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	<title>the Retrogames Machine &#187; nintendo</title>
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		<title>La potenza è nulla senza &#8220;controller&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 08:59:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e ognuna delle &#8220;ERE&#8221; in cui essa viene suddivisa presenta diversi oggetti, facenti parte di diverse categorie, che vengono osannati per il loro aver saputo essere innovativi od oggettivamente migliori, e altri che vengono vilipesi pesantemente per la loro infamia o inutilità. Oggi vogliamo offrirvi una panoramica sui controllers che hanno segnato la storia dei videogiochi, nel bene e nel male, e che si sono convertiti in icone dei loro tempi. <span id="more-8117"></span></p>
<p>Il controller è forse il segno più distintivo di una console, quello che la rappresenta nel corso di tutta la sua esistenza e con cui verrà identificata in futuro. Anche oggi come allora una console può cambiare anche radicalmente il suo aspetto estetico, il suo design, aggiungere o rimuovere caratteristiche più o meno di rilievo, ma raramente verrà modificato il controller che vi era originariamente associato. Pensiamo solo alle innumerevoli varianti che ha subito il design dell&#8217;Atari VCS. Una console storica, simbolo dei videogiochi, divenuta un&#8217;icona immediatamente identificabile con il concetto stesso di videogame, non tanto per se stessa ma per quello che è il suo joystick. Ma anche oggi, se consideriamo la Wii, la Xbox360 e la PS3, il simbolo, la vera identità di una macchina è il suo controller. È logico. Il controller è in realtà l&#8217;unico mezzo che fisicamente mette in comunicazione (&#8220;interfaccia&#8221; si sarebbe detto correttamente a quel tempo, ma con una superficialità forse involontaria) l&#8217;essere umano con la macchina. È quell&#8217;estensione che più di altre ce la fa identificare sensorialmente. Il disegno, l&#8217;ideazione o realizzazione di un controller possono essere la discriminante tra il successo o il fallimento di una macchina. Anche in questo campo cosí peculiare la storia dei videogiochi offre vincitori e vinti che in questo caso non sempre coincidono con il dominatore di una generazione. Andiamo quindi a scoprire il TOP e il FLOP delle varie ere video ludiche nel mondo dei controllers.</p>
<h3>1ª generazione</h3>
<p>TOP: <strong>Paddle<br />
</strong>Qui non c&#8217;è molto da scegliere. A quel tempo il controller analogico era praticamente l&#8217;unico sistema di HUMAN INTERFACE disponibile. Ed era anche logico che lo fosse vista la tecnologia che veniva implementata a quell&#8217;epoca. A conti fatti svolgeva ottimamente il suo compito dovendo controllare solo una serie di cloni di Pong, e quindi era difficile che se ne trovasse uno scomodo o che funzionasse male&#8230; Ma qualcuno ci riuscì! FLOP: <strong>Nessuno</strong></p>
<h3>2ª generazione</h3>
<div id="attachment_9082" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS.jpg"><img class="size-medium wp-image-9082" alt="VCS" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari VCS 2600</p></div>
<p>TOP: <strong>Joystick Atari VCS 2600<br />
</strong>Non credo ci sia bisogno di troppi giri di parole per presentare il mitico joystick dell&#8217;Atari VCS. Nella sua essenzialità si rivelò un controller che sfiorava la perfezione, e che a distanza di anni (o meglio di decenni) è ancora tra i preferiti di moltissimi videogiocatori che ne apprezzano la grande precisione ed ergonomia. Certo, con il senno di poi, non è esente da difetti come ad esempio disporre di un solo tasto di fuoco e l&#8217;essere decisamente &#8220;unfriendly&#8221; nei confronti dei mancini, ma se è stato capace di elevarsi ad icona non solo della sua generazione ma praticamente della stessa idea di videogioco, chi siamo noi per affermare il contrario?</p>
<div id="attachment_9067" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" alt="5200" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 5200</p></div>
<p>FLOP: <strong>Joystick Atari 5200<br />
</strong>Non è un segreto che nella prima metà degli anni &#8217;80 &#8220;<em>Videogame faceva rima con Atari</em>&#8221; (vabbé, non letteralmente, però dai, ci siamo capiti). La ditta di Sunnyvale aveva praticamente monopolizzato l&#8217;opinione pubblica per quanto riguardasse il divertimento elettronico, e questo tanto nel bene quanto nel male. Non è un caso che Atari venga citata come la pioniera delle vette più alte che l&#8217;industria ludica raggiunse al tempo ma anche come fonte delle disgrazie che la afflissero, e una prova la abbiamo anche coi controllers di questa generazione i cui top e flop sono, anch&#8217;essi, appannaggio di Atari. Del top abbiamo già detto; il flop è il controller dell&#8217;Atari 5200 Supersystem, un controller sinceramente ben pensato che avrebbe dovuto coniugare quanto di buono proposero i competitor di Atari (come il tastierino numerico di Intellivision e Coleco, e lo stick analogico del Vectrex) ma che si rivelò un disastro quanto a realizzazione. Sorvolando sulla SCARSISSIMA qualità costruttiva (quando invece il joy del 2600 era un carroarmato) il difetto principale del comando era che lo stick analogico NON era autocentrante! Un vero incubo per quei giochi che richidevano precisone e velocità di esecuzione (ovvero circa il 99% della produzione ludica del tempo). Il malcontento dei possessori del 5200 (oltre ad una serie di politiche commerciali sbagliate in puro stile Atari post VCS, ma questa è un&#8217;altra storia) , li obbligò di fatto a comprare ottimi controller di terze parti, e fu di tali proporzioni da decretare il fallimento della macchina.</p>
<h3>3ª generazione</h3>
<div id="attachment_9068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9068" alt="nes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo NES</p></div>
<p>TOP: <strong> Pad Nintendo NES<br />
</strong>Ok. Se vogliamo dirla tutta in questa generazione non vi sono macchine che brillino particolarmente per il controller che le accompagnava. Pare difatti che i designer di tutte le case produttrici di hardware fossero cadute vittima di un&#8217;atroce pandemia di SQUADRITE. Questa insolita patologia (da non confodersi con lo SQUADRISMO) rendeva incapaci i progettisti di creare oggetti che non avessero forme terribilmente ed inesorabilmente SQUADRATE, e per questo assolutamente anti-ergonomiche. Ovviamente tra tutti i controller presenti sul mercato c&#8217;era comunque un top che in questo caso era rappresentato dal pad del NES. Perché? Ma ovviamente in virtù della sua MERAVIGLIOSA croce direzionale, marchio di fabbrica della GRANDE N, la cui precisione rasentava la perfezione e che non vi obbligava a preoccuparvi di premerla in un certo modo per far si che il personaggio sullo schermo facesse esattamente quello che desideravate. Anzi, a volte sembrava davvero il &#8220;prolugamento dei vostri polpastrelli&#8221;. E meno male! In fondo già era una tortura sufficente dover tenere in mano quella &#8220;cavolo&#8221; di tavoletta QUADRATA, o no?</p>
<div id="attachment_9069" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800.jpg"><img class="size-medium wp-image-9069" alt="7800" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 7800</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari 7800<br />
</strong>Devo dire la verità, sono stato a lungo titubante se affibbiare la palma del flop di 3ª generazione al pad del Sega Master System o al controller dell&#8217;Atari 7800, poi però mi sono reso conto che veramente non avrei mai dovuto avere un dubbio simile, non solo perché il controller del Sega Master System è impreciso e frustrante da dominare mentre quello del 7800 è incredibilmente preciso nel NON ESEGUIRE il vostro input, non solo perché il controller Atari è realizzato con dei matariali che definire scadenti è incredibilmente magnanimo, ma anche perché il 7800 è l&#8217;unica console (a mia memoria almeno) venduta con due diversi controller nelle versioni americana (il joystick PRO-LINE) ed europea (l&#8217;Atari pad) ed entrambe OSCENE in quanto a design, ergonomia e risposta. Un primato del genere meritava essere celebrato in qualche modo.</p>
<h3>4ª generazione</h3>
