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/jay-miner-amiga.jpg?w=300" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Il grandissimo Jay Miner con la sua creatura</p></div>
<p>Oggi noi di the Retrogames Machine vogliamo ricordare la nascita di questa macchina meravigliosa, celebrandone il 28esimo compleanno, senza dimenticare ovviamente il suo &#8220;papà&#8221;, il compianto Jay Miner che ha sempre avuto e inseguito con costanza un sogno, una visione fino a quando non li portò a compimento.</p>
<p>Grazie Jay e buon compleanno Amiga, anche grazie a voi il mondo dell&#8217;informatica è quello che oggi viviamo.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>MSX uno standard per gli home computer</title>
		<link>http://www.retrogamesmachine.com/2012/09/09/msx-uno-standard-per-gli-home-computer-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2012 14:45:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di fronte alla solita macchina commodore o sinclair, quindi decisi di accontentarlo e vedere questa sua meraviglia.</p>
<p>Invece mi mostra una macchina chiamata VG-8020 della Philips (in realtà prodotta in giappone dalla Yashica), denominata MSX computer. Ne rimango subito incuriosito e comincio a spippolare con il nuovo accrocchio con l’ aiuto del manuale a corredo.<br />
L’ impressione che mi trasmette è molto positiva, ottimi sia la qualità costruttiva che i materiali utilizzati .</p>
<p><span id="more-5462"></span>BASIC residente ricco di funzioni, grafica e suono notevoli per le macchine dell’ epoca, ricordo ancora la prova del gioco BOSCONIAN su cassetta, una buonissima realizzazione.<br />
Ma che cosa rappresenta l’ acronimo MSX per quella serie di macchine ?</p>
<p>L&#8217;esatto significato dell&#8217;abbreviazione &#8220;MSX&#8221; è ancora motivo di dibattito. Molti credono che stia per &#8220;MicroSoft eXtended&#8221;, per via del linguaggio di programmazione incorporato (l&#8217;MSX BASIC) scritto specificamente da Microsoft per il sistema MSX. In realtà, Kazuhiko Nishi, suo ideatore, dichiarò che MSX sta per &#8220;Machines with Software eXchangeability&#8221; (macchine con software interscambiabile).<br />
Nishi, all&#8217;epoca vice direttore della filiale giapponese di Microsoft e fondatore della società ASCII, concepisce il sistema MSX come il tentativo per creare un singolo standard per la costruzione di computer compatibili da parte di diversi produttori. Molti di questi produttori hardware giapponesi, insieme a Philips e Spectravideo, costruirono e promossero i computer MSX. Qualsiasi software o dispositivo che recasse il logo MSX era compatibile con i prodotti MSX sviluppati da qualsiasi produttore.<br />
Lo standard MSX presentato nel 1982 consisteva principalmente in un insieme di componenti che erano già disponibili per i produttori di computer (niente chip custom, quindi): la CPU principale era uno Zilog Z80 operante alla frequenza di 3,58 MHz; la grafica era fornita dal chip Texas Instruments TMS9918, già usato nel TI-99 (un home computer che non ebbe molta fortuna), con 16 KB di VRAM dedicata; il sonoro era fornito dal General Instruments AY-3-8910, che controllava parzialmente anche le operazioni di Input/output; il controllo delle interfacce di I/O parallelo, come la gestione della tastiera, era affidato ad un Intel 8255 PPI. In realtà, nessuno di questi componenti rappresentava qualcosa di particolarmente avanzato, ma si trattava comunque di specifiche ragionevoli per costruire una buona macchina all&#8217;epoca.<br />
Nonostante l&#8217;idea alla base di queste specifiche fosse quella di contenere i costi, quasi tutti i computer MSX usavano una tastiera professionale al posto di una più economica tastiera con tasti in gomma, per cui alla fine il costo delle macchine saliva nuovamente. L&#8217;uso di questi componenti, insieme all&#8217;MSX di Microsoft, rendevano gli MSX dei buoni e competitivi home computer, anche se più cari delle offerte della concorrenza.</p>
<div id="attachment_23" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg"><img class="size-medium wp-image-23  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="MSX_8020" alt="" src="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX1</p></div>
