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	<title>the Retrogames Machine &#187; atari</title>
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		<title>La potenza è nulla senza &#8220;controller&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 08:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e ognuna delle &#8220;ERE&#8221; in cui essa viene suddivisa presenta diversi oggetti, facenti parte di diverse categorie, che vengono osannati per il loro aver saputo essere innovativi od oggettivamente migliori, e altri che vengono vilipesi pesantemente per la loro infamia o inutilità. Oggi vogliamo offrirvi una panoramica sui controllers che hanno segnato la storia dei videogiochi, nel bene e nel male, e che si sono convertiti in icone dei loro tempi. <span id="more-8117"></span></p>
<p>Il controller è forse il segno più distintivo di una console, quello che la rappresenta nel corso di tutta la sua esistenza e con cui verrà identificata in futuro. Anche oggi come allora una console può cambiare anche radicalmente il suo aspetto estetico, il suo design, aggiungere o rimuovere caratteristiche più o meno di rilievo, ma raramente verrà modificato il controller che vi era originariamente associato. Pensiamo solo alle innumerevoli varianti che ha subito il design dell&#8217;Atari VCS. Una console storica, simbolo dei videogiochi, divenuta un&#8217;icona immediatamente identificabile con il concetto stesso di videogame, non tanto per se stessa ma per quello che è il suo joystick. Ma anche oggi, se consideriamo la Wii, la Xbox360 e la PS3, il simbolo, la vera identità di una macchina è il suo controller. È logico. Il controller è in realtà l&#8217;unico mezzo che fisicamente mette in comunicazione (&#8220;interfaccia&#8221; si sarebbe detto correttamente a quel tempo, ma con una superficialità forse involontaria) l&#8217;essere umano con la macchina. È quell&#8217;estensione che più di altre ce la fa identificare sensorialmente. Il disegno, l&#8217;ideazione o realizzazione di un controller possono essere la discriminante tra il successo o il fallimento di una macchina. Anche in questo campo cosí peculiare la storia dei videogiochi offre vincitori e vinti che in questo caso non sempre coincidono con il dominatore di una generazione. Andiamo quindi a scoprire il TOP e il FLOP delle varie ere video ludiche nel mondo dei controllers.</p>
<h3>1ª generazione</h3>
<p>TOP: <strong>Paddle<br />
</strong>Qui non c&#8217;è molto da scegliere. A quel tempo il controller analogico era praticamente l&#8217;unico sistema di HUMAN INTERFACE disponibile. Ed era anche logico che lo fosse vista la tecnologia che veniva implementata a quell&#8217;epoca. A conti fatti svolgeva ottimamente il suo compito dovendo controllare solo una serie di cloni di Pong, e quindi era difficile che se ne trovasse uno scomodo o che funzionasse male&#8230; Ma qualcuno ci riuscì! FLOP: <strong>Nessuno</strong></p>
<h3>2ª generazione</h3>
<div id="attachment_9082" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS.jpg"><img class="size-medium wp-image-9082" alt="VCS" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari VCS 2600</p></div>
<p>TOP: <strong>Joystick Atari VCS 2600<br />
</strong>Non credo ci sia bisogno di troppi giri di parole per presentare il mitico joystick dell&#8217;Atari VCS. Nella sua essenzialità si rivelò un controller che sfiorava la perfezione, e che a distanza di anni (o meglio di decenni) è ancora tra i preferiti di moltissimi videogiocatori che ne apprezzano la grande precisione ed ergonomia. Certo, con il senno di poi, non è esente da difetti come ad esempio disporre di un solo tasto di fuoco e l&#8217;essere decisamente &#8220;unfriendly&#8221; nei confronti dei mancini, ma se è stato capace di elevarsi ad icona non solo della sua generazione ma praticamente della stessa idea di videogioco, chi siamo noi per affermare il contrario?</p>
<div id="attachment_9067" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" alt="5200" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 5200</p></div>
<p>FLOP: <strong>Joystick Atari 5200<br />
</strong>Non è un segreto che nella prima metà degli anni &#8217;80 &#8220;<em>Videogame faceva rima con Atari</em>&#8221; (vabbé, non letteralmente, però dai, ci siamo capiti). La ditta di Sunnyvale aveva praticamente monopolizzato l&#8217;opinione pubblica per quanto riguardasse il divertimento elettronico, e questo tanto nel bene quanto nel male. Non è un caso che Atari venga citata come la pioniera delle vette più alte che l&#8217;industria ludica raggiunse al tempo ma anche come fonte delle disgrazie che la afflissero, e una prova la abbiamo anche coi controllers di questa generazione i cui top e flop sono, anch&#8217;essi, appannaggio di Atari. Del top abbiamo già detto; il flop è il controller dell&#8217;Atari 5200 Supersystem, un controller sinceramente ben pensato che avrebbe dovuto coniugare quanto di buono proposero i competitor di Atari (come il tastierino numerico di Intellivision e Coleco, e lo stick analogico del Vectrex) ma che si rivelò un disastro quanto a realizzazione. Sorvolando sulla SCARSISSIMA qualità costruttiva (quando invece il joy del 2600 era un carroarmato) il difetto principale del comando era che lo stick analogico NON era autocentrante! Un vero incubo per quei giochi che richidevano precisone e velocità di esecuzione (ovvero circa il 99% della produzione ludica del tempo). Il malcontento dei possessori del 5200 (oltre ad una serie di politiche commerciali sbagliate in puro stile Atari post VCS, ma questa è un&#8217;altra storia) , li obbligò di fatto a comprare ottimi controller di terze parti, e fu di tali proporzioni da decretare il fallimento della macchina.</p>
<h3>3ª generazione</h3>
<div id="attachment_9068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9068" alt="nes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo NES</p></div>
<p>TOP: <strong> Pad Nintendo NES<br />
</strong>Ok. Se vogliamo dirla tutta in questa generazione non vi sono macchine che brillino particolarmente per il controller che le accompagnava. Pare difatti che i designer di tutte le case produttrici di hardware fossero cadute vittima di un&#8217;atroce pandemia di SQUADRITE. Questa insolita patologia (da non confodersi con lo SQUADRISMO) rendeva incapaci i progettisti di creare oggetti che non avessero forme terribilmente ed inesorabilmente SQUADRATE, e per questo assolutamente anti-ergonomiche. Ovviamente tra tutti i controller presenti sul mercato c&#8217;era comunque un top che in questo caso era rappresentato dal pad del NES. Perché? Ma ovviamente in virtù della sua MERAVIGLIOSA croce direzionale, marchio di fabbrica della GRANDE N, la cui precisione rasentava la perfezione e che non vi obbligava a preoccuparvi di premerla in un certo modo per far si che il personaggio sullo schermo facesse esattamente quello che desideravate. Anzi, a volte sembrava davvero il &#8220;prolugamento dei vostri polpastrelli&#8221;. E meno male! In fondo già era una tortura sufficente dover tenere in mano quella &#8220;cavolo&#8221; di tavoletta QUADRATA, o no?</p>
<div id="attachment_9069" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800.jpg"><img class="size-medium wp-image-9069" alt="7800" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 7800</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari 7800<br />
</strong>Devo dire la verità, sono stato a lungo titubante se affibbiare la palma del flop di 3ª generazione al pad del Sega Master System o al controller dell&#8217;Atari 7800, poi però mi sono reso conto che veramente non avrei mai dovuto avere un dubbio simile, non solo perché il controller del Sega Master System è impreciso e frustrante da dominare mentre quello del 7800 è incredibilmente preciso nel NON ESEGUIRE il vostro input, non solo perché il controller Atari è realizzato con dei matariali che definire scadenti è incredibilmente magnanimo, ma anche perché il 7800 è l&#8217;unica console (a mia memoria almeno) venduta con due diversi controller nelle versioni americana (il joystick PRO-LINE) ed europea (l&#8217;Atari pad) ed entrambe OSCENE in quanto a design, ergonomia e risposta. Un primato del genere meritava essere celebrato in qualche modo.</p>
<h3>4ª generazione</h3>
<div id="attachment_9070" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9070" alt="snes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Super Nintendo</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo SNES<br />
</strong>A volte nella vita uno deve lasciare da parte i sentimenti e le opinioni personali, guardarsi allo specchio, accettare la realtà e i fatti per quello che sono. Questa è una di quelle volte. Sono sempre stato un sostenitore di SEGA nella console war dei primi anni &#8217;90. Ammaliato dal carisma della GRANDE S e dei suoi sontuosi coin-op, avevo eletto il Megadrive a mio alfiere dell&#8217;intrattenimento consolaro domestico, anche se però, al tempo, non avevo i soldi per comprarlo (o meglio, non avevo i soldi per comprarmi le cartucce). E poco me ne fregava di Mode7, SuperFX, Marii e Yoshi vari. Per me il Megadrive rimaneva superiore in tutto rispetto al Super Nintendo. Oddio, superiore in tutto-TUTTO no. Quel cavolo di controller a forma di fagiolo messicano non era male, ma forse in un burrito sommerso di guacamole ci sarebbe stato meglio. E poi, cavolo, aveva solo 3 tasti, e mentre i miei amici nintendari stavano lì a pestarsi in casa con Street Fighter II coi loro bei 6 tasti colorati (vabbé, 4 colorati e 2 grigi. Pignoli!), io dal mio amico Daniele, quello che aveva il Megadrive e mi faceva sbavare davanti a Super Shinobi, mi ritrovavo a &#8220;switchare&#8221; tra calci e pugni con il tasto START. Tristezza. E poco importa se in seguito il &#8220;fagiolo&#8221; fu sostituito da un nuovo pad bello fiammante a 6 tastazzi, con forme che avrebbero anticipato lo STUPENDO controller del successivo Saturn. Ormai la battaglia sul fronte controller di 4ª generazione era stata vinta da Nintendo che con un blitzkrieg clamoroso aveva stabilito un nuovo paradigma e cioè che il giocatore casalingo voleva annegare nei tasti di fuoco, e mi aveva lasciato una cicatrice sullo zigomo a futura memoria della batosta subita.</p>
<div id="attachment_9071" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9071" alt="cdi" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Philips CDi</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Philips CDi<br />
</strong>Ma che è? Un telecomando? Un puntatore laser? Un topo addormentato? Boh? A onor del vero bisogna dare atto che il flop si riferisce al primo controller in dotazione al CD-i che successivamente fu venduto con un pad &#8220;propriamente detto&#8221; ispirato a quello dello SNES (ma guarda un po&#8217;) e paurosamente simile al GRAVIS GAME PAD per PC. Questo nuovo controller, ben lungi dal raggiungere l&#8217;eccellenza, era però per lo meno DECOROSO, ma da solo, ovviamente, non riuscí a risollevare la macchina Philips dalla disastrosa situazione di mercato (e non solo) in cui versava.</p>
<h3>5ª generazione</h3>
<div id="attachment_9072" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx.jpg"><img class="size-medium wp-image-9072 " alt="psx" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sony Playstation</p></div>
<p>TOP: <strong>Sony PlayStation DualShock<br />
</strong>Parlare del DualShock non è facile. Che altro si può dire a proposito di questo meravigilioso controller che non sia già stato detto? Forse che ha portato la luce dell&#8217;ergonomia più estrema dopo lunghe epoche buie di controller in fondo tutti uguali? Forse che è stato il primo che ha offerto ai giocatori degli strumenti che non ritenevano tutto sommato necessari (doppio controllo analogico e force feedback) e li ha resi uno standard de facto per ogni controller a venire, per quanto economico esso fosse? Forse che si è posto come termine di paragone dei controller di successo per le generazione a venire? A dire il vero si potrebbe dire di tutto e di più riguardo al DualShock, ma per quanto ne potrete parlare non riuscirete MAI a parlarne male.</p>
<div id="attachment_9073" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag.jpg"><img class="size-medium wp-image-9073" alt="jag" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari Jaguar</p></div>
<div id="attachment_9076" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32.jpg"><img class="size-medium wp-image-9076" alt="cd32" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Commodore Amiga CD32</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari Jaguar / Pad Commodore CD32<br />
</strong>Con il senno di poi appare davvero curioso che le due grandi regine degli anni 80, divise e contrapposte in tutto, siano unite in un triste epitaffio alla loro storia scritto da due macchine che sanciscono il loro addio al mercato dell&#8217;informatica personale. Il Jaguar ed il CD32 furono delle macchine fallimentari su tutta la linea, che forse non decretarono da sole la rovina di Atari e Commodore, ma sicuramente furono identificate come esempi del declino inarrestabile ed inesorabile dei due colossi made in USA. Ben poco delle due macchine si salvava e quel poco soccombeva nell&#8217;approssimazione ingegneristica e perdendosi nel caos progettuale. I controller non facevano eccezione ed erano tanto scadenti da meritarsi in ex-aequo il poco ambito titolo di &#8220;flop generazionale&#8221;. Se il controller del Jaguar era di una scomodità assurda con la sua forma e mole da citofono (ma non la cornetta che avete in casa, proprio tutto il pannello per comunicare con 45 appartamenti che è appeso fuori dal portone) ma tutto sommato offriva una qualità di controllo nella media, il pad del CD32, al contrario, presentava un design elegante tutto sommato pratico e funzionale ma, essendo probabilmente stato costruito con la plastica delle sorprese kinder, era di una fragilità sconcertante (c&#8217;è chi ha assicurato si averlo sentito CIGOLARE e SCRICCHIOLARE durante l&#8217;uso) e offriva una precisione di controllo a dir poco indegna. Ognuno dei due dispositivi primeggiava (in negativo) rispetto all&#8217;altro in un aspetto, per cosí dire, complementare, a tal punto che, paradossalmente, dai (pochi) punti positivi dei due se ne sarebbe potuto realizzare uno accettabile. Davvero una conclusione beffarda della guerra che vide fronteggiarsi le due leggende dell&#8217;informatica, alla fine unite in un comune destino di cui il controller delle loro ultime sfortunate macchine era forse l&#8217;immagine più emblematica.<strong> </strong></p>
