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	<title>the Retrogames Machine &#187; Amiga informazioni</title>
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		<title>La mia Amiga “Lorraine”&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 09:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amiga è un nome storico, che conoscono intere generazioni di appassionati di informatica. Questa storia è nata nel 1982 e ancora oggi incuriosisce ed attira migliaia di appassionati in tutto il mondo, nonostante gli anni passati. La storia di Amiga [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Amiga è un nome storico, che conoscono intere generazioni di appassionati di informatica. Questa storia è nata nel 1982 e ancora oggi incuriosisce ed attira migliaia di appassionati in tutto il mondo, nonostante gli anni passati.<a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/kickstart13.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-351" title="kickstart13" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/kickstart13.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
La storia di Amiga inizia quando Jay Miner ed altri tecnici, abbandonano l’Atari per fondare l’ &#8220;Hi-Toro&#8221; a Santa Clara (USA), finanziata da tre dentisti con ben 7 milioni di dollari, convinti della forte espansione del mercato delle Console. Essi si dedicano alla produzione di una serie di accessori per l’intrattenimento, anche se la loro intenzione è decisamente un’ altra: creare la prima console a 16 bit basa sul Motorola 68000, il più potente processore dell’epoca, dotato di un’architettura mista 16/32 bit.</p>
<p><span id="more-5461"></span><br />
La società a tenne il progetto top-secret, utilizzando, per i componenti, nomi in codice, privilegiano l’uso di nomi propri specie quelli femminili. Gli ingegneri hanno, discusso molto inizialmente, sulle funzionalità di cui dotare la console, come, ad esempio, l’eventualità o meno di avere la possibilità di espansione per la memoria. Alla fine viene deciso di creare un vero e proprio microcomputer anziché una console, dotato di caratteristiche avanzate ed innovative.</p>
<div id="attachment_350" style="width: 221px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/jayminer.jpg"><img class="size-full wp-image-350" title="jayminer" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/jayminer.jpg" alt="" width="211" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">jay miner il padre di Amiga</p></div>
<p>La scelta è sicuramente influenzata da Jay Miner che ha un peso particolare all’interno del team essendo responsabile del blitter per HAM (Hod And Modify), responsabile della grafica dei primi Amiga. Con quello che poi é avvenuto è possibile dire che la scelta fu sicuramente azzeccata.<br />
Nel 1983 l&#8217;azienda Hi-Toro diventa Amiga Inc. Il perché del nome “Amiga” resta un mistero: forse la volontà di utilizzare un marchio davanti (alfabeticamente parlando) rispetto ai due grandi rivali del periodo, Atari ed Apple. Forse il motivo risiede nell’ etimologia stessa di Amiga che in spagnolo significa “Amica” , visto l’ interesse per il gentil sesso da parte dei tecnici della società con i codname dei vari chip. Qualcuno avanza l’ ipotesi che “AMIGA” sia l’acronimo di Advanced Multitasking Integrated Graphic Architecture.<br />
Tecnicamente parlando arrivano le prime informazioni su &#8220;Lorraine&#8221; (nome della moglie del presidente della Hi-Toro), codname del primo computer Amiga,  e i chip custom vengono fisicamente realizzati.</p>
<div id="attachment_353" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/primo_logo_amiga.jpg"><img class="size-full wp-image-353" title="primo_logo_amiga" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/primo_logo_amiga.jpg" alt="" width="300" height="68" /></a><p class="wp-caption-text">primo logo amiga</p></div>
<p>Tutto da definire il discorso relativo al sistema operativo, condizionato dalla complessa architettura del sistema basata sui tre chip custom di supporto al Motorola 68000: Agnus (generatore di indirizzi), Daphne, poi ribattezzato Denise (adattatore video), e Paula (audio e porte).</p>
<div id="attachment_349" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/boing.jpg"><img class="size-full wp-image-349" title="boing" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/boing.jpg" alt="" width="250" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga Boing&#8230;</p></div>
