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	<title>the Retrogames Machine &#187; Fuffa</title>
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		<title>Buone retrovacanze</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2015 22:31:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci siamo anche quest&#8217;anno. Prendete posto sui vostri divani, accendete i ventilatori di sicurezza, i costumi e le ciambelle sono ripiegati sotto il pouf, spegnete le console e tutti vostri retrodispositivi che potrebbero disturbare la navigazione verso la spiaggia. La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Ci siamo anche quest&#8217;anno.<br />
Prendete posto sui vostri divani, accendete i ventilatori di sicurezza, i costumi e le ciambelle sono ripiegati sotto il pouf, spegnete le console e tutti vostri retrodispositivi che potrebbero disturbare la navigazione verso la spiaggia.</p>
<p>La redazione di RGM vi saluta e vi rimanda a settembre perchè non siete stati abbastanza preparati, dovete studiare di più il retrogaming ché poi andate sui gruppi di facebook e sui forum a fare le figure di Melma. Perchè anche se tutti dicono che internet è grandissima, il retrogaming è piccolo e la gente mormora. È talmente piccolo che certe volte rassomiglia proprio a un paesotto triste di quelli in culo alla provincia dove la gente si offende perchè perculate ADAM SANDLER, tanto per farvi un esempio.<br />
Comunque ci vediamo qui, dopo gli esami di riparazione. Fate i bravi e studiate, e se proprio non volete studiare almeno abbronzatevi, che siete bianchi come mozzarelle e proprio non vi si può vedere.<br />
Bella ragazzi, state bene.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9945" alt="Mario-Sunshine-Beach-super-mario-bros-1990295-800-6001" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/08/Mario-Sunshine-Beach-super-mario-bros-1990295-800-6001.jpg" width="449" height="326" /></p>
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		<title>Lego &#8211; il forte richiamo al magico mondo degli 80&#8242;s</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 08:09:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ed eccoci qui con un argomento molto particolare che racchiude nostalgia e voglia di creatività. Ovviamente parleremo di videogame, ma con un punto di vista decisamente insolito. Avete presente quei mattoncini di plastica colorati con cui creare cose straordinarie? Avete [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Ed eccoci qui con un argomento molto particolare che racchiude nostalgia e voglia di creatività. Ovviamente parleremo di videogame, ma con un punto di vista decisamente insolito. Avete presente quei mattoncini di plastica colorati con cui creare cose straordinarie? Avete indovinato: sto parlando dei <strong>Lego</strong>. Cosa c&#8217;entrano i <strong>LEGO</strong> con il nostro sito di retrogame? Qui vi volevo: continuate a leggere e capirete come la &#8220;<em>retro nostalgia&#8221;</em>  stia propagandosi in maniera incredibile.</p>
<p><span id="more-9619"></span></p>
<p>Lego vuol dire creatività e arte, ben più di un semplice intrattenimento o giocattolo. Da qualche tempo, la famosa ditta danese ha inserito sul proprio sito un&#8217;area dedicata alle creazioni di terze parti, denominata <strong>Lego Ideas</strong>. Si tratta di creazioni realizzate dai fan mediante i colorati mattoncini prodotti in serie in base alla qualità e al gradimento da parte degli appassionati, che possono esprimere il proprio voto e supporto. Parlando di soggetti &#8220;<em>Geek&#8221;</em> del passato, in riferimento ai memorabili anni &#8217;80, negli ultimi due anni l&#8217;azienda ha riproposto su licenza la famosa <em>Delorean</em> di <strong>Ritorno al Futuro</strong>, con tanto di Doc Brown, Martin McFly e Hoverboard, così come la sfavillante<strong> Ecto 1</strong> di <strong>Ghostbusters</strong> con il team degli acchiappafantasmi al completo.</p>
<div id="attachment_9623" style="width: 360px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-9623 " alt="La Ecto-1 nel suo splendore." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/03/lego-Ghostbusters.jpg" width="350" height="194" /><p class="wp-caption-text">La Ecto-1 nel suo splendore.</p></div>
<p>Definire questi progetti un successo mondiale è un eufemismo. Cavalcando l&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo del pubblico, alcuni amatori (dietro licenza<strong> SEGA</strong>) stanno progettando qualcosa di  geniale. Avete presente i cari vecchi cabinati della &#8220;grande S&#8221; che popolavanole sale tra la metà e la fine degli anni &#8217;80? Immaginate monumentali arcade come <strong>OutRun</strong>, <strong>Space Harrier</strong> o <strong>Thunder Blade</strong> riprodotti in maniera perfetta con dettaglio inimmaginabile usando personaggi e mattoncini. Lego punta sulle idee proposte da terzi per le proprie nuove produzioni. Lasciare spazio alle idee degli utenti sta trasformandosi in un business molto redditizio. Nel sito è presente anche uno stage di <strong>Zaxxon</strong> ricostruito mattoncino su mattoncino in maniera ineccepibile, un lavoro che sta raccogliendo numerosi consensi.</p>