<h3>6ª generazione</h3>
<div id="attachment_9079" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" alt="cubbo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo GameCube</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo Gamecube<br />
</strong>Credo di non esagerare quando affermo di trovarci davanti a uno dei MIGLIORI controller di sempre. Nintendo fece tutto bene con il Gamecube (a parte il marketing) e il pad a corredo della macchina non fu da meno. Delle scelte stilistiche innovative, ma meno azzardate di quelle fatte con il pad del Nintendo 64, ci hanno regalato uno strumento di un ergonomia unica che quasi si fonde con le mani del giocatore, il quale mai (e forse MAI PIÙ) come in questo caso sente di avere davvero a portata di &#8220;dito&#8221; il controllo totale di ogni possibile azione di gioco. La tradizionale precisione dei controller Nintendo fa poi il resto, consegnandoci una piccola opera d&#8217;arte che, forse a causa del non clamoroso successo della macchina a cui era abbinato, non ha trovato la sua consacrazione definitiva presso il grande pubblico, finendo troppo presto dimenticato. Certo, non era esente da critiche, come ad esempio la croce direzionale forse troppo piccola, la strana presenza di 3 tasti dorsali invece dei canonici 4. Forse anche la sua spiccata personalità ed ergonomia, in casi estremi, potevano rivelarsi un limite, non permettendo ad ogni giocatore di adattarsi alla sua particolare ma vincente conformazione. Però il fascino e la qualità di questro controller travalicano i suoi piccoli nei, e ne fanno un gioiello da scoprire e riscoprire ogni giorno.</p>
<div id="attachment_9080" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast.jpg"><img class="size-medium wp-image-9080" alt="dreamcast" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sega Dreamcast</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Sega Dreamcast</strong><br />
A volte mi chiedo che diavolo passasse per la testa ai dirigenti di SEGA verso la fine degli anni &#8217;90. Ad un decennio di successi nel settore dei coin-op e dei sistemi casalinghi ne seguí uno in cui i prodotti oggettivamente validi e potenzialmente di successo vennero rovinati da scellerate decisioni di marketing e tecniche. Il Dreamcast, purtroppo, non fa eccezione. Una macchina eccezionale in grado di precorrere i tempi e dominare il mercato, ma alla quale tagliarono le gambe le politiche aziendali di SEGA e (sebbene in misura molto minore) un controller che presentava scelte progettuali per lo meno discutibili. Disegnato e realizzato intorno alla rivoluzionaria (secondo i tecnici della casa giapponese) idea della Visual Memory Unit, il controller si rivelava &#8220;pachidermico&#8221; e molto scomodo soprattutto a causa delle dimensioni, inoltre presentava delle caratteristiche obsolete per i tempi, che rappresentavano in alcuni casi un passo indietro rispetto allo <strong>STUPENDO</strong> pad del Saturn. Cioè, qualcuno mi spiega come può il pad di una macchina successiva alla Playstation avere solo uno stick analogico e solo 6 pulsanti invece che 8 come avevano, appunto, il pad della PSX e quello <strong>STUPENDO</strong> del Saturn. Come se ciò non bastasse, per fare spazio alle famigerate VMU, il cavo di collegamento alla console invece di finire (come logico) nella parte alta del controller, finiva in quella bassa, &#8220;puntando&#8221; il giocatore piuttosto che la macchina, risultando quanto meno scomodo anche per la sua lunghezza non generosa. Aggiungete a questo una croce direzionale sufficente ma non eccezionale e capirete che Dreamcast : pad = Megadrive : 32x</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>STRANGELAND: il terrore arriva sull&#8217;ATARI 2600</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2014 17:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[miccolimarco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ciao, sono CAPTAIN HOWDY, ti piacerebbe vivere una forte emozione questa sera? Ti aspetto alla mia festa per una serata che non dimenticherai mai!&#8220; CAPTAIN HOWDY è un sadico schizofrenico che, utilizzando una primordiale CHAT degli anni 90, invita delle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: left;">&#8220;<em>Ciao, sono CAPTAIN HOWDY, ti piacerebbe vivere una forte emozione questa sera? Ti aspetto alla mia festa per una serata che non dimenticherai mai!</em>&#8220;</p>
<p>CAPTAIN HOWDY è un sadico schizofrenico che, utilizzando una primordiale CHAT degli anni 90, invita delle giovani ragazze ha frequentare la sua abitazione per poi sacrificarle tramite giochi sadici e masochisti incentrati sulla sua mania per i piercing.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-8562" alt="SAM_4858" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4858-300x225.jpg" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: -webkit-auto;"><span id="more-8573"></span></p>
<p>Questo è l&#8217;inizio di un film horror anni 90 di scarso successo (in Italia verrebbe classificato come film di serie B) a cui si è voluto dare un piccolo tributo creando questo STRANGELAND per ATARI 2600 con licenza ufficiale.</p>
<p>Tutti adesso vi starete chiedendo il motivo della scelta di una console come il nostro piccolo ATARI 2600, che con i suoi 4K rom difficilmente riuscirà ha trasmettere l&#8217;atmosfera di puro terrore del film.</p>
<p>Il motivo principale della scelta dell&#8217;ATARI 2600 è la grande passione che l&#8217;autore ha per questa console, e che unita alla sua passione verso i film horror ha permesso di generare il videogioco di STRANGLAND.</p>
<p>La licenza ufficiale del film STRANGELAND serve per creare la trama del gioco, che insieme ad un&#8217;ottimo box riesce a vendere quelle 20 copie in edizione limitata che altrimenti non avrebbe venduto, creando in questo modo un&#8217;attrazione per i collezionisti; provate a pensare a quante copie di HALO 2600 sarebbero state vendute se il gioco non fosse stato creato con licenza ufficiale?</p>
<p>Poche, molto poche.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4853.jpg"><img class="size-medium wp-image-8560 aligncenter" alt="SAM_4853" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4853-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4862.jpg"><img class="size-medium wp-image-8565 aligncenter" alt="SAM_4862" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4862-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4863.jpg"><img class="size-medium wp-image-8566 aligncenter" alt="SAM_4863" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4863-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo motivo il nostro autore, SCOTT DAYTON, si appoggia a diversi films horror con queste limitate produzioni ufficiali hombrew, riuscendo a creare una trama ed incuriosire appassionati e collezionisti, trasformando i suoi piccoli giochi in preziosi diamanti che, se messi in vendita su EBAY, schizzerebbero a cifre impressionanti.</p>
<p>La sua Software House di nome NEO GAMES ha già prodotto diverse limitate produzioni ufficiali homebrew come GODZILLA, ARMY OF DARKNESS,  PHANTASM ed altre, tutte serie limitate diventate ricercatissime dai collezionisti.</p>
<p>Osservate con quale maestria il nostro autore riesce a trasmettere una sensazione di profondità nella schermata iniziale di ARMY OF DARKNESS x ATARI 2600:</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/b8Sz5S1duQ8" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>oppure osservate questo annuncio che anticipa il gioco di GODZILLA x ATARI 2600:</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/_tnlDCGfTZY" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Bisogna ammettere che SCOTT DAYTON è abilissimo nello sfruttare queste licenze ufficiali, creando una suspance incredibile riferita a dei giochi che altrimenti avrebbero poco da dire e dimostrare.</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/yJ-tM1sODzE" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>STRANGELAND per ATARI 2600 non è un gioco che grida al miracolo di programmazione, ma rimane comunque di buona fattura ricordando alla lontana il gioco di KABOOM.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL GIOCO DI STRANGELAND</strong></p>
<p>Sullo schermo vi sono diverse figure che rappresentano dei demoni, e che nella follia del nostro schizzofrenico CAPTAIN HOWDY  lo aggrediscono cadendo a diverse velocità. Il nostro protagonista colpisce a pugni i suoi incubi ma se a sua volta verrà colpito al braccio da un demone perderà una vita.</p>
<p>Per ottenere più punti bisogna riuscire a colpire i demoni con i pugni dello stesso colore, e il colore può essere cambiato con il pulsante di fuoco. Grazie a questa difficoltà il gioco guadagna un po&#8217; di profondità, ma il gameplay è tutto qui e non c&#8217;è altro se non la piccola figurina autografata da SCOTT DAYTON.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_5060.jpg"><img class="size-medium wp-image-8626 aligncenter" alt="SAM_5060" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_5060-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4861.jpg"><img class="size-medium wp-image-8564" alt="SAM_4861" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/SAM_4861-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Competition Pro USB: ritorno di una leggenda</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 09:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shuriken80]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gennarino Amicoggiò (già conosciuto tempo fa in altri luoghi..) ha finalmente trovato moglie…In verità non è che abbia proprio SCELTO di sposarsi, è stato portato a dire il fatidico “si” dalla sua allora fidanzata,  distratto mentre cercava di prendere disperatamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Gennarino Amicoggiò (già conosciuto tempo fa in <a title="Gennarino e il SNES" href="http://www.retrogamesmachine.com/2013/11/09/super-ufo-pro-8-giochi-snes-su-sd/" target="_blank">altri luoghi</a>..) ha finalmente trovato moglie…In verità non è che abbia proprio SCELTO di sposarsi, è stato portato a dire il fatidico “si” dalla sua allora fidanzata,  distratto mentre cercava di prendere disperatamente il  6° Smeraldo del Chaos a Sonic.</p>
<p><span id="more-8101"></span></p>
<p>La vita in casa si è subito rivelata difficile.  La moglie ha riempito di cornici d’argento e cornucopie con fiori finti  ogni tavolo/scrivania/mensola.<br />
Gennarino ha visto infrangersi in un attimo il suo sogno  di crearsi una camera con tutte le sue retro console, piena di CRT e anche con un jukebox originale anni ’70.</p>
<p>Troppo pigro per avventuarsi  in una causa di divorzio, e con Super Mario World 3 su NES  a metà  (si sa che una volta iniziato è VIETATO spegnere il nes, per non perdere i progressi, vero Mauro Corbetta?),  Gennarino decide di accettare dei compromessi.<br />
Nes, Megadrive,ok… ma…non c’è spazio per il C64!..nè per l’Amiga 500!</p>
<p>“Pazienza”, mi disse al telefono, “mi accontenterò di  un Notebook con Vice e qualche rom&#8221;.<br />
Ma era troppo triste e sconsolato senza un CRT e con i comandi da tastiera. Così  decisi di rendergli l’esperienza di gioco più fedele ai suoi ricordi.<br />
Il giorno successivo lo resi felicissimo regalandogli un fantastico Competition Pro USB!</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102218.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8104" alt="Competition PRO USB" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102218-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Competition PRO USB  (della Speed Link) è una riedizione, appunto USB, del glorioso Competition Pro 9pin uscito negli anni 80.</p>
<p>Lo stick si presenta esattamente IDENTICO in dimensioni all’originale.<br />
La leva a 2 assi agisce su 4 microswitches, restituendo un feedback identico  al suo antenato.<br />
Anche i 2 pulsanti principali di fuoco funzionano con microswitches.<br />
Appena sopra la base, poco sotto la leva, troviamo altri 2 tasti di forma triangolare, molto piccoli, che sull’originale non erano presenti.<br />
Questo nuovo Competition pro ha quindi un totale di 4 tasti indipendenti.</p>
<div id="attachment_8106" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103717.jpg"><img class="size-medium wp-image-8106" alt="Prova con WinVice, su Windows" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103717-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Prova con WinVice, su Windows</p></div>
<p>Ottimo per i giochi amiga che usano più di un tasto o per chi volesse avventurarsi con altri emulatori su cui girano giochi che usano più tasti.</p>
<div id="attachment_8105" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103942.jpg"><img class="size-medium wp-image-8105 " alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103942-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">IK+ su Vice con Competition Pro USB</p></div>
<p>Personalmente lo consiglio su emulatori di macchine come il C64, l’Amiga, l’Atari, macchine su cui questo stick funzionava realmente ai tempi.<br />
L’ho trovato abbastanza scomodo e inadatto al Mame e ad emulatori di altre console più moderne.<br />
Sul retro, troviamo un piccolo interruttore per attivare l’autofire su tutti i tasti di fuoco.</p>
<div id="attachment_8115" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102355.jpg"><img class="size-medium wp-image-8115" alt="Interruttore Auto-Fire" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102355-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Interruttore Auto-Fire</p></div>
<p>Come vedete dalla foto qui in basso, viene riconosciuto in modo assolutamente automatico da Windows, ed è facilmente configurabile con qualsiasi programma di interfaccia  Stick-Tastiera (io ho usato l&#8217;ormai famoso Xpadder).</p>
