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	<title>the Retrogames Machine &#187; Amiga</title>
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		<title>Competition Pro USB: ritorno di una leggenda</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 09:21:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gennarino Amicoggiò (già conosciuto tempo fa in altri luoghi..) ha finalmente trovato moglie…In verità non è che abbia proprio SCELTO di sposarsi, è stato portato a dire il fatidico “si” dalla sua allora fidanzata,  distratto mentre cercava di prendere disperatamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Gennarino Amicoggiò (già conosciuto tempo fa in <a title="Gennarino e il SNES" href="http://www.retrogamesmachine.com/2013/11/09/super-ufo-pro-8-giochi-snes-su-sd/" target="_blank">altri luoghi</a>..) ha finalmente trovato moglie…In verità non è che abbia proprio SCELTO di sposarsi, è stato portato a dire il fatidico “si” dalla sua allora fidanzata,  distratto mentre cercava di prendere disperatamente il  6° Smeraldo del Chaos a Sonic.</p>
<p><span id="more-8101"></span></p>
<p>La vita in casa si è subito rivelata difficile.  La moglie ha riempito di cornici d’argento e cornucopie con fiori finti  ogni tavolo/scrivania/mensola.<br />
Gennarino ha visto infrangersi in un attimo il suo sogno  di crearsi una camera con tutte le sue retro console, piena di CRT e anche con un jukebox originale anni ’70.</p>
<p>Troppo pigro per avventuarsi  in una causa di divorzio, e con Super Mario World 3 su NES  a metà  (si sa che una volta iniziato è VIETATO spegnere il nes, per non perdere i progressi, vero Mauro Corbetta?),  Gennarino decide di accettare dei compromessi.<br />
Nes, Megadrive,ok… ma…non c’è spazio per il C64!..nè per l’Amiga 500!</p>
<p>“Pazienza”, mi disse al telefono, “mi accontenterò di  un Notebook con Vice e qualche rom&#8221;.<br />
Ma era troppo triste e sconsolato senza un CRT e con i comandi da tastiera. Così  decisi di rendergli l’esperienza di gioco più fedele ai suoi ricordi.<br />
Il giorno successivo lo resi felicissimo regalandogli un fantastico Competition Pro USB!</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102218.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8104" alt="Competition PRO USB" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102218-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Competition PRO USB  (della Speed Link) è una riedizione, appunto USB, del glorioso Competition Pro 9pin uscito negli anni 80.</p>
<p>Lo stick si presenta esattamente IDENTICO in dimensioni all’originale.<br />
La leva a 2 assi agisce su 4 microswitches, restituendo un feedback identico  al suo antenato.<br />
Anche i 2 pulsanti principali di fuoco funzionano con microswitches.<br />
Appena sopra la base, poco sotto la leva, troviamo altri 2 tasti di forma triangolare, molto piccoli, che sull’originale non erano presenti.<br />
Questo nuovo Competition pro ha quindi un totale di 4 tasti indipendenti.</p>
<div id="attachment_8106" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103717.jpg"><img class="size-medium wp-image-8106" alt="Prova con WinVice, su Windows" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103717-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Prova con WinVice, su Windows</p></div>
<p>Ottimo per i giochi amiga che usano più di un tasto o per chi volesse avventurarsi con altri emulatori su cui girano giochi che usano più tasti.</p>
<div id="attachment_8105" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103942.jpg"><img class="size-medium wp-image-8105 " alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103942-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">IK+ su Vice con Competition Pro USB</p></div>
<p>Personalmente lo consiglio su emulatori di macchine come il C64, l’Amiga, l’Atari, macchine su cui questo stick funzionava realmente ai tempi.<br />
L’ho trovato abbastanza scomodo e inadatto al Mame e ad emulatori di altre console più moderne.<br />
Sul retro, troviamo un piccolo interruttore per attivare l’autofire su tutti i tasti di fuoco.</p>
<div id="attachment_8115" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102355.jpg"><img class="size-medium wp-image-8115" alt="Interruttore Auto-Fire" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102355-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Interruttore Auto-Fire</p></div>
<p>Come vedete dalla foto qui in basso, viene riconosciuto in modo assolutamente automatico da Windows, ed è facilmente configurabile con qualsiasi programma di interfaccia  Stick-Tastiera (io ho usato l&#8217;ormai famoso Xpadder).</p>
<div id="attachment_8107" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103132.jpg"><img class="size-medium wp-image-8107" alt="Configurazioni con Xpadder, su Windows" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103132-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Configurazioni con Xpadder, su Windows</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stick  si trovava a un prezzo di circa 25 euro qualche anno fa, e ho visto che ancora oggi si trova online su amazon/ebay.</p>
<div id="attachment_8108" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_104228.jpg"><img class="size-medium wp-image-8108" alt="Confronto con un originale Stick dei tempi (Logic3, copia perfetta del Competition Pro)" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_104228-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Confronto con un originale Stick dei tempi (Logic3, copia perfetta del Competition Pro)</p></div>
<p>Consapevoli di andare incontro a tutti i pregi e difetti dell’originale (ad esempio un’estrema robustezza che si scontra con una leva dura ottima per l’allenamento di bicipiti e tricipiti), lo consiglio VIVAMENTE a chi, come Gennarino, ha problemi logistici per usare ingombranti CRT e macchine reali, ma non vuole rinunciare totalmente al feeling della macchina originale, quantomeno nei comandi (pensandoci, è proprio il joystick il mezzo di interazione fisico tra noi e il gioco)</p>
<div id="attachment_8109" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102459.jpg"><img class="size-medium wp-image-8109" alt="Etichetta alla base e manuale" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102459-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Etichetta alla base e manuale</p></div>
<p>Alla prossima! Stay tuned!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Lost Patrol &#8211; Sopravvivere in Vietnam secondo Ocean</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 05:43:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giunge il 1990, una nuova decade si sta affacciando per il mondo del gaming per home computer. La Ocean noto publisher conosciuto negli anni 80 per le numerose trasposizioni cinematografiche, insieme agli sviluppatori di Shadow Development, propone sul mercato un titolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Giunge il 1990, una nuova decade si sta affacciando per il mondo del gaming per home computer. La <strong>Ocean</strong> noto publisher conosciuto negli anni 80 per le numerose trasposizioni cinematografiche, insieme agli sviluppatori di <strong>Shadow Development,</strong> propone sul mercato un titolo davvero molto interessante che sa mettere in evidenza un&#8217;innovazione ludica complessa e accattivante, e allo stesso tempo una realizzazione tecnica di altissimo livello.<br />
In un Vietnam infuocato sopravvivere è tutto. Ecco a voi il mostro sacro <strong>Lost Patrol</strong></p>
<p><span id="more-8248"></span></p>
