<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>the Retrogames Machine &#187; Atari 2600</title>
	<atom:link href="https://www.retrogamesmachine.com/tag/atari-2600-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.retrogamesmachine.com</link>
	<description>the Future was Now</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Feb 2023 19:44:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.7.1.1</generator>
	<item>
		<title>La potenza è nulla senza &#8220;controller&#8221;</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2015/02/18/potenza-nulla-senza-controllers/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2015/02/18/potenza-nulla-senza-controllers/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 08:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Fuffa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[atari]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[atari 7800]]></category>
		<category><![CDATA[atari jaguar]]></category>
		<category><![CDATA[atarii 5200]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore]]></category>
		<category><![CDATA[console]]></category>
		<category><![CDATA[controller]]></category>
		<category><![CDATA[nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[nintendo gamecube]]></category>
		<category><![CDATA[nintendo nes]]></category>
		<category><![CDATA[nintendo supernes]]></category>
		<category><![CDATA[philips]]></category>
		<category><![CDATA[sega]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Sony Playstation]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrogamesmachine.com/?p=8117</guid>
		<description><![CDATA[Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e ognuna delle &#8220;ERE&#8221; in cui essa viene suddivisa presenta diversi oggetti, facenti parte di diverse categorie, che vengono osannati per il loro aver saputo essere innovativi od oggettivamente migliori, e altri che vengono vilipesi pesantemente per la loro infamia o inutilità. Oggi vogliamo offrirvi una panoramica sui controllers che hanno segnato la storia dei videogiochi, nel bene e nel male, e che si sono convertiti in icone dei loro tempi. <span id="more-8117"></span></p>
<p>Il controller è forse il segno più distintivo di una console, quello che la rappresenta nel corso di tutta la sua esistenza e con cui verrà identificata in futuro. Anche oggi come allora una console può cambiare anche radicalmente il suo aspetto estetico, il suo design, aggiungere o rimuovere caratteristiche più o meno di rilievo, ma raramente verrà modificato il controller che vi era originariamente associato. Pensiamo solo alle innumerevoli varianti che ha subito il design dell&#8217;Atari VCS. Una console storica, simbolo dei videogiochi, divenuta un&#8217;icona immediatamente identificabile con il concetto stesso di videogame, non tanto per se stessa ma per quello che è il suo joystick. Ma anche oggi, se consideriamo la Wii, la Xbox360 e la PS3, il simbolo, la vera identità di una macchina è il suo controller. È logico. Il controller è in realtà l&#8217;unico mezzo che fisicamente mette in comunicazione (&#8220;interfaccia&#8221; si sarebbe detto correttamente a quel tempo, ma con una superficialità forse involontaria) l&#8217;essere umano con la macchina. È quell&#8217;estensione che più di altre ce la fa identificare sensorialmente. Il disegno, l&#8217;ideazione o realizzazione di un controller possono essere la discriminante tra il successo o il fallimento di una macchina. Anche in questo campo cosí peculiare la storia dei videogiochi offre vincitori e vinti che in questo caso non sempre coincidono con il dominatore di una generazione. Andiamo quindi a scoprire il TOP e il FLOP delle varie ere video ludiche nel mondo dei controllers.</p>
<h3>1ª generazione</h3>
<p>TOP: <strong>Paddle<br />
</strong>Qui non c&#8217;è molto da scegliere. A quel tempo il controller analogico era praticamente l&#8217;unico sistema di HUMAN INTERFACE disponibile. Ed era anche logico che lo fosse vista la tecnologia che veniva implementata a quell&#8217;epoca. A conti fatti svolgeva ottimamente il suo compito dovendo controllare solo una serie di cloni di Pong, e quindi era difficile che se ne trovasse uno scomodo o che funzionasse male&#8230; Ma qualcuno ci riuscì! FLOP: <strong>Nessuno</strong></p>
<h3>2ª generazione</h3>
<div id="attachment_9082" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS.jpg"><img class="size-medium wp-image-9082" alt="VCS" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari VCS 2600</p></div>
<p>TOP: <strong>Joystick Atari VCS 2600<br />
</strong>Non credo ci sia bisogno di troppi giri di parole per presentare il mitico joystick dell&#8217;Atari VCS. Nella sua essenzialità si rivelò un controller che sfiorava la perfezione, e che a distanza di anni (o meglio di decenni) è ancora tra i preferiti di moltissimi videogiocatori che ne apprezzano la grande precisione ed ergonomia. Certo, con il senno di poi, non è esente da difetti come ad esempio disporre di un solo tasto di fuoco e l&#8217;essere decisamente &#8220;unfriendly&#8221; nei confronti dei mancini, ma se è stato capace di elevarsi ad icona non solo della sua generazione ma praticamente della stessa idea di videogioco, chi siamo noi per affermare il contrario?</p>
<div id="attachment_9067" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" alt="5200" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 5200</p></div>
<p>FLOP: <strong>Joystick Atari 5200<br />
</strong>Non è un segreto che nella prima metà degli anni &#8217;80 &#8220;<em>Videogame faceva rima con Atari</em>&#8221; (vabbé, non letteralmente, però dai, ci siamo capiti). La ditta di Sunnyvale aveva praticamente monopolizzato l&#8217;opinione pubblica per quanto riguardasse il divertimento elettronico, e questo tanto nel bene quanto nel male. Non è un caso che Atari venga citata come la pioniera delle vette più alte che l&#8217;industria ludica raggiunse al tempo ma anche come fonte delle disgrazie che la afflissero, e una prova la abbiamo anche coi controllers di questa generazione i cui top e flop sono, anch&#8217;essi, appannaggio di Atari. Del top abbiamo già detto; il flop è il controller dell&#8217;Atari 5200 Supersystem, un controller sinceramente ben pensato che avrebbe dovuto coniugare quanto di buono proposero i competitor di Atari (come il tastierino numerico di Intellivision e Coleco, e lo stick analogico del Vectrex) ma che si rivelò un disastro quanto a realizzazione. Sorvolando sulla SCARSISSIMA qualità costruttiva (quando invece il joy del 2600 era un carroarmato) il difetto principale del comando era che lo stick analogico NON era autocentrante! Un vero incubo per quei giochi che richidevano precisone e velocità di esecuzione (ovvero circa il 99% della produzione ludica del tempo). Il malcontento dei possessori del 5200 (oltre ad una serie di politiche commerciali sbagliate in puro stile Atari post VCS, ma questa è un&#8217;altra storia) , li obbligò di fatto a comprare ottimi controller di terze parti, e fu di tali proporzioni da decretare il fallimento della macchina.</p>
<h3>3ª generazione</h3>
<div id="attachment_9068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9068" alt="nes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo NES</p></div>
<p>TOP: <strong> Pad Nintendo NES<br />
</strong>Ok. Se vogliamo dirla tutta in questa generazione non vi sono macchine che brillino particolarmente per il controller che le accompagnava. Pare difatti che i designer di tutte le case produttrici di hardware fossero cadute vittima di un&#8217;atroce pandemia di SQUADRITE. Questa insolita patologia (da non confodersi con lo SQUADRISMO) rendeva incapaci i progettisti di creare oggetti che non avessero forme terribilmente ed inesorabilmente SQUADRATE, e per questo assolutamente anti-ergonomiche. Ovviamente tra tutti i controller presenti sul mercato c&#8217;era comunque un top che in questo caso era rappresentato dal pad del NES. Perché? Ma ovviamente in virtù della sua MERAVIGLIOSA croce direzionale, marchio di fabbrica della GRANDE N, la cui precisione rasentava la perfezione e che non vi obbligava a preoccuparvi di premerla in un certo modo per far si che il personaggio sullo schermo facesse esattamente quello che desideravate. Anzi, a volte sembrava davvero il &#8220;prolugamento dei vostri polpastrelli&#8221;. E meno male! In fondo già era una tortura sufficente dover tenere in mano quella &#8220;cavolo&#8221; di tavoletta QUADRATA, o no?</p>
<div id="attachment_9069" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800.jpg"><img class="size-medium wp-image-9069" alt="7800" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 7800</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari 7800<br />
