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	<title>the Retrogames Machine &#187; MSX</title>
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		<title>How to: Collegare un retrocomputer a un monitor VGA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 22:07:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In risposta a numerose richieste di informazioni che sono pervenute allo &#8220;staff&#8221;, abbiamo pensato di fare cosa gradita realizzando per i nostri amici utenti e lettori un breve video esplicativo su come realizzare una connessione di un retrocomputer ad un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>In risposta a numerose richieste di informazioni che sono pervenute allo &#8220;staff&#8221;, abbiamo pensato di fare cosa gradita realizzando per i nostri amici utenti e lettori un breve video esplicativo su come realizzare una connessione di un retrocomputer ad un monitor per PC dotato di ingresso VGA.</p>
<p>Si tratta di una soluzione, quella proposta, piuttosto interessante in quanto offre un accettabile compromesso tra qualitá e esborso economico ed è sufficentemente flessibile per tutte le necessitá del caso e idonea a soddisfare le piú svariate esigenze di collegamento permettendo di utilizzare i nostri retro-mostriciattoli anche in situazioni logistiche dove fin&#8217;ora pensavamo non fosse possibile.</p>
<p>Speriamo che questo video, che potete visionare sul nostro canale YouTube e di cui qui sotto trovate il link, si per voi utile e gradevole.</p>
<p>Per qualsiasi dubbio o informazione ulteriore commentate direttamente qui sul blog o nel gruppo di RGM su Facebook.</p>
<p>E non dimenticate di mettere &#8220;mi piace&#8221; al video anche su YouTube! <img src='http://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a style="font-weight: bold; font-style: inherit; line-height: 1.625;" href="http://www.youtube.com/watch?v=nvPgkYJUb9M" target="_blank">How to: Collegare un retrocomputer a un monitor VGA</a><br />
<iframe src="//www.youtube.com/embed/nvPgkYJUb9M" height="315" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>OpenMSX 0.9.1 su Raspberry</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 14:11:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti! e Buon 2013! Sto portando l’ultima versione di openmsx sul piccolo Raspy… ma purtroppo, per via della ram, crasha verso la fine la compilazione. Cerco in qualche modo di farmi una piattaforma di sviluppo virtuale usando Qemu [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><header><strong>Ciao a tutti! e Buon 2013!</strong></p>
</header>
<div>
<p>Sto portando l’ultima versione di openmsx sul piccolo Raspy… ma purtroppo, per via della ram, crasha verso la fine la compilazione.<br />
Cerco in qualche modo di farmi una piattaforma di sviluppo virtuale usando Qemu sotto OSX Mountain Lion. (in alternativa sfrutto quella sotto windows)</p>
<p>Il porting dell’ORIC è stato indolore e facilissimo.<br />
Quello MSX mi ha dato anche qualche problema con le librerie… ma tutto si sistema <img alt=":)" src="http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?m=1129645325g" /><br />
Diciamo comunque che la cosa è fattibile anche entro brevissimo tempo.</p>
<p>Stay Tuned.</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>MSX2 Basic + MSX DOS (A. Sickler – A. Van Utteren)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 09:16:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Approfittando del fine settimana ho cercato di mettere un po&#8217; di ordine nel marasma di documentazione retroinformatica che ho accumulato nei miei hard disk. Sscansioni di documenti, manuali e libri vari affollavano i miei supporti magnetici senza una minima catalogazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Approfittando del fine settimana ho cercato di mettere un po&#8217; di ordine nel marasma di documentazione retroinformatica che ho accumulato nei miei hard disk. Sscansioni di documenti, manuali e libri vari affollavano i miei supporti magnetici senza una minima catalogazione e spesso capitava di ignorare persino ciò che avevo o l&#8217;ubicazione di ciò che ero sicuro di avere. L&#8217;idea era di organizzare uno &#8220;spazio di lavoro&#8221; per poter approfondire la programmazione di alcune macchine in maniera più ragionata.</p>