<p>In quel periodo, in cui i computer a <strong>16 bit</strong> iniziavano la loro marcia trionfale nel mercato ludico, gli sviluppatori iniziarono a sbizzarrirsi in creazioni più laboriose e sperimentali, capaci di offrire al pubblico prodotti capaci di regalare al giocatore un&#8217;esperienza di gioco più profonda ed intrigante. E&#8217; questo il caso del glorioso <strong>Lost Patrol.  </strong>Molti giochi in precedenza affrontarono l tema della guerra in Vietnam, ma nessuno forse riuscì a regalare le emozioni del titolo <strong>Ocean, </strong>sviluppato per <strong>Amiga</strong> e<strong> Atari ST</strong>.</p>
<div id="attachment_8250" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol8.jpg"><img class=" wp-image-8250" alt="lostpatrol8" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol8-300x187.jpg" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">I piccoli FMV in bianco e nero caratterizzano a meraviglia le nostra azioni.</p></div>
<p>Il gioco è (ovviamente) ambientato durante la guerra del Vietnam, precisamente  il 7 giugno del 1965, data in cui un elicottero americano di ritorno da una pausa di R &amp; R a Saigon si blocca in remoti altopiani centrali del paese del sudest asiatico<br />
Sette soldati americani, i sopravvissuti del disastro, si trovano cosí sperduti nel cuore pericolo e dovranno affrontare mille insidie percorrendo 58 miglia di duro cammino attraverso il territorio infestato da trappole esplosive e soldati nemici.<br />
La squadra ha poco cibo e munizioni e la loro marcia per raggiungere la salvezza presso la base USA più vicina diventa un compito al limite dell&#8217;impossibile. Nei panni del sergente Charlie Weaver, abbiamo il compito di guidare i sopravvissuti verso il successo, usufruendo delle peculiarità di tutto il team.</p>
<div id="attachment_8251" style="width: 280px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol6.jpg"><img class=" wp-image-8251" alt="lostpatrol6" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/lostpatrol6-300x207.jpg" width="270" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">La modalità SNIPER è davvero utile prima di attaccare un avamposto nemico.</p></div>
<p>Il gioco si presenta come un <strong>Action/RPG</strong> dal notevole impatto visivo. Il gameplay è gestito completamente dal mouse con cui selezioneremo i personaggi e li faremo muovere sulla vastissima mappa territoriale o ne gestiremo lo status. Con la tastiera invece possiamo effettuare alcuni comandi, come intrattenere delle conversazioni o impartire ordini ai nostri commilitoni. Al lato della cartina troviamo una bussola che ci aiuterà durante gli spostamenti indicandoci le zone a rischio da evitare. Ovviamente la maggior parte di esse non sono messe in evidenza ma vanno scoperte a nostro rischio e pericolo usando tutta la nostra strategia militare.</p>
<p>Oltre alla gestione delle risorse, principalmente cure e armi nonché delle munizioni, il gioco presenta anche molte fasi d&#8217;azione in cui ci troveremo ad affrontare dei corpo a corpo e fasi da cecchino, nelle quali la nostra abilità ci aiuterà ad annientare i temibili viet cong nascosti nella vegetazione.</p>
<div id="attachment_8252" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault.jpg"><img class=" wp-image-8252" alt="hqdefault" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/hqdefault-300x225.jpg" width="270" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Suggestive e ben caratterizzate le schermate di gioco.</p></div>
<p>Il comparto visivo è senza dubbio di prim ordine e personaggi ed ambientazioni ben caratterizzati. Oltre alla mappa e ai volti della squadra, durante le nostre azioni e spostamenti noteremo scene statiche grafiche o animate di un altissimo livello, molto suggestive ed accattivanti dal lato artistico. Inoltre sono inclusi piccoli intramezzi , di pochi secondi, in di animazioni digitalizzate in <strong>FMV ( Full motion video ) </strong>bianco e nero per dare il senso del &#8220;documento storico&#8221; d&#8217;epoca. Davvero &#8220;avanti&#8221; per il periodo.<br />
Oltre ad esser una gioia per gli occhi, il gioco è anche una delizia per l&#8217;udito grazie alla struggente colonna sonora di <strong>Chris Glaister</strong> , che da sempre viene considerata una delle migliori mai realizzate per un videogame.</p>
<p>A distanza di così tanti anni, posso dire apertamente che giochi come <strong>Lost Patrol</strong> sono un esempio da manuale per l&#8217;integrazione tra innovazione nel design e implementazione di un gameplay equilibrato ed avvincente. La possibilità di fondere più generi in modo armonico e renderli fruibili a tutti. Un gioco profondo, tattico e coinvolgente come pochi, capace di rapirti fino alla sua fine anche grazie alla generazione &#8220;random&#8221; del percorso da seguire attraverso distese foreste fluviali del Vietnam.<br />
Sicuramente non fu un gioco &#8220;capito&#8221; da tutti quando uscì. Bisogna ammettere che per quanto adatto anche ad un pubblico giovane di sicuro virava verso una componente di difficoltà spesso non indifferente visto le varie riflessioni &#8220;tattiche&#8221; da effettuare per portare a termine una tappa del nostro ostico viaggio. Fatto sta che il titolo al periodo fu accolto con entusiasmo dalla critica e da coloro che seppero capirlo.<br />
Come molti titoli dell&#8217;epoca anche questoper girare necessitava almeno di 1 mega di memoria.</p>
<p>Se siete amanti del genere e siete collezionisti Amiga o Atari ST, vi consiglio vivamente di ricercarlo e farlo vostro vostro. Un titolo notevole  che saprà appassionarvi come pochi altri.</p>
<div id="attachment_8253" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/ninja-lost-patol.jpg"><img class="size-medium wp-image-8253" alt="ninja lost patol" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/ninja-lost-patol-300x247.jpg" width="300" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Eccomi con la mia copia originale della perla OCEAN.</p></div>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Barbarian &#8211; The Ultimate Warrior: Da perdere la testa</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 06:22:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi da ragazzino ha amato il genere fantasy? Personalmente credo che qui siamo in molti. Fin dagli albori questo genere fantastico conquistò migliaia di artisti in tutto il mondo, illustratori, registi, e programmatori. Mentre la tecnologia avanzava in maniera inesorabile, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Chi da ragazzino ha amato il genere fantasy? Personalmente credo che qui siamo in molti. Fin dagli albori questo genere fantastico conquistò migliaia di artisti in tutto il mondo, illustratori, registi, e programmatori. Mentre la tecnologia avanzava in maniera inesorabile, una software house nota sotto il nome di <strong>Palace Software</strong> decise di realizzare un titolo davvero unico. Per la prima volta qualcosa di inatteso, violento, e decisamente tattico apparve all&#8217;orizzonte. Sto parlando dell&#8217; unico e inimitabile<strong> &#8220;Barbarian: The ultimate warrior&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-8307"></span></p>
<p>Ideato da <strong>Steve Brown</strong> nel 1987 per Commodore 64, &#8220;Barbarian&#8221; fu un titolo veramente interessante e innovativo, ispirandosi alla mitologia e alla letteratura Fantasy, e omaggiando pellicole come &#8220;<strong>Conan &#8211; il barbaro&#8221;</strong> con il grande Arnold Schwarzenegger. Quello che ne risultò, riuscì a rendere felici migliaia di videogiocatori della vecchia scuola.</p>
<div id="attachment_8309" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian_Palace_Software_-_Gameplay.png"><img class=" wp-image-8309" alt="Barbarian_(Palace_Software)_-_Gameplay" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian_Palace_Software_-_Gameplay-300x187.png" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">La versione C64 nel suo splendore. Notare lo zampillo di sangue durante la decapitazione.</p></div>