<div id="attachment_9625" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-9625" alt="outrun" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/03/outrun-300x187.jpg" width="300" height="187" /><p class="wp-caption-text">Il cabinato di OutRun riproposto in maniera strabiliante.</p></div>
<p>Tramite diversi store Lego dedicati, altri amatori stanno realizzando e vendendo mini-arcade dedicati a vecchie glorie del mondo dei coin-op come <strong>Pac Man</strong>, <strong>Ghosts&#8217;n Goblins</strong> e <strong>Tetris</strong>. Gli anni &#8217;80 e il mondo videoludico stanno conquistando anche questo fantastico mondo ludico e creativo, un fenomeno straordinario per gli utenti di ogni età. Pensate all&#8217;emozione di ricreare una classica arcade room degli anni &#8217;80 usando il Lego. Una follia? A mio avviso una splendida trovata adatta a tutti.</p>
<div id="attachment_9628" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-9628 " alt="zaxxon" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/03/zaxxon-300x197.jpg" width="300" height="197" /><p class="wp-caption-text">Lo stage di Zaxxon è davvero da urlo!</p></div>
<p>Vi lascio con un link al sito dedicato ai creativi <strong>LEGO</strong>, persone con un&#8217;incredibile voglia di creare e proporre idee interessanti. Chissà, magari in futuro una vostra creazione potrebbe essere messa in commercio. Non perdete l&#8217;occasione e provate a cimentarvi con la vostra volontà e inventiva.</p>
<p><a href="https://ideas.lego.com/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>https://ideas.lego.com/</strong></span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>La potenza è nulla senza &#8220;controller&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 08:59:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e ognuna delle &#8220;ERE&#8221; in cui essa viene suddivisa presenta diversi oggetti, facenti parte di diverse categorie, che vengono osannati per il loro aver saputo essere innovativi od oggettivamente migliori, e altri che vengono vilipesi pesantemente per la loro infamia o inutilità. Oggi vogliamo offrirvi una panoramica sui controllers che hanno segnato la storia dei videogiochi, nel bene e nel male, e che si sono convertiti in icone dei loro tempi. <span id="more-8117"></span></p>
<p>Il controller è forse il segno più distintivo di una console, quello che la rappresenta nel corso di tutta la sua esistenza e con cui verrà identificata in futuro. Anche oggi come allora una console può cambiare anche radicalmente il suo aspetto estetico, il suo design, aggiungere o rimuovere caratteristiche più o meno di rilievo, ma raramente verrà modificato il controller che vi era originariamente associato. Pensiamo solo alle innumerevoli varianti che ha subito il design dell&#8217;Atari VCS. Una console storica, simbolo dei videogiochi, divenuta un&#8217;icona immediatamente identificabile con il concetto stesso di videogame, non tanto per se stessa ma per quello che è il suo joystick. Ma anche oggi, se consideriamo la Wii, la Xbox360 e la PS3, il simbolo, la vera identità di una macchina è il suo controller. È logico. Il controller è in realtà l&#8217;unico mezzo che fisicamente mette in comunicazione (&#8220;interfaccia&#8221; si sarebbe detto correttamente a quel tempo, ma con una superficialità forse involontaria) l&#8217;essere umano con la macchina. È quell&#8217;estensione che più di altre ce la fa identificare sensorialmente. Il disegno, l&#8217;ideazione o realizzazione di un controller possono essere la discriminante tra il successo o il fallimento di una macchina. Anche in questo campo cosí peculiare la storia dei videogiochi offre vincitori e vinti che in questo caso non sempre coincidono con il dominatore di una generazione. Andiamo quindi a scoprire il TOP e il FLOP delle varie ere video ludiche nel mondo dei controllers.</p>
<h3>1ª generazione</h3>
<p>TOP: <strong>Paddle<br />
</strong>Qui non c&#8217;è molto da scegliere. A quel tempo il controller analogico era praticamente l&#8217;unico sistema di HUMAN INTERFACE disponibile. Ed era anche logico che lo fosse vista la tecnologia che veniva implementata a quell&#8217;epoca. A conti fatti svolgeva ottimamente il suo compito dovendo controllare solo una serie di cloni di Pong, e quindi era difficile che se ne trovasse uno scomodo o che funzionasse male&#8230; Ma qualcuno ci riuscì! FLOP: <strong>Nessuno</strong></p>
<h3>2ª generazione</h3>
<div id="attachment_9082" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS.jpg"><img class="size-medium wp-image-9082" alt="VCS" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari VCS 2600</p></div>
<p>TOP: <strong>Joystick Atari VCS 2600<br />
</strong>Non credo ci sia bisogno di troppi giri di parole per presentare il mitico joystick dell&#8217;Atari VCS. Nella sua essenzialità si rivelò un controller che sfiorava la perfezione, e che a distanza di anni (o meglio di decenni) è ancora tra i preferiti di moltissimi videogiocatori che ne apprezzano la grande precisione ed ergonomia. Certo, con il senno di poi, non è esente da difetti come ad esempio disporre di un solo tasto di fuoco e l&#8217;essere decisamente &#8220;unfriendly&#8221; nei confronti dei mancini, ma se è stato capace di elevarsi ad icona non solo della sua generazione ma praticamente della stessa idea di videogioco, chi siamo noi per affermare il contrario?</p>