<div id="attachment_8107" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103132.jpg"><img class="size-medium wp-image-8107" alt="Configurazioni con Xpadder, su Windows" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103132-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Configurazioni con Xpadder, su Windows</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stick  si trovava a un prezzo di circa 25 euro qualche anno fa, e ho visto che ancora oggi si trova online su amazon/ebay.</p>
<div id="attachment_8108" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_104228.jpg"><img class="size-medium wp-image-8108" alt="Confronto con un originale Stick dei tempi (Logic3, copia perfetta del Competition Pro)" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_104228-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Confronto con un originale Stick dei tempi (Logic3, copia perfetta del Competition Pro)</p></div>
<p>Consapevoli di andare incontro a tutti i pregi e difetti dell’originale (ad esempio un’estrema robustezza che si scontra con una leva dura ottima per l’allenamento di bicipiti e tricipiti), lo consiglio VIVAMENTE a chi, come Gennarino, ha problemi logistici per usare ingombranti CRT e macchine reali, ma non vuole rinunciare totalmente al feeling della macchina originale, quantomeno nei comandi (pensandoci, è proprio il joystick il mezzo di interazione fisico tra noi e il gioco)</p>
<div id="attachment_8109" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102459.jpg"><img class="size-medium wp-image-8109" alt="Etichetta alla base e manuale" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102459-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Etichetta alla base e manuale</p></div>
<p>Alla prossima! Stay tuned!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Space Arcade &#8211; asteroidi su Android</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 10:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando qualche giorno fa un lettore ci inoltrò una richiesta per pubblicizzare il suo nuovo gioco per android, quasi non ci potevamo credere. Ci sentimmo esattamente nella stessa posizione in cui dovevano trovarsi i redattori delle riviste storiche che tanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Quando qualche giorno fa un lettore ci inoltrò una richiesta per pubblicizzare il suo nuovo gioco per android, quasi non ci potevamo credere. Ci sentimmo esattamente nella stessa posizione in cui dovevano trovarsi i redattori delle riviste storiche che tanto hanno influito sulla nostra crescita di amanti dei videogiochi e dell&#8217;informatica.<br />
Eccitati all&#8217;idea di ripercorrere i fasti di chi gloriosamente ci ha preceduto, abbiamo accettato con entusiasmo la richiesta del nostro amico e ci siamo trovati davanti ad un simpatico giochino che reinterpreta in chiave moderna uno dei grandi classici del divertimento elettronico: Asteroids.</p>
<p><span id="more-8387"></span></p>
<p>Space Arcade, nonostante abbia un titolo assolutamente generico che non tradisce nulla delle sue radici se non l&#8217;ambientazione spaziale, è, come detto, una versione di Asteroids adattata al gusto moderno e sviluppata da Marco Gallo per dispositivi Android utilizzando il celeberrimo motore <a title="Unity (motore di gioco)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unity_(motore_di_gioco)" target="_blank">Unity3D</a>.</p>
<p>Lo scopo del gioco, per coloro che (VERGOGNA!) non conoscessero Asteroids, è quello di sopravvivere il più a lungo possibile intrappolati in un campo di asteroidi, disintegrandoli con i nostri laser prima di entrare in collisione con essi.<br />
I corpi celesti di più grandi dimensioni, se colpiti dal fuoco della nostra navetta, si frantumeranno in pezzi sempre più piccoli e così via, fino alla loro completa distruzione.<br />
A rendere più complicata la nostra missione ci saranno delle occasionali incursioni nell&#8217;area di gioco di alcuni UFO la cui traiettoria è estremamente imprevedibile e che potranno anche far fuoco verso il nostro velivolo il quale, oltre a rispondere al fuoco, potrà anche spostarsi liberamente nello schermo in modo da evitare le minacce incombenti.</p>
<div id="attachment_8390" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/spacearcade3.jpg"><img class="size-medium wp-image-8390    " alt="spacearcade3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/spacearcade3-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Il look &#8220;giocattoloso&#8221; di Space Arcade è tutto sommato gradevole</p></div>
<p>Il gioco non offre particolari spunti innovativi rispettto alla meccanica originale del classico Atari se non l&#8217;introduzione di un sistema di power ups non eccessivamente invasivo e, soprattutto, la non implementazione dell&#8217;iperspazio che tanto aveva caratterizzato il gameplay del coin-op.<br />
Si tratta comunque di uno schema di gioco piacevole e ben collaudato che non presta il fianco a particolari critiche.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;implementazione dei comandi è il vero punto debole di questo gioco.<br />
Il nostro Marco ha cercato di aggirare i risaputi limiti che presentano i dispositivi touch nel controllo di giochi arcade frenetici ideando un sistema che abbandona lo schema di movimento rotatorio del gioco originale in favore di un puntamento a &#8220;trascinamento&#8221; che risulta però lento e poco preciso, con il risultato che spesso non si riesce ad arrivare &#8220;in tempo&#8221; a sparare a quel maledetto asteroide.<br />
Questo sistema di controllo impone un radicale cambio nel gameplay. Se nell&#8217;originale si premiava la staticità e i movimenti della navicella erano richiesti in situazioni estreme, qui si deve girare costantemente in lungo e in largo data la poca reattività del sistema di puntamento. Purtroppo le dimensioni &#8220;generose&#8221; degli oggetti sullo schermo riducono un po&#8217; troppo l&#8217;area di gioco utile dando un po&#8217; la sensazione di &#8220;soffocamento&#8221; già a partire dai livelli meno avanzati.</p>
<p>Ultimi, piccoli difetti che abbiamo riscontrato sono la mancanza di una schermata di istruzioni che spieghi i controlli in modo dettagliato (sinceramente abbiamo ancora dubbi sul fatto di non aver ben capito come si controlla la navicella) e l&#8217;assenza di un pulsante per uscire dal gioco, cosa, a dire il vero piuttosto strana ed inusuale,che ci ha costretto a premere il tasto &#8220;home&#8221; del nostro telefono dato che il tasto &#8220;indietro&#8221; non sortiva alcun effetto, limitandoci cosí a &#8220;parcheggiare&#8221; in background il gioco piuttosto che chiuderlo consumando così preziose risorse del nostro dispositivo.</p>
<div id="attachment_8389" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/spacearcade2.jpg"><img class="size-medium wp-image-8389" alt="spacearcade2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/spacearcade2-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">La presenza di power-ups aggiunge quel tocco di modernità che non guasta al classico gameplay di Asteroids</p></div>
<p>Alla luce di quanto sopra esposto però, non vogliamo dire che Space Arcade sia un brutto gioco.<br />
È un lavoro che dimostra un&#8217;ottima capacità tecnica da parte del suo autore e presenta un design visuale gradevole e al passo coi tempi (anche se forse un po&#8217; troppo &#8220;giocattoloso&#8221;).<br />
Il gameplay, nonostante i difetti di implementazione che abbiamo riscontrato è concettualmente ben realizzato e se ulteriormente raffinato potrebbe, in futuro, riservare delle piacevoli sorprese.</p>
<p>Concludiamo tributando il giusto plauso a Marco per questa sua opera e invitandolo ad apportarvi quelle piccole correzioni che lo renderebbero sicuramente un piccolo grande classico tra i giochi per Android.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Space Arcade è disponibile su Google Play Store a questo <a title="Space Arcade - Google Play Store" href="https://play.google.com/store/apps/details?id=it.marcogallo.spacearcade&amp;hl=it" target="_blank">LINK</a>. Provatelo!</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Speciale Atari, Intellivision e Colecovision Flashback &#8211; Anteprima in esclusiva (feat. Simone Bregni)</title>
		<link>https://www.retrogamesmachine.com/2014/09/04/atari-intellivision-colecovision-flashback-anteprima-in-esclusiva/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 09:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MetalRedStar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono ancora in vendita e già se ne parla come i nuovi oggetti del desiderio dei giocatori &#8220;vintage&#8221; di tutto il mondo. Non sono ancora in vendita e già gli appassionati si strappano le vesti nella foga di carpire [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p lang="en-US">Non sono ancora in vendita e già se ne parla come i nuovi oggetti del desiderio dei giocatori &#8220;vintage&#8221; di tutto il mondo.<br />
Non sono ancora in vendita e già gli appassionati si strappano le vesti nella foga di carpire informazioni su questi &#8220;nuovi&#8221; gioielli.<br />
Non sono ancora in vendita e già si specula sui loro successori.<br />
Non sono ancora in vendita e già The Retrogames Machine vi presenta una recensione LIVE in anteprima assoluta!</p>
<p lang="en-US"><span id="more-8183"></span><strong><em>Introduzione di Emiliano &#8220;MetalRedStar&#8221; Buttarelli</em></strong></p>
<p lang="en-US">Hardware d&#8217;epoca o emulazione? Questo è il dilemma&#8230;</p>
<p lang="en-US">Gli appassionati di retrogaming sanno benissimo che una delle discussioni più &#8220;calde&#8221; dell&#8217;ambiente riguarda gli strumenti con cui rivivere i capolavori del passato e le emozioni che erano in grado di scatenare.<br />
Se da un lato è innegabile che la piena esperienza &#8220;retro&#8221; non possa prescindere da un setup d&#8217;epoca in modo da ricreare la &#8220;fisicità&#8221; di quei momenti, è pur vero che poter disporre di console, controller e giochi perfettamente funzionanti e collegare il tutto a un bel televisiore a tubo catodico non è proprio cosa per tutti, e non tanto (non solo) per la spesa necessaria a reperire tutti questi apparecchi ma anche (e spesso SOPRATTUTTO) per lo spazio che tale armamentario richiede per la conservazione e l&#8217;utilzzo.</p>
<div id="attachment_8233" style="width: 190px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/AtariFB1.jpg" target="_blank"><img class=" wp-image-8233    " alt="Il primo Atari Flashback... FAIL!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/AtariFB1-300x289.jpg" width="180" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo Atari Flashback&#8230; FAIL!</p></div>
<p lang="en-US">Non tutti hanno la possiilità di tenere in casa un Atari VCS  con 90 giochi, o un Intellivision e/o un Colecovision con 60 ciascuno e quindi, volenti o nolenti, si ricorre all&#8217;emulazione in modo da poter almeno riprodurre i sui nostri computer i giochi che tanto ci divertivano anni fa, e poco importa se li dobbiamo giocare con i tasti cursore&#8230;</p>
<p lang="en-US">Esiste però una TERZA via. Una via che potremmo definire  del &#8220;compromesso&#8221; che ci permette di eseguire una eccellente emulazione in un &#8220;ambiente&#8221; sapientemente ricreato al fine di replicare con ottima approssimazione  il &#8220;feeling&#8221; di quei tempi.</p>
<p lang="en-US">Stiamo parlando delle console FLASHBACK, repliche più o meno fedeli delle gloriose piattaforme di un tempo.</p>
<p lang="en-US">Questi prodotti affondano le loro radici nel progetto ATARI FLASHBACK che, facendo leva sull&#8217;enorme popolarità del marchio ATARI, proponeva una macchina dalle fattezze similari alla console a cui si ispirava e al cui inerno era memorizzata una ragguardevole quantità di giochi al tempo disponibili per l&#8217;apparecchio originale.</p>
<p lang="en-US">Invero la prima incarnazione dell&#8217;Atari Flashback (come pure i similari Intellivision 10 e 25, orrendi pad ispirati alla console Mattel, che condividevano praticamente tutti i difetti con la macchina che si rifaceva alla storica rivale)  era tutt&#8217;altro esente da critiche presentando non solo un look simile ad un Atari 7800 piuttosto che al più appropriato VCS 2600 (MA PERCHÉ???) ma soprattutto a causa del fatto che i giochi proposti era delle SIMULAZIONI dei giochi originali e sinceramente anche decisamente mal fatte.</p>
<div id="attachment_8234" style="width: 190px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/AtariFB2.jpg" target="_blank"><img class=" wp-image-8234  " alt="A partire dalla seconda incarnazione dell'Atari Flashback le cose si fecero interessanti...." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/AtariFB2-300x261.jpg" width="180" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">A partire dalla seconda incarnazione dell&#8217;Atari Flashback le cose si fecero interessanti&#8230;.</p></div>
<p lang="en-US">Cionostante il progetto ATARI FLASHBACK conobbe ulteriori successive versioni (delle quali la 2 fu la più pregevole dal punto di vista squisitamente tecnico) che finalmente recuperavano non solo il design del 2600 per quanto riguarda console e (soprattutto) controllers, ma facevano girare le ROM originali dei giochi cosí da offrire un&#8217;esperienza revival pressocché perfetta.</p>
<p lang="en-US">Ogni nuova incarnazione del FLASHBACK presentava qualche piccola modifica alla macchina e, soprattutto, ampliava il parco titoli proposto.</p>
<p lang="en-US">Arriviamo cosí alle soglie del lancio della nuova Atari Flashback, la versione 5 per l&#8217;esattezza, che porta il numero di giochi disponibili a 92 (per un elenco dettagliato dei titoli inclusi nella macchina leggete <a title="Atari Flashbacj 5 Games List" href="http://www.armchairarcade.com/neo/node/5718" target="_blank">QUI</a>), ma la vera bomba è che poco tempo fa venne reso noto che grazie al successo ottenuto dal prodotto nel corso degli anni e cavalcando l&#8217;onda della &#8220;moda&#8221; retro sarebbero stati introdotti due nuovi Flashback, omaggio alle altre due regine degli anni 80: il Mattel Intellivision e il Coleco ColecoVision!</p>
<p lang="en-US">La news è subito rimbalzata ai quattro angoli dell&#8217;universo del retrogaming e ha generato un eco di rumors degni delle speculazioni sulle nuove puntate de IL TRONO DI SPADE.</p>