<p>Ispirandosi volutamente alle formidabili illustrazioni del grande <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Frazetta" target="_blank">Frank Frazetta</a>, </strong>l&#8217;intento di Brown era quello di realizzare un prodotto di impatto visivo imponente, capace di far sgranare gli occhi agli appassionati del genere, e allo stesso tempo avvicinarli ad un altro genere che iniziava a spopolare nelle sale giochi: il picchiaduro.<br />
Steve Brown, armato di grandi idee, decise di farsi riprendere da una videocamera mentre effettuava mosse di attacchi con la sua spada di legno.Un  team di grafici ricalcò su dei fogli lucidi trasparenti tutti i vari fotogrammi, per poi trasferire le immagini dei lucidi nel gioco, pixel per pixel. Un lavoro a dir poco minuzioso e decisamente molto articolato, ma questo era il modo di procedere se si voleva trasmettere il realismo e la brutalità.</p>
<p>L&#8217;hype del team era elevatissimo e i primi risultati di programmazione diedero grosse soddisfazioni. &#8220;Barbarian&#8221; stava venendo su una meraviglia. Brown, decisissimo a differenziare il suo prodotto a livello commerciale, scelse di non condurre la campagna pubblicitaria basandosi su disegni e grafiche, ma bensì sul realismo fotografico. Decise quindi di ingaggiare persone vere per promuovere il suo prodotto. Vennero così chiamati due modelli: <strong>Michael van Vijk,</strong> e la meravigliosa<strong> Maria Whittaker, </strong>nelle corrispettive parti di barbaro e principessa. Ovviamente, solo il vedere la Whitakker vestita di niente sulle confezioni del gioco, fu motivo di incremento di vendita esponenziale.</p>
<div id="attachment_8310" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-8310" alt="Barbarian-1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-1-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Una splendida foto di Brown tra Van Vijk e la splendida Whittaker.</p></div>
<p>Tornando al gioco, il gameplay sul principio era piuttosto semplice, per diventare sempre più complesso nell&#8217;andare avanti. Tutto si presentava come un &#8220;beat&#8217;em up&#8221; a incontri. Il classico VS mode, 1P vs CPU, o vs 2P.<br />
Il giocatore armato di spadone a due mani doveva sconfiggere l&#8217;avversario togliendogli tutta l&#8217;energia. Oltre ai molteplici attacchi era possibile colpire il rivale con un calcione piazzato per allontanarlo. La cosa bella erano le numerose contromosse e parate che allungavano i tempi degli incontri.</p>
<div id="attachment_8311" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-Palace-1.png"><img class="size-medium wp-image-8311" alt="Barbarian-Palace-1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-Palace-1-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Ambientazioni suggestive e notevole impatto grafico nella versione per Amiga.</p></div>
<p>Se si era abili, era possibile anche terminare la partita con una sorta di super mossa che permetteva di decapitare il nostro rivale, terminando così immediatamente il round. Molto bello poi, era vedere un goblin venire a prendere la testa e il cadavere del nemico battuto e portarlo fuori dallo schermo. I fondali erano alquanto suggestivi, seppur fissi e soltanto lievemente animati in alcuni tratti. Si passava da fitti boschi a vulcani, nonché segrete. Molto belli anche i campionamenti vocali a inizio e fine incontro, che trasmettevano un senso di solennità al tutto.</p>
<div id="attachment_8313" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7.gif"><img class=" wp-image-8313" alt="barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7-300x187.gif" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Brutalità e Fantasy si respirano a prima vista. Notevole anche la versione Atari ST.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In pratica, alla sua uscita sul mercato, il pubblico poté godere di un titolo affascinante, capace di incollare il giocatore allo schermo fino al suo non semplice completamento.<br />
Seppure un po&#8217; ripetitivo in alcuni frangenti, Barbarian appariva come un affascinante e dinamico affresco fantasy, violento come pochi. Il successo di vendite su C64 fece sì che l&#8217;anno successivo venisse sviluppato anche su macchine tecnicamente superiori a 16 bit, come Commodore Amiga e AtariST, e il successo del gioco raddoppiò.<br />
Per la Palace e la Epyx (che si aggiudicò i diritti per la distribuzione del gioco in Nord America dove è conosciuto con il nome di DEATH SWORD) fu un successo tale da mettere in cantiere, nello stesso anno, il suo sequel.<br />
Che ve lo dico a fare? Questo è un gioco che ogni giocatore che si rispetti deve avere sul suo vecchio home computer. Tanto venne trasposto in tutte le salse quindi non vi sono scuse. Correte a reperirlo, o rischierete la testa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Manhattan Dealers &#8211; Violenza urbana su Home computer.</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2014 14:23:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Immaginatevi proiettati in un ghetto New Yorkese malfamato, sporco, dove la violenza e l&#8217;uso della droga sono di normale amministrazione. Solo un uomo è in grado di addentrarsi i questi luridi vicoli e riportare tutto alla normalità, ridando così un&#8217; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Immaginatevi proiettati in un ghetto New Yorkese malfamato, sporco, dove la violenza e l&#8217;uso della droga sono di normale amministrazione. Solo un uomo è in grado di addentrarsi i questi luridi vicoli e riportare tutto alla normalità, ridando così un&#8217; ordine sociale accettabile. Il suo nome? Semplicemente <strong>HARRY</strong>. E il titolo in questione è <strong>Manhattan Dealers</strong>.</p>
<p><span id="more-8027"></span></p>
<p>Siamo nel 1988, in quel periodo ero in pianta stabile sul computer <strong>16 bit</strong> di <strong>Commodore</strong>. L&#8217;<strong>Amiga</strong> si stava pian piano stabilizzando sul mercato grazie alla sua scelta variegata di titoli davvero degni di nota. Nuovi sviluppatori erano all&#8217;orizzonte, tanto che la mia attenzione cadde su un titolo alquanto particolare. Su alcune riviste di settore apparvero le prime foto di un gioco sviluppato da una nuova casa francese dal nome <strong>Silmarils</strong>. Il gioco in questione si chiamava<strong> Manhattan Dealers</strong>. Questi scatti mostravano location metropolitane dettagliatissime e personaggi cattivi degni del miglior film di <strong>Spike Lee</strong>. Un ambiente sub urbano ricreato alla perfezione. Il personaggio principale di nome <strong>Harry</strong> veniva mostrato con Jeans e giacca di pelle, pronto a farsi strada a suon di pugni e calci.</p>
<div id="attachment_8028" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/sottoscala.png"><img class=" wp-image-8028" alt="sottoscala" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/sottoscala-300x187.png" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Nel sotterraneo ci aspetta un killer armato di sega elettrica pronto a farci la pelle.</p></div>
<div id="attachment_8029" style="width: 253px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/molo.png"><img class=" wp-image-8029 " alt="molo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/molo-300x187.png" width="243" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Dal molo abbandonato ecco giungere una teppista armata di catena. Look molto 80&#8242;s.</p></div>