<p>Lungi dall&#8217;aver terminato di sistemare il caos imperante (la lotta in questo senso sarà lunga) devo dire che i frutti che tuttavia ho ottenuto da questo lavoro sono stati davvero piacevolmente sorprendenti!<br />
<span id="more-752"></span></p>
<p>Ho scoperto infatti di avere  già da tempo immagazzinato tra la varia documentazione, le scansioni dell&#8217;edizione italiana del libro MSX2 Basic + MSX DOS di A. Sickler e A. Van Utteren, l&#8217;edizione distribuita da Philips coi suoi MSX2.</p>
<p>Sembra sia un libro abbastanza ricercato nella nostra lingua, io stesso, ignorando fin&#8217;ora di averlo, avevo precedentemente contattato diversi utenti MSX molto più navigati di me per trovarlo ma sembra che fosse proprio difficile ottenerlo.</p>
<p>E invece, quando mi ero rassegnato a usare il PDF dell&#8217;edizione francese e stavo valutando l&#8217;acquisto di una copia spagnola, frugando in un bell&#8217;archivione MSX che avevo già da diverso tempo tra i libri italiani guarda un po&#8217; cosa ti salta fuori!</p>
<p>La scansione proprio di quest&#8217;oggettino del desiderio (almeno mio).</p>
<p>Lesto monto un PDF dalle scan delle singole pagine e subito mi balena l&#8217;idea che forse anche qualcun altro potrebbe esserne alla ricerca, e quindi lo metto a disposizione di tutti tramite il link alla fine di quest&#8217;articolo che potrete incontrare anche nella sezione &#8220;Download&#8221; del blog.</p>
<p>Spero che vi possa essere utile, fatemi sapere.<br />
Link:<a title="MSX2 Basic + MSX DOS (A. Sickler - A. Van Utteren)" href="http://www.mediafire.com/view/?na3k7ra8830vkis" target="_blank"> (Libri – MSX) MSX2 Basic + MSX DOS Philips (A. Sickler – A. Van Utteren)</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>TommyGun &#8211; a retro development toolkit</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 10:08:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un ottimo IDE cross-platform per sviluppo di codice per macchine retro. Se avete sempre sognato di scrivere in maniera facile e veloce un giochino sul vostro computer di 30 anni fa, TommyGun è lo strumento che fa per voi. TommyGun [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Un ottimo IDE cross-platform per sviluppo di codice per macchine retro.</p>
<p>Se avete sempre sognato di scrivere in maniera facile e veloce un giochino sul vostro computer di 30 anni fa, TommyGun è lo strumento che fa per voi.</p>
<p><span id="more-364"></span></p>
<p>TommyGun non si può certo definire un progetto recente e sicuramente coloro che bazzicano l&#8217;ambito della retro programmazione ne avranno sentito parlare, ma per tutti gli altri può essere interessante.</p>
<p>Si tratta di un ambiente integrato di sviluppo che comprende una console di sviluppo codice, uno sprite editor, strumenti per il debug e quanto possa essere necessario per sviluppare un gioco con estrema facilità.</p>
<p>Sono compresi i vari dialetti BASIC delle varie macchine, l&#8217;assembly specifico per le CPU utilizzate e le relative mappe di memoria di ogni computer e addirittura e previsto uno specifico compilatore C!</p>