<div id="attachment_9067" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" alt="5200" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 5200</p></div>
<p>FLOP: <strong>Joystick Atari 5200<br />
</strong>Non è un segreto che nella prima metà degli anni &#8217;80 &#8220;<em>Videogame faceva rima con Atari</em>&#8221; (vabbé, non letteralmente, però dai, ci siamo capiti). La ditta di Sunnyvale aveva praticamente monopolizzato l&#8217;opinione pubblica per quanto riguardasse il divertimento elettronico, e questo tanto nel bene quanto nel male. Non è un caso che Atari venga citata come la pioniera delle vette più alte che l&#8217;industria ludica raggiunse al tempo ma anche come fonte delle disgrazie che la afflissero, e una prova la abbiamo anche coi controllers di questa generazione i cui top e flop sono, anch&#8217;essi, appannaggio di Atari. Del top abbiamo già detto; il flop è il controller dell&#8217;Atari 5200 Supersystem, un controller sinceramente ben pensato che avrebbe dovuto coniugare quanto di buono proposero i competitor di Atari (come il tastierino numerico di Intellivision e Coleco, e lo stick analogico del Vectrex) ma che si rivelò un disastro quanto a realizzazione. Sorvolando sulla SCARSISSIMA qualità costruttiva (quando invece il joy del 2600 era un carroarmato) il difetto principale del comando era che lo stick analogico NON era autocentrante! Un vero incubo per quei giochi che richidevano precisone e velocità di esecuzione (ovvero circa il 99% della produzione ludica del tempo). Il malcontento dei possessori del 5200 (oltre ad una serie di politiche commerciali sbagliate in puro stile Atari post VCS, ma questa è un&#8217;altra storia) , li obbligò di fatto a comprare ottimi controller di terze parti, e fu di tali proporzioni da decretare il fallimento della macchina.</p>
<h3>3ª generazione</h3>
<div id="attachment_9068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9068" alt="nes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo NES</p></div>
<p>TOP: <strong> Pad Nintendo NES<br />
</strong>Ok. Se vogliamo dirla tutta in questa generazione non vi sono macchine che brillino particolarmente per il controller che le accompagnava. Pare difatti che i designer di tutte le case produttrici di hardware fossero cadute vittima di un&#8217;atroce pandemia di SQUADRITE. Questa insolita patologia (da non confodersi con lo SQUADRISMO) rendeva incapaci i progettisti di creare oggetti che non avessero forme terribilmente ed inesorabilmente SQUADRATE, e per questo assolutamente anti-ergonomiche. Ovviamente tra tutti i controller presenti sul mercato c&#8217;era comunque un top che in questo caso era rappresentato dal pad del NES. Perché? Ma ovviamente in virtù della sua MERAVIGLIOSA croce direzionale, marchio di fabbrica della GRANDE N, la cui precisione rasentava la perfezione e che non vi obbligava a preoccuparvi di premerla in un certo modo per far si che il personaggio sullo schermo facesse esattamente quello che desideravate. Anzi, a volte sembrava davvero il &#8220;prolugamento dei vostri polpastrelli&#8221;. E meno male! In fondo già era una tortura sufficente dover tenere in mano quella &#8220;cavolo&#8221; di tavoletta QUADRATA, o no?</p>
<div id="attachment_9069" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800.jpg"><img class="size-medium wp-image-9069" alt="7800" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 7800</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari 7800<br />
</strong>Devo dire la verità, sono stato a lungo titubante se affibbiare la palma del flop di 3ª generazione al pad del Sega Master System o al controller dell&#8217;Atari 7800, poi però mi sono reso conto che veramente non avrei mai dovuto avere un dubbio simile, non solo perché il controller del Sega Master System è impreciso e frustrante da dominare mentre quello del 7800 è incredibilmente preciso nel NON ESEGUIRE il vostro input, non solo perché il controller Atari è realizzato con dei matariali che definire scadenti è incredibilmente magnanimo, ma anche perché il 7800 è l&#8217;unica console (a mia memoria almeno) venduta con due diversi controller nelle versioni americana (il joystick PRO-LINE) ed europea (l&#8217;Atari pad) ed entrambe OSCENE in quanto a design, ergonomia e risposta. Un primato del genere meritava essere celebrato in qualche modo.</p>
<h3>4ª generazione</h3>
<div id="attachment_9070" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9070" alt="snes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Super Nintendo</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo SNES<br />