<p>Nel Gennaio del 1984, però, i fondi scrseggiano e Amiga si presenta al Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, alla ricerca di nuovi finanziatori per garantire la propria sopravvivenza. Viene mostrata al mondo Boing, la famosa prima demo su Amiga (poi diventato logo di Amiga). Si trattava di una sfera, con la superficie coperta di rettangoli bianchi e rossi, che ruotava e rimbalzava in tempo reale producendo effetti sonori in base all&#8217;attrito sulle pareti virtuali.<br />
Il pubblico del CES, compreso Steve Jobs, nonostante il sistema ancora incompleto, rimane sbalordito e impressionato dalle funzionalità multimediali mostrate.<br />
Nonostante il successo fieristico però, i problemi finanziari continuano, e il futuro della società appare tutt’altro che roseo. Amiga riesce a resiste fino all’edizione estiva del CES al quale presenta una versione completa del proprio sistema, che porta nuove risorse nelle casse dell’azienda.<br />
Le difficoltà finanziarie sono comunque insormontabili, restano ormai due possibilità: l’acquisizione da un&#8217;altra azienda, o la richiesta di un cospicuo prestito.<br />
L’ azienda decide per la prima opzione, furono contattate: Apple, Atari, Commodore, Hewlett Packard, Silicon Graphics e Sony, ma solo Atari rispose all’invito proponendo una sorta di prestito di mezzo milione di dollari in cambio dei progetti dei tre chip custom. E’ allora che, a sorpresa, Commodore irrompe sulla scena mettendo sul piatto 27 milioni di dollari, con la frase: &#8220;How about being part of our Gang?&#8221;. Frase mai confermata che nel tempo ha acquisito un fascino mistico.<br />
Ovviamente non c’è più trattativa che tenga e Amiga nel 1984 entra nella sfera Commodore, nonostante la querela di Atari per concorrenza sleale.</p>
<div id="attachment_354" style="width: 281px" class="wp-caption alignright"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/amiga_1000.jpg"><img class="size-medium wp-image-354" title="Amiga_1000" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2012/09/amiga_1000.jpg?w=271" alt="" width="271" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga 1000 il primo Amiga in commercio</p></div>
<p>Il 23 luglio 1985 nei negozi apparve l&#8217;Amiga 1000 (semplicemente Amiga), il primo computer derivato dal progetto Lorraine. Dopo l&#8217;Amiga 1000, negli anni successivi furono presentati molti modelli con varie caratteristiche, di volta in volta più evolute: dall&#8217;Amiga 500 all&#8217;Amiga 2000, dall&#8217;Amiga 600 al modello Amiga 3000, per arrivare all&#8217;Amiga 1200 e poi al top della gamma, l&#8217;Amiga 4000, prodotto sia in versione desktop che tower.</p>
<p>Fabio Peroni</p>
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		<title>Storia di Commodore Amiga: La mia Amiga “Lorraine”</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 09:42:54 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Amiga è un nome storico, che conoscono intere generazioni di appassionati di informatica. Questa storia è nata nel 1982 e ancora oggi incuriosisce ed attira migliaia di appassionati in tutto il mondo, nonostante gli anni passati.<br />
La storia di Amiga inizia quando Jay Miner ed altri tecnici, abbandonano l’Atari per fondare l’ &#8220;Hi-Toro&#8221; a Santa Clara (USA), finanziata da tre dentisti con ben 7 milioni di dollari, convinti della forte espansione del mercato delle Console. Essi si dedicano alla produzione di una serie di accessori per l’intrattenimento, anche se la loro intenzione è decisamente un’ altra: creare la prima console a 16 bit basa sul Motorola 68000, il più potente processore dell’epoca, dotato di un’architettura mista 16/32 bit.</p>
<p><span id="more-347"></span><br />
La società a tenne il progetto top-secret, utilizzando, per i componenti, nomi in codice, privilegiano l’uso di nomi propri specie quelli femminili. Gli ingegneri hanno, discusso molto inizialmente, sulle funzionalità di cui dotare la console, come, ad esempio, l’eventualità o meno di avere la possibilità di espansione per la memoria. Alla fine viene deciso di creare un vero e proprio microcomputer anziché una console, dotato di caratteristiche avanzate ed innovative.</p>
<div id="attachment_350" style="width: 221px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/jayminer.jpg"><img class="size-full wp-image-350" title="jayminer" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/jayminer.jpg" width="211" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">jay miner il padre di Amiga</p></div>