<p>Nei panni di questo vigilante, dovevamo riportare la tranquillità in questo inquietante luogo di perdizione e spaccio di stupefacenti. Muovendoci tra le location del quartiere, il nostro impiego era quello di eliminare tutta la gang che gestisce lo spaccio e recuperare la droga per poterla bruciare, fino allo scontro con il boss che detiene il potere. Il gioco quindi si presenta come un <strong>beat&#8217;em up</strong> a scorrimento orizzontale con la possibilità di muoverci anche in profondità raccogliendo oggetti contundenti da utilizzare. Il nostro personaggio aveva un vasto quantitativo di mosse a disposizione che facevano la differenza se usate bene contro i nostri rivali. I nemici per l&#8217;appunto oltre ad essere affascinanti come stili estetici, ( come punk, giocatori di basket e Ninja ) erano anche abili a mostrare caratteristiche di combattimento diverse. Chi usava armi come mazze o catene, o mosse di arti marziali di discreta precisione e potenza.</p>
<p>Gli ambienti erano a dir poco spettacolari con profondità tridimensionale e totale libertà di movimento. Ogni zona era realizzata in maniera minuziosa e dettagliata. Potevamo osservare davvero particolari interessanti capace di catturare la nostra attenzione. Ricordo come se fosse ieri lo stupore nel combattere vicino al molo abbandonato o nel piccolo playground. Tutto mi ricordava quel capolavoro di <strong>Double Dragon</strong>, solo che in questo gioco oltre a menare le mani avevamo anche un compito parallelo da monitorare creando così ancora più coinvolgimento.</p>
<div id="attachment_8031" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers.gif"><img class=" wp-image-8031" alt="manhattan_dealers" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers-300x187.gif" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Il playground ottimo terreno di gioco!</p></div>
<p>Diciamo che come primo titolo, la <strong>Silmarils</strong> si presentò al pubblico in maniera interessante. Però non fu tutto rosa e fiori. Purtroppo il gioco era afflitto da alcuni problemi in primis la scattosità del suo scrolling. Fortunatamente seppur fastidioso non vedere una fluidità funzionale su un gioco del genere, la giocabilità rimaneva sempre alta. Altra nota negativa era la durata, decisamente troppo corta. Se si era bravi con un oretta si arrivava ai titoli di coda a livello difficile. Per molti un passo falso che fece inorridire i puritani, per altri un tripudio di idee e innovazione sviluppate in maniera sufficente. Parlando in maniera oggettiva posso dire che <strong>Manhattan Dealers</strong> ancora oggi rimane un gioco affascinante e ricercato per gli amanti del genere. Personalmente continuo ad amarlo ancora oggi pur sapendo dei limiti tecnici ben evidenti. Altra nota stonata fu la traccia sonora che rimaneva un po troppo ripetitiva, si passava dal brano &#8220;OH SUSANNA&#8221; con un loop disarmante ed estenuante a momenti di silenzio puro, dove solo i rumori ambientali erano messi in evidenza. In quel caso si elevava un grandioso senso di realismo.</p>
<div id="attachment_8032" style="width: 250px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers_7.gif"><img class=" wp-image-8032" alt="manhattan_dealers_7" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/manhattan_dealers_7-300x187.gif" width="240" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Pronto a darle di santa ragione.</p></div>
<p>Il titolo uscì su diversi supporti per home computer sia a <strong>8 bit</strong> che <strong>16 bit</strong>, ma possiamo dire tranquillamente che quella <strong>Amiga</strong> rimane la nostra prediletta, seppur quella <strong>Atari ST</strong> si comportasse maledettamente bene. In America per motivi di distribuzione <strong>Manhattan Dealers</strong> venne ribattezzato come <strong>Operation: Clean street </strong>, nome decisamente molto più didattico ma meno trainante. Fatto sta che se si cerca un picchiaduro a scorrimento non banale per home computer con un ottima profondità, il titolo in questione rimane da reperire senza mezze misure, ma non è affatto facile purtroppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi lascio con il video di gioco!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/qtTuNhYFtxg?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Captain Blood &#8211; Un viaggio trascendentale.</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 12:19:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata Imagitec Design Ltd, inizio&#8217; a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata <strong>Imagitec Design</strong> <strong>Ltd</strong>, inizio&#8217; a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. Un prodotto di livello capace di sbalordire, spaccando l&#8217;opinione di diversi video giocatori. Stiamo parlando del geniale <strong>Captain Blood</strong>. Scopriamolo insieme.</p>
<p><span id="more-7992"></span></p>
<p>Ci troviamo a cavallo del 1986 e il 1987, il mercato dei computer a <strong>16 bit</strong> è in pieno decollo. Computer a<strong> 8 bit</strong> come <strong>C64</strong> e <strong>Spectrum</strong> ormai sono nell&#8217;ordinario con le loro numerose basi installate, ma l&#8217;idea di sviluppare un prodotto complesso era nelle menti di molteplici programmatori. Creare qualcosa di sbalorditivo per imporre qualcosa di nuovo sul mercato fu l&#8217;idea di diverse Software House e l&#8217;utilizzo di nuove piattaforme performanti la nuova base di partenza. Ed è così che i francesi di <strong>Imagitec Design Ltd</strong> iniziarono a lavorare su un progetto a dir poco esagerato quanto complesso capace di fare davvero la differenza tra i prodotti in circolazione. Nacque così <strong>Captain Blood</strong>, uno dei titoli più trascendentali del panorama videoludico mondiale.</p>
<div id="attachment_7996" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2.gif"><img class="size-medium wp-image-7996" alt="captainshot2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2-300x187.gif" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;interfaccia di localizzazione necessita di un bel po di apprendimento.</p></div>
<p>Definirlo trascendentale è davvero poco. Un titolo che riuscì a folgorare migliaia di menti. Un viaggio, un trip nel vero senso della parola. Il titolo nacque da due geni; <strong>Didier Bouchon</strong> e <strong>Phillipe Ulrich</strong> originariamente per il <strong>16 bit</strong> di <strong>Atari</strong>, il potente<strong> Atari ST</strong>, antagonista dell&#8217; <strong>Amiga</strong> di <strong>Commodore</strong> che in Francia vantava di un seguito ancora non troppo esteso rispetto agli altri paesi europei.</p>
<p>Il gioco aveva di una trama a dir poco curiosa e all&#8217;avanguardia capace di abbracciare stili diversi. E&#8217; la storia di un programmatore di video giochi chiamato <strong>Bob Morlock</strong>, in arte <strong>Captain Blood</strong>  omaggiando la vecchia pellicola del 1935 di <strong>Michael Curtiz</strong>. L&#8217;uomo rimane inaspettatamente intrappolato in una sua creazione ludica fantascientifica, e dopo un incidente con l&#8217;iperspazio il suo corpo viene clonato 30 volte disperdendosi nello spazio profondo. Purtroppo queste copie toglieranno linfa vitale all&#8217;originale. Dopo modici 800 anni Captain Blood riesce a trovare 25 dei suoi cloni, ed è proprio li che interverrà il gameplay. Ci ritroveremo quindi alla ricerca degli ultimi 5 cloni a discapito della perdita della sua natura umana. Blood, attraverso la sua Arca biologica, si troverà ad esplorare un universo immaginario chiamato <strong>Hydra</strong> visitando pianeti e incontrando forme aliene diverse traendo aiuto da esse per la riuscita della sua assurda e inquietante missione.</p>
<div id="attachment_7997" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien.png"><img class="size-medium wp-image-7997 " alt="captain-blood-alien" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Creature nemiche, sembrano provenire dal mondo di Alien.</p></div>