</strong>A volte nella vita uno deve lasciare da parte i sentimenti e le opinioni personali, guardarsi allo specchio, accettare la realtà e i fatti per quello che sono. Questa è una di quelle volte. Sono sempre stato un sostenitore di SEGA nella console war dei primi anni &#8217;90. Ammaliato dal carisma della GRANDE S e dei suoi sontuosi coin-op, avevo eletto il Megadrive a mio alfiere dell&#8217;intrattenimento consolaro domestico, anche se però, al tempo, non avevo i soldi per comprarlo (o meglio, non avevo i soldi per comprarmi le cartucce). E poco me ne fregava di Mode7, SuperFX, Marii e Yoshi vari. Per me il Megadrive rimaneva superiore in tutto rispetto al Super Nintendo. Oddio, superiore in tutto-TUTTO no. Quel cavolo di controller a forma di fagiolo messicano non era male, ma forse in un burrito sommerso di guacamole ci sarebbe stato meglio. E poi, cavolo, aveva solo 3 tasti, e mentre i miei amici nintendari stavano lì a pestarsi in casa con Street Fighter II coi loro bei 6 tasti colorati (vabbé, 4 colorati e 2 grigi. Pignoli!), io dal mio amico Daniele, quello che aveva il Megadrive e mi faceva sbavare davanti a Super Shinobi, mi ritrovavo a &#8220;switchare&#8221; tra calci e pugni con il tasto START. Tristezza. E poco importa se in seguito il &#8220;fagiolo&#8221; fu sostituito da un nuovo pad bello fiammante a 6 tastazzi, con forme che avrebbero anticipato lo STUPENDO controller del successivo Saturn. Ormai la battaglia sul fronte controller di 4ª generazione era stata vinta da Nintendo che con un blitzkrieg clamoroso aveva stabilito un nuovo paradigma e cioè che il giocatore casalingo voleva annegare nei tasti di fuoco, e mi aveva lasciato una cicatrice sullo zigomo a futura memoria della batosta subita.</p>
<div id="attachment_9071" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9071" alt="cdi" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Philips CDi</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Philips CDi<br />
</strong>Ma che è? Un telecomando? Un puntatore laser? Un topo addormentato? Boh? A onor del vero bisogna dare atto che il flop si riferisce al primo controller in dotazione al CD-i che successivamente fu venduto con un pad &#8220;propriamente detto&#8221; ispirato a quello dello SNES (ma guarda un po&#8217;) e paurosamente simile al GRAVIS GAME PAD per PC. Questo nuovo controller, ben lungi dal raggiungere l&#8217;eccellenza, era però per lo meno DECOROSO, ma da solo, ovviamente, non riuscí a risollevare la macchina Philips dalla disastrosa situazione di mercato (e non solo) in cui versava.</p>
<h3>5ª generazione</h3>
<div id="attachment_9072" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx.jpg"><img class="size-medium wp-image-9072 " alt="psx" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sony Playstation</p></div>
<p>TOP: <strong>Sony PlayStation DualShock<br />
</strong>Parlare del DualShock non è facile. Che altro si può dire a proposito di questo meravigilioso controller che non sia già stato detto? Forse che ha portato la luce dell&#8217;ergonomia più estrema dopo lunghe epoche buie di controller in fondo tutti uguali? Forse che è stato il primo che ha offerto ai giocatori degli strumenti che non ritenevano tutto sommato necessari (doppio controllo analogico e force feedback) e li ha resi uno standard de facto per ogni controller a venire, per quanto economico esso fosse? Forse che si è posto come termine di paragone dei controller di successo per le generazione a venire? A dire il vero si potrebbe dire di tutto e di più riguardo al DualShock, ma per quanto ne potrete parlare non riuscirete MAI a parlarne male.</p>
<div id="attachment_9073" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag.jpg"><img class="size-medium wp-image-9073" alt="jag" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari Jaguar</p></div>
<div id="attachment_9076" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32.jpg"><img class="size-medium wp-image-9076" alt="cd32" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Commodore Amiga CD32</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari Jaguar / Pad Commodore CD32<br />
</strong>Con il senno di poi appare davvero curioso che le due grandi regine degli anni 80, divise e contrapposte in tutto, siano unite in un triste epitaffio alla loro storia scritto da due macchine che sanciscono il loro addio al mercato dell&#8217;informatica personale. Il Jaguar ed il CD32 furono delle macchine fallimentari su tutta la linea, che forse non decretarono da sole la rovina di Atari e Commodore, ma sicuramente furono identificate come esempi del declino inarrestabile ed inesorabile dei due colossi made in USA. Ben poco delle due macchine si salvava e quel poco soccombeva nell&#8217;approssimazione ingegneristica e perdendosi nel caos progettuale. I controller non facevano eccezione ed erano tanto scadenti da meritarsi in ex-aequo il poco ambito titolo di &#8220;flop generazionale&#8221;. Se il controller del Jaguar era di una scomodità assurda con la sua forma e mole da citofono (ma non la cornetta che avete in casa, proprio tutto il pannello per comunicare con 45 appartamenti che è appeso fuori dal portone) ma tutto sommato offriva una qualità di controllo nella media, il pad del CD32, al contrario, presentava un design elegante tutto sommato pratico e funzionale ma, essendo probabilmente stato costruito con la plastica delle sorprese kinder, era di una fragilità sconcertante (c&#8217;è chi ha assicurato si averlo sentito CIGOLARE e SCRICCHIOLARE durante l&#8217;uso) e offriva una precisione di controllo a dir poco indegna. Ognuno dei due dispositivi primeggiava (in negativo) rispetto all&#8217;altro in un aspetto, per cosí dire, complementare, a tal punto che, paradossalmente, dai (pochi) punti positivi dei due se ne sarebbe potuto realizzare uno accettabile. Davvero una conclusione beffarda della guerra che vide fronteggiarsi le due leggende dell&#8217;informatica, alla fine unite in un comune destino di cui il controller delle loro ultime sfortunate macchine era forse l&#8217;immagine più emblematica.<strong> </strong></p>