<p lang="en-US">Indubbiamente l&#8217;idea di poter toccare con mano (è proprio il caso di dirlo) l&#8217;esperienza ludica offerta da queste console è davvero interessante soprattutto per coloro che al giorno d&#8217;oggi, dopo averle al tempo possedute o solo desiderate,  possono viverla solo in emulazione, emulazione che, tra l&#8217;altro, non riesce a rendere loro piena giustizia dato che queste console offrivano un sistema di controllo piuttosto peculiare.</p>
<p lang="en-US">Ma per l&#8217;appassionato medio vale davvero la pena acquistare questi prodotti o si tratta solo di giocattoli privi d&#8217;anima che fanno il verso ad un illustre passato da cui cercano di trarre un indebito vantaggio?</p>
<p lang="en-US">Per toglierci il dubbio con un&#8217;opinione autorevole The Retrogames Machine ha contattato un personaggio ILLUSTRE della scena retrogaming, quel Simone Bregni già redattore dello spazio &#8220;retro&#8221; di Super Playstation Console, collezionista appassionato e attivo membro della nostra comunità on line che ringraziamo vivamente per l&#8217;onore concessoci.</p>
<p lang="en-US">Simone vive da tempo in USA e per una CLAMOROSA BOTTA DI CULO è riuscito a venire in possesso di tutti e tre i nuovi flashback PRIMA della loro data ufficiale di messa in commercio fissata per l&#8217;1 ottobre prossimo.</p>
<p lang="en-US">Quello che vi accingete a leggere su queste pagine è un &#8220;live report&#8221;, una recensione dal vivo di queste macchine seppur concentrandosi maggiormente nella trattazione di Inty e Coleco, visto che i flashback Atari sono stati analizzati in lungo e in largo nelle loro precedenti incarnazioni e che questa versione 5 ha come aggiunta di rilievo quasi esclusivamente l&#8217;incremento di giochi disponibili.</p>
<p lang="en-US">Un&#8217; ANTEPRIMA ASSOLUTA a livello non solo italiano ma probabilmente MONDIALE che The Retrogames Machine ha l&#8217;onore di presentarvi con una CHICCA IMPERDIBILE alla fine dell&#8217;articolo!</p>
<p lang="en-US">Buona lettura!</p>
<p lang="en-US"><strong><em>Recensione di Simone &#8220;Didimo&#8221; Bregni</em></strong></p>
<div id="attachment_8237" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/vcs.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-8237 " alt="Se non sapete cosa sia questo oggetto siete pregati di andare a fare un giro su Plutone (e non tornate...)" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/vcs-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Se non sapete cosa sia questo oggetto siete pregati di andare a fare un giro su Plutone (e non tornate&#8230;)</p></div>
<p>Avevo sedici anni, quasi diciassette, quando nel giugno del 1980 ho accompagnato un (fortunato e danaroso) mio compagno di classe di liceo, Andrea, a comprare il suo regalo di promozione, un Atari VCS 2600, il primissimo modello (heavy sixer: color legno, pesante, con 6 interruttori) importato in Italia da Melchioni. Circa una settimana prima ero passato davanti alla vetrina di quel negozio di elettronica in centro ad Asti, ed ero rimasto basito. C’era una nuova console, dell’Atari (la stessa ditta cioè che creava un sacco di giochi da bar che mi piacevano, come Breakout), che aveva Space Invaders.<br />
Cioè, una console da attaccare al televisore di casa che era in grado di replicare il mito dei ragazzi della mia generazione.</p>
<p>Nella vetrina di quel negozio infatti avevo visto un TV color con attaccato l’Atari con Space Invaders in versione demo, e la scatola della cassetta che, senza ombra di dubbio, portava il magico nome di “Space Invaders”. Era la prima volta che si vedeva un gioco da bar su una console di casa. Per Natale ’79, qualche mese prima, i miei mi avevano regalato un Videopac Philips, una delle prime console programmabili (cioe`, con cui “si potevano cambiare le cartucce”, come si diceva), che però, come accadeva per le altre console a cassette dell’epoca, come il Saba e l’Interton VC4000, non erano vere conversioni di giochi da bar, ma solo giochi generici, per lo piu` brutte copie, solo in parte simili a quelli da bar.<br />
L’Atari era la prima console a portare il bar a casa.</p>
<p>Era costata una schioppettata, 385mila lire, con la cassetta di Space Invaders il mio amico era arrivato a spendere circa 440mila. Il mio Videopac era costato tanto, ma comunque parecchio di meno, 285mila.<br />
Una volta arrivati a casa sua e collegato l’Atari alla TV, il mio amico, un po’ deluso e probabilmente anche preso dal panico per aver speso piu` di quanto aveva dichiarato al padre che avrebbe fatto, ha esclamato “ma non è uguale al bar!”.<br />
Era vero. La grafica era blocchettosa, neanche lontanamente simile all’arcade della Taito che un paio di estati prima aveva creato una vera e propria rivoluzione in sala giochi.</p>
<div id="attachment_8236" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/inty.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-8236 " alt="L'Intellivision seppe rendere davvero dura all'Atari manteneri il suo primato" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/inty-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;Intellivision seppe rendere davvero dura all&#8217;Atari mantenere il suo primato</p></div>
<p>Fino ad allora, le sale giochi erano luoghi fumosi e frequentati male, sale da biliardo con qualche flipper e qualche gioco “di nicchia” e abbastanza limitato come quello Space War che i miei compagni e io andavamo a giocare nel ’77, all’inizio di quarta ginnasio.<br />
L’arrivo di Space Invaders aveva cambiato completamente dal giorno alla notte il panorama sociale delle sale giochi, attirando folle di ragazzi e ragazzini che fino a quel momento in sala giochi non avevano mai messo piede. Il giorno in cui è arrivato in sala giochi in centro ad Asti, ad esempio, c’era una fila assiepata intorno al cabinato che non avevo mai visto fino ad allora. Continuavano ad arrivare ragazzi che volevano vedere il nuovo gioco di “guerra ai marzianini”. A poco a poco i “ragazzi grandi” (o gli uomini maturi) con la faccia da poco di buono, i loro biliardi e i loro flipper scassati furono relegati in spazi sempre minori, e sempre piu` spazio venne occupato dai videogiochi; e dai ragazzini relativamente per bene come il sottoscritto che li volevano giocare.</p>
<p>L’Atari era in effetti parecchio limitato come grafica e sonoro. Era meglio della concorrenza, ma, cosa che allora non sapevamo, era un prodotto gia` vecchio di quasi tre anni, dato che in USA era stato lanciato a fine ’77.</p>
<p>Nel giugno dell’82, mentre facevo di tutto per non prepararmi per la maturità, arrivando PERFINO a guardare le partite dei Mondiali, io che avevo sempre detestato il calcio, restai fulminato, come qualche milionata di ragazzi italiani, quando apparve la prima pubblicità di una nuova macchina da videogiochi da casa, l’Intellivision della Mattel. Il calcio e gli altri giochi Intellivision, invece di avere dei blocchetti / quadratini a rappresentare il giocatore, avevano degli omini CON GAMBE E BRACCIA, che correvano davvero!<br />
L’Intellivision fu il mio regalo di maturità / inizio università, comprato a settembre 1982 per 349mila lire.</p>
<div id="attachment_8235" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/coleco.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-8235 " alt="L'arcade in casa? Quasi.. ma ve lo facevano pagare come lo fosse...." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/coleco-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;arcade in casa? Quasi.. ma ve lo facevano pagare come lo fosse&#8230;.</p></div>
<p>Purtroppo, mentre ero nel negozio a comprarlo, il famoso Play Game di Torino, che da li` a qualche mese sarebbe stato pubblicizzato a tambur battente sulle pagine di Videogiochi Jackson, la prima rivista italiana dedicata ai giochi elettronici, la proprietaria [la prima, originale, non quel bizzarro personaggio di Roy, che sarebbe subentrato nell’87 <img src='https://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ] mi fece vedere il primo catalogo Colecovision.<br />
“Purtroppo”, perche` come facevo a essere contento del mio nuovo acquisto quando ‘sta tizia mi stava facendo vedere il primo catalogo pubblicitario di una nuova macchina fantascientifica, appena lanciata al salone dell’elettronica USA il giugno precedente, in grado di far girare giochi uguali al bar, come Lady Bug e Pepper II?<br />
Sembravano assolutamente uguali. La sala giochi in casa!</p>
<p>Per fortuna comunque non solo l’Intellivision non mi deluse affatto, ma rimane ancor oggi la mia console preferita dell’epoca, la terza generazione dei videogiochi (dopo la prima, Pong e cloni, e la seconda, console programmabili derivate da Pong). Il Colecovision era in effetti anni luce avanti anche a Intellivision, con grafica ad alta definizione, ma anche in quel caso i giochi non erano propriamente “uguali” al bar. Anche Lady Bug, che pure era un’ottima conversione, mancava degli sprite multicolore e di altri dettagli del cabinato da bar.<br />
Noi italiani avremmo dovuto attendere il lancio del Nintendo Entertainment System e Super Mario Bros nell’aprile 1987 per trovarci davanti al primo gioco che ci avrebbe fatto esclamare “Ma è uguale al bar!”, e lo era davvero.</p>
<p>Benvenuti quindi ai videogiochi di un’epoca di innovazione, di enfasi sulla giocabilità più che su grafica, sonoro e realismo; un’epoca di limiti tecnici, ma anche di altissima creatività. Beh, quest’epoca è di nuovo disponibile per chi non ne ha mai fatto esperienza, o per chi l’ha vissuta e intende (almeno in parte) riviverla.</p>
<div id="attachment_8219" style="width: 283px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-4.jpg" target="_blank"><img class=" wp-image-8219     " alt="Il nostro &quot;Didimo&quot; coi suoi nuovi gioelli" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-4-300x223.jpg" width="273" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Il nostro &#8220;Didimo&#8221; coi suoi nuovi gioelli</p></div>
<p>ATGames è una compagnia cinese (surprise, surprise!) che dopo aver sfornato 4 versioni dell’Atari VCS in forma di console plug’n’play con giochi incorporati (Atari Flashback), ha appena lanciato (o più precisamente, sta per lanciare, dato che la data ufficiale di uscita e` il 1 ottobre 2014) versioni plug’n’play con 60 giochi incorporati ciascuna di Intellivision e Colecovision. Inizialmente previsto per agosto, il lancio di queste semplici e poco costose console ($39.99 l’una) era stato spostato circa due mesi fa al primo ottobre prossimo.</p>
<p>La scorsa domenica, 24 settembre, appena tornato a St. Louis dalle vacanze in Italia (il Didimo vive in USA da vent’anni), sono entrato in uno dei Toys’R’Us della mia zona e mi sono trovato davanti agli occhi su uno scaffale non solo i nuovi Atari Flashback 5 (con 93 giochi incorporati, invece dei 75 del modello 4, uscito lo scorso anno), ma anche i nuovi Intellivision e Colecovision Flashback!<br />
È stato veramente emozionante rivedere dopo oltre trent’anni i marchi Intellivision e Colecovision sugli scaffali di un negozio in queste nuove incarnazioni delle console originali.</p>
<div id="attachment_8216" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-8216" alt="Minnie sovrasta i tre nuovi Flashback" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-1-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Minnie sovrasta i tre nuovi Flashback</p></div>
<p>Arrivato alla cassa con le tre console, ecco la sorpresa: il computer del registro cassa, come mi ha informato la gentilissima commessa, diceva che le console non erano in vendita e che non avrebbero potuto venderle fino al 1 ottobre.<br />
Ho cominciato a fibrillare. Il fanciullino che è in me si sarebbe incavolato come una iena / sarebbe rimasto delusissimo se non fossi riuscito ad avere ciò che a quel punto desideravo tantissimo, non vedevo l’ora di provare, aveva titillato tutta la mia nostalgia trentennale, era nel mio carrello e stavo perfino toccando con mano. Ho deciso di restare calmissimo e sorridente (mai perdere la calma in USA. E` parte della nostra cultura italica di incazzarsi / innervosirsi, mentre è totalmente socialmente inaccettabile nella cultura nord-americana, e, spesso, controproducente) e ho fatto semplicemente notare che li avevo trovati sugli scaffali, con tanto di prezzo esposto. La ragazza, sempre gentilissima, a quel punto ha chiamato il manager che ha rapidamente inserito un codice di eccezione nel sistema, dando il via alla vendita. “Deve essere un errore, gli Atari sono anni che li vendiamo!” ha esclamato. E io pensavo “Sì, ma i Flashback dall’1 al 4, non il 5!”. Ma sono rimasto ben zitto e sorridente, e mentre uscivo con i miei tre “tesori”, finalmente miei davvero (ringraziando il cielo di aver afferrato anche l’Atari 5, cosa che avevo lungamente dibattuto, visto che a casa avevo già tutti e quattro i modelli precedenti, dato che ogni versione è leggermente diversa! Era la presenza dell’Atari nel mio carrello, infatti, che aveva convinto il manager a vendermeli tutti e tre), ho sentito il manager che dava ordini di levare tutti gli altri Flashback dagli scaffali.</p>
<div id="attachment_8226" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-11.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8226  " alt="La confezione dell'Atari Flashback 5..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-11-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">La confezione dell&#8217;Atari Flashback 5&#8230;</p></div>
<p>Un rapido scambio di messaggi con Bill Loguidice, consulente USA della ATGames, incontrato in forma virtuale sui forum di AtariAge, mi ha confermato che ciò che avevo ora nel bagagliaio della mia macchina era in un certo senso “impossibile”. Quei prodotti non avrebbero dovuto neppure essere ancora nei negozi, men che meno in vendita. In effetti, come mi ha poi spiegato, i siti web dedicati ai nuovi prodotti (con istruzioni più dettagliate, manuali dei giochi, e la possibilità di comprare overlays / mascherine per i joypad supplementari) non sono al momento ancora disponibili, né è iniziata la campagna pubblicitaria che ne deve accompagnare l’uscita.</p>