<div id="attachment_9070" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9070" alt="snes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Super Nintendo</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo SNES<br />
</strong>A volte nella vita uno deve lasciare da parte i sentimenti e le opinioni personali, guardarsi allo specchio, accettare la realtà e i fatti per quello che sono. Questa è una di quelle volte. Sono sempre stato un sostenitore di SEGA nella console war dei primi anni &#8217;90. Ammaliato dal carisma della GRANDE S e dei suoi sontuosi coin-op, avevo eletto il Megadrive a mio alfiere dell&#8217;intrattenimento consolaro domestico, anche se però, al tempo, non avevo i soldi per comprarlo (o meglio, non avevo i soldi per comprarmi le cartucce). E poco me ne fregava di Mode7, SuperFX, Marii e Yoshi vari. Per me il Megadrive rimaneva superiore in tutto rispetto al Super Nintendo. Oddio, superiore in tutto-TUTTO no. Quel cavolo di controller a forma di fagiolo messicano non era male, ma forse in un burrito sommerso di guacamole ci sarebbe stato meglio. E poi, cavolo, aveva solo 3 tasti, e mentre i miei amici nintendari stavano lì a pestarsi in casa con Street Fighter II coi loro bei 6 tasti colorati (vabbé, 4 colorati e 2 grigi. Pignoli!), io dal mio amico Daniele, quello che aveva il Megadrive e mi faceva sbavare davanti a Super Shinobi, mi ritrovavo a &#8220;switchare&#8221; tra calci e pugni con il tasto START. Tristezza. E poco importa se in seguito il &#8220;fagiolo&#8221; fu sostituito da un nuovo pad bello fiammante a 6 tastazzi, con forme che avrebbero anticipato lo STUPENDO controller del successivo Saturn. Ormai la battaglia sul fronte controller di 4ª generazione era stata vinta da Nintendo che con un blitzkrieg clamoroso aveva stabilito un nuovo paradigma e cioè che il giocatore casalingo voleva annegare nei tasti di fuoco, e mi aveva lasciato una cicatrice sullo zigomo a futura memoria della batosta subita.</p>
<div id="attachment_9071" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9071" alt="cdi" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Philips CDi</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Philips CDi<br />
</strong>Ma che è? Un telecomando? Un puntatore laser? Un topo addormentato? Boh? A onor del vero bisogna dare atto che il flop si riferisce al primo controller in dotazione al CD-i che successivamente fu venduto con un pad &#8220;propriamente detto&#8221; ispirato a quello dello SNES (ma guarda un po&#8217;) e paurosamente simile al GRAVIS GAME PAD per PC. Questo nuovo controller, ben lungi dal raggiungere l&#8217;eccellenza, era però per lo meno DECOROSO, ma da solo, ovviamente, non riuscí a risollevare la macchina Philips dalla disastrosa situazione di mercato (e non solo) in cui versava.</p>
<h3>5ª generazione</h3>
<div id="attachment_9072" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx.jpg"><img class="size-medium wp-image-9072 " alt="psx" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sony Playstation</p></div>
<p>TOP: <strong>Sony PlayStation DualShock<br />
</strong>Parlare del DualShock non è facile. Che altro si può dire a proposito di questo meravigilioso controller che non sia già stato detto? Forse che ha portato la luce dell&#8217;ergonomia più estrema dopo lunghe epoche buie di controller in fondo tutti uguali? Forse che è stato il primo che ha offerto ai giocatori degli strumenti che non ritenevano tutto sommato necessari (doppio controllo analogico e force feedback) e li ha resi uno standard de facto per ogni controller a venire, per quanto economico esso fosse? Forse che si è posto come termine di paragone dei controller di successo per le generazione a venire? A dire il vero si potrebbe dire di tutto e di più riguardo al DualShock, ma per quanto ne potrete parlare non riuscirete MAI a parlarne male.</p>
<div id="attachment_9073" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag.jpg"><img class="size-medium wp-image-9073" alt="jag" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari Jaguar</p></div>
<div id="attachment_9076" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32.jpg"><img class="size-medium wp-image-9076" alt="cd32" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Commodore Amiga CD32</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari Jaguar / Pad Commodore CD32<br />
</strong>Con il senno di poi appare davvero curioso che le due grandi regine degli anni 80, divise e contrapposte in tutto, siano unite in un triste epitaffio alla loro storia scritto da due macchine che sanciscono il loro addio al mercato dell&#8217;informatica personale. Il Jaguar ed il CD32 furono delle macchine fallimentari su tutta la linea, che forse non decretarono da sole la rovina di Atari e Commodore, ma sicuramente furono identificate come esempi del declino inarrestabile ed inesorabile dei due colossi made in USA. Ben poco delle due macchine si salvava e quel poco soccombeva nell&#8217;approssimazione ingegneristica e perdendosi nel caos progettuale. I controller non facevano eccezione ed erano tanto scadenti da meritarsi in ex-aequo il poco ambito titolo di &#8220;flop generazionale&#8221;. Se il controller del Jaguar era di una scomodità assurda con la sua forma e mole da citofono (ma non la cornetta che avete in casa, proprio tutto il pannello per comunicare con 45 appartamenti che è appeso fuori dal portone) ma tutto sommato offriva una qualità di controllo nella media, il pad del CD32, al contrario, presentava un design elegante tutto sommato pratico e funzionale ma, essendo probabilmente stato costruito con la plastica delle sorprese kinder, era di una fragilità sconcertante (c&#8217;è chi ha assicurato si averlo sentito CIGOLARE e SCRICCHIOLARE durante l&#8217;uso) e offriva una precisione di controllo a dir poco indegna. Ognuno dei due dispositivi primeggiava (in negativo) rispetto all&#8217;altro in un aspetto, per cosí dire, complementare, a tal punto che, paradossalmente, dai (pochi) punti positivi dei due se ne sarebbe potuto realizzare uno accettabile. Davvero una conclusione beffarda della guerra che vide fronteggiarsi le due leggende dell&#8217;informatica, alla fine unite in un comune destino di cui il controller delle loro ultime sfortunate macchine era forse l&#8217;immagine più emblematica.<strong> </strong></p>
<h3>6ª generazione</h3>
<div id="attachment_9079" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" alt="cubbo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo GameCube</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo Gamecube<br />
</strong>Credo di non esagerare quando affermo di trovarci davanti a uno dei MIGLIORI controller di sempre. Nintendo fece tutto bene con il Gamecube (a parte il marketing) e il pad a corredo della macchina non fu da meno. Delle scelte stilistiche innovative, ma meno azzardate di quelle fatte con il pad del Nintendo 64, ci hanno regalato uno strumento di un ergonomia unica che quasi si fonde con le mani del giocatore, il quale mai (e forse MAI PIÙ) come in questo caso sente di avere davvero a portata di &#8220;dito&#8221; il controllo totale di ogni possibile azione di gioco. La tradizionale precisione dei controller Nintendo fa poi il resto, consegnandoci una piccola opera d&#8217;arte che, forse a causa del non clamoroso successo della macchina a cui era abbinato, non ha trovato la sua consacrazione definitiva presso il grande pubblico, finendo troppo presto dimenticato. Certo, non era esente da critiche, come ad esempio la croce direzionale forse troppo piccola, la strana presenza di 3 tasti dorsali invece dei canonici 4. Forse anche la sua spiccata personalità ed ergonomia, in casi estremi, potevano rivelarsi un limite, non permettendo ad ogni giocatore di adattarsi alla sua particolare ma vincente conformazione. Però il fascino e la qualità di questro controller travalicano i suoi piccoli nei, e ne fanno un gioiello da scoprire e riscoprire ogni giorno.</p>
<div id="attachment_9080" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast.jpg"><img class="size-medium wp-image-9080" alt="dreamcast" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sega Dreamcast</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Sega Dreamcast</strong><br />