<p>La scelta è sicuramente influenzata da Jay Miner che ha un peso particolare all’interno del team essendo responsabile del blitter per HAM (Hod And Modify), responsabile della grafica dei primi Amiga. Con quello che poi é avvenuto è possibile dire che la scelta fu sicuramente azzeccata.<br />
Nel 1983 l&#8217;azienda Hi-Toro diventa Amiga Inc. Il perché del nome “Amiga” resta un mistero: forse la volontà di utilizzare un marchio davanti (alfabeticamente parlando) rispetto ai due grandi rivali del periodo, Atari ed Apple. Forse il motivo risiede nell’ etimologia stessa di Amiga che in spagnolo significa “Amica” , visto l’ interesse per il gentil sesso da parte dei tecnici della società con i codname dei vari chip. Qualcuno avanza l’ ipotesi che “AMIGA” sia l’acronimo di Advanced Multitasking Integrated Graphic Architecture.<br />
Tecnicamente parlando arrivano le prime informazioni su &#8220;Lorraine&#8221; (nome della moglie del presidente della Hi-Toro), codname del primo computer Amiga,  e i chip custom vengono fisicamente realizzati.</p>
<div id="attachment_353" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/primo_logo_amiga.jpg"><img class="size-full wp-image-353" title="primo_logo_amiga" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/primo_logo_amiga.jpg" width="300" height="68" /></a><p class="wp-caption-text">primo logo amiga</p></div>
<p>Tutto da definire il discorso relativo al sistema operativo, condizionato dalla complessa architettura del sistema basata sui tre chip custom di supporto al Motorola 68000: Agnus (generatore di indirizzi), Daphne, poi ribattezzato Denise (adattatore video), e Paula (audio e porte).</p>
<div id="attachment_349" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/boing.jpg"><img class="size-full wp-image-349" title="boing" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/boing.jpg" width="250" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga Boing&#8230;</p></div>
<p>Nel Gennaio del 1984, però, i fondi scrseggiano e Amiga si presenta al Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, alla ricerca di nuovi finanziatori per garantire la propria sopravvivenza. Viene mostrata al mondo Boing, la famosa prima demo su Amiga (poi diventato logo di Amiga). Si trattava di una sfera, con la superficie coperta di rettangoli bianchi e rossi, che ruotava e rimbalzava in tempo reale producendo effetti sonori in base all&#8217;attrito sulle pareti virtuali.<br />
Il pubblico del CES, compreso Steve Jobs, nonostante il sistema ancora incompleto, rimane sbalordito e impressionato dalle funzionalità multimediali mostrate.<br />
Nonostante il successo fieristico però, i problemi finanziari continuano, e il futuro della società appare tutt’altro che roseo. Amiga riesce a resiste fino all’edizione estiva del CES al quale presenta una versione completa del proprio sistema, che porta nuove risorse nelle casse dell’azienda.<br />
Le difficoltà finanziarie sono comunque insormontabili, restano ormai due possibilità: l’acquisizione da un&#8217;altra azienda, o la richiesta di un cospicuo prestito.<br />
L’ azienda decide per la prima opzione, furono contattate: Apple, Atari, Commodore, Hewlett Packard, Silicon Graphics e Sony, ma solo Atari rispose all’invito proponendo una sorta di prestito di mezzo milione di dollari in cambio dei progetti dei tre chip custom. E’ allora che, a sorpresa, Commodore irrompe sulla scena mettendo sul piatto 27 milioni di dollari, con la frase: &#8220;How about being part of our Gang?&#8221;. Frase mai confermata che nel tempo ha acquisito un fascino mistico.<br />
Ovviamente non c’è più trattativa che tenga e Amiga nel 1984 entra nella sfera Commodore, nonostante la querela di Atari per concorrenza sleale.</p>
<div id="attachment_354" style="width: 281px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/amiga_1000.jpg"><img class="size-medium wp-image-354" title="Amiga_1000" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/amiga_1000.jpg?w=271" width="271" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Amiga 1000 il primo Amiga in commercio</p></div>
<p>Il 23 luglio 1985 nei negozi apparve l&#8217;Amiga 1000 (semplicemente Amiga), il primo computer derivato dal progetto Lorraine. Dopo l&#8217;Amiga 1000, negli anni successivi furono presentati molti modelli con varie caratteristiche, di volta in volta più evolute: dall&#8217;Amiga 500 all&#8217;Amiga 2000, dall&#8217;Amiga 600 al modello Amiga 3000, per arrivare all&#8217;Amiga 1200 e poi al top della gamma, l&#8217;Amiga 4000, prodotto sia in versione desktop che tower.</p>
<p>Fabio Peroni</p>
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