<p>Ma visto che il mio fanciullino interiore se ne frega bellamente del marketing e di altre beghe adulte simili, ed è in realtà puramente e esclusivamente contentissimo di aver messo le sue pacioccose manine su questi nuovi prodotti Intellivision e Colecovision, sono felicissimo che qualche capoccia da qualche parte abbia sbagliato (che sia a ATGames o a Toys’R’Us è, in un certo senso, irrilevante) e che mi abbiano venduto queste tre console con oltre un mese d’anticipo.</p>
<p>Mentre l’Atari Flashback modello 2 conteneva un chip che replicava perfettamente l’Atari VCS originale (tanto che era possibile modificare la console in modo da aggiungere un connettore per cassette originali Atari dell’epoca), i modelli successivi, cosi` come queste versioni Intellivision e Colecovision, funzionano in emulazione.<br />
Tuttavia, se per caso vi e` capitata la sfortuna di comprare un Atari Flashback 1 (ma credo che gli italiani siano stati risparmiati da quell’orrida ciofeca) o, forse ancor peggio, il joypad con 25 giochi che aveva usurpato il nome dell’Intellivision qualche anno fa (quello ahimé sì che era sbarcato sugli italici lidi; un vero sfacelo), beh, SCORDATEVELI.<br />
Questi sono tutt’un’altra cosa.</p>
<div id="attachment_8228" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-13.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8228 " alt="...e quella del Colecovision Flashback" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-13-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230;e quella del Colecovision Flashback</p></div>
<p>In questo caso, stiamo parlando (per Atari Flashback 5, Intellivision e Colecovision) di emulazione di ottimo livello, che fa girare le rom originali dei giochi, che sono state modificate al minimo (principalmente nei titoli, per questioni di copyright), su macchine con uscita video A/V chiara e limpida, e con controller che replicano molto da vicino quelli originali.<br />
Sono prodotti perfetti? No, ma per quella fascia di prezzo, abbordabilissima, sono prodotti dignitosissimi, in grado sia di attirare gli attempati nostalgici come me, sia di introdurre le nuove generazioni alla magia Intellivision e Colecovision degli albori dei videogiochi.<br />
Giochi semplici, immediati, ma giocabili e divertenti.</p>
<p>Tra le due, la mia preferita è quella Intellivision.<br />
Trovo migliore la scelta dei giochi, l’emulazione è praticamente perfetta, i joypad sono esattamente uguali a quelli dell’originale per forma e dimensioni, ma migliorati in termini di risposta / meccanismo dei tasti laterali, che nell’originale erano un po’ un dolore.<br />
Il pad direzionale a 16 direzioni, punto di forza del marketing Intellivision dell’epoca (rispetto agli Atari e altri concorrenti che ne avevano “solo” 8) è rispondente come (e forse meglio) dell’originale. A differenza dei pad successivi (Nintendo, ad esempio) il disco direzionale veniva operato premendo e rotando nelle direzioni desiderate.<br />
Il tastierino in mylar ha tutto il feeling dell’originale. Nella confezione sono inseriti un certo numero di overlays / mascherine relative ai giochi più complessi, che, come nel modello originale, assistono nel comprendere / indicare le varie funzioni dei tasti supplementari.<br />
Il manuale è stringatissimo, contiene solo rapidissime descrizioni dei giochi. Bisognerà andare su www.intellivisiongames.com per trovare copie delle istruzioni complete, e eventualmente comprare set completi di overlays.<br />
Al momento in cui sto scrivendo, però, non è ancora possibile.<br />
I controller sono dotati di spinotti nello standard Atari a 9 pin. È lo stesso standard adottato dall’Intellivision II, modello mai arrivato in Italia, ma i controller non sono direttamente compatibili (ho provato). È tuttavia possibile e relativamente facile creare degli adattatori, al limite; gli schemi sono già stati pubblicati sui forum di AtariAge.</p>
<div id="attachment_8227" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-12.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8227 " alt="Il retro dell'Atari FB con l'elenco dei giochi disponibili..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-12-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Il retro dell&#8217;Atari FB con l&#8217;elenco dei giochi disponibili&#8230;</p></div>
<p>I sessanta giochi inclusi contengono alcuni dei titoli Intellivision più famosi, tra cui l’intera serie spaziale, le serie sportive (normali e “pro”, successive, con grafica migliorata e la possibilità di giocare “da solo contro il computer”, come si diceva), qualche arcade e, graditissimi, qualche prototipo (ad esempio, tre dei Party Line, una serie di giochi da giocare in gruppo / squadre, annunciata sui cataloghi e saloni dell’elettronica, ma mai uscita).<br />
Interessantissima la presenza dei giochi basati su Advanced Dungeons &amp; Dragons, due dei quali coi nomi cambiati rispetto agli originali per motivi di licenza; e alcuni tra i giochi Intellivoice con tanto di parlato incluso.<br />
La console originale aveva bisogno di un modulo vocale esterno, l’Intellivoice, che in questa versione è emulato via software. Ecco la lista completa [nota: la mia traduzione segue le categorie ufficiali del catalogo Intellivision Italia del 1983]:</p>
<p>GIOCHI SPAZIALI<br />
01 Astrosmash<br />
02 Space Armada<br />
03 Space Battle<br />
04 Space Cadet [prototipo]<br />
05 Space Hawk<br />
06 Space Spartans [Intellivoice]<br />
07 Star Strike</p>
<p>GIOCHI SPORTIVI<br />
08 Auto Racing<br />
09 World Championship Baseball<br />
10 Slam Dunk: Super Pro Basketball<br />
11 Body Slam: Super Pro Wrestling<br />
12 Bowling<br />
13 Boxing<br />
14 Deep Pockets: Super Pro Pool &amp; Billiards [prototipo]<br />
15 Football, Super Pro<br />
16 Chip Shot: Super Pro Golf<br />
17 Golf<br />
18 Slap Shot: Super Pro Hockey<br />
19 Motocross<br />
20 Soccer<br />
21 Spiker: Super Pro Volleyball<br />
22 Stadium Mud Buggies [uno dei giochi piu` rari per Intellivision!]<br />
23 Super Pro Decathlon (Decathlon)<br />
24 Tennis</p>
<div id="attachment_8225" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-10.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8225 " alt="... i giochi dell'Intellivision FB..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-10-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230; i giochi dell&#8217;Intellivision FB&#8230;</p></div>
<p>GIOCHI DI STRATEGIA E GIOCHI DI SOCIETA`<br />
25 Backgammon<br />
26 Bomb Squad [Intellivoice]<br />
27 Checkers<br />
28 Chess<br />
29 Horse Racing<br />
30 Las Vegas Poker &amp; Blackjack<br />
31 Las Vegas Roulette<br />
32 Royal Dealer<br />
33 Utopia</p>
<p>GIOCHI D’AZIONE [la dizione ufficiale è Battle &amp; Sorcery: giochi di battaglia e di magia; categorie non inserite nei cataloghi ufficiali italiani]<br />
34 Armor Battle<br />
35 B-17 Bomber [Intellivoice]<br />
36 Crown of Kings [Advanced Dungeons &amp; Dragons: Cloudy Mountain]<br />
37 Minotaur [Advanced Dungeons &amp; Dragons: Treasure of Tarmin]<br />
38 Sea Battle<br />
39 Sub Hunt<br />
40 Tower of Doom [Advanced Dungeons &amp; Dragons: Tower of Doom; in realtà la licenza D&amp;D non era mai stata ottenuta, e il gioco e` stato lanciato dalla INTV Corporation, che aveva rilevato il marchio Intellivision dalla Mattel dopo la crisi dell’83-’84, a fine anni ‘80 ]<br />
41 Takeover [prototipo]</p>
<p>GIOCHI D’AZIONE / ARCADE [Arcade, ufficialmente]<br />
42 Brickout [prototipo]<br />
43 Blowout [prototipo]<br />
44 Buzz Bombers<br />
45 Frog Bog<br />
46 Hard Hat [prototipo]<br />
47 Hover Force<br />
48 Night Stalker<br />
49 Pinball<br />
50 Shark! Shark!<br />
51 Sharp Shot<br />
52 Snafu<br />
53 Thin Ice<br />
54 Thunder Castle<br />
55 Triple Action<br />
56 Vectron</p>
<p>GIOCHI EDUCATIVI<br />
57 Learning Fun<br />
58 Learning Fun II<br />
59 Math Fun<br />
60 Word Fun</p>
<div id="attachment_8231" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-16.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8231 " alt="... e quelli del Colecovision" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-16-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230; e quelli del Colecovision</p></div>
<p>Overlays / Mascherine per i controller inserite nella confezione sono per Astrosmash, Buzz Bombers, Crown of Kings, Minotaur, Night Stalker, Space Spartans, Space Hawk, Utopia, World Championship Baseball e Word Fun.<br />
Una selezione buona e varia, insomma, abbastanza da titillare la curiosità dei nostalgici (anche per molti di noi collezionisti è l’unica occasione per poter giocare a titoli rari come Stadium Mud Buggies con i controller “giusti”), e abbastanza da attirare le nuove leve. Le lacune piu` grosse (Burger Time, la migliore conversione da bar e uno dei migliori titoli di questa console) sono da imputare a problemi legati all’acquisizione dei diritti.<br />
Se io avessi figli, mi piacerebbe fargli vedere con mano cosa giocava il papà all’epoca, senza rischiare di fargli rovinare con le loro pacioccose manine da piccoli terroristi d’oggi le mie console originali <img src='https://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>A livello d’emulazione, non vedo / noto alcuna differenza con gli originali. Il sonoro a volte non mi pare, almeno in qualche gioco, 100% perfetto e può risultare un po’ gracchiante.<br />
Il video è pulito ed è piacevole giocare in A/V rispetto alle interferenze RF delle console originali. Se avete ancora un televisore CRT, insomma, +e un’ottima occasione per usarlo di nuovo. Se avete un LCD/LED, non vi preoccupate, pare che la resa video sia più che decente, e ci sono consigli nel manuale sui settaggi ideali. La console si collega con due spinotti RCA standard, giallo per video, bianco per sonoro (mono, quindi, come nell’originale).</p>
<p>Posseggo un Intellivision originale (anzi, tre. Ho tutti i modelli usciti in USA, I, II e III. In Italia sono arrivati il primo e il III, versione INTV, non più Mattel, arrivato in qualche negozio specializzato nell’87); giocare a questo Flashback è stata una bella sorpresa. È fatto sufficientemente bene da darmi tutte le emozioni Intellivision (il controller; la consolina che sembra una versione mini dell’originale) con qualche vantaggio: ci sono parecchi (ma ahimé non tutti; almeno per ora, in questa versione. Forse nelle successive?) dei miei giochi preferiti; e la purezza del segnale A/V, il che mi risparmia di andare a rovistare nei miei armadi alla ricerca di console e cartucce. Il controller e la possibilità di giocare su televisore rende inoltre questo prodotto migliore, per me, rispetto all’emulazione su PC. Esistono interfacce per collegare pad originali delle console d’una volta ai PC via USB, ma costano almeno tanto quanto queste consoline.<br />
Insomma, per quanto riguarda l’Intellivion, direi “two thumbs up”, due pollici su, ne vale la pena.<br />
Per le prossime versioni si auspicano (wish-list) controller compatibili con l’originale (almeno con il modello II) e una porta SD per usare le rom dei giochi.</p>
<p>Tuttavia, credo che le apparizioni future seguiranno lo schema delle uscite di Flashback Atari finora: alcuni nuovi giochi e variazioni cosmetiche / estetiche.<br />
Non terrei comunque il fiato sospeso: i nuovi modelli, se ci saranno, non usciranno fino ad autunno del 2015 in USA, e chissà quando in Italia.</p>
<div id="attachment_8220" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-5.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8220 " alt="L'interno della confezione dell'Intellivision FB con la console fedelmente &quot;ridotta&quot;" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-5-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;interno della confezione dell&#8217;Intellivision FB con la console fedelmente &#8220;ridotta&#8221;&#8230;</p></div>
<p>Per quanto riguarda il Colecovision Flashback, posso subito dire che si tratta di una buona versione dell’originale, ma non altrettanto fedele come quella Intellivision. Buona selezione di giochi, ma con un certo numero di homebrew e meno giochi originali Coleco. Buoni controller, ma che sono“un’interpretazione” di quelli originali, invece di essere una replica migliorata dell’originale come quelli Intellivision. Anche la consolina esteticamente risulta meno fedele all’originale di quanto non risulti quella Intellivision.</p>
<p>I controller, al contrario di quanto inizialmente annunciato, non sono direttamente compatibili con la console originale. Anche in questo caso si tratta di un semplice posizionamento diverso dei pin nella presa standard Atari a 9 pin; sarebbe quindi possibile costruire adattatori anche in questo caso. Apparentemente uguali all’originale, sono in realtà leggermente più piccoli (circa 1cm piu` corti). Le differenze piu` sostanziali riguardano la dimensione e la struttura del joystick e i tasti laterali. Il joystick “a funghetto” è piu` corto, e pensato per essere azionato col pollice della mano destra (o comunque dominante) invece che da tenere tra pollice e indice come l’originale. Personalmente comunque mi piace molto, lo trovo molto maneggevole e risponde bene. Mi ricorda vagamente il pad del Neo Geo CD, il che è un’ottima cosa, francamente.<br />
I tasti laterali rispondono meglio dell’originale; ma sono stati invertiti.<br />
Francamente la cosa non mi disturba, anzi, la trovo nettamente più naturale nella maggior parte dei giochi che usano entrambi i tasti.</p>
<p>In Cosmic Avenger, ad esempio, ha più senso per quanto mi riguarda sparare con il tasto di sinistra (pollice della mano sinistra) e tirare le bombe con il tasto di destra (indice della mano sinistra) piuttosto che il contrario.<br />
L’evoluzione dei giochi (Gradius su NES in primis) ci ha abituato a questo posizionamento dei tasti, che in forma originale risultava ormai per me innaturale. Ottimo anche il tastierino numerico, che ha tasti individuali invece di un unico foglio di mylar. Detto ciò, se ricercate l’autenticità dell’esperienza “tattile” Coleco esattamente come la ricordavate da bambini, questo prodotto non ve la offrirà.</p>
<div id="attachment_8217" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8217 " alt="La qualità e la cura dei dettagli nella riproduzione  dell'originale è davvero elevatissima." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-2-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">La qualità e la cura dei dettagli nella riproduzione dell&#8217;originale è davvero elevatissima.</p></div>