</strong>Devo dire la verità, sono stato a lungo titubante se affibbiare la palma del flop di 3ª generazione al pad del Sega Master System o al controller dell&#8217;Atari 7800, poi però mi sono reso conto che veramente non avrei mai dovuto avere un dubbio simile, non solo perché il controller del Sega Master System è impreciso e frustrante da dominare mentre quello del 7800 è incredibilmente preciso nel NON ESEGUIRE il vostro input, non solo perché il controller Atari è realizzato con dei matariali che definire scadenti è incredibilmente magnanimo, ma anche perché il 7800 è l&#8217;unica console (a mia memoria almeno) venduta con due diversi controller nelle versioni americana (il joystick PRO-LINE) ed europea (l&#8217;Atari pad) ed entrambe OSCENE in quanto a design, ergonomia e risposta. Un primato del genere meritava essere celebrato in qualche modo.</p>
<h3>4ª generazione</h3>
<div id="attachment_9070" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9070" alt="snes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Super Nintendo</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo SNES<br />
</strong>A volte nella vita uno deve lasciare da parte i sentimenti e le opinioni personali, guardarsi allo specchio, accettare la realtà e i fatti per quello che sono. Questa è una di quelle volte. Sono sempre stato un sostenitore di SEGA nella console war dei primi anni &#8217;90. Ammaliato dal carisma della GRANDE S e dei suoi sontuosi coin-op, avevo eletto il Megadrive a mio alfiere dell&#8217;intrattenimento consolaro domestico, anche se però, al tempo, non avevo i soldi per comprarlo (o meglio, non avevo i soldi per comprarmi le cartucce). E poco me ne fregava di Mode7, SuperFX, Marii e Yoshi vari. Per me il Megadrive rimaneva superiore in tutto rispetto al Super Nintendo. Oddio, superiore in tutto-TUTTO no. Quel cavolo di controller a forma di fagiolo messicano non era male, ma forse in un burrito sommerso di guacamole ci sarebbe stato meglio. E poi, cavolo, aveva solo 3 tasti, e mentre i miei amici nintendari stavano lì a pestarsi in casa con Street Fighter II coi loro bei 6 tasti colorati (vabbé, 4 colorati e 2 grigi. Pignoli!), io dal mio amico Daniele, quello che aveva il Megadrive e mi faceva sbavare davanti a Super Shinobi, mi ritrovavo a &#8220;switchare&#8221; tra calci e pugni con il tasto START. Tristezza. E poco importa se in seguito il &#8220;fagiolo&#8221; fu sostituito da un nuovo pad bello fiammante a 6 tastazzi, con forme che avrebbero anticipato lo STUPENDO controller del successivo Saturn. Ormai la battaglia sul fronte controller di 4ª generazione era stata vinta da Nintendo che con un blitzkrieg clamoroso aveva stabilito un nuovo paradigma e cioè che il giocatore casalingo voleva annegare nei tasti di fuoco, e mi aveva lasciato una cicatrice sullo zigomo a futura memoria della batosta subita.</p>
<div id="attachment_9071" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9071" alt="cdi" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Philips CDi</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Philips CDi<br />
</strong>Ma che è? Un telecomando? Un puntatore laser? Un topo addormentato? Boh? A onor del vero bisogna dare atto che il flop si riferisce al primo controller in dotazione al CD-i che successivamente fu venduto con un pad &#8220;propriamente detto&#8221; ispirato a quello dello SNES (ma guarda un po&#8217;) e paurosamente simile al GRAVIS GAME PAD per PC. Questo nuovo controller, ben lungi dal raggiungere l&#8217;eccellenza, era però per lo meno DECOROSO, ma da solo, ovviamente, non riuscí a risollevare la macchina Philips dalla disastrosa situazione di mercato (e non solo) in cui versava.</p>
<h3>5ª generazione</h3>
<div id="attachment_9072" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx.jpg"><img class="size-medium wp-image-9072 " alt="psx" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sony Playstation</p></div>
<p>TOP: <strong>Sony PlayStation DualShock<br />
</strong>Parlare del DualShock non è facile. Che altro si può dire a proposito di questo meravigilioso controller che non sia già stato detto? Forse che ha portato la luce dell&#8217;ergonomia più estrema dopo lunghe epoche buie di controller in fondo tutti uguali? Forse che è stato il primo che ha offerto ai giocatori degli strumenti che non ritenevano tutto sommato necessari (doppio controllo analogico e force feedback) e li ha resi uno standard de facto per ogni controller a venire, per quanto economico esso fosse? Forse che si è posto come termine di paragone dei controller di successo per le generazione a venire? A dire il vero si potrebbe dire di tutto e di più riguardo al DualShock, ma per quanto ne potrete parlare non riuscirete MAI a parlarne male.</p>
<div id="attachment_9073" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag.jpg"><img class="size-medium wp-image-9073" alt="jag" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari Jaguar</p></div>
<div id="attachment_9076" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32.jpg"><img class="size-medium wp-image-9076" alt="cd32" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Commodore Amiga CD32</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari Jaguar / Pad Commodore CD32<br />
</strong>Con il senno di poi appare davvero curioso che le due grandi regine degli anni 80, divise e contrapposte in tutto, siano unite in un triste epitaffio alla loro storia scritto da due macchine che sanciscono il loro addio al mercato dell&#8217;informatica personale. Il Jaguar ed il CD32 furono delle macchine fallimentari su tutta la linea, che forse non decretarono da sole la rovina di Atari e Commodore, ma sicuramente furono identificate come esempi del declino inarrestabile ed inesorabile dei due colossi made in USA. Ben poco delle due macchine si salvava e quel poco soccombeva nell&#8217;approssimazione ingegneristica e perdendosi nel caos progettuale. I controller non facevano eccezione ed erano tanto scadenti da meritarsi in ex-aequo il poco ambito titolo di &#8220;flop generazionale&#8221;. Se il controller del Jaguar era di una scomodità assurda con la sua forma e mole da citofono (ma non la cornetta che avete in casa, proprio tutto il pannello per comunicare con 45 appartamenti che è appeso fuori dal portone) ma tutto sommato offriva una qualità di controllo nella media, il pad del CD32, al contrario, presentava un design elegante tutto sommato pratico e funzionale ma, essendo probabilmente stato costruito con la plastica delle sorprese kinder, era di una fragilità sconcertante (c&#8217;è chi ha assicurato si averlo sentito CIGOLARE e SCRICCHIOLARE durante l&#8217;uso) e offriva una precisione di controllo a dir poco indegna. Ognuno dei due dispositivi primeggiava (in negativo) rispetto all&#8217;altro in un aspetto, per cosí dire, complementare, a tal punto che, paradossalmente, dai (pochi) punti positivi dei due se ne sarebbe potuto realizzare uno accettabile. Davvero una conclusione beffarda della guerra che vide fronteggiarsi le due leggende dell&#8217;informatica, alla fine unite in un comune destino di cui il controller delle loro ultime sfortunate macchine era forse l&#8217;immagine più emblematica.<strong> </strong></p>
<h3>6ª generazione</h3>
<div id="attachment_9079" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" alt="cubbo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo GameCube</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo Gamecube<br />
</strong>Credo di non esagerare quando affermo di trovarci davanti a uno dei MIGLIORI controller di sempre. Nintendo fece tutto bene con il Gamecube (a parte il marketing) e il pad a corredo della macchina non fu da meno. Delle scelte stilistiche innovative, ma meno azzardate di quelle fatte con il pad del Nintendo 64, ci hanno regalato uno strumento di un ergonomia unica che quasi si fonde con le mani del giocatore, il quale mai (e forse MAI PIÙ) come in questo caso sente di avere davvero a portata di &#8220;dito&#8221; il controllo totale di ogni possibile azione di gioco. La tradizionale precisione dei controller Nintendo fa poi il resto, consegnandoci una piccola opera d&#8217;arte che, forse a causa del non clamoroso successo della macchina a cui era abbinato, non ha trovato la sua consacrazione definitiva presso il grande pubblico, finendo troppo presto dimenticato. Certo, non era esente da critiche, come ad esempio la croce direzionale forse troppo piccola, la strana presenza di 3 tasti dorsali invece dei canonici 4. Forse anche la sua spiccata personalità ed ergonomia, in casi estremi, potevano rivelarsi un limite, non permettendo ad ogni giocatore di adattarsi alla sua particolare ma vincente conformazione. Però il fascino e la qualità di questro controller travalicano i suoi piccoli nei, e ne fanno un gioiello da scoprire e riscoprire ogni giorno.</p>
<div id="attachment_9080" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast.jpg"><img class="size-medium wp-image-9080" alt="dreamcast" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sega Dreamcast</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Sega Dreamcast</strong><br />