A volte mi chiedo che diavolo passasse per la testa ai dirigenti di SEGA verso la fine degli anni &#8217;90. Ad un decennio di successi nel settore dei coin-op e dei sistemi casalinghi ne seguí uno in cui i prodotti oggettivamente validi e potenzialmente di successo vennero rovinati da scellerate decisioni di marketing e tecniche. Il Dreamcast, purtroppo, non fa eccezione. Una macchina eccezionale in grado di precorrere i tempi e dominare il mercato, ma alla quale tagliarono le gambe le politiche aziendali di SEGA e (sebbene in misura molto minore) un controller che presentava scelte progettuali per lo meno discutibili. Disegnato e realizzato intorno alla rivoluzionaria (secondo i tecnici della casa giapponese) idea della Visual Memory Unit, il controller si rivelava &#8220;pachidermico&#8221; e molto scomodo soprattutto a causa delle dimensioni, inoltre presentava delle caratteristiche obsolete per i tempi, che rappresentavano in alcuni casi un passo indietro rispetto allo <strong>STUPENDO</strong> pad del Saturn. Cioè, qualcuno mi spiega come può il pad di una macchina successiva alla Playstation avere solo uno stick analogico e solo 6 pulsanti invece che 8 come avevano, appunto, il pad della PSX e quello <strong>STUPENDO</strong> del Saturn. Come se ciò non bastasse, per fare spazio alle famigerate VMU, il cavo di collegamento alla console invece di finire (come logico) nella parte alta del controller, finiva in quella bassa, &#8220;puntando&#8221; il giocatore piuttosto che la macchina, risultando quanto meno scomodo anche per la sua lunghezza non generosa. Aggiungete a questo una croce direzionale sufficente ma non eccezionale e capirete che Dreamcast : pad = Megadrive : 32x</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Classic Controller Wii: emulazione sotto controllo!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 09:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shuriken80]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il  Nintendo Wii è una console solitamente associata al casual gaming, pur vantando perle  di assoluto rispetto.  Un suo  punto di forza indiscusso invece è sicuramente quello dell’emulazione. A parte il MAME, con cui mostra notevoli difficoltà, tante macchine famose [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il  Nintendo Wii è una console solitamente associata al casual gaming, pur vantando perle  di assoluto rispetto.  Un suo  punto di forza indiscusso invece è sicuramente quello dell’emulazione.<br />
A parte il MAME, con cui mostra notevoli difficoltà, tante macchine famose degli anni 80/90 sono emulabili in modo assolutamente godibile su questa console, con emulatori che permettono settaggi e impostazioni paragonabili a un PC.<br />
Fondamentale per una buona esperienza d’emulazione è un buon controller.<br />
Oggi vi parlerò del  Classic Controller Pro.</p>
<p><span id="more-8189"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il controller standard del Wii è il Wiimote, utilizzabile non solo associato al nunchuck e alla barra sensore, ma anche come pad normale, ad esempio sui giochi Virtual Console per NES.<br />
Il pad però risulta abbastanza scomodo. I punti a sfavore sono lo spessore eccessivo, l’impugnatura a ergonomia zero, e una croce direzionale fin troppo piccola.</p>
<div id="attachment_8193" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_121344.jpg"><img class="size-medium wp-image-8193" alt="Emulatore Nes in azione. Notate la differenza in dimensioni tra le croci direzionali di wii/snes e wiimote" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_121344-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Emulatore Nes in azione.<br />Notate la differenza in dimensioni tra le croci direzionali di wii/snes e wiimote</p></div>
<p>Nintendo, anni e anni fa, mise in commercio il Classic Controller. Ne esistono 2 versioni:  Standard e Pro.<br />
Le 2 versioni differiscono solo per l’impugnatura. Quello Standard ha una forma simile al pad per Super Nintendo. Il Pro ha la stessa identica forma (come base pad, croce e pulsanti), ma con attorno un’impugnatura ergonomica. A occhio non si direbbe, ma impugnandolo direi che è un ottimo mix tra un pad Playstation e un pad Xbox360.<br />
Entrambe le versioni vanno comunque collegate a un normale wiimote, come succete coi nunchuck</p>
<div id="attachment_8194" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122440.jpg"><img class="size-medium wp-image-8194" alt="Confronto pad" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122440-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un confronto tra Wii Classic Controller Pro, Dual Shock 3, Pad Xbox 360 e Pad Super Nintendo</p></div>
<p>I vantaggi nell’usare questo pad sono diversi.<br />
Come dicevo, in mano è assolutamente comodo. La croce direzionale è finalmente GRANDE, e se misurata risulta essere IDENTICA in forma e dimensioni a quella di un Super Nintendo. Identica al 16Bit è anche la disposizione dei tasti:<br />
y, x, a, b, Start e Select sul frontale, L e R sul dorso.<br />
Essendo un pad per Wii, e quindi moderno, troveremo altri tasti:<br />
Home, tra Start e Select, per interfacciarsi con la console. ZL e ZR sul dorso, per utilizzi in altri giochi e anche 2 analogici disposti in modo simile ai controller Playstation.</p>
<div id="attachment_8199" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123107.jpg"><img class="size-medium wp-image-8199" alt="Un dettaglio dei tasti dorsali L, R, ZR e ZL sul pad." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123107-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un dettaglio dei tasti dorsali L, R, ZR e ZL sul pad Classic Controller Pro.</p></div>
<div id="attachment_8195" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/classic-standard.jpg"><img class="size-medium wp-image-8195" alt="Il pad Classic Standard è identico al pro sul frontale, tranne che per il posizionamento diverso di ZL e ZR sul dorso e l'assenza dell'impugnatura ergonomica" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/classic-standard-300x198.jpg" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Il pad Classic Standard è identico al pro sul frontale, tranne che per il posizionamento diverso di ZL e ZR sul dorso e l&#8217;assenza dell&#8217;impugnatura ergonomica</p></div>
<p>Con console come Megadrive e Super Nintendo ovviamente non servono gli analogici (a meno di non voler avere vita facile con sparatutto  e giochi del genere), ma , ad esempio, col Neo Geo risultano comodissimi nei picchiaduro, in sostituzione dello stick.<br />
Utilizzabile ovviamente anche per l’emulazione del Nintendo 64, anche se per quello preferisco il pad gamecube. Ma ricordiamo che solo le versioni più datate del Wii hanno le porte gamecube (pad e memory).. i family edition, e gli ultimi ultra compatti, non hanno questa feature.  In questo caso i Classic Controller sono l’unica via.</p>
<div id="attachment_8196" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122715.jpg"><img class="size-medium wp-image-8196" alt="Emulatore Megadrive con Sonic in azione!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122715-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Emulatore Megadrive con Sonic in azione!</p></div>
<p>Vi ricordo che con Wii potrete godere dell’emulazione di tante altre macchine.<br />
Master System, Nintendo Nes, Gameboy, Atari 2600, Colecovision, Ps1, giusto per citarne alcuni.<br />
Una lista completa potrete trovarla <a title="Lista emulatori Wii" href="http://wiibrew.org/wiki/List_of_homebrew_emulators" target="_blank">qui</a> , tenendo presente comunque che non tutti funzionano al 100% (ad esempio , appunto, il già citato MAME, è ottimo con alcune rom, pessimo con altre).</p>
<div id="attachment_8197" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122846.jpg"><img class="size-medium wp-image-8197" alt="Una partitina al mitico Alex Kidd in Miracle World, sull'intramontabile Master System" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_122846-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Una partitina al mitico Alex Kidd in Miracle World, sull&#8217;intramontabile Master System</p></div>
<div id="attachment_8198" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123020.jpg"><img class="size-medium wp-image-8198" alt="...e botte da orbi con Street Fighter 2 Turbo su Super Nintendo!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/20140902_123020-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230;e botte da orbi con Street Fighter 2 Turbo su Super Nintendo!</p></div>