<p>Offre invece buona emulazione;di ottimo livello, anzi, direi: anche in questo caso vengono usate le rom originali, con minime modifiche nei titoli per questioni di copyright. Tuttavia, il sonoro risulta un po’ meno fedele della versione Intellivision, con alcuni suoni “ovattati” e altri più gracchianti. Ho notato inizialmente che alcuni giochi (Pepper II, Cosmic Avenger e Venture) mi sembravano più veloci dell’originale, ma poi ho riflettuto che era perché io ero abituato a giocarli in versione PAL 50 Htz italiana; la versione NTSC 60 Htz risulta 10% più veloce. Ho letto sui forum di Atari Age di uno o due giochi più lenti dell’originale, ma si tratta di giochi che non possedevo / non possiedo e non posso confermare.</p>
<p>La selezione dei giochi è buona, ma per certi versi mi convince di meno di quella Intellivision.<br />
Ci sono comunque alcuni dei miei giochi preferiti: Bump’n’Jump, Cosmic Avenger, Frenzy, Jungle Hunt, Pepper II, Space Fury, Space Panic, Venture, Zaxxon.</p>
<p>Io all’epoca avevo comprato il Colecovision (che a fine ’83 avevo pagato in offerta circa 400mila lire) in pratica solo ed esclusivamente per le conversioni arcade; ma era la prima console da casa a offrire anche un certo numero di conversioni di popolari giochi da home computer USA (all’epoca, principalmente Atari 400/800 e Commodore 64).<br />
Molti di tali giochi non mi interessavano già all’epoca, ma ce ne sono comunque alcuni notevoli, e alcuni tra i miei preferiti: Jumpman Junior (Epyx), Miner 2049er (Micro Fun), Threshold (Sierra Vision). Da notare la presenza dei giochi Imagic assenti dall’Atari e Intellivision Flashback. Spinnaker, Xonox, Spectravideo sono i nomi di altre ditte di software ormai scomparse che susciteranno nostalgia in chi se le ricorda dall’epoca, e di cui potrete ritrovare alcuni dei giochi più famosi in questa consolina Coleco.<br />
La qualità video A/V, come nel caso dell’Intellivision, è ottima. Sul televisore CRT ha una resa video migliore dell’originale.</p>
<p>Ecco la lista completa dei giochi:</p>
<p>Giochi originali Colecovision:<br />
Alphabet Zoo<br />
Aquattack<br />
Artillery Duel<br />
BlackJack/Poker<br />
Blockade Runner<br />
Brain Strainers<br />
Bump &#8216;n&#8217; Jump<br />
Choplifter!<br />
Cosmic Avenger<br />
Destructor (versione originale, ma modificata per l’uso con un controller standar invece del volante, il modulo di espansione n. 2)<br />
Dragonfire<br />
Evolution<br />
Fathom<br />
Flipper Slipper<br />
Fortune Builder<br />
Frantic Freddy<br />
Frenzy<br />
Gateway to Apshai<br />
Gust Buster</p>
<div id="attachment_8221" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-6.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8221 " alt="Il Colecovision FB, pur essendo anc'esso di qualità eccellente, non raggiunge lo stesso, maniacale, livello di riproduzione nei dettagli." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-6-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Il Colecovision FB, pur essendo anch&#8217;esso di qualità eccellente, non raggiunge lo stesso, maniacale, livello di riproduzione nei dettagli.</p></div>
<p>Jumpman Junior<br />
Jungle Hunt<br />
Miner 2049er<br />
Montezuma&#8217;s Revenge<br />
Moonsweeper<br />
Motocross Racer<br />
Mountain King<br />
Nova Blast<br />
Oil’s Well<br />
Omega Race<br />
Pepper II<br />
Quest for Quintana Roo<br />
Rolloverture<br />
Sammy Lightfoot<br />
Sir Lancelot<br />
Slurpy<br />
Space Fury<br />
Space Panic<br />
Squish ‘Em Featuring Sam<br />
Super Cross Force<br />
Telly Turtle<br />
The Dam Buster<br />
The Heist<br />
Threshold<br />
Tomarc the Barbarian<br />
Tournament Tennis<br />
Venture<br />
War Room<br />
Wing War<br />
Zaxxon</p>
<p>Homebrews:<br />
Bankruptcy Builder<br />
Mecha-8<br />
Module Man<br />
Monster Masher<br />
Ms. Space Fury<br />
Princess Quest<br />
Schlange CV<br />
Search for the Stolen Crown Jewels<br />
Search for the Stolen Crown Jewels 2<br />
Search for the Stolen Crown Jewels 3<br />
Shunting Puzzle</p>
<p>Overlays / Mascherine inseriti nella confezione sono Black Jack / Poker, Fortune Builder, The Dam Busters (un’ottima simulazione aerea) e War Room. Al momento non si sa se altri overlays saranno disponibili per l’acquisto.</p>
<div id="attachment_8232" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-17.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8232 " alt="Gli overlays erano uno dei marchi distintivi dell'Intellivision. Una chicca imperdibile per i nostalgici. " src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-17-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Gli overlays erano uno dei marchi distintivi dell&#8217;Intellivision. Una chicca imperdibile per i nostalgici.</p></div>
<p>Gli homebrew (giochi originali recenti prodotti da appassionati) non mi interessano molto, anche se possono essere interessanti per chi vuol vedere cosa si sia riusciti a fare con l’hardware Colecovision. Un’eccezione notevolissima, e che adoro: Mecha-8, ovvero un ottimo shooter a scorrimento verticale con power-up multipli che ha per protagonista un mega robottone in stile giapponese. Davvero tecnicamente impressionante e molto giocabile. Quasi a livello del Nintendo NES, ecco.</p>
<p>Una nota supplementare sull’emulazione: è comunque di ottima qualità, fino alla manciata di secondi dallo schermo del titolo allo schermo di selezione del livello. Colori puliti, scritte su schermo leggibili. Personalmente trovo la qualità dell’emulazione migliore che sugli emulatori che uso / ho usato su PC. Giocare con un controller che anche se non identico è una buona interpretazione dell’originale, di ottima fattura, aumenta notevolmente la qualità dell’esperienza. Il manuale, inoltre, è più completo di quello Intellivision; contiene infatti istruzioni sintetiche ma dettagliate per ogni gioco. Il manuale è stato personalmente curato da Bill Loguidice, che ha fatto davvero un ottimo lavoro. Bravo Bill.</p>
<p>In conclusione, per $39.99, è un’esperienza consigliata, sia che abbiate avuto all’epoca un Colecovision, sia che l’abbiate sempre desiderato, sia che siate semplicemente curiosi.<br />
Venture e Pepper II vi faranno vedere che era già possibile nel lontano 1983 avere conversioni molto fedeli (QUASI identiche, ma non proprio&#8230;) di popolari giochi da bar a casa.</p>
<p>Se dovete scegliere tra una delle due, credo dipenderà da quale console avevate o desideravate di più all’epoca. Poi forse penserei a quali giochi vi attirano di più. Se doveste proprio scegliere tra una delle due a prescindere dai due criteri sopra indicati, allora forse darei la precedenza a Intellivision.</p>
<div id="attachment_8222" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-7.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-8222  " alt="Un dettaglio di uno degli overlays inclusi nell'Intellivision FB." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-7-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Un dettaglio di uno degli overlays inclusi nell&#8217;Intellivision FB.</p></div>
<p>Per inciso, la qualità un pizzico superiore del prodotto Intellivision è secondo me da attribuire all’apporto diretto dei Blue Sky Rangers, un team di programmatori e produttori Intellivision dell’epoca che portano avanti il nome e la tradizione del marchio.</p>
<p>In USA saranno ufficialmente disponibili dal 1 ottobre prossimo nelle catene Toys’R’Us, Dollar General (che offre edizioni speciali con un gioco in più, Antartic Adventure su Colecovision, e il Baseball originale, quello a due giocatori, su Intellivision) e Sam’s Club (le cui edizioni conterranno qualche overlay in piu`). In seguito molto probabilmente anche da Wal-Mart, K-Mart, Gamestop, Target, ecc., ma non è ancora confermato.</p>
<div id="attachment_8229" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-14.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8229 " alt="Anche il Coleco usava overlays per i controller anche se non in tutti i giochi. Quelli realizzati per i giochi presenti in questo Flashback non sono però inclusi nella confezione ma sono acquistabili a parte" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Flashback-14-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Anche il Coleco usava overlays per i controller anche se non in tutti i giochi. Quelli realizzati per i giochi presenti in questo Flashback non sono però inclusi nella confezione ma acquistabili a parte</p></div>
<p>E per quanto riguarda l’Italia? Francamente non so; ma dato che gli Atari Flashback 3 e 4 sono stati venduti da Gamestop, deduco che anche il 5 lo sarà; e, penso, molto probabilmente anche queste nuove versioni Intellivision e Colecovision.<br />
Le ottime vendite in territorio italiano di quella gran schifezza che era stato l’Intellivision 25 della Techno Source LTD, che era importato in Italia dalla GIG, erano secondo me da attribuire al fatto che Intellivision era diffusissimo in Italia all’epoca, almeno quanto, se non forse ancor più, di Atari (almeno per l’annata ’82-’83; Atari, che aveva aperto una filiale diretta in Italia nell’82 soppiantando l’importazione di Melchioni, aveva recuperato sulla concorrenza con un’aggressivissima politica di pubblicità in TV, sui giornali e di prezzi, appianando il divario e forse superando il gigante Mattel nell’annata successiva).</p>
<p>Il Colecovision era importato da CBS e si era venduto parecchio nell’83-’84, ma mi pareva meno diffuso, forse a causa del prezzo piu` caro di console e giochi.<br />
Certo, moltissimo riguardo al lancio europeo / italiano dipende dal successo che avranno in USA.<br />
Considerato tutto il fermento che c’è stato in rete, e l’entusiasmo palpabile che i pochi fortunati appassionati come il sottoscritto che sono riusciti a mettere in anticipo le mani su questi prodotti sono riusciti a comunicare in rete, direi che non ci saranno problemi.</p>
<p>Tra l’altro, è dal 1999, cioè da quando ha lasciato Super Console, che il Didimo non scrive di giochini in modo serio, a parte qualche breve commento non professionale / non serio su it.computer.console, Facebook o vari forum in rete. Ma il lancio di nuovi prodotti col marchio Intellivision e Colecovision era un’ottima occasione per rispolverare piume e calamaio che noi vetusti Deku-Tree usiamo in cotali occasioni, vero? </p>
<p>(e di questo lo ringraziamo infinitamente noi di The Retrogames Machine, avendoci dato cosí la possibilità di offrirvi questo test in anteprima assoluta per l&#8217;Italia! NDR)</p>
<p>See ya!</p>
<p>Simone “Didimo” Bregni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BONUS STAGE ! &#8211; Intellivision Flashback Unboxing !!!</strong></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/Xvvp-WgEOiA" height="315" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Captain Blood &#8211; Un viaggio trascendentale.</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 12:19:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata Imagitec Design Ltd, inizio&#8217; a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata <strong>Imagitec Design</strong> <strong>Ltd</strong>, inizio&#8217; a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. Un prodotto di livello capace di sbalordire, spaccando l&#8217;opinione di diversi video giocatori. Stiamo parlando del geniale <strong>Captain Blood</strong>. Scopriamolo insieme.</p>
<p><span id="more-7992"></span></p>
<p>Ci troviamo a cavallo del 1986 e il 1987, il mercato dei computer a <strong>16 bit</strong> è in pieno decollo. Computer a<strong> 8 bit</strong> come <strong>C64</strong> e <strong>Spectrum</strong> ormai sono nell&#8217;ordinario con le loro numerose basi installate, ma l&#8217;idea di sviluppare un prodotto complesso era nelle menti di molteplici programmatori. Creare qualcosa di sbalorditivo per imporre qualcosa di nuovo sul mercato fu l&#8217;idea di diverse Software House e l&#8217;utilizzo di nuove piattaforme performanti la nuova base di partenza. Ed è così che i francesi di <strong>Imagitec Design Ltd</strong> iniziarono a lavorare su un progetto a dir poco esagerato quanto complesso capace di fare davvero la differenza tra i prodotti in circolazione. Nacque così <strong>Captain Blood</strong>, uno dei titoli più trascendentali del panorama videoludico mondiale.</p>
<div id="attachment_7996" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2.gif"><img class="size-medium wp-image-7996" alt="captainshot2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2-300x187.gif" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;interfaccia di localizzazione necessita di un bel po di apprendimento.</p></div>
<p>Definirlo trascendentale è davvero poco. Un titolo che riuscì a folgorare migliaia di menti. Un viaggio, un trip nel vero senso della parola. Il titolo nacque da due geni; <strong>Didier Bouchon</strong> e <strong>Phillipe Ulrich</strong> originariamente per il <strong>16 bit</strong> di <strong>Atari</strong>, il potente<strong> Atari ST</strong>, antagonista dell&#8217; <strong>Amiga</strong> di <strong>Commodore</strong> che in Francia vantava di un seguito ancora non troppo esteso rispetto agli altri paesi europei.</p>
<p>Il gioco aveva di una trama a dir poco curiosa e all&#8217;avanguardia capace di abbracciare stili diversi. E&#8217; la storia di un programmatore di video giochi chiamato <strong>Bob Morlock</strong>, in arte <strong>Captain Blood</strong>  omaggiando la vecchia pellicola del 1935 di <strong>Michael Curtiz</strong>. L&#8217;uomo rimane inaspettatamente intrappolato in una sua creazione ludica fantascientifica, e dopo un incidente con l&#8217;iperspazio il suo corpo viene clonato 30 volte disperdendosi nello spazio profondo. Purtroppo queste copie toglieranno linfa vitale all&#8217;originale. Dopo modici 800 anni Captain Blood riesce a trovare 25 dei suoi cloni, ed è proprio li che interverrà il gameplay. Ci ritroveremo quindi alla ricerca degli ultimi 5 cloni a discapito della perdita della sua natura umana. Blood, attraverso la sua Arca biologica, si troverà ad esplorare un universo immaginario chiamato <strong>Hydra</strong> visitando pianeti e incontrando forme aliene diverse traendo aiuto da esse per la riuscita della sua assurda e inquietante missione.</p>