A volte mi chiedo che diavolo passasse per la testa ai dirigenti di SEGA verso la fine degli anni &#8217;90. Ad un decennio di successi nel settore dei coin-op e dei sistemi casalinghi ne seguí uno in cui i prodotti oggettivamente validi e potenzialmente di successo vennero rovinati da scellerate decisioni di marketing e tecniche. Il Dreamcast, purtroppo, non fa eccezione. Una macchina eccezionale in grado di precorrere i tempi e dominare il mercato, ma alla quale tagliarono le gambe le politiche aziendali di SEGA e (sebbene in misura molto minore) un controller che presentava scelte progettuali per lo meno discutibili. Disegnato e realizzato intorno alla rivoluzionaria (secondo i tecnici della casa giapponese) idea della Visual Memory Unit, il controller si rivelava &#8220;pachidermico&#8221; e molto scomodo soprattutto a causa delle dimensioni, inoltre presentava delle caratteristiche obsolete per i tempi, che rappresentavano in alcuni casi un passo indietro rispetto allo <strong>STUPENDO</strong> pad del Saturn. Cioè, qualcuno mi spiega come può il pad di una macchina successiva alla Playstation avere solo uno stick analogico e solo 6 pulsanti invece che 8 come avevano, appunto, il pad della PSX e quello <strong>STUPENDO</strong> del Saturn. Come se ciò non bastasse, per fare spazio alle famigerate VMU, il cavo di collegamento alla console invece di finire (come logico) nella parte alta del controller, finiva in quella bassa, &#8220;puntando&#8221; il giocatore piuttosto che la macchina, risultando quanto meno scomodo anche per la sua lunghezza non generosa. Aggiungete a questo una croce direzionale sufficente ma non eccezionale e capirete che Dreamcast : pad = Megadrive : 32x</p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2015/02/18/potenza-nulla-senza-controllers/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>STRANGELAND: il terrore arriva sull&#8217;ATARI 2600</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2014/12/08/strangeland-terrore-arriva-sullatari-2600/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2014/12/08/strangeland-terrore-arriva-sullatari-2600/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2014 17:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[miccolimarco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[Consoles]]></category>
		<category><![CDATA[Homebrew/Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[atari]]></category>
		<category><![CDATA[atari vcs]]></category>
		<category><![CDATA[Homebrew]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrogamesmachine.com/?p=8573</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Ciao, sono CAPTAIN HOWDY, ti piacerebbe vivere una forte emozione questa sera? Ti aspetto alla mia festa per una serata che non dimenticherai mai!&#8220; CAPTAIN HOWDY è un sadico schizofrenico che, utilizzando una primordiale CHAT degli anni 90, invita delle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: left;">&#8220;<em>Ciao, sono CAPTAIN HOWDY, ti piacerebbe vivere una forte emozione questa sera? Ti aspetto alla mia festa per una serata che non dimenticherai mai!</em>&#8220;</p>
<p>CAPTAIN HOWDY è un sadico schizofrenico che, utilizzando una primordiale CHAT degli anni 90, invita delle giovani ragazze ha frequentare la sua abitazione per poi sacrificarle tramite giochi sadici e masochisti incentrati sulla sua mania per i piercing.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-8562" alt="SAM_4858" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4858-300x225.jpg" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span id="more-8573"></span></p>
<p>Questo è l&#8217;inizio di un film horror anni 90 di scarso successo (in Italia verrebbe classificato come film di serie B) a cui si è voluto dare un piccolo tributo creando questo STRANGELAND per ATARI 2600 con licenza ufficiale.</p>
<p>Tutti adesso vi starete chiedendo il motivo della scelta di una console come il nostro piccolo ATARI 2600, che con i suoi 4K rom difficilmente riuscirà ha trasmettere l&#8217;atmosfera di puro terrore del film.</p>
<p>Il motivo principale della scelta dell&#8217;ATARI 2600 è la grande passione che l&#8217;autore ha per questa console, e che unita alla sua passione verso i film horror ha permesso di generare il videogioco di STRANGLAND.</p>
<p>La licenza ufficiale del film STRANGELAND serve per creare la trama del gioco, che insieme ad un&#8217;ottimo box riesce a vendere quelle 20 copie in edizione limitata che altrimenti non avrebbe venduto, creando in questo modo un&#8217;attrazione per i collezionisti; provate a pensare a quante copie di HALO 2600 sarebbero state vendute se il gioco non fosse stato creato con licenza ufficiale?</p>
<p>Poche, molto poche.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4853.jpg"><img class="size-medium wp-image-8560 aligncenter" alt="SAM_4853" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4853-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4862.jpg"><img class="size-medium wp-image-8565 aligncenter" alt="SAM_4862" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4862-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4863.jpg"><img class="size-medium wp-image-8566 aligncenter" alt="SAM_4863" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4863-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo motivo il nostro autore, SCOTT DAYTON, si appoggia a diversi films horror con queste limitate produzioni ufficiali hombrew, riuscendo a creare una trama ed incuriosire appassionati e collezionisti, trasformando i suoi piccoli giochi in preziosi diamanti che, se messi in vendita su EBAY, schizzerebbero a cifre impressionanti.</p>
<p>La sua Software House di nome NEO GAMES ha già prodotto diverse limitate produzioni ufficiali homebrew come GODZILLA, ARMY OF DARKNESS,  PHANTASM ed altre, tutte serie limitate diventate ricercatissime dai collezionisti.</p>
<p>Osservate con quale maestria il nostro autore riesce a trasmettere una sensazione di profondità nella schermata iniziale di ARMY OF DARKNESS x ATARI 2600:</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/b8Sz5S1duQ8" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>oppure osservate questo annuncio che anticipa il gioco di GODZILLA x ATARI 2600:</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/_tnlDCGfTZY" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Bisogna ammettere che SCOTT DAYTON è abilissimo nello sfruttare queste licenze ufficiali, creando una suspance incredibile riferita a dei giochi che altrimenti avrebbero poco da dire e dimostrare.</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/yJ-tM1sODzE" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>STRANGELAND per ATARI 2600 non è un gioco che grida al miracolo di programmazione, ma rimane comunque di buona fattura ricordando alla lontana il gioco di KABOOM.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL GIOCO DI STRANGELAND</strong></p>
<p>Sullo schermo vi sono diverse figure che rappresentano dei demoni, e che nella follia del nostro schizzofrenico CAPTAIN HOWDY  lo aggrediscono cadendo a diverse velocità. Il nostro protagonista colpisce a pugni i suoi incubi ma se a sua volta verrà colpito al braccio da un demone perderà una vita.</p>
<p>Per ottenere più punti bisogna riuscire a colpire i demoni con i pugni dello stesso colore, e il colore può essere cambiato con il pulsante di fuoco. Grazie a questa difficoltà il gioco guadagna un po&#8217; di profondità, ma il gameplay è tutto qui e non c&#8217;è altro se non la piccola figurina autografata da SCOTT DAYTON.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_5060.jpg"><img class="size-medium wp-image-8626 aligncenter" alt="SAM_5060" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_5060-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4861.jpg"><img class="size-medium wp-image-8564" alt="SAM_4861" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4861-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2014/12/08/strangeland-terrore-arriva-sullatari-2600/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RGM a Toyssimi &#8211; Roma Novembre 2014</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2014/11/19/toyssimi-roma-2014-videoreport/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2014/11/19/toyssimi-roma-2014-videoreport/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 08:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MCP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Computers]]></category>
		<category><![CDATA[Consoles]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Retro Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Retroworkshop]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[retrogames]]></category>
		<category><![CDATA[toys]]></category>