<p style="text-align: left;">L&#8217; MSX conobbe diverse evoluzioni nel corso degli anni: MSX 1 (1983), MSX 2 (1986), MSX 2+ (1988) ed MSX turbo R (1990). Le prime tre erano computer ad 8-bit basati sul microprocessore Z80, mentre l&#8217;MSX turbo R, pur mantenendo lo Z80 onde assicurare la compatibilità con i modelli precedenti, gli affiancava una sua evoluzione, l&#8217;R800, derivato dallo Zilog Z800. Il turbo R fu introdotto nel 1990 ma non ebbe un grande successo, poiché fu prodotto solo da Panasonic esclusivamente per il mercato giapponese e, soprattutto, non fu molto supportato dalle case produttrici di software. Nel 1995 la produzione di quest&#8217;ultimo computer della serie MSX cessò. Complessivamente furono venduti 5 milioni di computer MSX nel mondo.<br />
La maggior parte dei più divertenti e famosi giochi per l&#8217;MSX furono scritti dalla software house giapponese Konami, della quale ricordiamo le famose saghe di Metal Gear, Castlevania e Gradius.</p>
<div id="attachment_231" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/msx2new.jpg"><img class="size-medium wp-image-231  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="msx2new" alt="" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/msx2new.jpg?w=300" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX2</p></div>
<p style="text-align: left;">Quando lo standard MSX venne annunciato ed un gruppo di grandi aziende giapponesi descrissero i loro piani per introdurre le relative macchine, ci fu un&#8217;ondata di panico nell&#8217;industria statunitense. Tuttavia, quando le macchine MSX iniziarono ad arrivare nel mercato occidentale (tardo 1984), ormai non erano più competitive: l&#8217;IBM aveva introdotto il PC IBM, la Apple aveva rinnovato completamente la propria linea di computer con i suoi Macintosh, mentre la Commodore aveva lanciato da un anno circa il suo Commodore 64 e, nel 1985, avrebbe immesso sul mercato il rivoluzionario Amiga.<br />
Pertanto, l&#8217;MSX non divenne mai quello standard internazionale che i suoi creatori avevano sognato, proprio perché non riuscì a prendere piede negli Stati Uniti.<br />
In Giappone ed in Corea del Sud l&#8217;MSX divenne il principale home computer degli anni &#8217;80. Ebbe larga diffusione anche in alcuni Paesi europei (specialmente in Olanda, ma anche in Spagna), in Brasile, in Argentina, nei Paesi arabi (ove era venduto col marchio Al-Alamiah) e nell&#8217;Unione Sovietica (cloni non ufficiali prodotti dalle fabbriche statali sovietiche).<br />
Curioso é da dire che l’ MSX 1 condivide la maggior parte dell’ Hardware con la console colecovision mentre l’ MSX 2 condivide la maggior parte dell’ hardware con il sega master system, infatti esistono dei sofware che permettono di lanciare le rom di queste console e farle girare nei computer MSX.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Fabio Peroni</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>MSX: Uno standard per gli home computer</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2012 14:45:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di fronte alla solita macchina commodore o sinclair, quindi decisi di accontentarlo e vedere questa sua meraviglia.</p>
<p>Invece mi mostra una macchina chiamata VG-8020 della Philips (in realtà prodotta in giappone dalla Yashica), denominata MSX computer. Ne rimango subito incuriosito e comincio a spippolare con il nuovo accrocchio con l’ aiuto del manuale a corredo.<br />
L’ impressione che mi trasmette è molto positiva, ottimi sia la qualità costruttiva che i materiali utilizzati .</p>
<p><span id="more-227"></span>BASIC residente ricco di funzioni, grafica e suono notevoli per le macchine dell’ epoca, ricordo ancora la prova del gioco BOSCONIAN su cassetta, una buonissima realizzazione.<br />
Ma che cosa rappresenta l’ acronimo MSX per quella serie di macchine ?</p>
<p>L&#8217;esatto significato dell&#8217;abbreviazione &#8220;MSX&#8221; è ancora motivo di dibattito. Molti credono che stia per &#8220;MicroSoft eXtended&#8221;, per via del linguaggio di programmazione incorporato (l&#8217;MSX BASIC) scritto specificamente da Microsoft per il sistema MSX. In realtà, Kazuhiko Nishi, suo ideatore, dichiarò che MSX sta per &#8220;Machines with Software eXchangeability&#8221; (macchine con software interscambiabile).<br />
Nishi, all&#8217;epoca vice direttore della filiale giapponese di Microsoft e fondatore della società ASCII, concepisce il sistema MSX come il tentativo per creare un singolo standard per la costruzione di computer compatibili da parte di diversi produttori. Molti di questi produttori hardware giapponesi, insieme a Philips e Spectravideo, costruirono e promossero i computer MSX. Qualsiasi software o dispositivo che recasse il logo MSX era compatibile con i prodotti MSX sviluppati da qualsiasi produttore.<br />