<div id="attachment_7997" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien.png"><img class="size-medium wp-image-7997 " alt="captain-blood-alien" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Creature nemiche, sembrano provenire dal mondo di Alien.</p></div>
<p>Il gioco è situato all&#8217;interno dell&#8217; arca biologica del protagonista dove attraverso il suo braccio controlleremo i vari comandi di gestione. Possiamo esplorare l&#8217;universo di <strong>Hydra</strong> immettendo le coordinate di longitudine e latitudine cercando così nuovi pianeti da sondare. Possiamo scansionare ogni territorio in cerca di forme di vita, capaci di aiutarci nel nostro intento. Peccato che l&#8217;approccio non è sempre facile. Per comunicare con gli alieni sarà necessario utilizzare un interfaccia denominata <strong>UPCOM</strong>. Quest&#8217; ultima consiste in un set di circa 150 icone, dove ognuna di questa rappresenta un concetto; combinando tali icone è possibile esprimere concetti recepiti dagli alieni, con i quali è possibile negoziare e ottenere informazioni su nuovi pianeti (coordinate), comportamenti e caratteristiche delle varie razze aliene e soprattutto informazioni su come trovare gli ultimi <strong>cloni</strong> rimasti. Il titolo ha un tempo limite rappresentato dal invecchiamento della pelle del protagonista sul braccio ( unica parte visibile ) e dalla progressiva minor sensibilità dei controlli dell&#8217;utente, e quando viene eliminato uno dei cinque cloni <strong>Captain Blood</strong> riacquista vigore e quindi il suo tempo di vita si allunga. Ovviamente con la nostra interfaccia abbiamo anche possibilità belliche in caso di ostilità, tanto di avere anche poteri capaci di distruggere pianeti interi e corrispondenti razze aliene che lo ospitano.</p>
<div id="attachment_7999" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original.jpg"><img class="size-medium wp-image-7999" alt="original" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">e via di echo scansione della superficie.</p></div>
<p>Sicuramente <strong>Captain Blood</strong> rappresenta nel panorama videoludico qualcosa di inaspettato. Qualcosa che va ben oltre il videogioco convenzionale. Proprio per questo rimane sicuramente di difficile classificazione. Sicuramente siamo in bilico tra l&#8217;avventura grafica e un gestionale che esplora sapientemente la mente umana in un ambiente puramente sci fi. La maturità del titolo riamane elevatissima, poichè dietro vediamo un impronta alla <strong>isaac asimov</strong>, dove la fantascienza diventa quasi profetica, nonché decadente in ogni punto di vista. Il gameplay pur non essendo frenetico incuriosisce fin da subito, immergendo il videogiocatore in un turbine di emozioni. per quanto complesso e macchinoso, visto lo studio non indifferente dell&#8217;interfaccia, siamo comunque rapiti da tutto quello che si mostra sullo schermo, ma anche da quello che ascoltiamo. Pensate che a caratterizzare al meglio l&#8217;esperienza troveremo una colonna sonora sperimentale e ipnotica realizzata dal maestro <strong>Jean Michelle Jarre</strong>. Per quanto non vedremo mai il nostro protagonista saremo rapiti dall&#8217;aspetto grafico in puro stile <strong>Giger</strong>, che caratterizza il tutto in maniera magistrale, stimolando la nostra fantasia al meglio, senza tralasciare un velo di inquietudine e smarrimento durante le sessioni più lunghe, vista la sua vasta longevità.</p>
<div id="attachment_8001" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals.png"><img class="size-medium wp-image-8001" alt="84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Proviamo a comunicare con la nostra interfaccia per scoprire le intenzioni dell&#8217;alieno di turno.</p></div>
<p>La versione principale per <strong>Atari ST</strong> rimane tutt&#8217;ora il termine di paragone vantando di un&#8217; interfaccia proprietaria modificabile che venne cambiata con la versione <strong>Amiga</strong>, che di per se riamane un gradino sotto nonostante un appena superiore comparto sonoro. Nel 1988 il successo fu immediato e il titolo venne acclamato dalla critica, portando poi la stessa <strong>Infrogrames</strong> ex <strong>ERE Informatique</strong>, a produrre il gioco anche per macchine <strong>8 bit</strong>, con numerose limitazioni tenendo conto che il gioco necessitava di <strong>512k</strong> aggiuntivi per girare egregiamente su i <strong>16 bi</strong>t menzionati. In pratica <strong>Captain Blood</strong> riamane un gioco che ancora oggi fa parlare di se, un titolo che per la sua diversità e la sua genialità entra di diritto nell&#8217;olimpo dei titoli più complessi quanto sperimentali del periodo. Mi permetto di consigliarlo ai collezionisti che se lo fecero scappare a suo tempo, e per chi non l&#8217;avesse VISSUTO&#8230;beh cosa aspettate&#8230;il viaggio è appena iniziato.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Easy 6502 &#8211; Imparare facilmente l&#8217;assembly del MOS 6502</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 07:42:23 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>La maggior parte degli appassionati di retroinformatica che vogliono cimentarsi con la programmazione delle loro macchine preferite si troverà in un certo momento della propria vita a scontrarsi con la necessità di imparare l&#8217;assembly del MOS 6502 ovvero quella gloriosa CPU che negli anni 80 dominava, assieme al probabilmente ancor più diffuso Zilog Z80, il panorama microinformatico (neanche stessimo parlando che ne so&#8230; del C64 e lo Spectrum &#8230; ehmmm &#8230;)<br />
Chiunque di noi ha avuto a che fare con una macchina che montasse una CPU 6502 o una sua derivata (Atari 2600 e 800, Commodore VIC 20 e 64, Oric-1, Creativision&#8230; tra le infinite altre) e quindi imparare il linguaggio in grado di trarre l massimo da questo processore è una sfida sicuramente stimolante. Un po&#8217; come se fino a ieri stavi li a pastrugnare sulle foto di Sasha Grey e poi ti suonano alla porta e c&#8217;è lei in tette ed ossa che ti dice &#8220;bello, mo si fa sul serio!&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-6827"></span></p>
<div id="attachment_6832" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/12/assembly6502easy.jpg"><img class="size-medium wp-image-6832" alt="l'ambiente di studio di Easy 6502" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/12/assembly6502easy-300x183.jpg" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">l&#8217;ambiente di studio di Easy 6502</p></div>
<p>Certo è che oggi libri sul 6502 non è facile trovarne e i pur abbondantissimi tutorial o simili che si trovano in rete a volte non sono cosí alla portata di tutti. E allora ecco che un geniaccio del male si inventa la pensata del secolo&#8230; si guarda allo specchio e dice : &#8220;ma tutta sta menata del web 2.0 interattivo e io mi devo impazzire a leggere 4767 pagine di file .txt in carattere Courier New 8pt. ?? Dico&#8230; retroinformatico si ma <del>cogl</del> &#8230; tonto no&#8230;&#8221; e ti tira fuori una serie di lezioni sull&#8217;assembly del MOS 6502, chiare e facili da capire per i novellini, il tutto completato da un bell&#8217;ambientino &#8220;live&#8221; di programmazione dove uno si può pure digitare e provare al volo il codice delle varie lezioni (e anche oltre a dire il vero).</p>
<p>Roba che se ce l&#8217;aveva il Bei quand&#8217;era piccolo l&#8217;Oric1 lo squajava&#8230;</p>
<p>Nick Morgan, autore di questa piccola meraviglia, descrive Easy 6502 (<a title="Easy 6502" href="http://skilldrick.github.io/easy6502/">QUI </a>il link alla pagina) come un piccolo ebook, ma con una differenza, si può davvero usare per eseguire programmi e ci spiega come mai abbia avuto l&#8217;idea di creare sto corso interattivo proprio per il 6502.</p>
<p><em> &#8221;Il 6502 era un processore difussisissimo negli anni 70 e 80 sul quale erano basati numerosi computer e console molto famosi come BBC Micro, Atari 2600, Commodore 64 e Nintendo Entertainment System. La sua importanza nella storia dell&#8217;informatica è tale che è diventato una specie di icona mitica. Addirittura Bender in Futurama ha un 6502 come processore per il suo cervello ed anche in Terminator era programmato in assembly 6502.&#8221;</em></p>
<p>&#8230;e già a questo punto noi, che siamo dei piccoli grandi retronerd,  quando uno ci dice &#8220;aho&#8230; ma lo sai che spacca poprio sta robba che te pippi con l&#8217;amichi tua?&#8221;  tiramo fuori il petto tutti fieri.<br />
Però facciamo finta che siamo dei tizi totalmente disinteressati alla retroinformatica, arriviamo quasi per caso in quell&#8217;angolino di GitHub che ospita Easy 6502 e storciamo un po&#8217; il naso&#8230; &#8220;ma che è sta robba?&#8221;  saremmo portati ad esclamare, noi incauti e superficiali visitatori. E probabilmente aggiungeremmo pure &#8220;manco mi nonna ce farebbe qualcosa&#8221;.</p>
<p>E allora ci chiedeamo perché qualcuno dovrebbe dedicare i propri sforzi ad imparare l&#8217;assembly del 6502? Perché non imparare direttamente quello dell&#8217;architettura x86?</p>
<p>Ed ecco il pensiero di Nick a riguardo:</p>
<p><em>&#8220;Non credo che imparare l&#8217;x86  sia utile. Non credo che nessuno di noi scriverá mai una riga di assembly per il proprio lavoro odierno. Questo è un puro e semplice esercizio accademico, qualcosa che ha come scopo quello di espandere la vostra mente e le vostre capacità di ragionamento. Il 6502 venne disegnato in un&#8217;epoca differente, un&#8217;epoca nella quale la maggior parte degli sviluppatori utilizzavano, appunto, l&#8217;assembly piuttosto che linguaggi ad alto livello. Per questo il 6502 venne disegnato per essere utilizzato da umani. Le versioni di assembly per i moderni processori sono pensati per essere utilizzati dai compilatori, quindi meglio lasciarle a loro. Inoltre l&#8217;assembly del 6502 è divertente. Nessuno ha mai pensato che quello degli x86 fosse divertente.&#8221;</em></p>
<p>Insomma, il buon Nick vi sta praticamente invitando a mettere da parte sudoku e cruciverba e combattere l&#8217;alzheimer studiandovi del buon assembly 6502.</p>
<p>In fondo perché no? Alla fine magari a 85 anni invece di farvela addosso riuscirete a scrivere una conversione decente di Enduro Racer per Commodore 64.</p>
<p>Vi consigliamo vivamente di dare un&#8217;occhiata all&#8217; ebook (come lo chiama Nick). In men che non si dica, dopo la lettura del testo della lezione, vi troverete a digitare il vostro codice e sperimentare cosa produce.</p>
<p>È davvero un ottimo metodo per imparare. Le lezioni ci guideranno attraverso i principi fondamentali del 6502, registri, metodi di indirizzamento, lo stack e altro.</p>
<p>Probabilmente, se proprio dobbiamo trovare un difetto a questa bella iniziativa, potremmo dire che forse è un po&#8217; breve ma sicuramente quando arriverete al termine comprenderete almeno ciò che rende il linguaggio assembly, QUALUNQUE linguaggio assembly, diverso dai linguaggi ad alto livello ed inoltre inizierete a capire qual&#8217;è il compito che svolgono i compilatori. E non è cosa da poco&#8230;</p>
<p>Dategli un&#8217;occhiata, per la conversione di Enduro Racer su C64 c&#8217;è sempre tempo (o forse no?).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Tutorial: come convertire immagini per i computer Atari 8 bit</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 06:53:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Tra i tanti mirabolanti slogan con cui venivano mitragliate le masse di potenziali acquirenti di home computer negli anni 80 ce n&#8217;era uno che probabilmente era il più ricorrente : &#8220;Qualità delle immagini incredibile&#8221;. E la cosa spesso, considerati i tempi, non mancava di verità anche se poi alla fine tutta sta &#8220;meraviglia&#8221; nel 90% dei casi si riduceva ai classici giochini con una manciata di pixel in movimento e non si riusciva ad ammirare le reali capcità che molte di queste macchine lasciavano inespresse &#8220;sotto al cofano&#8221;.</p>
<p>Oggi però abbiamo la possibilità di toccare con mano le (davvero) incredibili capacità grafiche di un computer di 35 anni fa convertendo qualsiasi immagine in un formato visualizzabile su tale macchina cosí da renderci conto di cosa era davvero capace il simpatico &#8220;mostriciattolo da salotto&#8221;.</p>
<p><span id="more-7160"></span></p>
<p>Filippo Santellocco, massima autorità italiana di Atari (e di Jovetic come dice Simone Guidi), ci speiga come convertire immagini per usarle sui computer della famiglia Atari 8 bit, macchine veramente avvenieristiche quando furono introdotto e le cui capacità grafiche sono rimaste ineguagliate fino all&#8217;avvento delle macchine a 16 bit.</p>
<p>Ma cediamo, finalmente, la parola a Filippo ed andiamo al sodo&#8230;</p>
<div id="attachment_7157" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/PhilSan.jpg"><img class="size-medium wp-image-7157" alt="PhilSan oggi ci spiega: convertire immagini per Atari 8-bit" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/PhilSan-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">PhilSan oggi ci spiega come convertire immagini per Atari 8-bit, iniziando da se stesso&#8230;</p></div>
<p>Le caratteristiche grafiche dell&#8217;Atari 800 del 1979 erano straordinarie. Riuscivano a competere con quelle del ben più recente Commodore 64 (1982), vincendo per palette (256 colori contro 16) e overscan e perdendo per alta risoluzione e sprite.</p>
<p>Si occupa della gestione dei modi grafici il coprocessore Antic, che esegue un programma denominato <i>display list</i>. Variando questo programma è possibile ottenere schermate con molti modi grafici e colori.</p>
<p>Oggi non è necessario essere programmatori per saggiare le caratteristiche dei computer Atari; esiste un programma per PC, RastaConverter, di Jakub &#8216;Ilmenit&#8217; Debski, che converte le immagini da PC ad Atari.</p>
<p>L&#8217;elaborazione richiede un po&#8217; di tempo perché il programma sfrutta tutte le caratteristiche avanzate dei computer (cambio dei registri di colore e sprite) per ottenere la migliore immagine.</p>
<p>Per prima cosa scaricate questo <a title="RastaConverter" href="http://www.santellocco.com/atari/software/RastaConverter.zip" target="_blank">file .zip</a> (v. 06.2013) e scompattatelo dove volete.</p>
<p>Fate doppio clic su RCGUI.exe.</p>