		<category><![CDATA[Toyssimi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrogamesmachine.com/?p=9250</guid>
		<description><![CDATA[Ed eccomi qui, pronto a parlarvi di un evento che si è appena svolto e che riesce ad aprirmi il cuore facendomi tornare indietro nel tempo come nessun altro. Sto parlando della grande TOYSSIMI. Veniamo ai dettagli: toyssimi è la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Ed eccomi qui, pronto a parlarvi di un evento che si è appena svolto e che riesce ad aprirmi il cuore facendomi tornare indietro nel tempo come nessun altro. Sto parlando della grande <strong>TOYSSIMI</strong>. Veniamo ai dettagli: toyssimi è la più grande fiera, mostra mercato inerente al mondo vintage toys and games della capitale. La manifestazione si svolge per l&#8217;appunto a Roma due volte l&#8217;anno, all&#8217;hotel quattro stelle <strong>Ergife</strong> sulla via Aurelia. Proprio perchè si parla di <strong>Retro</strong> come non mai, mi ci sono fiondato per poter scrivere due righe su questa magica esperienza che sicuramente farà gola ad ogni appassionato che si rispetti. Quindi se volete fare un viaggio indietro nel tempo, vi consiglio di proseguire questa lettura che troverete molto interessante.</p>
<p><span id="more-9250"></span></p>
<p>Arrivato davanti all enorme <strong>Hotel Ergife</strong> nel cuore della capitale, e dopo aver pagato l&#8217;ingresso con un prezzo popolare di 3 euro, mi ritrovo subito immerso in un incanto. L&#8217;effetto time warp non è mai stato così forte. Durante la strada mi son detto: speriamo di trovare o di rivedere qualcosa di interessante, ma devo dire che sono rimasto esterrefatto al primo sguardo. Tutto era al di sopra delle mie aspettative. Situata tra i corridoi e la grande sala Pantheon dell&#8217;albergo, la mole di materiale era da rimanere a bocca aperta per giorni, per non dire mesi. Immaginatevi di tornare tutto a un tratto ragazzini, e rivivere le magie del passato attraverso giocattoli e videogiochi che hanno caratterizzato l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza di molti. Ovviamente la fiera è prevalentemente dedicata ai nostalgici che sono cresciuti tra gli anni 80 e 90, con uno sguardo anche al periodo 60 e 70. Chi come me è più verso i 40, ed è appassionato dei vari brand del passato, sa benissimo di che emozioni corporee e sensoriali sto parlando.</p>
<div id="attachment_9256" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-9256" alt="1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/1-300x168.jpg" width="300" height="168" /><p class="wp-caption-text">La mole di titoli per console era davvero elevatissima.</p></div>
<p>Camminando per i corridoi principali, alcuni banchi esponevano materiale decisamente interessante. Parlando di retrogames e retromachines, subito vedo esposti due baluardi <strong>Commodore</strong> boxati in buonissime condizioni. <strong>Vic 20</strong> e <strong>C64</strong> biscottone a 40 euro completi di tutto! Come partenza devo dire niente male. Il bello è che c&#8217;erano talmente tante cose che spesso bisognava vedere più di una volta per accorgersi di tutto. Cassette per C64 a vagonate. Titoli come <strong>Target Renegade</strong>, <strong>Tusker</strong> o <strong>Creatures</strong> vendute a non più di 5 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9257" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-9257" alt="3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/3-300x273.jpg" width="300" height="273" /><p class="wp-caption-text">Il primo handled della Konami dedicato alle tartarughe Ninja in tutto il suo splendore.</p></div>
<p>Scrutando era facile trovare <strong>Sega Megadrive</strong> boxati e <strong>Atari 2600</strong> black con giochi a seguito. <strong>Pole Posistion</strong>, <strong>Asteroids</strong>, <strong>Moon Patrol</strong> e <strong>Defender</strong> venduti a 10 euro l&#8217;uno come fondo di magazzino, una vera chicca per appassionati Atari. <strong>VideoPack</strong> e <strong>Colecovision</strong> erano presenti con alcuni giochi, ma con prezzi leggermente più elevati. Anche prodotti <strong>Nintendo</strong> facevano sentire la loro massiccia presenza. Numerosi <strong>Action set &#8220;Nes&#8221;</strong> erano in bella vista sui banchi e con loro tantissimi giochi. L&#8217;elenco davvero elevato creava mancamenti a non finire. In pratica un vero paradiso che necessitava di molta carta moneta per essere assecondato a dovere. Una cosa sorprendete è stata l&#8217;enorme vastità di scelta di <strong>Handled games</strong>. Chi da ragazzino non ha mai avuto almeno un videogioco elettronico in tasca per poi isolarsi dal mondo esterno a suon di bip-bip?</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9262" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-9262" alt="5" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5-300x197.jpg" width="300" height="197" /><p class="wp-caption-text">Parlando di vecchi Toys, che dire di questa fantastica &#8220;Fanta Buggy&#8221; dei Ghostbusters della Filmation!</p></div>
<p><strong>Game &amp; Watch Nintendo</strong> a secchiate di tutti i tipi, si andava da <strong>Fire Attack</strong> e <strong>Mickey Mouse</strong>, ai vari dual screen come <strong>Green House</strong> e <strong>Donkey Kong Jr</strong>. La cosa stupefacente era la cura di come erano tenuti visto che non tutto il materiale era ovviamente fondo di magazzino. Anche i portatili Tiger della <strong>Gig Electronics</strong> erano presenti in grandi quantità. Una vera è propria goduria per amanti dei portatili. Decisamente anche i vari <strong>Game bo</strong>y facevano la loro figura, con i modelli classic, color e advance.</p>
<p>Ovviamente non c&#8217;era solo retrogames ma molto di più, visto il nome della fiera, era possibile trovare ogni tipo di giocattolo del passato. Dire che ero in lacrime per la felicità di rivedere alcune cose è una congettura. Potrei elencare dal <strong>Subbuteo</strong>, quello vero, a tutti i vari personaggi che hanno caratterizzato gli anni &#8217;80. Dai<strong> Masters</strong> agli <strong>Exogini</strong>, passando per i <strong>Thundercats</strong> ai <strong>Transofmers</strong>, spolverando il mitico <strong>Captain Power</strong>. Spiccavano anche molti giochi da tavolo <strong>MB</strong>, tra cui gli Arcade edition, su tutti <strong>PacMan</strong>, <strong>Frogger</strong> e <strong>Donkey Kong</strong>.</p>
<div id="attachment_9260" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-9260 " alt="2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/2-300x168.jpg" width="300" height="168" /><p class="wp-caption-text">Il geniale Simon della MB, insieme a numerosi Game&amp;Watch Nintendo e vari electronic games del passato.</p></div>
<p>Sicuramente tanta è stata l&#8217;esaltazione che potrei andare avanti per ore a scrivere in dettaglio ogni singola cosa vista e toccata con tanta bava a seguito. <strong>Toyssimi</strong>, è una fiera unica, memorabile, che da buon Ninja non posso che raccomandarvi se siete alla ricerca di qualche pezzo raro per la vostra collezione retro-games e retro-toys. La nuova edizione si svolgerà la prossima primavera sempre all&#8217;Ergife a Roma. Quindi per un prossimo 2015 ricco di retro chicche ora siete avvisti, non avete giustificazioni.</p>
<p>Chiudiamo, come da tradizione &#8220;ninjesca&#8221;, con un bel videoreport che vi/ci farà sognare con tutte le meraviglie visionate nel corso di questa meravigliosa manifestazione. Buona visione!!</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/Vl7FXrTPudc" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2014/11/19/toyssimi-roma-2014-videoreport/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Haunted House &#8211; Le origini dell&#8217;orrore</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2014/11/14/haunted-house-origini-dellorrore/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2014/11/14/haunted-house-origini-dellorrore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2014 07:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MCP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[Consoles]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Haunted House]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[survival horror]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrogamesmachine.com/?p=9041</guid>