Lo standard MSX presentato nel 1982 consisteva principalmente in un insieme di componenti che erano già disponibili per i produttori di computer (niente chip custom, quindi): la CPU principale era uno Zilog Z80 operante alla frequenza di 3,58 MHz; la grafica era fornita dal chip Texas Instruments TMS9918, già usato nel TI-99 (un home computer che non ebbe molta fortuna), con 16 KB di VRAM dedicata; il sonoro era fornito dal General Instruments AY-3-8910, che controllava parzialmente anche le operazioni di Input/output; il controllo delle interfacce di I/O parallelo, come la gestione della tastiera, era affidato ad un Intel 8255 PPI. In realtà, nessuno di questi componenti rappresentava qualcosa di particolarmente avanzato, ma si trattava comunque di specifiche ragionevoli per costruire una buona macchina all&#8217;epoca.<br />
Nonostante l&#8217;idea alla base di queste specifiche fosse quella di contenere i costi, quasi tutti i computer MSX usavano una tastiera professionale al posto di una più economica tastiera con tasti in gomma, per cui alla fine il costo delle macchine saliva nuovamente. L&#8217;uso di questi componenti, insieme all&#8217;MSX di Microsoft, rendevano gli MSX dei buoni e competitivi home computer, anche se più cari delle offerte della concorrenza.</p>
<div id="attachment_23" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg"><img class="size-medium wp-image-23 " title="MSX_8020" alt="" src="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX1</p></div>
<p style="text-align: left;">L&#8217; MSX conobbe diverse evoluzioni nel corso degli anni: MSX 1 (1983), MSX 2 (1986), MSX 2+ (1988) ed MSX turbo R (1990). Le prime tre erano computer ad 8-bit basati sul microprocessore Z80, mentre l&#8217;MSX turbo R, pur mantenendo lo Z80 onde assicurare la compatibilità con i modelli precedenti, gli affiancava una sua evoluzione, l&#8217;R800, derivato dallo Zilog Z800. Il turbo R fu introdotto nel 1990 ma non ebbe un grande successo, poiché fu prodotto solo da Panasonic esclusivamente per il mercato giapponese e, soprattutto, non fu molto supportato dalle case produttrici di software. Nel 1995 la produzione di quest&#8217;ultimo computer della serie MSX cessò. Complessivamente furono venduti 5 milioni di computer MSX nel mondo.<br />
La maggior parte dei più divertenti e famosi giochi per l&#8217;MSX furono scritti dalla software house giapponese Konami, della quale ricordiamo le famose saghe di Metal Gear, Castlevania e Gradius.</p>
<div id="attachment_231" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/msx2new.jpg"><img class="size-medium wp-image-231 " title="msx2new" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/msx2new.jpg?w=300" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX2</p></div>
<p style="text-align: left;">Quando lo standard MSX venne annunciato ed un gruppo di grandi aziende giapponesi descrissero i loro piani per introdurre le relative macchine, ci fu un&#8217;ondata di panico nell&#8217;industria statunitense. Tuttavia, quando le macchine MSX iniziarono ad arrivare nel mercato occidentale (tardo 1984), ormai non erano più competitive: l&#8217;IBM aveva introdotto il PC IBM, la Apple aveva rinnovato completamente la propria linea di computer con i suoi Macintosh, mentre la Commodore aveva lanciato da un anno circa il suo Commodore 64 e, nel 1985, avrebbe immesso sul mercato il rivoluzionario Amiga.<br />
Pertanto, l&#8217;MSX non divenne mai quello standard internazionale che i suoi creatori avevano sognato, proprio perché non riuscì a prendere piede negli Stati Uniti.<br />
In Giappone ed in Corea del Sud l&#8217;MSX divenne il principale home computer degli anni &#8217;80. Ebbe larga diffusione anche in alcuni Paesi europei (specialmente in Olanda, ma anche in Spagna), in Brasile, in Argentina, nei Paesi arabi (ove era venduto col marchio Al-Alamiah) e nell&#8217;Unione Sovietica (cloni non ufficiali prodotti dalle fabbriche statali sovietiche).<br />
Curioso é da dire che l’ MSX 1 condivide la maggior parte dell’ Hardware con la console colecovision mentre l’ MSX 2 condivide la maggior parte dell’ hardware con il sega master system, infatti esistono dei sofware che permettono di lanciare le rom di queste console e farle girare nei computer MSX.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Fabio Peroni</em></p>
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