<p>Cliccate sul riquadro sotto &#8220;File&#8221; e selezionate un&#8217;immagine da convertire da 320&#215;240 pixel.</p>
<p>In &#8220;Number of solutions&#8221; consiglio di inserire il valore &#8220;10000&#8243;.</p>
<p>È possibile variare altri parametri, i più importanti dei quali sono &#8220;Dithering&#8221; e &#8220;Palette&#8221; (consiglio le palette &#8220;Altirra&#8221;, &#8220;laoo&#8221; oppure &#8220;OlivierP&#8221;).</p>
<p>Si può inoltre chiedere al programma di privilegiare alcune parti dell&#8217;immagine creando un file &#8220;maschera di dettaglio&#8221;, sempre da 320&#215;240 pixel; le zone di colore bianco di questa maschera indicheranno al programma a quali zone dell&#8217;immagine da convertire prestare maggiore attenzione. Per caricare questo file fare clic sul riquadro sotto &#8220;Mask&#8221;.</p>
<p>La preview del risultato finale è visualizzabile facendo clic su &#8220;Preprocess preview&#8221;; questo passaggio è utile per testare velocemente i migliori settaggi.</p>
<p>Facendo clic su &#8220;Convert!&#8221; si avvia il processo di conversione e apparirà una finestra con tre immagini: la prima è l&#8217;immagine originale, la seconda è il risultato attuale della conversione, la terza è l&#8217;ipotetico risultato finale (non sempre raggiungibile).</p>
<p>Quando si è soddisfatti del risultato dell&#8217;immagine centrale, premere il tasto &#8220;S&#8221; per salvare, chiudere la finestra facendo clic sulla &#8220;X&#8221; in alto a destra, fare clic su &#8220;Create executable file&#8221; e dare un nome al file eseguibile che verrà creato.</p>
<p>A questo punto, se ai file &#8220;xex&#8221; in Windows avete associato un emulatore, questo si aprirà mostrandovi il risultato della vostra conversione. Comunque il file è stato salvato nella cartella del programma.</p>
<p>Maggiori informazioni sul funzionamento di RastaConverter sono visualizzabili facendo clic su &#8220;Open help file&#8221; oppure visitando il <a title="Sito di RastaConverter" href="https://github.com/ilmenit/RastaConverter" target="_blank">sito </a>del programma.</p>
<p>Per invogliarvi a provare, ecco alcune immagini da me convertite:</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Atari8-bit400800XLXEgraphics_cr.jpg"><img class="size-medium wp-image-7151 aligncenter" alt="Atari8-bit400800XLXEgraphics_cr" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Atari8-bit400800XLXEgraphics_cr-300x217.jpg" width="300" height="217" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Atari8-bit400800XLXEgraphics_cr1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7152 aligncenter" alt="Atari8-bit400800XLXEgraphics_cr1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Atari8-bit400800XLXEgraphics_cr1-300x218.jpg" width="300" height="218" /></a></p>
<p>Conoscete altri home computer del 1980 (ma anche degli anni immediatamente successivi) in grado di eguagliare questi risultati?</p>
<p><em>(Articolo originariamente pubblicato da Filippo Santellocco sulla sua <a title="Filippo Santellocco" href="http://www.santellocco.com/atari/consigli.htm#grafica" target="_blank">pagina web </a>. Si ringrazia l&#8217;autore per averne consentito la pubblicazione su The Retrogames Machine)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Brusaporto Retrocomputing 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 19:29:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica 20-10-2013 si è svolta la 7° edizione della mitica manifestazione &#8220;Brusaporto Retrocomputing&#8221;. Questo vuol essere un omaggio doveroso ad una manifestazione italiana dedicata al modo retroinformatico in tutte le sue sfaccettature ed un doveroso ringraziamento all&#8217; impeccabile organizzazione dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Domenica 20-10-2013 si è svolta la 7° edizione della mitica manifestazione &#8220;Brusaporto Retrocomputing&#8221;.</p>
<p>Questo vuol essere un omaggio doveroso ad una manifestazione italiana dedicata al modo retroinformatico in tutte le sue sfaccettature ed un doveroso ringraziamento all&#8217; impeccabile organizzazione dei fantastici Giuseppe Frigerio e Daniele Lena ed un abbraccio a tutti i partecipanti della manifestazione sia come espositori che come visitatori.</p>
<p>Un arrivederci all&#8217; edizione 2014&#8230;</p>
<p>Fabio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/y4mKenvnirs" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Klax © 1990 Domark per Amstrad CPC</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2013 06:35:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Klax è un videogioco di tipo rompicapo, prodotto e sviluppato dalla Domark nel 1990 per Amstrad CPC. STORIA E GAMEPLAY: Il concetto di gioco è semplice, catturate i blocchi di vari colori mentre avanzano verso di voi e gettateli in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><em>Klax</em> è un videogioco di tipo rompicapo, prodotto e sviluppato dalla Domark nel 1990 per Amstrad CPC.</p>
<p><em><strong>STORIA E GAMEPLAY:</strong></em></p>
<div>
<p>Il concetto di gioco è semplice, catturate i blocchi di vari colori mentre avanzano verso di voi e gettateli in uno dei cinque cestini. L&#8217;obiettivo è di creare dei <em>Klax</em>, cioè pile di tre blocchi, orizzontali, diagonali o in linea. Una volta completati, i <em>Klax</em> spariscono dallo schermo e vengono sostituiti dai blocchi soprastanti che cadono verso il basso. Per un maggior punteggio organizzate i blocchi in modo da causare una reazione a catena dei <em>Klax</em>. La vostra barra può reggere un massimo di cinque blocchi e una volta piena, gli altri blocchi che passano andranno perduti. Ciascun cestino può contenere un massimo di cinque blocchi, una volta pieno non è più possibile farvi cadere altri blocchi.</p>
<p><span id="more-4910"></span></p>
<div style="width: 394px" class="wp-caption aligncenter"><img title="klax_cpc_-_02.png" alt="klax_cpc_-_02.png" src="http://www.dizionariovideogiochi.it/lib/exe/fetch.php?cache=&amp;w=384&amp;h=272&amp;media=luglio11:klax_cpc_-_02.png" width="384" height="272" /><p class="wp-caption-text">Grafica coloratissima, ben definita e meccanica di gioco molto vicina alla versione arcade&#8230;veramente un&#8217;ottimo gioco questo Klax!</p></div>
<p>Il contatore al centro dello schermo indica quanti blocchi sono andati perduti. Qualora vada a perdersi un numero di blocchi maggiore al numero consentito, o qualora tutti i cestini dovessero riempirsi allo stesso tempo, il gioco terminerà.</p>
<p>Un blocco che lampeggia cambiando da un colore all&#8217;altro è un blocco “selvaggio” ed è capace di formar parte di più di un <em>Klax</em>. Per esempio se avete gettato un blocco selvaggio su di una pila di due blocchi azzurri ed andasse a cadere accanto ad una linea orizzontale di due blocchi verdi, verrebbero formati sia un <em>Klax</em> azzurro, che un <em>Klax</em> verde, e scomparirebbero tutte e cinque i blocchi.</p>
<p>E&#8217; inoltre disponibile un&#8217;opzione “Accelerazione”, per cui i blocchi vengono scagliati verso di voi a grande velocità. Potrete anche usare l&#8217;opzione “Gettata” per gettare il blocco verso l&#8217;alto in modo da catturare un blocco di un&#8217;altro colore. Attenzione però, potrete gettare solo un blocco alla volta e comunque lo vedrete ritornare verso di voi con tutti gli altri blocchi.</p>
<p>L&#8217;obiettivo in <em>Klax</em> è quello di completare “onda dopo onda”. Ciascuna onda ha una serie di criteri da soddisfare, quali sopravvire per un certo numero di blocchi, oppure catturare un certo numero di blocchi, ecc… All&#8217;inizio di ogni onda verranno esposti i criteri da soddisfare.</p>
<div style="width: 394px" class="wp-caption aligncenter"><img title="klax_cpc_-_01.png" alt="klax_cpc_-_01.png" src="http://www.dizionariovideogiochi.it/lib/exe/fetch.php?cache=&amp;w=384&amp;h=272&amp;media=luglio11:klax_cpc_-_01.png" width="384" height="272" /><p class="wp-caption-text">Un&#8217;altra bella immagine di Klax per Amstrad CPC&#8230;</p></div>
<p>Ricordardatevi che più difficile è comporre il <em>Klax</em>, più punti otterrete. Per esempio i <em>Klax</em> diagonali, valgono più dei <em>Klax</em> verticali o orizzontali.</p>
<p>Il gioco ha difficoltà crescente, più andrete avanti nei livelli, più il numero dei blocchi di colore diverso aumenterà.</p>
<p><em><strong>SCHEDA TECNICA:</strong></em></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th colspan="2">KLAX</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>Sviluppo</strong></td>
<td>Domark</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Pubblicazione</strong></td>
<td>Domark</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Data pubblicazione</strong></td>
<td>1990</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Genere</strong></td>
<td>Rompicapo</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Piattaforma</strong></td>
<td>Amstrad CPC</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Orientamento dello schermo</strong></td>
<td>Verticale</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Giocatori</strong></td>
<td>1 giocatore</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Controllo</strong></td>
<td>Joystick a 8 direzioni, tastiera</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Pulsanti</strong></td>
<td>1 &#8211; [FUOCO] deposita blocco nel secchio</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Supporto</strong></td>
<td>Cassetta, Dischetto 3”</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Livelli</strong></td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Lingua</strong></td>
<td>Inglese</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2></h2>
<div>
<p style="text-align: left;"><em><strong>VERSIONE AMSTRAD CPC:</strong></em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Klax</em> si presenta su Amstrad in <em>MODE 0</em> (a 16 colori), una modalità grafica che ormai è diventata un cavallo di battaglia per tutte le produzioni videoludiche del CPC. La grafica è brillante sotto ogni aspetto, il rapporto con l&#8217;arcade ”Klax” è obbligatorio, e bisogna dire che i programmatori hanno fatto un&#8217;eccellente lavoro di conversione. I colori sono distribuiti in maniera ottimale e i vari blocchi scendono sul nastro trasportatore in maniera convincente senza rallentamenti di sorta (tranne che nei momenti di maggior affollamento) che possano rovinare l&#8217;azione di gioco, molto buona anche la definizione dei vari sprite. Il gameplay è lo stesso della versione arcade, impilare blocchi e fare combinazioni (o ondate) per eliminarli prima che riempiano i cestini sottostanti, o invadano eccessivamente la vostra area di azione.</p>
<div style="width: 442px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" " title="klax_cpc_-_box_cassette_-_02.jpg" alt="klax_cpc_-_box_cassette_-_02.jpg" src="http://www.dizionariovideogiochi.it/lib/exe/fetch.php?cache=&amp;w=900&amp;h=622&amp;media=luglio11:klax_cpc_-_box_cassette_-_02.jpg" width="432" height="298" /><p class="wp-caption-text">Cover della versione su cassetta / nastro. (Erbe Software)</p></div>
<p>Il sonoro presenta un paio di musichette a inizio livello, brevi ma ben realizzate, e una serie di effetti sonori in-game, appropriati al gioco stesso.</p>
<p><em>Klax</em> è davvero ben fatto, se avete amato l&#8217;arcade (o i giochi rompicapo tipo ”Tetris”) non potrete fare a meno di questa conversione, davvero ben realizzata sotto ogni aspetto, la sfida è molto ardua e ci vorrà un bel pò prima di terminare tutti i livelli disponibili. Un&#8217;altro di quei software da avere nella softeca dei titoli meglio realizzati per Amstrad CPC, e da giocare fino alla fine.</p>
<p>Il gioco venne distribuito sui supporti, disco da 3”, e cassetta.</p>
<p><em><strong>COMANDI DI GIOCO:</strong></em></p>
</div>
<div>
<p><strong>Joystick.</strong></p>
<ul>
<li>
<div><strong>Sinistra :</strong> <em>Per spostarsi a sinistra</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Destra :</strong> <em>Per spostarsi a destra</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Su :</strong> <em>Per gettare il blocco verso l&#8217;alto</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Giù :</strong> <em>Per accelerare</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Tasto FIRE :</strong> <em>Per depositare il blocco nel cestino</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Barra Spaziatrice :</strong> <em>Pausa</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Tasto &#8216;S&#8217; :</strong> <em>Per attivare / disattivare il suono</em></div>
</li>
</ul>
<p><strong>Tastiera</strong>.</p>
<ul>
<li>
<div><strong>O :</strong> <em>Per spostarsi a sinistra</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>P :</strong> <em>Per spostarsi a destra</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Q :</strong> <em>Per gettare il blocco verso l&#8217;alto</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>A :</strong> <em>Per accelerare</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Barra Spaziatrice :</strong> <em>Per depositare il blocco nel cestino</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>M :</strong> <em>Pausa</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>S :</strong> <em>Per attivare / disattivare il suono</em></div>
</li>
</ul>
<p><em><strong>STAFF:</strong></em></p>
</div>
<div>
<ul>
<li>
<div><strong>Pubblicato da :</strong> <em>Domark</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Conversione di :</strong> <em>Teque</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Programmato da :</strong> <em>Mark INCLEY</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Conversione Amstrad di :</strong> <em>Mick</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Grafica di :</strong> <em>Dave</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Musica e Fx :</strong> <em>Matt FUCOISS</em></div>
</li>
<li>
<div><strong>Gioco progettato da :</strong> <em>Mark PIERCE, Dave AKERS</em></div>
</li>
</ul>
<p><em><strong><em>FONTI:</em></strong></em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=klax_cpc">DVG – Il Dizionario dei VideoGiochi</a></li>
</ul>
<p><em><strong><em>VIDEO:</em></strong></em></p>
<p><center><iframe src="//www.youtube.com/embed/wIW8P0Ex72A" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
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