<p>Il gioco è situato all&#8217;interno dell&#8217; arca biologica del protagonista dove attraverso il suo braccio controlleremo i vari comandi di gestione. Possiamo esplorare l&#8217;universo di <strong>Hydra</strong> immettendo le coordinate di longitudine e latitudine cercando così nuovi pianeti da sondare. Possiamo scansionare ogni territorio in cerca di forme di vita, capaci di aiutarci nel nostro intento. Peccato che l&#8217;approccio non è sempre facile. Per comunicare con gli alieni sarà necessario utilizzare un interfaccia denominata <strong>UPCOM</strong>. Quest&#8217; ultima consiste in un set di circa 150 icone, dove ognuna di questa rappresenta un concetto; combinando tali icone è possibile esprimere concetti recepiti dagli alieni, con i quali è possibile negoziare e ottenere informazioni su nuovi pianeti (coordinate), comportamenti e caratteristiche delle varie razze aliene e soprattutto informazioni su come trovare gli ultimi <strong>cloni</strong> rimasti. Il titolo ha un tempo limite rappresentato dal invecchiamento della pelle del protagonista sul braccio ( unica parte visibile ) e dalla progressiva minor sensibilità dei controlli dell&#8217;utente, e quando viene eliminato uno dei cinque cloni <strong>Captain Blood</strong> riacquista vigore e quindi il suo tempo di vita si allunga. Ovviamente con la nostra interfaccia abbiamo anche possibilità belliche in caso di ostilità, tanto di avere anche poteri capaci di distruggere pianeti interi e corrispondenti razze aliene che lo ospitano.</p>
<div id="attachment_7999" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original.jpg"><img class="size-medium wp-image-7999" alt="original" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">e via di echo scansione della superficie.</p></div>
<p>Sicuramente <strong>Captain Blood</strong> rappresenta nel panorama videoludico qualcosa di inaspettato. Qualcosa che va ben oltre il videogioco convenzionale. Proprio per questo rimane sicuramente di difficile classificazione. Sicuramente siamo in bilico tra l&#8217;avventura grafica e un gestionale che esplora sapientemente la mente umana in un ambiente puramente sci fi. La maturità del titolo riamane elevatissima, poichè dietro vediamo un impronta alla <strong>isaac asimov</strong>, dove la fantascienza diventa quasi profetica, nonché decadente in ogni punto di vista. Il gameplay pur non essendo frenetico incuriosisce fin da subito, immergendo il videogiocatore in un turbine di emozioni. per quanto complesso e macchinoso, visto lo studio non indifferente dell&#8217;interfaccia, siamo comunque rapiti da tutto quello che si mostra sullo schermo, ma anche da quello che ascoltiamo. Pensate che a caratterizzare al meglio l&#8217;esperienza troveremo una colonna sonora sperimentale e ipnotica realizzata dal maestro <strong>Jean Michelle Jarre</strong>. Per quanto non vedremo mai il nostro protagonista saremo rapiti dall&#8217;aspetto grafico in puro stile <strong>Giger</strong>, che caratterizza il tutto in maniera magistrale, stimolando la nostra fantasia al meglio, senza tralasciare un velo di inquietudine e smarrimento durante le sessioni più lunghe, vista la sua vasta longevità.</p>
<div id="attachment_8001" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals.png"><img class="size-medium wp-image-8001" alt="84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Proviamo a comunicare con la nostra interfaccia per scoprire le intenzioni dell&#8217;alieno di turno.</p></div>
<p>La versione principale per <strong>Atari ST</strong> rimane tutt&#8217;ora il termine di paragone vantando di un&#8217; interfaccia proprietaria modificabile che venne cambiata con la versione <strong>Amiga</strong>, che di per se riamane un gradino sotto nonostante un appena superiore comparto sonoro. Nel 1988 il successo fu immediato e il titolo venne acclamato dalla critica, portando poi la stessa <strong>Infrogrames</strong> ex <strong>ERE Informatique</strong>, a produrre il gioco anche per macchine <strong>8 bit</strong>, con numerose limitazioni tenendo conto che il gioco necessitava di <strong>512k</strong> aggiuntivi per girare egregiamente su i <strong>16 bi</strong>t menzionati. In pratica <strong>Captain Blood</strong> riamane un gioco che ancora oggi fa parlare di se, un titolo che per la sua diversità e la sua genialità entra di diritto nell&#8217;olimpo dei titoli più complessi quanto sperimentali del periodo. Mi permetto di consigliarlo ai collezionisti che se lo fecero scappare a suo tempo, e per chi non l&#8217;avesse VISSUTO&#8230;beh cosa aspettate&#8230;il viaggio è appena iniziato.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Rilasciato WinUAE 2.7.0 Final Release</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Dec 2013 08:55:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 5 dicembre scorso è stato rilasciata la versione 2.7.0 Final Release del famoso emulatore WinUAE. Andiamo a scoprirne insieme le nuove caratteristiche&#8230; – emulazione di schede grafiche basate su chip Cirrus Logic SVGA – uso delle schede grafiche su [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il 5 dicembre scorso è stato rilasciata la versione 2.7.0 Final Release del famoso emulatore WinUAE.</p>
<p>Andiamo a scoprirne insieme le nuove caratteristiche&#8230;</p>
<p><span id="more-6691"></span></p>
<p>– emulazione di schede grafiche basate su chip Cirrus Logic SVGA<br />
– uso delle schede grafiche su sistemi emulati Amix, Linux, NetBSD e altri<br />
– uso nativo di software CyberGraphX, Picasso96 e di EGS RTG emulato<br />
– emulazione delle seguenti schede: Picasso II, Picasso II+, Picasso IV (necessita di immagine ROM), Piccolo, Piccolo SD64 and EGS-28/24 Spectrum.<br />
– modo testo emulato (Linux/NetBSD etc.. supporto per la console di testo)<br />
– basato su emulazione QEMU Cirrus Logic<br />
– emulazione lettore nastri SCSI<br />
– è ora possibile installare Amix senza bisogno di &#8220;hacks&#8221;<br />
– supporto per lettura e scrittura<br />
– funziona con la maggior parte del software di backup che supporti i nastri<br />
– emulazione NAT per SLIRP<br />
– emulazione A2065 and uaenet.device emulation senza bisogno di driver aggiuntivi lato-host<br />
– riscrtitta l&#8217;emulazione 68020 cycle-exact per meglio replicare l&#8217;hardware reale, accuratezza migliorata, mode emulation rewritten to better match real hardware, accuracy improved, altri miglioramenti previsti per le future versioni<br />
– aggiunto alla GUI un pulsante che apre una piccola finestra di informazioni sull&#8217;immagine del disco<br />
– aggiunti alla GUI pulsanti per l&#8217;apertura di Log file e Error log<br />
– nuovo installer basato su WiX</p>
<p>&#8230;e altro!</p>
<p>Sito ufficiale: <a href="http://www.winuae.net/" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://www.winuae.net/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Brusaporto Retrocomputing 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 19:29:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica 20-10-2013 si è svolta la 7° edizione della mitica manifestazione &#8220;Brusaporto Retrocomputing&#8221;. Questo vuol essere un omaggio doveroso ad una manifestazione italiana dedicata al modo retroinformatico in tutte le sue sfaccettature ed un doveroso ringraziamento all&#8217; impeccabile organizzazione dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Domenica 20-10-2013 si è svolta la 7° edizione della mitica manifestazione &#8220;Brusaporto Retrocomputing&#8221;.</p>
<p>Questo vuol essere un omaggio doveroso ad una manifestazione italiana dedicata al modo retroinformatico in tutte le sue sfaccettature ed un doveroso ringraziamento all&#8217; impeccabile organizzazione dei fantastici Giuseppe Frigerio e Daniele Lena ed un abbraccio a tutti i partecipanti della manifestazione sia come espositori che come visitatori.</p>
<p>Un arrivederci all&#8217; edizione 2014&#8230;</p>