<h3>6ª generazione</h3>
<div id="attachment_9079" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" alt="cubbo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo GameCube</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo Gamecube<br />
</strong>Credo di non esagerare quando affermo di trovarci davanti a uno dei MIGLIORI controller di sempre. Nintendo fece tutto bene con il Gamecube (a parte il marketing) e il pad a corredo della macchina non fu da meno. Delle scelte stilistiche innovative, ma meno azzardate di quelle fatte con il pad del Nintendo 64, ci hanno regalato uno strumento di un ergonomia unica che quasi si fonde con le mani del giocatore, il quale mai (e forse MAI PIÙ) come in questo caso sente di avere davvero a portata di &#8220;dito&#8221; il controllo totale di ogni possibile azione di gioco. La tradizionale precisione dei controller Nintendo fa poi il resto, consegnandoci una piccola opera d&#8217;arte che, forse a causa del non clamoroso successo della macchina a cui era abbinato, non ha trovato la sua consacrazione definitiva presso il grande pubblico, finendo troppo presto dimenticato. Certo, non era esente da critiche, come ad esempio la croce direzionale forse troppo piccola, la strana presenza di 3 tasti dorsali invece dei canonici 4. Forse anche la sua spiccata personalità ed ergonomia, in casi estremi, potevano rivelarsi un limite, non permettendo ad ogni giocatore di adattarsi alla sua particolare ma vincente conformazione. Però il fascino e la qualità di questro controller travalicano i suoi piccoli nei, e ne fanno un gioiello da scoprire e riscoprire ogni giorno.</p>
<div id="attachment_9080" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast.jpg"><img class="size-medium wp-image-9080" alt="dreamcast" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sega Dreamcast</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Sega Dreamcast</strong><br />
A volte mi chiedo che diavolo passasse per la testa ai dirigenti di SEGA verso la fine degli anni &#8217;90. Ad un decennio di successi nel settore dei coin-op e dei sistemi casalinghi ne seguí uno in cui i prodotti oggettivamente validi e potenzialmente di successo vennero rovinati da scellerate decisioni di marketing e tecniche. Il Dreamcast, purtroppo, non fa eccezione. Una macchina eccezionale in grado di precorrere i tempi e dominare il mercato, ma alla quale tagliarono le gambe le politiche aziendali di SEGA e (sebbene in misura molto minore) un controller che presentava scelte progettuali per lo meno discutibili. Disegnato e realizzato intorno alla rivoluzionaria (secondo i tecnici della casa giapponese) idea della Visual Memory Unit, il controller si rivelava &#8220;pachidermico&#8221; e molto scomodo soprattutto a causa delle dimensioni, inoltre presentava delle caratteristiche obsolete per i tempi, che rappresentavano in alcuni casi un passo indietro rispetto allo <strong>STUPENDO</strong> pad del Saturn. Cioè, qualcuno mi spiega come può il pad di una macchina successiva alla Playstation avere solo uno stick analogico e solo 6 pulsanti invece che 8 come avevano, appunto, il pad della PSX e quello <strong>STUPENDO</strong> del Saturn. Come se ciò non bastasse, per fare spazio alle famigerate VMU, il cavo di collegamento alla console invece di finire (come logico) nella parte alta del controller, finiva in quella bassa, &#8220;puntando&#8221; il giocatore piuttosto che la macchina, risultando quanto meno scomodo anche per la sua lunghezza non generosa. Aggiungete a questo una croce direzionale sufficente ma non eccezionale e capirete che Dreamcast : pad = Megadrive : 32x</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Quando il retrogamer si riconosce anche in spiaggia&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 10:50:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutti conosciamo il noto brand &#8220;Havaianas&#8221;, re incontrastato nel settore infradito da spiaggia. Lo scorso anno ha messo in in commercio un modello di infradito blu, unisex con tema PacMan! Lo so, lo so, l&#8217;estate è quasi finita&#8230;ottima occasione per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Tutti conosciamo il noto brand &#8220;Havaianas&#8221;, re incontrastato nel settore infradito da spiaggia. Lo scorso anno ha messo in in commercio un modello di infradito blu, unisex con tema PacMan!<br />
Lo so, lo so, l&#8217;estate è quasi finita&#8230;ottima occasione per prepararsi al meglio alla prossima!</p>
<p><span id="more-8144"></span></p>
<p>Il modello è il più classico del brand: scritta &#8220;havaianas&#8221; gialla sulle strisce blu che coprono il dorso del piede e la pianta è decorata con un meraviglioso disegno del videogame &#8220;PacMan&#8221;, con tanto di scritta &#8220;READY!&#8221;.<br />
La qualità è la solita garantita dal marchio.</p>
<div id="attachment_8147" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/1.jpg"><img class="size-medium wp-image-8147" alt="Prova pratica" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/1-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Prova pratica</p></div>