		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi parlare di Horror games è diventato quasi riduttivo dato che la tecnologia sta portando i titoli di nuova generazione verso un realismo pauroso, nel vero senso della parola. Ovviamente è un bene per chi ama questo emozionante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Al giorno d&#8217;oggi parlare di <strong>Horror games</strong> è diventato quasi riduttivo dato che la tecnologia sta portando i titoli di nuova generazione verso un realismo pauroso, nel vero senso della parola. Ovviamente è un bene per chi ama questo emozionante genere che sta conquistando una vasta fetta di mercato, ma visto che noi paliamo di passato, non dobbiamo assolutamente dimenticare le origini del famigerato concetto di <strong>Survival Horror</strong>. Quindi, uno come me che ama l&#8217;Horror in tutte le sue salse, può non parlare del capostipite di questo terrorizzante filone video ludico? Direi proprio di no, ecco perché sono tornato indietro di oltre trent&#8217;anni con la mia macchina del tempo per parlarvi del raccapricciante <strong>Haunted House</strong> per <strong>Atari 2600</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-9041"></span></p>
<p>Siamo nel 1981, e la console casalinga <strong>Atari</strong> si stava imponendo sul mercato con molteplici basi installate in tutto il mondo. Oltre alle numerose conversioni arcade, per rendere accattivante l&#8217;acquisto della console vennero realizzati nuovi e originali titoli sperimentando generi che potessero attirare l&#8217;attenzione degli appassionati. Le avventure labirintiche iniziavano a stuzzicare la fantasia di molti giocatori, tanto che il passo successivo fu quello di provare a spaventare il pubblico dandogli un senso di tensione durante le sessioni di gioco. La sfida fu quella di far nascere un genere d&#8217;impatto che miscelasse ricerca e colpi di scena. L&#8217; horror game stava prendendo vita.</p>
<div id="attachment_9044" style="width: 201px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/10/pub_haunted_house.jpg"><img class="size-medium wp-image-9044" alt="pub_haunted_house" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/10/pub_haunted_house-191x300.jpg" width="191" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una pubblicità davvero di livello!</p></div>
<p>Ecco quindi nascere il primo video gioco dell&#8217;orrore della storia, l&#8217; incredibile <strong>Haunted House</strong>. Accolto con fascino e mistero, il gioco di Atari seppe con maestria fondere i classici <strong>Maze games</strong> con meccaniche innovative. Di per sé la bellezza della confezione era un obbligo all&#8217;acquisto. Un&#8217;illustrazione evocativa, tanto bella quanto inquietante, colpiva il pubblico con il suo forte impatto visivo. Mi ricordo che da ragazzino, quando entravo nei negozi, ne ero spaventato quanto incuriosito ma la voglia di provarlo era elevatissima.</p>
<p><strong>Haunted House</strong> metteva il giocatore nei panni di un ragazzo di nome Zachary Graves all&#8217;interno di una casa infestata. Lo scopo era quello di fuggire all&#8217;esterno recuperando dei frammenti di urna mentre si evitava ogni sorta di pericolo. La casa era divisa in tre vasti piani e un seminterrato, tutti completamente al buio. La visuale era dall&#8217;alto e metteva in mostra i soli occhi del nostro personaggio. Era piuttosto inquietante vedere queste orbite bianche in un nero intenso girare le stanze in lungo e in largo. Con noi potevamo portare un massimo di tre oggetti che andavano da classiche chiavi per accedere a nuove stanze a scettri scaccia presenze. Ovviamente lo scopo era riportare alla luce i tre frammenti dell&#8217;urna che avrebbe posto fine al tremendo incubo. Con il pulsante fire del joystick potevamo accendere dei fiammiferi che creavano un alone luminoso attorno a noi, dandoci la possibilità di vedere muri invisibili e creature misteriose. Le mostruosità erano variabili, si passava da enormi ragni a classici pipistrelli svolazzanti, fino a terribili fantasmi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9045" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/10/image_319452_fit_620.jpg"><img class=" wp-image-9045" alt="image_319452_fit_620" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/10/image_319452_fit_620-300x168.jpg" width="270" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">In una stanza un fantasma ci aspetta impaziente.</p></div>
<p>L&#8217;atmosfera ricreata era incredibilmente spaventosa e le sole nove vite per portare a termine il gioco rendevano la sfida davvero ostica e accattivante. La difficoltà progressiva era davvero ben calibrata e sicuramente divenne il suo punto di forza. Anche se sul piano visivo il gioco non colpiva molto, mostrando i grossi limiti grafici tipici della macchina e del periodo, era però capace di stimolare la fantasia in maniera smodata e riuscì a coinvolgere migliaia di giocatori. Paradossalmente quei limiti si trasformarono in essenza e innovazione, rimanendo impressi nelle menti di molti old gamers. Azione, ricerca e spaventi caratterizzavano al meglio questo titolo. La sopravvivenza e la scoperta di elementi ci catapultava in nuovo concetto di videogame. <strong>Atari</strong> aveva colto nel segno, inaugurando così quello che venne ridefinito come survival horror  solo 10 anni dopo.</p>
<p>Sul piano sonoro <strong>Haunted House</strong> non lasciò il segno come si auspicava, oltre al suono dei passi e vari rumorini striduli, regnava un silenzio assoluto. Nonostante qualche piccola incertezza sul lato tecnico, il successo fu davvero elevato. Il gioco vendette molto e <strong>Atari</strong> dormì sonni tranquilli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9046" style="width: 280px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/10/unnamed.jpg"><img class=" wp-image-9046" alt="unnamed" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/10/unnamed-300x206.jpg" width="270" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Fuggire&#8230;ma in quale direzione?</p></div>
<p>Nel 2010 la stessa Atari decise che c&#8217;era bisogno di riportare sul mercato quello che fu uno dei suoi maggiori successi del passato, ecco quindi nascere il remake dello stesso Haunted House trent&#8217;anni dopo. Questa volta in veste totalmente tridimensionale e con effetti di gran qualità, senza però stravolgere le meccaniche originali. Un ottimo titolo che seppur con meno atmosfera sapeva divertire senza troppe pretese. Se amate il genere Horror e non conoscevate questo titolo, vi consiglio di recuperare un bell&#8217;Atari 2600 e provarlo nonostante possa sembrare drasticamente obsoleto. Provate ad assaporarlo e volgete il vostro occhio al passato pensando di trovarvi di fronte al progenitore di un genere che attualmente terrorizza e diverte milioni di video giocatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dulcis in fundo beccatevi la video-recensione del gioco tratto dal canale YouTube di The RetroGames Machine.<br />
Buona visione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/PJ4W6PTCBEg" height="315" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2014/11/14/haunted-house-origini-dellorrore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A-VCS-tec Challenge per ATARI 2600</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2014/09/26/a-vcs-tec-challenge/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2014/09/26/a-vcs-tec-challenge/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 08:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[miccolimarco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[Consoles]]></category>
		<category><![CDATA[Homebrew/Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[A vcs TEC CHALLENG]]></category>
		<category><![CDATA[Homebrew]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.retrogamesmachine.com/?p=8511</guid>
		<description><![CDATA[Ricordo con emozione quando uscì &#8220;AZTEC CHALLENGE&#8221; per Commodore 64. Possedevo una cassetta a nastro duplicata, e dopo un interminabile attesa, pregando che l&#8217;azimut del registratore fosse nella posizione corretta, il gioco partiva e subito una musica profonda riempiva la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><header>
<h1><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Ricordo con emozione quando uscì &#8220;AZTEC CHALLENGE&#8221; per Commodore 64. Possedevo una cassetta a nastro duplicata, e dopo un interminabile attesa, pregando che l&#8217;azimut del registratore fosse nella posizione corretta, il gioco partiva e subito una musica profonda riempiva la stanza creando un&#8217;atmosfera d&#8217;avventura.  </span></h1>
<h1><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Sono passati molti anni da quel momento e adesso possiamo giocare a questo tributo sull’Atari 2600.</span></h1>
<p><span id="more-8511"></span></p>
<p>Simon Quernhorst ha pubblicato questa bellissima edizione speciale nell’anno 2006, creando un piccolo capolavoro. La grafica e l’audio si avvicinano molto alla versione per Commodore 64, e infatti l’impatto iniziale è spettacolare, soprattutto per la musica del gioco.</p>
</header>
<div>
<p><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1024.jpg"><img class="aligncenter" alt="IMG_1024" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1024.jpg?w=300&amp;h=224" width="300" height="224" /></a></p>