<p>Fabio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/y4mKenvnirs" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Amiga &#8211; Installazione Classic Workbench su macchina reale</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2013 07:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, amici di The Retrogames Machine e benvenuti nuovamente ai nostri video. Oggi parliamo di Amiga e per la precisione di come installare il Classic Workbech su una Amiga reale. Prima di tutto, ovviamente, diciamo cos&#8217;è il CWB. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Ciao a tutti, amici di The Retrogames Machine e benvenuti nuovamente ai nostri video.</p>
<p>Oggi parliamo di Amiga e per la precisione di come installare il Classic Workbech su una Amiga reale.</p>
<p>Prima di tutto, ovviamente, diciamo cos&#8217;è il CWB.</p>
<p>Ebbene il CWB non è altro che una distribuzione del Workbench &#8220;classico&#8221; appunto (ove per classico si intende PRECEDENTE alla release 3.9 di AmigaOS) opportunamente corredato di una serie di programmi ed utilità che renderanno il vostro Amiga dotato di quanto necessario per un utilizzo quanto più completo possibile.</p>
<p>Una volta installato sulla vostra macchina avrete a disposizione una consistente collezione di programmi per tutti i gusti e necessità.</p>
<p>Utility per la gestione dei dischi (come Directory Opus), programmi di grafica (Personal Paint) tracker per i mod, il WHD load e tanti altri uniti a &#8220;add-on&#8221; per migliorare l&#8217;esperienza utente nell&#8217;uso del WB (nuovi menu e funzionalità di quello che oggi definiremmo &#8220;desktop&#8221;).</p>
<p>Ma andiamo a presentare il nostro video e a spiegare nel dettaglio la procedura di installazione.</p>
<p><span id="more-4041"></span></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/HdpAl3zevyE" height="315" width="400" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>In questo video, che potete trovare sul <a title="Canale YouTube di the Retrogames Machine" href="http://www.youtube.com/user/retrogamesmachine" target="_blank">Canale YouTube di RGM</a>,  mostriamo nel dettaglio le operazioni da compiere per, appunto, installare il Classic Workbench su un Amiga 1200 reale.</p>
<p>Forse qualcuno di voi ad un primo sguardo rimarrà impressionato e scoraggiato dalla lunghezza del video (UN&#8217; ORA E MEZZA!!!), ma tranquilli&#8230; è tagliato!! <img src='https://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Purtroppo la procedura di installazione, soprattutto per quanto concerne la mera copia dei files è molto lunga (anche e soprattutto tenendo presente l&#8217;architettura Amiga dell&#8217;epoca sicuramente non veloce come le macchine che usiamo oggi), e comprendiamo che &#8220;ciucciarsi&#8221; 90 minuti abbondanti di video può essere sfiancante ma il il filmanto è (crediamo) dettagliatissimo e non lascia (quasi) nulla al caso.<br />
A parte concetti basilari di Amiga (come ad esempio installare semplicemente il WB su hard disk o i driver PCMCIA) quasi nulla viene dato per scontato, anzi&#8230; i concetti vengono trattati in maniera estremamente semplice e non tecnica in modo che anche i meno pratici con Amiga potranno setirsi a proprio agio (o almeno questo è l&#8217;idea di base).<br />
Ci auguriamo quindi che apprezzerete il nostro sforzo e soprattutto il prodotto finale che vi orffiamo a corredo di quest&#8217;articolo.</p>
<p><span style="font-size: 15px; font-style: inherit; line-height: 1.625;">Prima di tutto precisiamo che per poter effettuare l&#8217;installazione avremo bisogno dell&#8217;emulatore Amiga WinUAE in quanto il CWB viene distribuito sotto forma di file HDF che andrà montato sotto WinUAE come fosse un hard disk di un sistema Amiga per poter poi essere &#8220;esportato&#8221; su un supporto fisico così da essere finalmente collegato su un Amiga.</span></p>
<p>Esistono essenzialmente due procedure per fare ciò (più varie &#8220;variazioni sul tema&#8221; più o meno fantasiose sviluppate personalmente da ogni utente per le sue particolari necessità).<br />
Una prevede l&#8217;estrazione dell&#8217;hard disk interno di Amiga, il suo collegamento al PC e il &#8220;mount&#8221; in WinUAE per procedere finalmente a trasferire i file dell&#8217;HDF direttamente nell&#8217;HD in file system Amiga.</p>
<p>La seconda è estremamente più laboriosa e lunga ma MOLTO MENO INVASIVA e soprattutto alla portata di tutti, in special modo di coloro i quali non hanno voglia (per la ragione che sia) di cimentarsi con il cacciavite a smontare il proprio Amiga.</p>
<p>Per questo motivo focalizzeremo la nostra attenzione nel dettagliare questo SECONDO metodo di installazione.</p>
<p>Possiamo essenzialmente dividere la procedura di installazione in due parti ben distinte più una parte preventiva di preparazione.</p>
<p>La parte di preparazione consiste nel ottenere i file del CWB da internet e approntare tutto il materiale ed i supporti necessari alle operazioni.</p>
<p>Successivamente opereremo tramite PC per ottenere i file che andremo a trasfereire su Amiga.</p>
<p>In ultimo caricheremo i dati necessari sulla nostra macchina e procederemo all&#8217;installazione degli stessi.</p>
<p>Prima di iniziare andiamo ad elencare tutto ciò di cui avremo bisogno per la buona riuscita delle operazioni di installazione per assicurarci di avere tutto l&#8217;occorrente prima di metterci all&#8217;opera e renderci conto solo all&#8217;ultimo momento (o peggio NEL BEL MEZZO delle cose) di non poter proseguire per non aver a disposizione qualcosa di fondamentale.</p>
<p>- Un Amiga con KS 2.0 o superiore e chipset grafico ECS o superiore con almeno 2 mb di RAM (quindi A500+ o successivo)</p>
<p>- un hard disk diviso in due partizioni dove installare il CWB e i file di supporto (va benissimo un CF collegata al canale IDE dell&#8217;Amiga tramite adattatore ad hoc)</p>
<p>- lettore di CF PCMCIA e relativa scheda Compact Flash</p>
<p>- driver per il lettore PCMCIA</p>
<p>- TransADF (applicazione similare) per il trasferimento su disco fisico di un file .adf</p>
<p>- il pacchetto del CWB</p>
<p>- i dischetti del Workbench</p>
<p>- emulatore WinUAE</p>
<p>- .adf del Workbench</p>
<p><strong>¡¡¡IMPORTANTE!!!</strong></p>
<p><strong>Per far funzionare il WinUAE e per portare a termine la procedura di installazione del Classic WB sono necessari le immagini del KICKSTART e gli .adf del WORKBENCH.</strong></p>
<p><strong>Sono file facilmente reperibili in internet ma ricordiamo che sia i Kickstart che il Workbench sono tutt&#8217;ora SOTTO COPYRIGHT e pertanto non siete legittimati ad usarli. Teoricamente dovreste usare i dump del VOSTRO Kickstart e dei VOSTRI dischi Workbench.</strong></p>
<p>Detto questo acciamo notare che ancorché non indispensabile è ESTREMAMENTE CONSIGIABILE che la macchina sia dotata di supporto per PCMCIA in modo da facilitare lo scambio di files con il PC senza dover ricorrere alla creazione di &#8220;sterminate&#8221; serie di dischetti. Di fatto, quindi, NON SI CONSIGLIA l&#8217;A500+ come macchina su cui installare il CWB ancorché ciò sia effettivamente possibile.</p>
<p>Sottolineiamo che tale particolare procedura necessaria esclusivamente per tale macchina NON sarà affrontata in questo &#8220;tutorial&#8221;.</p>
<p>Per questo tutorial la macchina che utilizzeremo sarà un Amiga1200 KS 3.1 con espansione di memoria MBX che aggiunge 4 Mb di fast ram e coprocessore 68881, drive esterno, CF-HardDisk interno da 1 Gb in due partizioni da 512 Mb ognuna, lettore schede CF su PCMCIA e scheda CF Transcend da 4 Gb e Workbench 3.1.</p>
<p>Una nota riguardo alla memoria e alle partizioni.</p>
<p>In un sistema Amiga &#8220;base&#8221; se si installano più di 4 Mb di fast RAM il sistema la indirizza utilizzando gli address della PCMCIA che quindi risulta inservibile (per questo ho downgradado la mia espansione da 8 a 4 Mb).</p>
<p>Per quanto riguarda le partizioni queste non possono essere più di 2 Giga ognuna per una somma TOTALE di massimo 8 Gb.</p>
<p>Tutti questi limiti sono bypassbili con metodi e procedure NON oggetto di questo tutorial.</p>