<p>Ora non è semplicissimo trovarle, ma il web potrebbe aiutare&#8230;o qualche centro specializzato nella distribuzione del brand.<br />
Sempre l&#8217;anno scorso, insieme a queste, era disponibile anche un modello a sfondo nero, ma con disegni diversi, che a mio parere lo rendevano un po&#8217; più &#8220;anonimo&#8221; e meno fedele al feeling originale del gioco. Gusti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_8148" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/havaianaspacman-default.jpg"><img class="size-medium wp-image-8148" alt="Qui i 2 modelli del 2013" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/havaianaspacman-default-300x154.jpg" width="300" height="154" /></a><p class="wp-caption-text">Qui i 2 modelli del 2013</p></div>
<p>Accessorio IMPERDIBILE per ogni retrogamer che ama spiaggia e ombrellone durante il periodo estivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Ciao Hiroshi&#8230;.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2013 06:44:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il 19 settembre, una giornata come tante, una giornata carica della solita routine. Ma ad un certo punto ecco che viene spezzata. Hiroshi Yamauchi ci ha lasciati&#8230; Hiroshi Yamauchi, o papà se vogliamo della Nintendo è nipote di Fusajiro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: left;">E&#8217; il 19 settembre, una giornata come tante, una giornata carica della solita routine. Ma ad un certo punto ecco che viene spezzata. Hiroshi Yamauchi ci ha lasciati&#8230;</p>
<p>Hiroshi Yamauchi, o papà se vogliamo della Nintendo è nipote di Fusajiro Yamauchi, fondatore della Nintendo. Ultimo presidente della Nintendo entra in azienda nel 1949 e vi rimane fino al 2002 quando lascia il posto a Satoru Iwata.</p>
<p>Questo è quello che si scrive e si legge nei blog, nei siti, nelle news&#8230;.Ma di papà Nintendo che diciamo ?</p>
<p><span id="more-4956"></span></p>
<p>Bhe innanzitutto possiamo cominciare dal fatto che ebbe una infanzia difficile. Abbandonato dal padre in tenera età, fu istruito nel vero senso della parola dai  nonni, in un giappone arcaico e antiquato che sfoggiava ancora matrimoni combinati e vite disciplinate (il matrimonio con Michiko Inaba), caratteristiche che probabilmente forgiano il carattere davvero particolare che caratterizzava questo personaggio. Possiamo proseguire poi dicendo che vide e fu artefice della vera mutazione di Nintendo, ditta giapponese produttrice di carte da gioco a livello nazionale fino alla nascita del  Famicom il vero erede e successore della crisi videoludica mondiale del 1983 e che trasformò la piccola azienda in una società multi miliardaria.</p>
<p>Entra in azienda nel 1949 , quando il nonno sul letto di morte colpito da ictus lo fa convocare con la massima urgenza. A dimostrare fin dall&#8217;inizio il particolare carattere egli chiede di essere l&#8217;unico membro della famiglia Yamauchi a lavorare in azienda, essendo il parente del degente più diretto in grado, costringendo il nonno a licenziare il cugino poco prima della sua morte.<br />
Prese dunque le redini di Nintendo, dopo un generale malcontendo degli operai, Hiroshi trasferiece l&#8217;azienda a Kyoto e detta un regime del tutto imperialista (qui rispunta l&#8217;educazione ferrea avuta da bambino) e si proclama come giudice finale di ogni prodotto che esce dalla fabbrica: o piace a lui o non si fa ! (e questo per molto molto tempo a venire)</p>
<p>Ma parliamo anche del genio di  Hiroshi.</p>
<p>Quando nel 1959 chiude un contratto con Walt Disney e crea una linea di carte da gioco fruibile alle famiglie giapponesi (in giappone le carte da gioco occidentali erano associate ad attività di gioco illegale e gravemente sanzionate) includendo nei mazzi un opuscolo che spiega vari giochi da intraprendere  e naturalmente l&#8217;aspetto delle figure classiche di Disney. Questa collaborazione diventa un vero business da 600.000 unità vendute anno.</p>
<p>Ma forse la vera scintilla fu quando Yamauchi vide un giovane ingegnere giocare nella pausa con un curioso artiglio allungabile&#8230; Questo ragazzo si chiamava Gunpey Yokoi.</p>
<p>Yamauchi chiese a Yokoi di sviluppare il suo arnese e da qui, ovvero dalla Ultra Hand,  Nintendo si portò verso una nuova frontiera, quella dei giocattoli, o forse delle invenzioni di Yokoi.</p>
<div style="width: 490px" class="wp-caption alignnone"><img alt="" src="http://images.gamekult.com/blog/imgdb/000/000/496/869_2.jpg" width="480" height="360" /><p class="wp-caption-text">Nintendo ULTRA HAND</p></div>
<p>Le diavolerie di Yokoi continuarono ad uscire attraverso Nintendo in modo incontrastato, pari solo al successo che queste avevano. Questo almeno fino a quando Yamauchi vide all&#8217;orizzionte una nuova sfida (o un nuovo affare) ovvero i giochi elettronici. Sotto licenza Magnavox e poi autonomanente ecco che con il marchio Nintendo uscirono dalla fabbrica le console di prima generazione come la color tv 6 e vari cloni di pong.</p>
<div id="attachment_4961" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/nintendo_tvgame_6.jpg"><img class="size-medium wp-image-4961" alt="Nintendo TV GAME" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/nintendo_tvgame_6.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo TV GAME</p></div>