<p>Il progetto ha il suo punto di forza nella possibilità di scrivere codice NATIVO per tutte le macchine che sono/saranno supportate. Ovvero come spiegato dall&#8217;autore l&#8217;IDE è attualmente volontariamente limitato al supporto di varie macchine 8 e 16 bit (per ora essenzialmente Spectrum, C64 e Amstrad), ma è teroicamente un IDE modulare e aperto a qualunque piattaforma, infatti nei <a title="TommyGun Low ToDo  List" href="http://www.users.on.net/~tonyt73/TommyGun/TommyGun%20(Low).html" target="_blank">TODO</a> l&#8217;autore si prefigge di realizzare il supporto per una varia quantità di macchine, console incluse.</p>
<p>Il progetto sfortunatamente è fermo (ma non ufficialmente cancellato) dal 2009, si spera che l&#8217;autore voglia e/o possa riprenderlo al più presto e completare i moduli di supporto delle altre macchine, magari mandargli una tonnellata di mail all&#8217;indirizzo <a href="mailto:tommygun.ide@gmail.com">tommygun.ide@gmail.com</a> potrebbe invogliarlo a riprendere il lavoro e magari qualcuno volenteroso potrebbe dargli una mano.</p>
<p>A onor del vero l&#8217;unico screen shot presente sul sito cita in basso un supporto a Windows7 (non ufficialmente supportato da TommyGun anche se funzionante) e l&#8217;anno 2010 riferendosi però a un &#8220;fantomatico&#8221; ZX Game Studio (di cui non si rova traccia su internet) con supporto esclusivo per ZX Spectrum anche se le finestre dell&#8217;editor sono charamente quelle di TommyGun&#8230; Mistero!</p>
<p>Intanto potete divertirvi con quello che c&#8217;è, da parte mia se riuscirò a concludere qualcosa di produttivo con questo strumento o altri simili (come l&#8217;eccellente <a title="CMB .prg Studio" href="http://www.ajordison.co.uk/" target="_blank">CBM .prg Studio</a> esclusivo per sistemi Commodore di cui vi parlerò prossimamente) magari realizzerò una serie di piccole &#8220;lezioni&#8221; (scusate la parolona) per realizzare un semplice giochino sul vostro vecchio, caro mostriciattolo di silicio.</p>
<p>Link a TommyGun retro development IDE: http://www.users.on.net/~tonyt73/TommyGun/</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Update 11/03/2014</em></p>
<p>Come gentilmente fatto notare dall amico Farox, in un commento al post che trovate più sotto, sebbene il sito originale non sia più raggiungibile il progetto pare essersi spostato su Sourceforge (quindi opensource) dove potrete trovare una versione del 2011 ( la 0.10.0) che però da compilare. Speriamo che l&#8217;autore continui con lo sviluppo di questo interessante tool.</p>
<p>L&#8217;URL per il download è il seguente:<br />
<a href="http://sourceforge.net/projects/tommygun/" rel="nofollow">http://sourceforge.net/projects/tommygun/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>MSX uno standard per gli home computer</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2012 14:45:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di fronte alla solita macchina commodore o sinclair, quindi decisi di accontentarlo e vedere questa sua meraviglia.</p>
<p>Invece mi mostra una macchina chiamata VG-8020 della Philips (in realtà prodotta in giappone dalla Yashica), denominata MSX computer. Ne rimango subito incuriosito e comincio a spippolare con il nuovo accrocchio con l’ aiuto del manuale a corredo.<br />
L’ impressione che mi trasmette è molto positiva, ottimi sia la qualità costruttiva che i materiali utilizzati .</p>
<p><span id="more-5462"></span>BASIC residente ricco di funzioni, grafica e suono notevoli per le macchine dell’ epoca, ricordo ancora la prova del gioco BOSCONIAN su cassetta, una buonissima realizzazione.<br />
Ma che cosa rappresenta l’ acronimo MSX per quella serie di macchine ?</p>
<p>L&#8217;esatto significato dell&#8217;abbreviazione &#8220;MSX&#8221; è ancora motivo di dibattito. Molti credono che stia per &#8220;MicroSoft eXtended&#8221;, per via del linguaggio di programmazione incorporato (l&#8217;MSX BASIC) scritto specificamente da Microsoft per il sistema MSX. In realtà, Kazuhiko Nishi, suo ideatore, dichiarò che MSX sta per &#8220;Machines with Software eXchangeability&#8221; (macchine con software interscambiabile).<br />