<p>andiamo quindi a vedere dove è possibile ottenere tale pacchetto e la procedura da seguire per l&#8217;installazione.</p>
<p>Dirigiamoci a questo indirizzo web http://classicwb.abime.net/ e per prima cosa scarichiamo la versione del Classic WB che ci interessa.</p>
<p>Clickando su ognuna delle versioni presenti nella pagina vengono indicati i requisiti minimi necessari che dovrà avere la macchina su cui abbiamo intenzione di installare il CWB.</p>
<p>In questa pagina http://classicwb.abime.net/classicweb/requirements.htm troverete dettagli approfonditi sulla configurazione minima richiesta per ogni versione di CWB.</p>
<p>Considerate le caratteristiche della macchina che andremo ad utilizzare, per la nostra prova scaricheremo la versione FULL.</p>
<p>Una volta scaricato ed estratto il pacchetto ci troveremo con i seguenti files:</p>
<p>Instructions (cartella contenente un readme)</p>
<p>ClassicWB.uae (file di configurazione per l&#8217;emulatore UAE)</p>
<p>System.hdf (un file hard disk “virtuale” da usare con UAE)</p>
<p>Real_Amiga_Install-zip (contenente un file .adf che dovremo convertire a disco reale)</p>
<p>Quello che dovremo fare ora è avviare l&#8217;emulatore WinUAE, caricare il file di configurazione che abbiamo trovato nel pacchetto scaricato, montare il file System.hdf, come hard disk del nostro sistema emulato e avviare l&#8217;emulazione utilizzando un Kickstart 3.0 o 3.1 per Amiga1200.</p>
<p>Il sistema caricherà dal file HDF la procedura di installazione del disco virtuale del Classic Workench e a questo scopo nel corso della procedura richiederà “l&#8217;inserimento “dei dump .adf dei dischi del Workbench. Se utilizzerrete il WB 3.1 l&#8217;installer vi chiederá se vorrete aggiornare il CWB alla versione 3.1.</p>
<p>Dopo aver caricato i vari dischetti del WB passerete attraverso una procedura di installazione e configurazione di varie caratteristiche dell&#8217;ambiente di lavoro.</p>
<p>Portata a termine questa procedura il vostro CWB è pronto ed installato.</p>
<p>Adesso non dovremo far altro che creare un file .zip del sistema ovvero dell&#8217;intero contenuto del nostro drive DH0 ed esportarlo al nostro sistema “reale” Windows in modo da poterlo trasferire su una scheda compact flash e trasferirlo sul nostro Amiga.</p>
<p>Per far questo dovremo utilizzare una funzionalità del WinUAE che troveremo sotto la sezione Hard Disk e precisamente la funzione “Add Drive or Drectory” che permetterà di montare un directory del nostro sistema Windows nell&#8217;emulatore come fosse un disco Amiga e utilizzarla quindi come “ponte” per trasferire file tra l&#8217;Amiga emulato e il PC.</p>
<p>Nelle opzioni di questa funzionalità indichiamo “PC” come Device Name, come Label inserite quello che volete e infine selezionate la cartella che volete usare come “ponte”. Potete anceh utilizzare direttamente la scheda CF se collegata al sistema.</p>
<p>Avviato l&#8217;emulatore troveremo l&#8217;icona che indica la nostra cartella Windows correttamente vista come disco Amiga.</p>
<p>Apriamo a questo punto Directory Opus, selezioniamo PC: nella destra della finestra e DH0: nella parte sinistra, premiamo il pulsante ALL, assicuriamoci che si selezionino tutti i file della colonna sinisrta (corrispondenti all&#8217;intero contenuto di DH0:) e premiamo il pulsante ZIP.<br />
Inseriamo come nome del file .zip che andremo a creare “System” e attendiamo che si crei il file compresso con tutti i file di DH0:</p>
<p>A questo punto abbiamo finito con l&#8217;emulatore.</p>
<p>Se non abbiamo usato la scheda CF come “ponte” carichiamoci sopra il nostro file System.zip.</p>
<p>Ora inserendo la CF nel lettore PCMCIA e collegandolo all&#8217;Amiga potremo trasoprtare il System.zip nel nostro computer.</p>
<p>Una precisazione.</p>
<p>Ricordate che perché il vostro Amiga riconosca il lettore di schede PCMCIA il vostro sistema dovrà essere precedentemente e opportunamente installato su disco rigido e provvisto dei drivers PCMCIA. Ricordate che non è possibile installare i drivers su un sistema funzionante a dischetti.</p>
<p>Il nostro scopo è fondamentalmente trasportare il file System.zip su DH0: e successivamente (o precedentemente) cancellare tutti i file su DH0: salvo, ovviamente, il nostro System.zip che dovrà rimanere L&#8217;UNICO FILE presente sul disco fisso.</p>
<p>Ci sono vari sistemi per ottenere questo risultato tutti più o meno validi secondo la vostra configurazione e le vostre esigenze o preferenze.</p>
<p>Nel video a corredo di questo articolo illustriamo uno dei tanti metodi ma, come detto, non l&#8217;unico. Non sindacheremo sulle vostre scelte l&#8217;importante è che alla fine otteniate il risultato voluto ovvero che sul vostro DH0 non siano presenti altri file se non il System.zip.</p>
<p>Attenzione!!! Per evitare problemi di corruzione del file System.zip da Compact Flash a DH0: verificate tramite gli HDTools del WB che il valore Max Transfer delle partizioni del vostro HD interno sia  0x1FE00 (soprattutto nel caso che usiate una scheda di memoria acnhe come HD interno) .<br />
Nel video troverete indicazioni dettagliate su come verificare e, nel caso, modificare questo valore.</p>
<p>Ok, siamo quasi alla fine.</p>
<p>Riavviamo il sistema utilizzando il dischetto “fisico” PRECEDENTEMENTE OTTENUTO a partire dal file .adf Real_Amiga_Install presente nel pacchetto del CWB (l&#8217;avete creato il disco reale prima di cancellare tutto il sistema vero?).</p>
<p>A questo punto lo script di installazione cercherà su DH0: il file System.zip ed inizierà a scompattarlo nel vostro hard disk.</p>
<p>Armatevi di santa (SANTISSIMA) pazienza dato che la procedura è moooooooooooooooooolto lunga.</p>
<p>Alla fine finalmente potrete godere del CWB sul vostro Amiga perfettamente funzionante e configurato.<br />
A questo punto non dimenticate di reinstallare i driver per le periferiche che possedete (sicuramente per la porta PCMCIA) e gustatevi tutte le nuove interessanti caratteristiche che vi offrirà il vostro sistema.</p>
<p>Spero davvero che questo articolo possa esservi stato utile e personalmente vi invito davvero a imbarcarvi in questa procedura di installazione per quanto lunga e noiosa possa essere, perché vi garantisco che al termine la vostra “Amiga Experience” ne risulterà enormemente migliorata.</p>
<p>P.S. voglio pubblicamente ringraziare Fabio &#8220;Biofaz&#8221; Peroni per avermi fatto conoscere il Classic Workbench e aiutato in molte questioni &#8220;Amiga related&#8221; e Daniele Rippa che attraverso il nostro gruppo FB <a title="Amiga User Italia" href="https://www.facebook.com/groups/AmigaUserItalia/" target="_blank">Amiga User Italia</a> mi ha risolto il problema relativo al valore Max Transfer. Grazie ragazzi senza di voi non ce l&#8217;avrei fatta!!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Buon compleanno Amiga</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 08:17:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 23 luglio 1985 fu una data che cambiò per sempre il mondo dell&#8217;informatica. Fu il giorno in cui avvenne una &#8220;rivoluzione silenziosa&#8221; che cambiò il modo in cui il computer si inseriva nella vita della gente comune. Il 23 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il 23 luglio 1985 fu una data che cambiò per sempre il mondo dell&#8217;informatica.</p>
<p>Fu il giorno in cui avvenne una &#8220;rivoluzione silenziosa&#8221; che cambiò il modo in cui il computer si inseriva nella vita della gente comune.</p>
<p>Il 23 luglio 1985 fu il giorno in cui nacque AMIGA!</p>
<p><span id="more-3361"></span></p>
<p>L&#8217;arrivo di Amiga sul mercato cambiò tutto.</p>