<p align="LEFT">Il gioco inizia con una visuale tridimensionale del nostro temerario azteco che per salvarsi la vita deve fuggire da mille pericoli. Il primo ostacolo è quello di raggiungere la piramide, ma la corsa verrà ostacolata con il lancio di ripetute frecce che il nostro eroe dovrà evitare.<br />
L’immagine dell’azteco che corre, con tutti i capelli sciolti e l’ombra in movimento, è uno dei ricordi che mi aveva lasciato basito quando negli anni &#8217;80 giocavo con il mio fido COMMODORE 64. Rivederlo adesso sull’Atari 2600 mi lascia piacevolmente colpito.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1036.jpg"><img class="aligncenter" alt="IMG_1036" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1036.jpg?w=300&amp;h=224" width="300" height="224" /></a></p>
<p align="LEFT">Dopo il primo livello si deve affrontare il secondo, dove il gioco riprende molto fedelmente la versione per Commodore 64. In questo livello ci troviamo alla base della raggiunta piramide, la quale dovrà essere scalata, ma ripetuti massi ostacoleranno la nostra salita.</p>
<p style="text-align: center;" align="LEFT"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1039.jpg"><img class="aligncenter" alt="IMG_1039" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1039.jpg?w=300&amp;h=224" width="300" height="224" /></a></p>
<p align="LEFT">Concluso il secondo livello ci si aspetta di poter affrontare il terzo livello ma, con grande delusione, il gioco riprende dal primo livello.<br />
Tutto il gioco è programmato molto bene, ma si poteva fare di più!</p>
<p align="LEFT"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1026.jpg"><img class="aligncenter" alt="IMG_1026" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1026.jpg?w=300&amp;h=224" width="300" height="224" /></a></p>
<p align="LEFT">Simon Quernhorst si è voluto fermare ai soli primi due livelli, forse perchè voleva dimostrare le sue abilità con la notorietà di un gioco che negli anni &#8217;80 aveva sbalordito tutti per grafica e audio, e i primi due livelli per lui sono stati sufficienti per dimostrarlo.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1025.jpg"><img class="aligncenter" alt="IMG_1025" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1025.jpg?w=300&amp;h=224" width="300" height="224" /></a></p>
<p align="LEFT">Per questo motivo &#8220;A-VCS-tec Challenge&#8221; dopo l’entusiasmo iniziale lascia un po&#8217; delusi, ma per consolarci  in questa edizione speciale, Simon Quernhorst inserisce entrambe i formati, NTSC e PAL, con l&#8217;aggiunta di un piccolo CD audio in cui vi si trovano diverse versioni della colonna sonora di &#8220;AZTEC CHALLENGE&#8221;, una patch dove viene raffigurato il nostro azteco che corre verso la piramide, ed il softweare su CD per giocare alla versione per PC.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1027.jpg"><img class="aligncenter" alt="IMG_1027" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1027.jpg?w=300&amp;h=224" width="300" height="224" /></a></p>
<p align="LEFT"> A questo punto non ci rimane che accontentarci ed inserire il nostro CD audio nello stereo, alzare il volume e giocare ai due livelli del gioco ascoltando le 6 versioni della colonna sonora, ma  rimango nella speranza che un domani Simon Quernhorst riprenda l’ottimo lavoro fatto per concluderlo.</p>
<p align="LEFT"><a href="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1037.jpg"><img class="aligncenter" alt="IMG_1037" src="http://retrogamesmachine.files.wordpress.com/2014/08/img_1037.jpg?w=300&amp;h=224" width="300" height="224" /></a></p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/cVvcDSfQw-8" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center></div>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2014/09/26/a-vcs-tec-challenge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione retrogame : Up &#8216;n Down (SEGA, 1984) Su e giù a bordo del C64</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2013/07/07/su-e-giu-a-bordo-del-c64/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2013/07/07/su-e-giu-a-bordo-del-c64/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2013 23:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shuriken80]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore 64/128]]></category>
		<category><![CDATA[Computers]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[1983]]></category>
		<category><![CDATA[1984]]></category>
		<category><![CDATA[arcade]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[C64]]></category>
		<category><![CDATA[car]]></category>
		<category><![CDATA[coleco vision]]></category>
		<category><![CDATA[colecovision]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore]]></category>
		<category><![CDATA[down]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[jump]]></category>
		<category><![CDATA[macchina]]></category>
		<category><![CDATA[macchinina]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[red]]></category>
		<category><![CDATA[retrogame]]></category>
		<category><![CDATA[rossa]]></category>
		<category><![CDATA[salto]]></category>
		<category><![CDATA[sega]]></category>
		<category><![CDATA[up]]></category>
		<category><![CDATA[up'n down]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[videogame]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://retrogamesmachine.wordpress.com/?p=2756</guid>
		<description><![CDATA[Era il lontano 1987, un commodore 64 regalato da mio papà un anno prima (avevo 6 anni) e un&#8217;infinità di cassette da edicola, con poche e rare perle da ricordare. Ogni tanto mio padre mi portava una cassetta non da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Era il lontano 1987, un commodore 64 regalato da mio papà un anno prima (avevo 6 anni) e un&#8217;infinità di cassette da edicola, con poche e rare perle da ricordare.<br />
Ogni tanto mio padre mi portava una cassetta non da edicola, una di quelle con un unico gioco, e allora anche più costose&#8230;out run, ghostbusters, back to the future II, IK+&#8230;una di queste fu proprio Up&#8217;n Down, il gioco di cui parlerò in queste poche righe.</p>
<p><span id="more-2756"></span></p>
<p>Up&#8217;n Down fu una produzione SEGA. Uscì nelle sale Arcade nel lontano 1983.<br />
Successivamente vennero prodotte conversioni per le macchine casalinghe, tra cui l&#8217;Atari 2600, il Colecovision&#8230;una delle più riuscite fu proprio quella per C64.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-10-21.jpg"><img class="size-medium wp-image-2782 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" alt="2013-07-07 02.10.21" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-10-21.jpg?w=300" width="254" height="196" /></a>Ai tempi ero piccolino, ovviamente conoscevo solo quella versione, ignoravo ogni altra conversione, compresa l&#8217;originale versione Arcade.</p>
<p>Up&#8217;n Down è un racing game, con visuale isometrica.<br />
Lo scopo del gioco è quello di guidare una macchinina rossa, attraverso livelli via via più complessi e articolati, per collezionare 10 bandierine colorate disseminate lungo il percorso.</p>
<p>Non avremo vita facile, infatti il traffico (uno dei maggiori probbblemi di Palemmo), tenterà di farci fuori in ogni modo&#8230;andrà sempre peggio andando avanti nei livelli.<br />
All&#8217;inizio sarà &#8220;semplice&#8221; prendere le bandierine. Percorsi facili, macchine &#8220;traffico&#8221; lente&#8230;<br />
Via via i percorsi diventeranno più complessi: vicoli ciechi, strapiombi in cui occorrerà saltare, salite da prendere a velocità o discese in cui sarà necessario frenare prima.<br />
<a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-11-33.jpg"><img class="size-medium wp-image-2786 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" alt="2013-07-07 02.11.33" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-11-33.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a>Le vetturine traffico saranno sempre più veloci e &#8220;intelligenti&#8221;&#8230;già dal secondo livello, appena tenteremo di fare retromarcia, magari per una bandierina saltata per errore, apparirà un furgone militare che ci tamponerà da dietro, facendoci inevitabilmente perdere una vita.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-12-25.jpg"><img class="size-medium wp-image-2783 alignright" alt="2013-07-07 02.12.25" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-12-25.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Per fortuna la nostra auto è dotata di un sistema di salto, che permettere di evitare le macchine, di saltare gli strapiombi e di &#8220;schiacciare&#8221; le macchinine traffico.</p>
<p>I livelli sono &#8220;ciclici&#8221;, nel senso che un singolo livello si ripeterà continuamente finchè non avremo preso tutte le bandierine.</p>
<p>L&#8217;audio è molto carino, con effetti sonori semplici e simpatici (carinissimo il salto dell&#8217;auto) e una musichetta ripetitiva e che ti entra in testa.</p>