<p>Ma Hiroshi voleva ancora di più ! Voleva vendere, voleva vedere il marchio incontrastato di Nintendo nel mondo&#8230; e fu cosi che decise di intraprendere negli stati uniti la strada degli arcade da sala giochi&#8230; dove con mille e mille vicessitudini e l&#8217;arrivo nella &#8220;famiglia&#8221; di Shigeru Miyamoto naque Donkey Kong ( e poi Super mario &#8230; che altri non era che Jumpman, l&#8217;omino che sfidava lo scimmione che all&#8217;inizio era Bruto che rapiva Olivia che in realtà non era Mario ma Popeye&#8230; mi sa che questa ve la racconto un&#8217;altra volta&#8230;)</p>
<p>Fatta breccia negli &#8220;arcade&#8221; e data la batosta ad Atari, Yamauchi ora che visualizzava il traguardo più che mai, voleva &#8220;espandere e conquistare&#8221;, come un solo un condottiero degno del sol levante sapeva fare, il mercato dei giochi elettronici. Sguinzagliò quindi il prode Yokoi e &#8220;gli fece&#8221; partorire i Game &amp; Watch che vissero felici e contenti finchè non arrivarono Famicom e Super Nes, i veri successi ( a mio avviso) di Nintendo, fautori del nome dell&#8217;azienda in tutto il mondo.</p>
<div id="attachment_4962" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/famicom_biography3.png"><img class="size-medium wp-image-4962" alt="Senza Yamauchi non avremmo avuto QUESTO e il mondo non sarebbe stato lo stesso..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/famicom_biography3.png?w=300" width="300" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">Senza Yamauchi non avremmo avuto QUESTO e il mondo non sarebbe stato lo stesso&#8230;</p></div>
<p>Parlare di Nes e Snes è quasi scontato, potremmo parlare però di Nintendo 64, di Gamecube e di come le liti tra Yamauchi e sviluppatori portarono alla nascita di Playstation e di come sempre le imposizioni assolutistiche di un Yamauchi che &#8221; o piace a me o non piace a nessuno&#8221; portarono a vedere serie come Final Fantasy migrare da Nintendo verso Sony che da questo limbo di decisioni sbagliate e litigi affermò quello che fu il fenomeno della successiva generazione di console, ovvero appunto la &#8220;generazione Playstation&#8221; che si insediò nelle case di giovani teenager che pian piano misero i loro Snes e N64 in un angolo a prendere polvere.</p>
<p>Grande passione di Yamauchi era anche il baseball&#8230;. no dai non la era &#8230;. Molti lo pensano ma anche qui però vide un business ( e poi una grande opportunità per il popolo giapponese.) Nei primissimi anni 90 i Seattle Mariners squadra di Baseball sull&#8217;orlo del tracollo cercavano un azionista e naturalmente il nostro Hiroshi fiutò l&#8217;affare. Non gradito dal popolo americano si vide poi costretto ad &#8220;accontentarsi&#8221; del 50% delle azioni ma questo fece si che molti talenti giapponesi potessero far strada nella lega americana.</p>
<p>Arriviamo poi ad oggi, 19 settembre 2013 quando la notizia della sua scomparsa ci lascia li&#8230;. cosi&#8230;</p>
<div id="attachment_4963" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/shigeru_miyamoto.jpg"><img class="size-medium wp-image-4963  " alt="Haio avuto una grande fortuna che Yamauchi fosse amico di tuo padre... ma l'abbiamo avuta anche noi. Ringraziamo tutti..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/shigeru_miyamoto.jpg?w=300" width="300" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">Hai avuto una grande fortuna che Yamauchi fosse amico di tuo padre&#8230; ma l&#8217;abbiamo avuta anche noi. Ringraziamo tutti&#8230;</p></div>
<p>Personaggio sicuramente burbero, sinceramente non riesco ad immaginarmi la storia dei videogames senza di lui, senza i suoi colpi di testa senza i suoi colpi di genio. Da ogni sua azione è scaturito qualcosa che oggi tutti abbiamo o tutti abbiamo avuto. Nel bene o nel male Hiroshi Yamauchi ci ha dato &#8220;i giochi&#8221; elettronici la sua essenza ad 8 bit in questo mondo frenetico, ci ha insegnato ad inseguire sempre nuove sfide e nuovi orizzonti, ci ha insegnato a non vedere mai una fine ma sempre e solo un inizio di una nuova avventura&#8230; o un nuovo livello&#8230;</p>
<p>Ed ora ???</p>
<p>Ora sarà là insieme a Yokoi a creare un&#8217;altra diavoleria&#8230;..</p>
<p>Grazie di tutto</p>
<p>Ciao Hiroshi&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>NINJA COMBAT: COSA VUOLE VERAMENTE UN GIOCATORE ARCADE!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 08:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[iocerostaff]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa vuole veramente un giocatore Arcade? Ecco la mia risposta: Tanto divertimento, tanta azione, nessun sbattimento (trova la fottuta chiave per aprire la fottuta porta dentro un fottuto dungeon) e un bel concerto di &#8220;TickTick&#8221; (onomatopeico) nel breve tempo a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Cosa vuole veramente un giocatore Arcade? Ecco la mia risposta: Tanto divertimento, tanta azione, nessun sbattimento (trova la fottuta chiave per aprire la fottuta porta dentro un fottuto dungeon) e un bel concerto di &#8220;TickTick&#8221; (onomatopeico) nel breve tempo a disposizione per giocare massimizzando l&#8217;HIGH SCORE personale senza Continue (l&#8217;orgoglio).</p>
<p>Non me ne vogliano i puristi perché questo è il mio NEOGEOX ma il divertimento vi assicuro che è identico!</p>