Nishi, all&#8217;epoca vice direttore della filiale giapponese di Microsoft e fondatore della società ASCII, concepisce il sistema MSX come il tentativo per creare un singolo standard per la costruzione di computer compatibili da parte di diversi produttori. Molti di questi produttori hardware giapponesi, insieme a Philips e Spectravideo, costruirono e promossero i computer MSX. Qualsiasi software o dispositivo che recasse il logo MSX era compatibile con i prodotti MSX sviluppati da qualsiasi produttore.<br />
Lo standard MSX presentato nel 1982 consisteva principalmente in un insieme di componenti che erano già disponibili per i produttori di computer (niente chip custom, quindi): la CPU principale era uno Zilog Z80 operante alla frequenza di 3,58 MHz; la grafica era fornita dal chip Texas Instruments TMS9918, già usato nel TI-99 (un home computer che non ebbe molta fortuna), con 16 KB di VRAM dedicata; il sonoro era fornito dal General Instruments AY-3-8910, che controllava parzialmente anche le operazioni di Input/output; il controllo delle interfacce di I/O parallelo, come la gestione della tastiera, era affidato ad un Intel 8255 PPI. In realtà, nessuno di questi componenti rappresentava qualcosa di particolarmente avanzato, ma si trattava comunque di specifiche ragionevoli per costruire una buona macchina all&#8217;epoca.<br />
Nonostante l&#8217;idea alla base di queste specifiche fosse quella di contenere i costi, quasi tutti i computer MSX usavano una tastiera professionale al posto di una più economica tastiera con tasti in gomma, per cui alla fine il costo delle macchine saliva nuovamente. L&#8217;uso di questi componenti, insieme all&#8217;MSX di Microsoft, rendevano gli MSX dei buoni e competitivi home computer, anche se più cari delle offerte della concorrenza.</p>
<div id="attachment_23" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg"><img class="size-medium wp-image-23  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="MSX_8020" alt="" src="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX1</p></div>
<p style="text-align: left;">L&#8217; MSX conobbe diverse evoluzioni nel corso degli anni: MSX 1 (1983), MSX 2 (1986), MSX 2+ (1988) ed MSX turbo R (1990). Le prime tre erano computer ad 8-bit basati sul microprocessore Z80, mentre l&#8217;MSX turbo R, pur mantenendo lo Z80 onde assicurare la compatibilità con i modelli precedenti, gli affiancava una sua evoluzione, l&#8217;R800, derivato dallo Zilog Z800. Il turbo R fu introdotto nel 1990 ma non ebbe un grande successo, poiché fu prodotto solo da Panasonic esclusivamente per il mercato giapponese e, soprattutto, non fu molto supportato dalle case produttrici di software. Nel 1995 la produzione di quest&#8217;ultimo computer della serie MSX cessò. Complessivamente furono venduti 5 milioni di computer MSX nel mondo.<br />
La maggior parte dei più divertenti e famosi giochi per l&#8217;MSX furono scritti dalla software house giapponese Konami, della quale ricordiamo le famose saghe di Metal Gear, Castlevania e Gradius.</p>
<div id="attachment_231" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/msx2new.jpg"><img class="size-medium wp-image-231  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="msx2new" alt="" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/msx2new.jpg?w=300" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX2</p></div>
<p style="text-align: left;">Quando lo standard MSX venne annunciato ed un gruppo di grandi aziende giapponesi descrissero i loro piani per introdurre le relative macchine, ci fu un&#8217;ondata di panico nell&#8217;industria statunitense. Tuttavia, quando le macchine MSX iniziarono ad arrivare nel mercato occidentale (tardo 1984), ormai non erano più competitive: l&#8217;IBM aveva introdotto il PC IBM, la Apple aveva rinnovato completamente la propria linea di computer con i suoi Macintosh, mentre la Commodore aveva lanciato da un anno circa il suo Commodore 64 e, nel 1985, avrebbe immesso sul mercato il rivoluzionario Amiga.<br />