<p>I controller sono disponibili in tanti colori. Il prezzo va dai 24,90 euro per lo Standard ai 29.90 per il Pro.<br />
Su ebay e amazon di sicuro si trovano in saldo.<br />
Vi sconsiglio CALDAMENTE di NON prendere imitazioni non originali. Provati personalmente = 1000 problemi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla prossima, STAY TUNED!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Captain Tsubasa &#8211; Quando l&#8217; RPG incontra il calcio spettacolo.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 05:12:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I mondiali di calcio. Il sogno più importante per ogni giocatore che si rispetti. In questi giorni il mondo è in fermento per la nuova competizione Brasile 2014, e ho pensato di parlarvi di quel sogno espresso anche da uno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>I mondiali di calcio. Il sogno più importante per ogni giocatore che si rispetti. In questi giorni il mondo è in fermento per la nuova competizione <strong>Brasile 2014</strong>, e ho pensato di parlarvi di quel sogno espresso anche da uno dei personaggi più amati del mondo dei cartoni animati nipponici. Sto parlando del campionissimo <strong>Tsubasa Ozora</strong>, noto nel nostro paese come <strong>Oliver Hutton</strong>. Da sempre uno dei manga più discussi, per la maniera atipica di affrontare il tema del calcio giocato, ma allo stesso tempo affascinante e carismatico, con giocatori capaci di giocate e tiri a limite dell&#8217;impossibile. Ma non siamo qui a parlarvi della serie a fumetti o animata, ma di quella videoludica a lei ispirata. La domanda nasce spontanea, sarà una serie valida per appassionati di giochi di calcio? Beh scopritelo leggendo.</p>
<p><span id="more-7927"></span></p>
<p>Partiamo dal presupposto che se conoscete la serie, già avete di sicuro dedotto, che il calcio come lo conosciamo in <strong>Holly e Benji</strong> non è stato mai convenzionale, quindi sapete anche che non potete aspettarvi un emulo di <strong>Kick Off</strong> o surrogati vari, ma una follia per veri appassionati. La serie <strong>Captian Tsubasa</strong>, nasce nel ormai lontano 1988 per mano di <strong>Tecmo</strong> su <strong>Nes</strong> <strong>( Famicom )</strong> in versione rigorosamente <strong>Ntsc &#8211; j</strong>. La serie dal 1984 spopolava in Giappone e la nota casa del sol levante decise di creare un brand che si avvicinasse tutto e per tutto alla serie tv quanto al fumetto stesso con tutte le peculiarità che lo contraddistinguevano. Il gameplay fu la chiave innovativa del gioco che virava molto più verso un <strong>RPG</strong> che un soccer game vero e proprio.</p>
<div id="attachment_7932" style="width: 243px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/images-3.jpg"><img class=" wp-image-7932  " alt="images-3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/images-3.jpg" width="233" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">Mark Leanders con il suo tiro della tigre.</p></div>
<div id="attachment_7933" style="width: 215px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/Captain-Tsubasa2.png"><img class=" wp-image-7933" alt="Captain Tsubasa2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/Captain-Tsubasa2.png" width="205" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">Si fanno avanti due difensori, ora a noi la mossa decisiva.</p></div>
<p>Fortunatamente ai fan piacque molto questa visione di gioco, tanto da divenire uno dei titoli più acquistati del periodo. Tutto si svolgeva con uno story line che rispecchiava la storia della prima stagione televisiva. L&#8217;impostazione del gioco iniziava con dei pre match tattici, dove eravamo impegnati a creare la nostra formazione da far scendere in campo conto i nostri avversari, controllando le statistiche numeriche che variavano tra potenzialità e stanchezza fisica. Fatto ciò, dopo il fischio d&#8217;inizio il nostro schermo si trovava diviso in due aree ben distinte. Quella inferiore mostrava il campo di gioco dove controllavamo l&#8217;azione in maniera dinamica, quella superiore invece mostrava la scena animata in tempo reale dei movimenti creati sottostante. La ritmica delle azioni veniva fermata ogni qual volta che un avversario si trovava a distanze ravvicinate. In quel caso attraverso ideogrammi dovevamo decidere il comando da utilizzare per proseguire; quali passaggio, cross, triangolo e così via. Una volta sotto porta o nelle vicinanze potevamo eseguire il tiro e indirizzarla dove volevamo. La cosa fantastica che in base alla potenza del giocatore potevamo spendere punti energia per sfoderare tiri speciali capaci di qualsiasi cosa. Questo rendeva pirotecnico non poco il gioco quanto gratificante. La parte sonora ridondante, nonostante cambiasse nelle varie fasi di possesso palla, o che avessimo l&#8217;azione contro. L&#8217;ansia arrivava con i minuti finali quando il brano diveniva straziante a ricordarci che i 90° era vicino. Ovviamente il titolo con se portava gran parte dei personaggi che hanno reso celebre la serie, e per gli appassionati tutto questo era la manna scesa dal cielo. <strong>Tecmo</strong> dopo questo successo commerciale scese di nuovo in campo due anni dopo con <strong>Captian Tsubasa  II</strong>.  Il successo fu ancora più grande del suo predecessore. Vantando di una grafica nettamente migliorata, e con un comparto comandi rivisto, le vendite schizzarono in alto immediatamente. In pratica <strong>Tecmo</strong> con la licenza di <strong>Captian Tsubasa</strong> fece decisamente Bingo. Prima di lasciare il panorama a <strong>8 bit</strong> venne rilasciato per il portatile sempre di casa <strong>Nintendo</strong>, il <strong>GAME BOY</strong>, il simpatico <strong>Captain Tsubasa VS</strong>, una versione più snella adattata per due giocatori. Il gioco richiamava molto da vicino il primo gioco per <strong>Famicom </strong>solo ovviamente con una grafica monocromatica.</p>
<div id="attachment_7929" style="width: 185px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/Captain_Tsubasa_VS_GB.jpg"><img class=" wp-image-7929 " alt="Captain_Tsubasa_VS_(GB)" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/Captain_Tsubasa_VS_GB.jpg" width="175" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">la Versione Gameboy.</p></div>
<p>Siamo in piena era <strong>16 bit</strong> e Tecmo decise di riprovarci ancora, sfruttando la potenza delle nuove console, tirò fuori dal cilindro quello che tutti proclamano il migliore della serie. Nasce quindi nel 1992, <strong>Captiain Tsubasa III &#8211; Kotei no Chosen </strong>per <strong>Nintendo Superfamicom</strong>. Un titolo spettacolare da vedere quanto da giocare con un bilanciamento a dir poco perfetto e con effetti spettacolari dettati dalla potenza del nuovo hardware di Nintendo. Un successo che tutti si aspettavano e che tutti speravano. Nel 1993 nasce sull&#8217;onda delle entusiasmo Captai <strong>Tsubasa IV &#8211; Pro no rival tachi</strong>. Ancor più evoluto tecnicamente e dal gameplay più sofisticato quanto complesso. Per far si che i fan non cadessero nella routine, la casa giapponese in accordo con l&#8217;ideatore della serie <strong>Yoichi Takahashi</strong> introdusse nella storia del gioco un personaggio inedito che farà da faro trainante a fianco del nostro idolo. La cosa interessante fu che il nuovo giocatore dalla folta capigliatura bionda veniva dall&#8217;Italia. Neanche a dirlo il successo fu enorme, ma nell&#8217;aria qualcuno sentì odore di possibile flop, e quindi lo staff decise a malincuore di cambiare il sistema di gioco per qualcosa di ancora più immediato sapendo che il rischio era dietro l&#8217;angolo.</p>
<div id="attachment_7930" style="width: 240px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/Captain-Tsubasa-IV-Pro-no-Rival-Tachi-2-full.png"><img class=" wp-image-7930" alt="Captain Tsubasa IV - Pro no Rival Tachi-2-full" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/Captain-Tsubasa-IV-Pro-no-Rival-Tachi-2-full.png" width="230" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Un esempio del comparto tecnico del quarto capitolo su Superfamicom.</p></div>