<p>Il gameplay è ottimo, a mio parere. Il gioco è facile da controllare, diverte, l&#8217;auto è precisa nei movimenti e i comandi reattivi.<br />
La difficoltà è ben bilanciata. Inizialmente non sarà semplice, ma poi imparando a conoscere i livelli si andrà avanti in maniera più spedita.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-10-32.jpg"><img class="size-medium wp-image-2784 alignright" alt="2013-07-07 02.10.32" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-07-02-10-32.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a>In conclusione, un gioco davvero consigliatissimo, che riuscì a stupirmi allora e che ancora oggi è capace di tenermi attaccato alla tv per un pò di partite.<br />
I suoi punti di forza sono l&#8217;immediatezza e la semplicità, associati a divertimento sempre crescente per i livelli ben articolati, mai noiosi.</p>
<p>Vi lascio con un video, che mostra il caricamento del gioco da Infinity di Damiano Colombari, la cassetta è da qualche parte in armadio. Ovviamente nessun emulatore quindi, tutto parte da macchina originale. Come dicevo, caricamento e un pò di gameplay (1° livello).</p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/5y5ThkRNQBg" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center></p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2013/07/07/su-e-giu-a-bordo-del-c64/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crea la tua cartuccia per Atari VCS 2600</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/29/crea-la-tua-cartuccia-per-atari-vcs-2600/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/29/crea-la-tua-cartuccia-per-atari-vcs-2600/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 14:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[atari]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[atari vcs]]></category>
		<category><![CDATA[Cartridge]]></category>
		<category><![CDATA[cartuccia]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[label]]></category>
		<category><![CDATA[VCS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://retrogamesmachine.wordpress.com/?p=836</guid>
		<description><![CDATA[Lo ammetto&#8230; non c&#8217;ho un cavolo da fare, ma nel mio peregrinare tra siti di retro-cosi ogni tanto si becca anche qualche genialata.  È questo il caso di &#8220;Label Maker 2600&#8243;, una pagina che ci permette, fornendo una immagine rigorosamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Lo ammetto&#8230; non c&#8217;ho un cavolo da fare, ma nel mio peregrinare tra siti di retro-cosi ogni tanto si becca anche qualche genialata.  È questo il caso di &#8220;Label Maker 2600&#8243;, una pagina che ci permette, fornendo una immagine rigorosamente in formato JPG e settando alcuni parametri di ottenere una replica esatta del design di una cartuccia per Atari VCS 2600 scegliendo addirittura il layout tra solo testo (in questo caso ovviamente non è richiesta una immagine), con immagine prima maniera e silver (quando i box delle cartucce abbandonarono il design colorato per uniformarsi tutti a quello argentato, per intenderci). Il risultato può essere liberamente scaricato e utilizzato. Vi chiederete&#8230; &#8220;perché tutto ciò?&#8221; Ovviamente se siete tra quegli appassionati che si costruiscono cartucce a partire da hombrew impazzirete per avere una stampa da poter appiccicare alla vostra cartuccia, altrimenti  vedete la cosa come uno splendido esercizio di retro-inventiva.</p>
<p>P.s. Dite la verità&#8230; per un attimo avete pensato che vi spiegassi come creare fisicamente una cartuccia per 2600 vero?  <a href="http://www.labelmaker2600.com/" target="_blank" rel="nofollow nofollow">http://www.labelmaker2600.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/29/crea-la-tua-cartuccia-per-atari-vcs-2600/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Atari VCS compie 35 anni!</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/17/latari-vcs-compie-35-anni/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/17/latari-vcs-compie-35-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 21:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[activision]]></category>
		<category><![CDATA[atari]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[atari vcs]]></category>
		<category><![CDATA[videogames]]></category>
		<category><![CDATA[videogichi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://retrogamesmachine.wordpress.com/?p=760</guid>
		<description><![CDATA[Il 14 Ottobre 1977 è una data che ha segnato la storia dei videogiochi e in un certo senso di una intera generazione e forse di quelle a seguire. Nei laboratori Atari a Sunnyvale nella Silicon Valley nasceva il Video [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il 14 Ottobre 1977 è una data che ha segnato la storia dei videogiochi e in un certo senso di una intera generazione e forse di quelle a seguire.</p>
<p>Nei laboratori Atari a Sunnyvale nella Silicon Valley nasceva il Video Computer System, che passerà alla storia come Atari VCS o Atari 2600 come venne in seguito rinominato.</p>
<p>Quest&#8217;anno il VCS compie 35 anni e gode ancora di ottima salute!</p>
<div id="attachment_6173" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/2600box.gif"><img class="size-medium wp-image-6173" title="Atari VCS" alt="2600box" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/10/2600box-300x165.gif" width="300" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">La confezione dell&#8217;Atari Video Computer System. LA STORIA!</p></div>
<p><span id="more-760"></span>Il VCS fu una macchina fondamentale. Fu una delle prime console programmabili (ma non la prima, preceduta dal Fairchild Video Entertainment System (VES), successivamente Channel F), e aveva una tecnologia all&#8217;avanguardia al tempo anche se forse questo fa un po&#8217; sorridere.</p>
<p>Ma non furono questi suoi primati a decretare il suo successo.</p>
<p>Il VCS riuscí a incarnare l&#8217;idea stessa di videogioco di un&#8217;intera generazione e delle successive e  questo lo rese un&#8217;icona capace di trascendere il tempo tanto che ancora oggi viene prodotto software e hardware che ne spingono le capacità a limiti mai pensati fin&#8217;ora.</p>
<p>Non siamo qui oggi per raccontarvi nel dettaglio la tecnologia o le ragioni del successo del VCS anche perché è un argomento vastissimo sul quale sono state scritte centinaia di migliaia di pagine durante tutti questi anni, siamo qui invece per celebrare i 35 anni di questa macchina, per renderle il giusto tributo e come ALFA e OMEGA della storia dei videogiochi.</p>
<p>Perché vi piaccia o no, che l&#8217;amiate o l&#8217;odiate, senza il VCS probabilmente oggi nessuno di noi sarebbe qui.</p>
<p>Noi di the Retrogames Machine abbiamo voluto dare il nostro piccolo contributo alle celebrazioni con questo video celebrativo che vedete qui sotto e potete trovare anche nel nostro canale You Tube.</p>
<p>Auguri VCS e ancora 100 di questi giorni!</p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/MxPhKmS19dM" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/17/latari-vcs-compie-35-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;era una volta&#8230;</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/09/cera-una-volta/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/09/cera-una-volta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 17:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MCP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuffa]]></category>
		<category><![CDATA[Assembly]]></category>
		<category><![CDATA[atari]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[Basic]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore 64/128]]></category>
		<category><![CDATA[Commodore VIC20]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie]]></category>
		<category><![CDATA[Retroprogrammazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sinclair]]></category>
		<category><![CDATA[ZX Spectrum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://retrogamesmachine.wordpress.com/2012/10/09/cera-una-volta/</guid>
		<description><![CDATA[Negli anni 80 i computers disponevano di pochi kb di ram (se non byte&#8230; atari 2600) ed una CPU (processore) che potevano erogare pochi mhz di potenza, ben differenti dagli odierni i7&#8230; ed era assolutamente d&#8217;obbligo programmare nel modo più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Negli anni 80 i computers disponevano di pochi kb di ram (se non byte&#8230; atari 2600) ed una CPU (processore) che potevano erogare pochi mhz di potenza, ben differenti dagli odierni i7&#8230; ed era assolutamente d&#8217;obbligo programmare nel modo più veloce ed ottimizzato possibile. Molti di noi iniziarono con il Basic per poi evolversi buttandosi nel &#8220;cyberspazio&#8221; dell&#8217;assembly. Il periodo era quello della sperimentazione ed il computer veniva visto come il &#8220;cervello elettronico&#8221; a cui tutto era permesso (e possibile).</p>