Pertanto, l&#8217;MSX non divenne mai quello standard internazionale che i suoi creatori avevano sognato, proprio perché non riuscì a prendere piede negli Stati Uniti.<br />
In Giappone ed in Corea del Sud l&#8217;MSX divenne il principale home computer degli anni &#8217;80. Ebbe larga diffusione anche in alcuni Paesi europei (specialmente in Olanda, ma anche in Spagna), in Brasile, in Argentina, nei Paesi arabi (ove era venduto col marchio Al-Alamiah) e nell&#8217;Unione Sovietica (cloni non ufficiali prodotti dalle fabbriche statali sovietiche).<br />
Curioso é da dire che l’ MSX 1 condivide la maggior parte dell’ Hardware con la console colecovision mentre l’ MSX 2 condivide la maggior parte dell’ hardware con il sega master system, infatti esistono dei sofware che permettono di lanciare le rom di queste console e farle girare nei computer MSX.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Fabio Peroni</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>MSX: Uno standard per gli home computer</title>
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		<description><![CDATA[Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nel 1984 durante un pranzo di natalizio dai parenti, trovai mio cuginetto esaltatissimo perchè voleva mostrarmi il suo nuovo regalo di Natale, un computer nuovo di zecca, ed io annoiato dalle chiacchiere dell’ infante sovragitato già pensavo di trovarmi di fronte alla solita macchina commodore o sinclair, quindi decisi di accontentarlo e vedere questa sua meraviglia.</p>
<p>Invece mi mostra una macchina chiamata VG-8020 della Philips (in realtà prodotta in giappone dalla Yashica), denominata MSX computer. Ne rimango subito incuriosito e comincio a spippolare con il nuovo accrocchio con l’ aiuto del manuale a corredo.<br />
L’ impressione che mi trasmette è molto positiva, ottimi sia la qualità costruttiva che i materiali utilizzati .</p>
<p><span id="more-227"></span>BASIC residente ricco di funzioni, grafica e suono notevoli per le macchine dell’ epoca, ricordo ancora la prova del gioco BOSCONIAN su cassetta, una buonissima realizzazione.<br />
Ma che cosa rappresenta l’ acronimo MSX per quella serie di macchine ?</p>
<p>L&#8217;esatto significato dell&#8217;abbreviazione &#8220;MSX&#8221; è ancora motivo di dibattito. Molti credono che stia per &#8220;MicroSoft eXtended&#8221;, per via del linguaggio di programmazione incorporato (l&#8217;MSX BASIC) scritto specificamente da Microsoft per il sistema MSX. In realtà, Kazuhiko Nishi, suo ideatore, dichiarò che MSX sta per &#8220;Machines with Software eXchangeability&#8221; (macchine con software interscambiabile).<br />
Nishi, all&#8217;epoca vice direttore della filiale giapponese di Microsoft e fondatore della società ASCII, concepisce il sistema MSX come il tentativo per creare un singolo standard per la costruzione di computer compatibili da parte di diversi produttori. Molti di questi produttori hardware giapponesi, insieme a Philips e Spectravideo, costruirono e promossero i computer MSX. Qualsiasi software o dispositivo che recasse il logo MSX era compatibile con i prodotti MSX sviluppati da qualsiasi produttore.<br />
Lo standard MSX presentato nel 1982 consisteva principalmente in un insieme di componenti che erano già disponibili per i produttori di computer (niente chip custom, quindi): la CPU principale era uno Zilog Z80 operante alla frequenza di 3,58 MHz; la grafica era fornita dal chip Texas Instruments TMS9918, già usato nel TI-99 (un home computer che non ebbe molta fortuna), con 16 KB di VRAM dedicata; il sonoro era fornito dal General Instruments AY-3-8910, che controllava parzialmente anche le operazioni di Input/output; il controllo delle interfacce di I/O parallelo, come la gestione della tastiera, era affidato ad un Intel 8255 PPI. In realtà, nessuno di questi componenti rappresentava qualcosa di particolarmente avanzato, ma si trattava comunque di specifiche ragionevoli per costruire una buona macchina all&#8217;epoca.<br />