<p>Nacque così l&#8217;anno successivo <strong>Captain Tsubasa V- Hasha no shogo Campione</strong>. Che vedeva molti personaggi della serie animata militare anche nei nostri campionati di serie A e B. Seppur accolto in maniera esemplare, la diversità del nuovo capitolo rispetto ai predecessori fu per gli amanti della serie destabilizzante. Sta volta il gioco aveva un gameplay classico, più fedele ai più comuni giochi di calcio del periodo. L&#8217;anima RPG era sempre presente ma in una dose sicuramente minore. Purtroppo le vendite erano decisamente in calo, quindi prima di cedere la licenza tanto amata alla entranta <strong>Bandai</strong>, Tecmo si congeda ai fan della serie con <strong>Captain Tsubasa</strong> per <strong>Sega Mega CD</strong>.  Un esclusiva unica di un livello pazzesco. Il primo <strong>reboot</strong> con grafica sbalorditiva, meccaniche classiche dei primi 4 capitoli, scene animate compresse e suono digitale di altissimo livello. L&#8217;ultimo omaggio di sicuro fu grandioso, anche se fece alterare non poco la scelta di produrlo su macchine <strong>Sega</strong> da parte degli utenti <strong>Nintendo</strong>. L&#8217;idea di sviluppare un gioco della serie su un supporto nuovo come il <strong>CD Rom</strong> fu troppo allettante, tanto da far convertire solo per questo titolo milioni di giocatori asiatici e non per poterlo giocare.</p>
<div id="attachment_7943" style="width: 178px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/ct-copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-7943" alt="ct copia" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/06/ct-copia-168x300.jpg" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La mia collezione dedicata a Captain Tsubasa by Tecmo.</p></div>
<p>Purtroppo il gioco da come avrete dedotto non usci mai nel nostro paese, poichè circoscritto per il mercato giapponese. Ma fortunatamente l&#8217;<strong>import</strong> fece si che la serie arrivò anche da noi, conquistando molti appassionati. Certo la lingua per molti fu un grosso scoglio, ma con un po di pratica e tanta volontà tutto diventava fruibile e dannatamente divertente. Personalmente faccio parte di quella cerchia che li ha giocati tutti e li colleziona ancora tutti, e posso dirvi che per me è stata una delle serie più coinvolgenti e divertenti di sempre, tanto di giocarci anche in doppio a colpi di tiri del falco sui denti!</p>
<p><strong>La serie completa dei giochi Tecmo:</strong></p>
<p><strong>Captian Tsubasa &#8211; Famicom 1988</strong></p>
<p><strong>Captain Tsubasa II &#8211; Famicom 1990</strong></p>
<p><strong>Captain Tsubasa III &#8211; Superfamicom 1992</strong></p>
<p><strong>Captain Tsubasa VS &#8211; Gameboy 1992</strong></p>
<p><strong>Captain Tsubasa IV &#8211;  Superfamicom 1993</strong></p>
<p><strong>Captin Tsubasa V &#8211;  Superfamicom 1994</strong></p>
<p><strong>Captain Tsubasa ( Reboot ) &#8211; Sega MegaCD 1994</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>NES &#8211; The Goonies II,  nuovamente in fuga dalla banda Fratelli.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 06:59:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1985, Richard Donner, famoso regista che sbalordì il pubblico con Omen: il Presagio, un horror senza precedenti, insieme al blasonato Steven Spielberg, diedero luce ad un film che entrò di diritto nella storia degli action teen movies degli anni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nel 1985, <strong>Richard Donner</strong>, famoso regista che sbalordì il pubblico con <strong>Omen: il Presagio</strong>, un horror senza precedenti, insieme al blasonato <strong>Steven Spielberg</strong>, diedero luce ad un film che entrò di diritto nella storia degli action teen movies degli anni 80. Parliamo di quel gruppo di ragazzini di Astoria nell&#8217;Oregon, che per salvare il loro quartiere chiamato Goon docks, inizieranno una caccia al tesoro inseguiti dalla banda Fratelli, una famiglia gangsters da strapazzo. Si proprio loro, <strong>I GOONIES</strong>. Il successo fu così enorme a livello globale che una nota ditta la <strong>Konami</strong> decise di farci un bel videogame su licenza per varie console e computer del periodo. <strong>The Goonies &#8211; The videogame</strong>. Ma inspiegabilmente oggi non parleremo di questo titolo, ma ben si del suo sequel. Tutti volevano un seguito della pellicola di successo che purtroppo non avvenne, ma <strong>Konam</strong>i nel 1987 decise di accontentare tutti creandolo in versione videoludica, un vero cult di qualità elevatissima in esclusiva per il famigerato <strong>Nes</strong> di casa <strong>Nintendo</strong>. Un titolo capace di fare avvicinare ogni appassionato a questa console a <strong>8 bit</strong>. Ecco quindi, <strong>The Goonies II</strong>.</p>
<p><span id="more-6891"></span></p>
<p>Questo nuovo gioco, mostrava quello che ipoteticamente parlando sarebbe dovuto apparire nelle sale cinematografiche, con una trama ricca di suspance e divertimento proprio come il primo film. La storia è molto semplice. Siamo nei panni di <strong>Mikie</strong>, il leader dei Goonies, armati di uno yo-yo, siamo alla ricerca degli altri componenti del gruppo rapiti dalla banda Fratelli, che usciti da galera, vogliono vendicarsi dello sgambetto fattogli, durante il ritrovamento della fregata di Willie l&#8217;orbo. Tutto si infittisce quando viene trovata Annie, una sirenetta anch&#8217;essa finita nello loro grinfie. Quindi oltre ritrovare i sei amici, saremo costretti a recuperare e portare in salvo questa fanciulla dei mari. Bisogna ammettere che la fantasia non manca e che per un video game è decisamente ottimale, forse molto di più di una sceneggiatura per il grande schermo. Parlando del gameplay, ci troviamo di fronte a qualcosa di semplice e complesso allo stesso tempo. Una struttura non lineare tra platform bidimensionale a schemi orizzontale, e sessioni in verticali  simil 3D in prima persona. Due modi vedere il gioco sia dal punto di vista estetico, che ludico, visto che le sessioni in prima persona puntano tutto verso il gioco di ruolo di ricerca. Molto sobrio ma ben bilanciato, regalando al titolo quella profondità unica, capace di catturare chiunque ci si avvicinasse.</p>
<p><center><div id="attachment_6897" style="width: 266px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/goonies2-3.png"><img class="size-full wp-image-6897" alt="goonies2-3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/goonies2-3.png" width="256" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco la sirenetta in tutto il suo splendore. Notare il tratto molto manga.</p></div></center></p>
<p><center><div id="attachment_6897" style="width: 266px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Goonies2-NES-Caverns.png"><img class="size-full wp-image-6898 " alt="Goonies2-NES-Caverns" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Goonies2-NES-Caverns.png" width="256" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">I livelli sono molto curati e ricchi di dettagli.</p></div></center></p>
<p>La difficoltà è decisamente progressiva, dove oltre all&#8217;abilità del giocatore inerente al gioco di piattaforme, l&#8217;astuzia e l&#8217;ingegno emergono quando ci troveremo davanti a bivi e scelte. La veste grafica e&#8217; di gran qualità, decisamente molto alta per lo standard del periodo. Molte location sono ben caratterizzate, con personaggi raffinati e decisamente divertenti. Tutto accompagnato dal brano della bella <strong>Cydie Lauper, the Goonies r&#8217; good enough, </strong>nuovamente ri arrangiato a 8bit in maniera decisamente eccelsa, nonostante la sua ripetibilità. L&#8217;esplorazione rende il titolo davvero appagante quanto le armi alternative che possiamo utilizzare andando avanti, come il boomerang e le bombe, visto che il convenzionale yo-yo offre un approccio a corto raggio. Quindi trovare chiavi, aprire porte e far saltare in aria i nemici lungo la mappa non è stato mai così divertente e appassionante.</p>
<p><center><div id="attachment_6895" style="width: 265px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Goonies_2_NES_ScreenShot2.jpg"><img class="size-full wp-image-6895 " alt="Goonies_2_NES_ScreenShot2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Goonies_2_NES_ScreenShot2.jpg" width="255" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Lo Yo Yo, se usato in maniera rapida, rimane micidiale e incisivo.</p></div></center></p>