<p>In pochissimi byte si potevano creare giochi con colori, animazioni e suoni ed effetti, per l&#8217;epoca, strabilianti. Spesso i ragazzi creavano piccole &#8220;demo&#8221; per testare la potenza delle varie macchine (Commodore64, Msx, Amstrad, ZXSpectrum etc) mettendo a confronto i vari limiti cimentandosi in vere e proprie coreografie digitali.</p>
<p>In un&#8217;altra occasione mi piacerebbe riprendere ed approfondire questo argomento.</p>
<p><a href="http://64kappa.files.wordpress.com/2012/10/tasm_c64.jpg"><img src="http://64kappa.files.wordpress.com/2012/10/tasm_c64.jpg?w=487" alt="Image" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2012/10/09/cera-una-volta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>KITE!  x ATARI 2600</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2012/09/30/kite-x-atari-2600/</link>
		<comments>https://www.retrogamesmachine.com/2012/09/30/kite-x-atari-2600/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Sep 2012 07:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[miccolimarco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Atari 2600]]></category>
		<category><![CDATA[Consoles]]></category>
		<category><![CDATA[Homebrew/Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[atari]]></category>
		<category><![CDATA[AtariAge]]></category>
		<category><![CDATA[Cartridge]]></category>
		<category><![CDATA[Homebrew]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://retrogamesmachine.wordpress.com/?p=487</guid>
		<description><![CDATA[Informazioni meteo per domani……. &#8221; molto nuvoloso con forti venti in mattinata, miglioramenti nel pomeriggio con sprazzi di sole, ma il vento rimane molto forte………&#8221; &#160; &#160; Evviva il tempo ideale per praticare il mio hobby preferito, pilotare aquiloni, quindi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Informazioni meteo per domani……. &#8221; molto nuvoloso con forti venti in mattinata, miglioramenti nel pomeriggio con sprazzi di sole, ma il vento rimane molto forte………&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-487"></span><br />
Evviva il tempo ideale per praticare il mio hobby preferito, pilotare aquiloni, quindi domani mattina alle 5:00, mi alzo, esco dal mio caldo lettuccio e vado nel campo fuori casa, per far volare il mio coloratissimo aquilone. (certe passioni ti fanno fare cose strane!)</p>
<p>Alla mattina con grande entusiasmo raggiungo il campetto fuori casa, il sole non è ancora nato ed il vento soffia forte e s&#8217;intravvedono minacciose nuvole, che scaricano fulmini, ma nonostante il brutto tempo faccio volare il mio aquilone.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2903.jpg"><img class="size-medium wp-image-497 aligncenter" title="kite 5" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2903.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Eccolo che si alza velocissimo nel cielo, e posso manovrarlo con precisione tirando le funi collegate all&#8217;aquilone, che si sposta a destra tirando la fune di destra, a sinistra tirando la fune di sinistra, ma attenzione…. un fulmine stava quasi per colpire il mio aquilone, evito la saetta senza nessuna difficoltà e ricomincio a spostarmi  ancora a destra, sinistra, sinistra, destra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2912.jpg"><img class="size-medium wp-image-506 aligncenter" title="kite 8" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2912.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>La mattina trascorre velocemente ed il sole splende nel cielo, sullo sfondo del mio campetto adesso vedo la città, le nuvole si sono calmate, ma stanno arrivando dei fastidiosi uccelli, quindi ricomincio a muovere l&#8217;aquilone a destra, sinistra, sinistra, destra, per evitare delle collisioni con questi volatili.</p>
<p>Che bella giornata!  Voglio passare tutto il giorno a far volare il mio bellissimo aquilone.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2784.jpg"><img class="size-medium wp-image-491 aligncenter" title="kite 3" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2784.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Simon Quernhorst è l&#8217;autore di questa piccola perla per Atari 2600, &#8221; KITE! &#8221; , un gioco che riesce da subito ad affascinarti per la sua semplicità, infatti è sufficiente prendere il joystick ed il tempo passa lieto, quasi come se stessimo facendo volare un vero aquilone.</p>
<p>La mia esperienza di video-giocatore m&#8217;insegna che la semplicità, fa la differenza per riuscire a creare un gioco di successo, se poi aggiungiamo una buona idea, come far volare un&#8217; aquilone!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2786.jpg"><img class="size-medium wp-image-499 aligncenter" title="kite 6" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2786.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Questa caratteristica rende il gioco molto interessante, infatti per segnare il trascorrere del tempo non appare nessun numero, ma viene scandito come in natura, dal sole.</p>
<p>Il sole nasce con l&#8217;alba, lentamente si sposta nel cielo, per poi tramontare. Il tempo del gioco in KITE, viene rappresentato proprio in questo modo. ( un&#8217;idea geniale)</p>
<p>Per quanto riguarda i comandi di gioco, il nostro aquilone si manovra con uno o due joystick, la seconda possibilità rispecchia la realtà, con le sue due funi per gli spostamenti. Fortunatamente il nostro autore, ha pensato bene di dare l&#8217;alternativa di giocare anche con un singolo joystick e anche qui, si nota l&#8217;insistenza alla semplicità, a tal punto che, anche per selezionare uno o due joystick basta muovere lo stesso, facendo apparire o scomparire il disegno di uno o due joystick (un&#8217;altra piccola idea geniale)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2794.jpg"><img class="size-medium wp-image-490 aligncenter" title="kite 2" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2794.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L&#8217;obbiettivo del gioco è quello di raccogliere il numero più alto di puntini, che in maniera casuale appaiono nello schermo, il punteggio è posizionato sul fondo a destra dello schermo, ma quasi si fatica a vederlo, come se si volesse nasconderlo.</p>
<p>Osservando il gioco il tempo trascorre piacevolmente, e con grande divertimento si prende confidenza con la manovrabilità dell&#8217;aquilone, senza preoccuparti minimamente del punteggio, lentamente impari a schivare fulmini e uccelli e gradualmente il livello di difficoltà aumenta, gli uccelli cominciano a spostarsi oltre che a destra e a sinistra anche dall&#8217;alto al basso, i puntini cominciano a muoversi con movimenti simili a quelli dei fastidiosi volatili in questione.</p>
<p>Solo dopo parecchie partite ti preoccupi del punteggio, ogni puntino vale 3 punti, ma se vieni colpito da una saetta o uccello il colore dell&#8217;aquilone cambia di tonalità, ed il punteggio per ogni puntino scende al valore di 2 punti, se poi si viene colpito nuovamente l&#8217;aquilone cambierà ancora, con una tonalità più scura e ogni puntino raccolto farà guadagnare un solo punto e questa sarà l&#8217;ultima possibilità per far volare  l&#8217;aquilone, dopo di che se verrò colpito ancora, l&#8217;aquilone cadrà rovinosamente sul terreno.</p>
<p>Nel gioco si può notare l&#8217;assenza di qualsiasi tipo di selezione, come livelli, vite o altro, il tutto viene eseguito nel progredire del gioco, senza rendersene conto.</p>
<p>Graficamente il tutto è molto appagante, tutti gli oggetti e soggetti vengono disegnati molto bene, con movimenti precisi e fluidi, rimane come sempre l&#8217;audio un pò sotto tono, ma rispecchia molto fedelmente la realtà, immaginatevi di far volare un aquilone e per puro caso, proprio con un temporale in atto, l&#8217;unico rumore udibile sarebbe  il tuono.</p>
<p>Arriviamo alla parte dolente di KITE, questo gioco è una serie limitatissima, il motivo è semplice, stiamo parlando di una produzione homebrew, di un grande programmatore e  appassionato, SIMON QUERNHORST, che per una sua scelta decide di pubblicare il gioco nel 2009 in una quantità molto limitata, solo 35 cassette.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2907.jpg"><img class="size-medium wp-image-500 aligncenter" title="kite 7" alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2012/09/sam_2907.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a></p>
<p>In conclusione KITE è un bellissimo gioco, che crea dipendenza, quando si conclude una partita devi assolutamente rigiocare subito, per riuscire a concludere la giornata, sperando di raggiungere il massimo punteggio.</p>
</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.retrogamesmachine.com/2012/09/30/kite-x-atari-2600/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