Nonostante l&#8217;idea alla base di queste specifiche fosse quella di contenere i costi, quasi tutti i computer MSX usavano una tastiera professionale al posto di una più economica tastiera con tasti in gomma, per cui alla fine il costo delle macchine saliva nuovamente. L&#8217;uso di questi componenti, insieme all&#8217;MSX di Microsoft, rendevano gli MSX dei buoni e competitivi home computer, anche se più cari delle offerte della concorrenza.</p>
<div id="attachment_23" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg"><img class="size-medium wp-image-23 " title="MSX_8020" alt="" src="http://biofaz.files.wordpress.com/2012/09/msx_8020.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX1</p></div>
<p style="text-align: left;">L&#8217; MSX conobbe diverse evoluzioni nel corso degli anni: MSX 1 (1983), MSX 2 (1986), MSX 2+ (1988) ed MSX turbo R (1990). Le prime tre erano computer ad 8-bit basati sul microprocessore Z80, mentre l&#8217;MSX turbo R, pur mantenendo lo Z80 onde assicurare la compatibilità con i modelli precedenti, gli affiancava una sua evoluzione, l&#8217;R800, derivato dallo Zilog Z800. Il turbo R fu introdotto nel 1990 ma non ebbe un grande successo, poiché fu prodotto solo da Panasonic esclusivamente per il mercato giapponese e, soprattutto, non fu molto supportato dalle case produttrici di software. Nel 1995 la produzione di quest&#8217;ultimo computer della serie MSX cessò. Complessivamente furono venduti 5 milioni di computer MSX nel mondo.<br />
La maggior parte dei più divertenti e famosi giochi per l&#8217;MSX furono scritti dalla software house giapponese Konami, della quale ricordiamo le famose saghe di Metal Gear, Castlevania e Gradius.</p>
<div id="attachment_231" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/msx2new.jpg"><img class="size-medium wp-image-231 " title="msx2new" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/msx2new.jpg?w=300" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Philips MSX2</p></div>
<p style="text-align: left;">Quando lo standard MSX venne annunciato ed un gruppo di grandi aziende giapponesi descrissero i loro piani per introdurre le relative macchine, ci fu un&#8217;ondata di panico nell&#8217;industria statunitense. Tuttavia, quando le macchine MSX iniziarono ad arrivare nel mercato occidentale (tardo 1984), ormai non erano più competitive: l&#8217;IBM aveva introdotto il PC IBM, la Apple aveva rinnovato completamente la propria linea di computer con i suoi Macintosh, mentre la Commodore aveva lanciato da un anno circa il suo Commodore 64 e, nel 1985, avrebbe immesso sul mercato il rivoluzionario Amiga.<br />
Pertanto, l&#8217;MSX non divenne mai quello standard internazionale che i suoi creatori avevano sognato, proprio perché non riuscì a prendere piede negli Stati Uniti.<br />
In Giappone ed in Corea del Sud l&#8217;MSX divenne il principale home computer degli anni &#8217;80. Ebbe larga diffusione anche in alcuni Paesi europei (specialmente in Olanda, ma anche in Spagna), in Brasile, in Argentina, nei Paesi arabi (ove era venduto col marchio Al-Alamiah) e nell&#8217;Unione Sovietica (cloni non ufficiali prodotti dalle fabbriche statali sovietiche).<br />
Curioso é da dire che l’ MSX 1 condivide la maggior parte dell’ Hardware con la console colecovision mentre l’ MSX 2 condivide la maggior parte dell’ hardware con il sega master system, infatti esistono dei sofware che permettono di lanciare le rom di queste console e farle girare nei computer MSX.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Fabio Peroni</em></p>
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