<p><center><div id="attachment_6896" style="width: 266px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Goonies_2_NES_ScreenShot4.gif"><img class="size-full wp-image-6896 " alt="Goonies_2_NES_ScreenShot4" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/01/Goonies_2_NES_ScreenShot4.gif" width="256" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217; aspetto in prima persona è semplice ma efficace, come le funzioni da GDR.</p></div></center></p>
<p>Facente parte della cultura pop del periodo e dell&#8217;attuale per tutti i retro maniaci, il gioco prodotto dalla <strong>Konami</strong> si proclama come oggetto di culto per ogni appassionato della console che rese magica la Nintendo. Un gioco che garantisce ore di divertimento, strizzando l&#8217;occhio al mondo dei <strong>GDR</strong>. Molti collezionisti lo considerano un must buy, e come dagli torto. Il mio consiglio è quello di recuperarlo, possibilmente boxato visto lo splendida illustrazione. Ovvio qui si parla di feticcio, ma visto che il prezzo rimane decisamente ragionevole, perchè non farci un pensierino?</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Videotutorial &#8211; Pulizia slot cartucce Nintendo NES</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 07:30:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Nintendo NES, gioia e dolore di ogni appassionato video giocatore&#8230; Gioia ovviamente per gli innumerevoli capolavori che annovera nel suo parco titoli, capaci di regalare ore e ore di divertimento più sfrenato. Dolore senza dubbio per quel BASTARDISSIMO slot [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il Nintendo NES, gioia e dolore di ogni appassionato video giocatore&#8230; Gioia ovviamente per gli innumerevoli capolavori che annovera nel suo parco titoli, capaci di regalare ore e ore di divertimento più sfrenato.</p>
<p>Dolore senza dubbio per quel BASTARDISSIMO slot cartucce che ogni 3&#215;2 ci faceva imprecare le alte sfere celesti a causa dei suoi malfunzionamenti.</p>
<p>Se siete rimasti senza aria nei polmoni a forza di &#8220;soffiare&#8221; per cercare di far partire la vostra copia di Megaman, traquilli, il nostro Igor vi dice come fare&#8230;</p>
<p><span id="more-7008"></span> Con la solita chiarezza e semplicità espositiva senza però rinunciare ai dettagli tecnici e agli approfondimenti del caso, il nostro Igorstellar vi spiegherà passo passo come riportare a nuova vita lo slot cartucce del vostro Nintendo NES.</p>
<p>Buona visione!!</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/dEp__AcHMK8" height="315" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>VideoJoecando – Ganbare Goemon 2: Kiteretsu Shogun Magginesu</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Dec 2013 07:40:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eccoci giunti ad un nuovo appuntamento con le simpatiche video-recensioni della serie VideoJoecando. Questa volta ci occuperemo di una perla del Super Nintendo purtroppo esclusivamente disponibile per il mercato giapponese (almeno ufficialmente). Ma bando alle ciance e andiamo  ad incominciare. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Eccoci giunti ad un nuovo appuntamento con le simpatiche video-recensioni della serie VideoJoecando. Questa volta ci occuperemo di una perla del Super Nintendo purtroppo esclusivamente disponibile per il mercato giapponese (almeno ufficialmente).<br />
Ma bando alle ciance e andiamo  ad incominciare.</p>
<p><span id="more-6469"></span></p>
<p><i>Ganbare Goemon 2: Kiteretsu Shogun Magginesu</i> è il sequel di un gioco per Super Nintendo sviluppato dalla mitica Konami solo in Giappone, il primo capitolo, intitolato <i>The Legend of the Mistical Ninja</i>, uscito anche fuori I confini del paese nipponico riscosse molto successo per la sua meccanica di gioco, per lo spiccato umorismo e per i suoi carismatici protagonisti ninja. Questo nuovo capitolo della serie è rimasto un&#8217;esclusiva per il Giappone e lo ritengo davvero una grossa perdita per chi non ha avuto occasione di giocarlo: gameplay impeccabile, comandi che rispondono alla perfezione, umorismo nonsense alle stelle, tanti livelli e difficoltà non proprio banale.</p>
<p>Ganbare Goemon 2 è uno dei platform più divertenti che abbia mai provato e avrebbe meritato un posto tra i titoli più importanti nel suo genere, detto questo lascio la parola alla puntata a lui dedicata.. enjoy!<br />
<iframe src="//www.youtube.com/embed/L181vWTwNQk" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Ciao Hiroshi&#8230;.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2013 06:44:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il 19 settembre, una giornata come tante, una giornata carica della solita routine. Ma ad un certo punto ecco che viene spezzata. Hiroshi Yamauchi ci ha lasciati&#8230; Hiroshi Yamauchi, o papà se vogliamo della Nintendo è nipote di Fusajiro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: left;">E&#8217; il 19 settembre, una giornata come tante, una giornata carica della solita routine. Ma ad un certo punto ecco che viene spezzata. Hiroshi Yamauchi ci ha lasciati&#8230;</p>
<p>Hiroshi Yamauchi, o papà se vogliamo della Nintendo è nipote di Fusajiro Yamauchi, fondatore della Nintendo. Ultimo presidente della Nintendo entra in azienda nel 1949 e vi rimane fino al 2002 quando lascia il posto a Satoru Iwata.</p>
<p>Questo è quello che si scrive e si legge nei blog, nei siti, nelle news&#8230;.Ma di papà Nintendo che diciamo ?</p>
<p><span id="more-4956"></span></p>
<p>Bhe innanzitutto possiamo cominciare dal fatto che ebbe una infanzia difficile. Abbandonato dal padre in tenera età, fu istruito nel vero senso della parola dai  nonni, in un giappone arcaico e antiquato che sfoggiava ancora matrimoni combinati e vite disciplinate (il matrimonio con Michiko Inaba), caratteristiche che probabilmente forgiano il carattere davvero particolare che caratterizzava questo personaggio. Possiamo proseguire poi dicendo che vide e fu artefice della vera mutazione di Nintendo, ditta giapponese produttrice di carte da gioco a livello nazionale fino alla nascita del  Famicom il vero erede e successore della crisi videoludica mondiale del 1983 e che trasformò la piccola azienda in una società multi miliardaria.</p>
<p>Entra in azienda nel 1949 , quando il nonno sul letto di morte colpito da ictus lo fa convocare con la massima urgenza. A dimostrare fin dall&#8217;inizio il particolare carattere egli chiede di essere l&#8217;unico membro della famiglia Yamauchi a lavorare in azienda, essendo il parente del degente più diretto in grado, costringendo il nonno a licenziare il cugino poco prima della sua morte.<br />
Prese dunque le redini di Nintendo, dopo un generale malcontendo degli operai, Hiroshi trasferiece l&#8217;azienda a Kyoto e detta un regime del tutto imperialista (qui rispunta l&#8217;educazione ferrea avuta da bambino) e si proclama come giudice finale di ogni prodotto che esce dalla fabbrica: o piace a lui o non si fa ! (e questo per molto molto tempo a venire)</p>
<p>Ma parliamo anche del genio di  Hiroshi.</p>
<p>Quando nel 1959 chiude un contratto con Walt Disney e crea una linea di carte da gioco fruibile alle famiglie giapponesi (in giappone le carte da gioco occidentali erano associate ad attività di gioco illegale e gravemente sanzionate) includendo nei mazzi un opuscolo che spiega vari giochi da intraprendere  e naturalmente l&#8217;aspetto delle figure classiche di Disney. Questa collaborazione diventa un vero business da 600.000 unità vendute anno.</p>
<p>Ma forse la vera scintilla fu quando Yamauchi vide un giovane ingegnere giocare nella pausa con un curioso artiglio allungabile&#8230; Questo ragazzo si chiamava Gunpey Yokoi.</p>
<p>Yamauchi chiese a Yokoi di sviluppare il suo arnese e da qui, ovvero dalla Ultra Hand,  Nintendo si portò verso una nuova frontiera, quella dei giocattoli, o forse delle invenzioni di Yokoi.</p>
<div style="width: 490px" class="wp-caption alignnone"><img alt="" src="http://images.gamekult.com/blog/imgdb/000/000/496/869_2.jpg" width="480" height="360" /><p class="wp-caption-text">Nintendo ULTRA HAND</p></div>
<p>Le diavolerie di Yokoi continuarono ad uscire attraverso Nintendo in modo incontrastato, pari solo al successo che queste avevano. Questo almeno fino a quando Yamauchi vide all&#8217;orizzionte una nuova sfida (o un nuovo affare) ovvero i giochi elettronici. Sotto licenza Magnavox e poi autonomanente ecco che con il marchio Nintendo uscirono dalla fabbrica le console di prima generazione come la color tv 6 e vari cloni di pong.</p>