<p>Fino ad allora il panorama informatico er diviso in maniera netta in sistemi casalinghi, che spesso a parte la capacità di svolgere semplici gestioni dati e l&#8217;importantissima funzione di alfabetizzazione informatica per le masse, erano poco poco più che avanzatissimi (e pur rivoluzionari) giocattoli, e sistemi professionali che permettevano di svolgere compiti ben più gravosi ma che erano inarrivabili per le possibilità delle masse. E anche qui i sistemi di alta gamma erano specializzati in alcuni compiti specifici.</p>
<div id="attachment_3363" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/a1000.jpg"><img class="size-medium wp-image-3363" alt="Il primo modello di Amiga, oggi conosciuto come Amiga 1000 " src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/a1000.jpg?w=300" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo modello di Amiga, oggi conosciuto come Amiga 1000</p></div>
<p>Amiga, con la sua tecnologia innovativa, permise l&#8217;accesso a possibilità nuove e incredibili a una quantità di utenti fino ad allora impensabile. Una vera &#8220;seconda rivoluzione informatica&#8221; che dimostrava per la prima volta alle masse quello che sarebbe diventato il computer nella società del domani: non un mero archiviatore di informazioni, bensi uno strumento capace di liberare e ampliare la creatività e l&#8217;inventiva delle persone rendendo semplici operazioni ritenute complesse ed esclusive di sistemi costosi ed inaccessibili.</p>
<p><span style="font-style: inherit; line-height: 1.625;">Tutta una nuova generazione di nuovi artisti, produttori, programmatori, musicisti sono &#8220;nati&#8221; su Amiga.</span></p>
<p>L&#8217;embrione della multimedialità era stato gettato e il mondo non sarebbe più stato lo stesso.</p>
<div id="attachment_3364" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/jay-miner-amiga.jpg"><img class=" wp-image-3364 " alt="Il grandissimo Jay Miner con la sua creatura" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/jay-miner-amiga.jpg?w=300" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Il grandissimo Jay Miner con la sua creatura</p></div>
<p>Oggi noi di the Retrogames Machine vogliamo ricordare la nascita di questa macchina meravigliosa, celebrandone il 28esimo compleanno, senza dimenticare ovviamente il suo &#8220;papà&#8221;, il compianto Jay Miner che ha sempre avuto e inseguito con costanza un sogno, una visione fino a quando non li portò a compimento.</p>
<p>Grazie Jay e buon compleanno Amiga, anche grazie a voi il mondo dell&#8217;informatica è quello che oggi viviamo.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>SHARP X68000</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2013/07/15/sharp-x68000/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 15:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[misterdvg1975]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo Sharp X68000 è stato un home computer prodotto dalla Sharp nel 1987. Uscito nell&#8217;era dei 16-bit (categoria a cui appartiene). É il primo di una grande famiglia, è il successore della famiglia ”Sharp X1”. Ha uno schermo quadrato unico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Lo <em><strong>Sharp X68000</strong></em> è stato un home computer prodotto dalla <em><strong>Sharp</strong></em> nel 1987.</p>
<p>Uscito nell&#8217;era dei 16-bit (categoria a cui appartiene).</p>
<p>É il primo di una grande famiglia, è il successore della famiglia ”<em>Sharp X1</em>”. Ha uno schermo quadrato unico nel suo genere, in un case che è stato creato in due tipi di colorazioni diverse, il grigio e il nero.</p>
<p>Il cuore pulsante di questa splendida macchina è il <em><strong>MC68000</strong></em> (della <em><strong>Motorola</strong></em>), invece di usare i soliti Zilog Z-80 o altro, si pensò subito al top. Questo computer (come tutta la relativa famiglia) aveva delle caratteristiche tecniche davvero impressionanti, soprattutto rapportata l&#8217;epoca in cui uscì (era il 1987), ed era molto più potente degli altri computer di quel periodo, che funzionavano con il Motorola 68000 (<em><strong>Atari ST</strong></em> e <em><strong>Amiga 500</strong></em>).</p>
<p><span id="more-3048"></span></p>
<p>Più colori, hardware nella gestione del fissaggio dello scrolling, degli sprites, della prospettiva e tante operazioni in contemporanea senza appesantire per niente tutto il sistema, una vera potenza silicea.</p>
<p>Sfortunatamente non uscì mai al di fuori del Giappone, dove è tuttora (ancora oggi) molto popolare. Un vero peccato! Siamo sicuri che avrebbe avuto altrettanto successo.</p>
<p><em><strong>I GIOCHI:</strong></em></p>
<p>Una gamma di giochi molto ampia è stata prodotta per la serie X680x0 e le conversioni di alcuni giochi arcade sono state tra le migliori mai prodotte (grazie anche all&#8217;effettiva sapienza dei programmatori nipponici nello sfruttare appieno le specifiche tecniche dello Sharp).</p>
<p>Più del 90% della produzione di software videoludico era praticamente <em><strong>arcade-perfect</strong></em>, ed è impressionante collocando la macchina in un&#8217;epoca temporale quale il 1987, dove ancora regnava il commodore 64, i primi modelli di computer a 16-bit e qualche PC ad uno stadio pressochè embrionale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/13467_138102196215717_2291165_n.jpg"><img class="size-full wp-image aligncenter" id="i-3055" style="border: 2px solid black;" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/13467_138102196215717_2291165_n.jpg?w=374" width="384" height="499" /></a></p>
<p><em><strong>SPECIFICHE TECNICHE:</strong></em></p>
<p>Funziona sotto ”<em><strong>Human 68k</strong></em>”, un sistema operativo che ricorda molto da vicino l&#8217; <em><strong>MS-DOS</strong></em> e il <em><strong>CP/M 68</strong></em> e usa un&#8217;interfaccia grafica chiamata VS.</p>
<p>Particolare degno di nota è che lo sviluppo su questa macchina fino a poco tempo fà era ancora attivo, molti sistemi operativi sono stati portati sull&#8217; X68000, i più famosi sono Minix e Unix-net BSD e tutti i tools di GNU e molti progetti sono sotto sviluppo: XNeptune (una scheda Ethernet) e Ko-Windows (un programma per gestire l&#8217;ambiente grafico).</p>
<p><em><strong>SCHEDA DELLO &#8220;SHARP X68000&#8243;:</strong></em></p>
<p><strong>Nome:</strong> X68000<br />
<strong>Produttore:</strong> Sharp<br />
<strong>Tipo:</strong> Home Computer<br />
<strong>Origine:</strong> Giappone<br />
<strong>Anno:</strong> 1987<br />
<strong>Tipo Tastiera:</strong> Full-stroke keyboard<br />
<strong>CPU:</strong> Motorola MC68000<br />
<strong>Velocità:</strong> 10 MHz<br />
<strong>RAM:</strong> 1 MB (può arrivare fino a 12 MB)<br />
<strong>VRAM:</strong> 512 KB grafica + 512 KB testo<br />
<strong>ROM:</strong> 1 MB<br />
<strong>Modalità Grafiche:</strong> 256 x 240 / 256 x 256 / 512 x 240 / 512 x 256 / 512 x 512 / 640 x 480 / 768 x 512 / 1024 x 1024 / 128 sprites (16 x 16 punti)<br />
<strong>Colori:</strong> 65535 (16 colori in 1024 x 1024 a 65K in 512 x 512)<br />
<strong>Suono:</strong> Suono FM (Yamaha 2151 : 2 canali / 8 ottave stereo) + PCM (OKI MSM6258V : 4 bit mono)<br />
<strong>Porte I/O:</strong> Joystick(2), Audio IN / OUT, Stereo scope, TV Control NTSC Video Image I/O, Espansioni (2 slots), FDD, SASI, RS232 esterni<br />
<strong>Supporti (MEDIA):</strong> 2 x 5.25&#8221; disk-drive<br />
<strong>Sistema Operativo:</strong> Human 68K 1.0 + VS<br />
<strong>Note Negative:</strong> L&#8217;unità di alimentazione incorporata.</p>
<p>______________________________</p>
<p><em><strong>FONTI: DVG &#8211; IL DIZIONARIO DEI VIDEOGIOCHI -</strong></em> <a href="http://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=sharp_x68000">http://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=sharp_x68000</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/index.jpg"><img class="size-full wp-image aligncenter" id="i-3058" style="border: 2px solid black;" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/index.jpg?w=472" width="482" height="326" /></a></p>
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