<p>IO AMO QUESTO ARCADE !!! Ditemi cosa ne pensate !!!</p>
<p><a href="www.iocero.com">IoCero.com</a></p>
<p>RetroIsTheOnlyFuture!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Hard Drivin&#8217; by TENGEN Proto finalmente rilasciato per NES!</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Aug 2013 18:08:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finalmente è stato rilasciato il prototipo di Hard Drivin&#8217; sviluppato dal MITICO staff della TENGEN!! &#160; Video Link Download  RetroIsTheOnlyFuture!!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Finalmente è stato rilasciato il prototipo di Hard Drivin&#8217; sviluppato dal MITICO staff della TENGEN!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=f1MWiJ0UqNs#!">Video</a></p>
<p><a href="http://www.lostlevels.org/hard-drivin/harddrivin.zip">Link Download </a></p>
<p>RetroIsTheOnlyFuture!!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Buon ferragosto dallo staff di the Retrogames Machine</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Aug 2013 13:31:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8230;.vedi titolo&#8230; Per un giorno almeno staccatevi dai vostri retroaccrocchi e passatevi una bella giornata estiva. Un abbraccio a tutti amici! Lo staff di The Retrogames Machine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>&#8230;.vedi titolo&#8230; <img src='https://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per un giorno almeno staccatevi dai vostri retroaccrocchi e passatevi una bella giornata estiva.</p>
<p>Un abbraccio a tutti amici!</p>
<p>Lo staff di The Retrogames Machine.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>The History of video game racing@Spichedelic 8Bit Mode Story</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2013/08/06/the-history-of-video-game-racingspichedelic-8bit-mode-story/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2013 09:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[iocerostaff]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sull&#8217;argomento c&#8217;è molto da dire, ore ed ore dedicate alla descrizione dell&#8217;evoluzione tecnoludica al servizio dei racing game.Ma non ora, magari dopo. Ora dovete solo distendervi ben bene sulle vostre poltrone e godervi questo viaggio visivo e sonoro in un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Sull&#8217;argomento c&#8217;è molto da dire, ore ed ore dedicate alla descrizione dell&#8217;evoluzione tecnoludica al servizio dei racing game.Ma non ora, magari dopo.<br />
Ora dovete solo distendervi ben bene sulle vostre poltrone e godervi questo viaggio visivo e sonoro in un mondo fatto di grafica semplice e semplici suoni ma che vi riporteranno indietro/avanti al reale concetto di rappresentazione della realtà fino all&#8217;illuminazione che il concetto di simulazione perfetta è solo utopistico e dedicato solo a chi si illude che il divertimento è direttamente proporzionale ai soldi spesi per raggiungere lo scopo&#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.iocero.com/eventDetail.aspx?idEvent=20278">Vai al Video&#8211;&gt; </a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Lego Antescher</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Aug 2013 09:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Fuffa]]></category>
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		<category><![CDATA[Ant Attack]]></category>
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		<description><![CDATA[Se non sapete perché &#8216;stà cosa dovrebbe farvi impazzire, clickate qui sotto.. &#8230; e fatevi 5 minuti dietro la lavagna! &#160; P.s. Quando avete finito la punizione fatevi un minimo di cultura (per favore): Informazioni MINIME/BASILARI su Ant Attack! Pagina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><iframe src="//www.youtube.com/embed/ehj55j1Qcgw" height="315" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Se non sapete perché &#8216;stà cosa dovrebbe farvi impazzire, clickate qui sotto..</p>
<p><span id="more-4275"></span></p>
<p>&#8230; e fatevi 5 minuti dietro la lavagna! <img src='https://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_4277" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/08/antattack_cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-4277" alt="Ant Attack by Quicksilva... un capolavoro senza tempo... non potete vivere senza!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/08/antattack_cover.jpg?w=300" width="300" height="291" /></a><p class="wp-caption-text">Ant Attack by Quicksilva&#8230; un capolavoro senza tempo&#8230; non potete vivere senza!</p></div>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/nAZnXa1Eamk" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>P.s. Quando avete finito la punizione fatevi un minimo di cultura (per favore):</p>
<p><a title="Ant Attack su Wikipedia (EN)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ant_Attack" target="_blank">Informazioni MINIME/BASILARI su Ant Attack!</a></p>
<p><a title="Sandy's Ant Attack tribute page" href="http://sandywhite.co.uk/fun/ants/" target="_blank">Pagina tributo dello stesso autore del gioco, il geniale Sandy White</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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