<div id="attachment_4961" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/nintendo_tvgame_6.jpg"><img class="size-medium wp-image-4961" alt="Nintendo TV GAME" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/nintendo_tvgame_6.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo TV GAME</p></div>
<p>Ma Hiroshi voleva ancora di più ! Voleva vendere, voleva vedere il marchio incontrastato di Nintendo nel mondo&#8230; e fu cosi che decise di intraprendere negli stati uniti la strada degli arcade da sala giochi&#8230; dove con mille e mille vicessitudini e l&#8217;arrivo nella &#8220;famiglia&#8221; di Shigeru Miyamoto naque Donkey Kong ( e poi Super mario &#8230; che altri non era che Jumpman, l&#8217;omino che sfidava lo scimmione che all&#8217;inizio era Bruto che rapiva Olivia che in realtà non era Mario ma Popeye&#8230; mi sa che questa ve la racconto un&#8217;altra volta&#8230;)</p>
<p>Fatta breccia negli &#8220;arcade&#8221; e data la batosta ad Atari, Yamauchi ora che visualizzava il traguardo più che mai, voleva &#8220;espandere e conquistare&#8221;, come un solo un condottiero degno del sol levante sapeva fare, il mercato dei giochi elettronici. Sguinzagliò quindi il prode Yokoi e &#8220;gli fece&#8221; partorire i Game &amp; Watch che vissero felici e contenti finchè non arrivarono Famicom e Super Nes, i veri successi ( a mio avviso) di Nintendo, fautori del nome dell&#8217;azienda in tutto il mondo.</p>
<div id="attachment_4962" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/famicom_biography3.png"><img class="size-medium wp-image-4962" alt="Senza Yamauchi non avremmo avuto QUESTO e il mondo non sarebbe stato lo stesso..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/famicom_biography3.png?w=300" width="300" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">Senza Yamauchi non avremmo avuto QUESTO e il mondo non sarebbe stato lo stesso&#8230;</p></div>
<p>Parlare di Nes e Snes è quasi scontato, potremmo parlare però di Nintendo 64, di Gamecube e di come le liti tra Yamauchi e sviluppatori portarono alla nascita di Playstation e di come sempre le imposizioni assolutistiche di un Yamauchi che &#8221; o piace a me o non piace a nessuno&#8221; portarono a vedere serie come Final Fantasy migrare da Nintendo verso Sony che da questo limbo di decisioni sbagliate e litigi affermò quello che fu il fenomeno della successiva generazione di console, ovvero appunto la &#8220;generazione Playstation&#8221; che si insediò nelle case di giovani teenager che pian piano misero i loro Snes e N64 in un angolo a prendere polvere.</p>
<p>Grande passione di Yamauchi era anche il baseball&#8230;. no dai non la era &#8230;. Molti lo pensano ma anche qui però vide un business ( e poi una grande opportunità per il popolo giapponese.) Nei primissimi anni 90 i Seattle Mariners squadra di Baseball sull&#8217;orlo del tracollo cercavano un azionista e naturalmente il nostro Hiroshi fiutò l&#8217;affare. Non gradito dal popolo americano si vide poi costretto ad &#8220;accontentarsi&#8221; del 50% delle azioni ma questo fece si che molti talenti giapponesi potessero far strada nella lega americana.</p>
<p>Arriviamo poi ad oggi, 19 settembre 2013 quando la notizia della sua scomparsa ci lascia li&#8230;. cosi&#8230;</p>
<div id="attachment_4963" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/shigeru_miyamoto.jpg"><img class="size-medium wp-image-4963  " alt="Haio avuto una grande fortuna che Yamauchi fosse amico di tuo padre... ma l'abbiamo avuta anche noi. Ringraziamo tutti..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/09/shigeru_miyamoto.jpg?w=300" width="300" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">Hai avuto una grande fortuna che Yamauchi fosse amico di tuo padre&#8230; ma l&#8217;abbiamo avuta anche noi. Ringraziamo tutti&#8230;</p></div>
<p>Personaggio sicuramente burbero, sinceramente non riesco ad immaginarmi la storia dei videogames senza di lui, senza i suoi colpi di testa senza i suoi colpi di genio. Da ogni sua azione è scaturito qualcosa che oggi tutti abbiamo o tutti abbiamo avuto. Nel bene o nel male Hiroshi Yamauchi ci ha dato &#8220;i giochi&#8221; elettronici la sua essenza ad 8 bit in questo mondo frenetico, ci ha insegnato ad inseguire sempre nuove sfide e nuovi orizzonti, ci ha insegnato a non vedere mai una fine ma sempre e solo un inizio di una nuova avventura&#8230; o un nuovo livello&#8230;</p>
<p>Ed ora ???</p>
<p>Ora sarà là insieme a Yokoi a creare un&#8217;altra diavoleria&#8230;..</p>
<p>Grazie di tutto</p>
<p>Ciao Hiroshi&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno degli &#8220;schiacciapensieri&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 09:59:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8230;ma perché erano mai andati da qualche parte? In effetti no&#8230; Questi piccoli (o meno piccoli a volte) giochi elettronici che spopolavano un po&#8217; dappertutto nei primi anni 80 sono in effetti tutt&#8217;ora oggetti del desiderio per  molti di noi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>&#8230;ma perché erano mai andati da qualche parte?</p>
<p>In effetti no&#8230; Questi piccoli (o meno piccoli a volte) giochi elettronici che spopolavano un po&#8217; dappertutto nei primi anni 80 sono in effetti tutt&#8217;ora oggetti del desiderio per  molti di noi e non hanno mai cessato di suscuitare un vivo interesse nell&#8217;ambito della comunità se non propriamente in quella retroinformatica, sicuramente in quella del collezionismo.</p>
<p>Oggi andiamo a conoscere  due interessanti risorse per poter rivivere il fascino di queste piccole meraviglie.</p>
<p><span id="more-3141"></span></p>
<p><span style="font-style: inherit; line-height: 1.625;">Avanti&#8230; Chi non ricorda quelli che nel gergo comune dell&#8217;Italia anni 80 venivano chiamati &#8220;SCHIACCIAPENSIERI&#8221;?</span></p>
<div id="attachment_3148" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/tffcx.jpg"><img class="size-medium wp-image-3148" alt="Uno &quot;schiacciapensieri&quot; Polistil" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/tffcx.jpg?w=300" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Uno &#8220;schiacciapensieri&#8221; Polistil</p></div>
<p><span style="font-style: inherit; line-height: 1.625;">L&#8217;uso del ter</span><span style="font-style: inherit; line-height: 1.625;">mine, storpiatura del nome del famosto strumento musicale tradizionale siciliano, deriva dal nome promozionale dato dalla Polistil per la distruibuzione sul territorio italiano della serie di giochi elettronici TIME &amp; FUN , molto simili nella struttura (se non identici) ai più blasonati GAME &amp; WATCH Nintendo.</span></p>
<div id="attachment_3147" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/tricky-traps-game.jpg"><img class="size-medium wp-image-3147" alt="un milione di anni fa, o forse due, c'era chi giocava a Tricky Traps (tra gli altri)" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/tricky-traps-game.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">un milione di anni fa, o forse due, c&#8217;era chi giocava a Tricky Traps (tra gli altri)</p></div>
<p>Con il termine però, almeno al tempo, non si indicavano solo i giochi &#8220;tascabili&#8221; a cristalli liquidi, bensì tutta quella serie di giochi elettronici dalle tecnologie più varie (evoluzione diretta di quei giochi elettromeccanici della generazione precedente come ad esempio il &#8220;famoso&#8221; Tricky Traps di Tomy) che ricomprendevano anche prodotti piuttosto sofisticati e che poco o nulla avevano a che spartire con i prodotti Polistil.</p>
<div id="attachment_3146" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/tabletop1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3146" alt="...se riuscite a mettervene uno in tasca rischiate di passare per uno che ha assunto una dose eccessiva di viagra!!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/tabletop1.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230;se riuscite a mettervene uno in tasca rischiate di passare per uno che ha assunto una dose eccessiva di viagra!!</p></div>
<p>Con la perdita di interesse da parte del grande pubblico, sicuramente meno informato sulle origini e la produzione di tali apparecchi, e con la crescita di una comunità di veri cultori e appassionati, l&#8217;uso di &#8220;schiacciapensieri&#8221;, comunque in uso evidentemente solo in Italia, per rifersi a questi giochi venne sostituito dal più appropriato &#8220;handheld&#8221; anche se anche questo a mio parere non è del tutto appropriato per riferirsi all&#8217;intero settore in quanto molti dei giochi prodotti propriamente portatili non sono (in questo caso mi risulta che si dovrebbe paralre più correttamente di &#8220;table top&#8221;).</p>
<p>Quello degli handheld è un vero e proprio &#8220;mondo&#8221; come ogni oggetto da collezione che si rispetti, e districarvicisi non è cosa per il comune mortale né per i deboli di cuore.</p>
<p>A fianco dei più comuni e diffusi giochini che magari anche vostra mamma ricorda, addentrandovi nei meandri di questo regno fantastico potreste scovare delle vere &#8220;gemme&#8221; così brillanti e iponotiche, ma altrettanto preziose, che potreste perdere la ragione e vendere un rene (o entrambi) per entrarne in possesso.</p>
<div id="attachment_3143" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class=" wp-image-3143" title="gandw" alt="game_watch_coleccion" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/game_watch_coleccion.jpg?w=300" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">&#8230;e questo è niente&#8230;</p></div>
<p>Per avvicinarvi alla scoperta delle meraviglie del mondo handheld esistono numerosissime risorse (tipo guide) in rete; una semplice ricerca in Google con i termini &#8220;game &amp; watch&#8221; può essere un buon punto di partenza , anche cercare handheld seguito de uno più nomi dei produttori storici (Nintendo, Tomy, Gakken e moltissimi altri) porterà sicuramente risultati.</p>
<p>L&#8217;altra cosa interessante è notare che già da tempo esistono anche risorse in rete, create da appassionati , che permettono di giocare a molti di questi giochi che per l&#8217;occasione vengono riprodotti e simulati (in questo caso non si può parlare di emulazione) con dovizia di particolari.</p>
<div id="attachment_3153" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/logo.gif"><img class="size-medium wp-image-3153" alt="MADrigal Design" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/logo.gif?w=300" width="300" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">MADrigal Design</p></div>
<p>La prima &#8220;fatica&#8221; che vogliamo segnalarvi è quella che più ci inorgoglisce in quanto italiani e soprattutto amici di quel &#8220;geniaccio&#8221; che è Luca Antignano.e della sua MADrigal Design.</p>
<p>Il buon Luca (già curatore di una <a title="CreativEmu di Luca Antignano" href="http://www.madrigaldesign.it/creativemu/news.php" target="_blank">pagina interamente dedicata alla console Creativision </a>ma questa è un&#8217;altra storia che presto vi racconteremo) con tanta pazienza ha realizzato &#8220;artigianalmente&#8221; una serie di simulatori di handheld funzionanti in ambiente Windows.</p>
<p>Questi simulatori sono liberamente scaricabili dalla pagina di <a title="MADrigal Design" href="http://www.madrigaldesign.it/sim_it/index.php" target="_blank">MADrigal Design</a>, alla sezione &#8216;download&#8217;,  in cui è presente un archivio compresso contenente tutti i simulatori realizzati da Luca (che sono davvero tanti) e che viene aggiornato periodicamente con nuove realizzazioni.</p>
<p>La cura per i dettagli di Luca rasenta il maniacale. Tutte le macchine sono riprodotte con dovizia di particolari e spesso i simulatori vengono migliorati nella loro realizzazione e l&#8217;archivio disponibile aggiornato per una nuova distribuzione.</p>
<p>Ciliegina sulla torta il tutorial che Luca mette a disposizione a tutti su come realizzare un simulatore di handheld in ambiente Delhpi su Windoes. Davvero una CHICCA da non perdere per gli utenti più smanettoni o semplici curiosi.</p>
<p>Dopo la doverosa segnalazione per una produzione tutta italiana, punto di riferimento nella comunità mondile degli handheld passiamo a segnalare una unlteriore risorsa che invece ci permette di giocare on-line alle riproduzioni di alcuni degli handhald più famosi.</p>
<div id="attachment_3155" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/pica-pic-retro-handheld-games-collection-google-chrome.jpg"><img class="size-medium wp-image-3155" alt="Pica-Pic.com" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/pica-pic-retro-handheld-games-collection-google-chrome.jpg?w=300" width="300" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Pica-Pic.com</p></div>
<p>Armati solo di un browser dotato di flash player collegatevi al sito <a title="Piac-Pic" href="http://www.pica-pic.com/" target="_blank">Pica-Pic.com</a> e potrete codere di una ricca collezione di simulatori da giocare ovunque voi siate.</p>
<p>Davvero una iniziativa curiosa ed interessante che vi consentirà senza troppo sforzo di rivivere in maniera soddisfacente l&#8217;esperienza handheld.</p>
<p>Speriamo di aver fatto cosa gradita a tanti appassionati di questi oggetti che formano parte indissolubile della storia video ludica e chissá magari abbiamo fatto scoprire qualcosa di interessante a quanti di voi amici ancora non sono stati &#8220;rapiti&#8221; dalla handheld mania.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>P.S. un saluto a Luca Antignano per la sua strepitosa produzione e l&#8217;impegno costante in tutte le sue attività nel campo del retrogaming e un grazie ad Andrea Pachetti (http://quattrobit.blogspot.com) per la segnalazione &#8220;indiretta&#8221; del sito Pica-Pic.com</p>
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		<title>Emulazione N64 su Wii: problema analogici Classic Controller PRO con Wii64</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 14:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shuriken80]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti ragazzi, ho installato su Wii tempo fa l&#8217;emulatore Wii64, versione 1.1 honey, che permette di accedere all&#8217;ampio parco games del Nintendo 64. Nessun problema, giocavo o con la combinazione (scomoda) wiimote + nunchack, o col pad GameCube, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Salve a tutti ragazzi, ho installato su Wii tempo fa l&#8217;emulatore Wii64, versione 1.1 honey, che permette di accedere all&#8217;ampio parco games del Nintendo 64.<br />
Nessun problema, giocavo o con la combinazione (scomoda) wiimote + nunchack, o col pad GameCube, connesso all&#8217;apposita porta.<br />
Da un pò di giorni ho comprato un bel pad, simile come forma/disposizione tasti a quello del Super Nintendo, il wii Classic Controller Pro.<br />
Ottimo con tutto (wii, megadrive, snes &amp; co), ho avuto solo problemi proprio con questo Wii64.<br />
<span id="more-3094"></span></p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-16-16-07-58.jpg"><img class=" wp-image alignright" id="i-3107" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" alt="Immagine" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-16-16-07-58.jpg?w=487" width="234" height="311" /></a>Il problema fondamentale è che non funzionano i 2 analogici, importantissimi per un gioco come Mario 64.<br />
Ho appurato, grazie anche ai consigli di Emiliano, che dipende dall&#8217;emulatore.<br />
Online ho trovato una versione &#8220;modificata&#8221; del wii64, sempre 1.1, ma con un fix proprio per l&#8217;analogico.</p>
<p>Pensando di fare opera buona per molti, vi linko il download:</p>
<p><a href="http://www.mediafire.com/download/1vff4rutl8a51tw/wii64_USB2_r1091_(_1.1_Honey_)_with_analog_fix.tar.gz">Wii64 1.1 Honey AnalogFix</a></p>
<p>Alla prossima, enjoy!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>DONKEY KONG © 1981 Nintendo.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 04:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[misterdvg1975]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[DONKEY KONG © 1981 Nintendo. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; “QUANTO IN ALTO PUOI ARRIVARE?” &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; STORIA Jumpman, un nome che a pochi può sembrare poco familiare eppure rappresenta il primo nome di un personaggio che entrò di diritto nell&#8217;olimpo dei personaggi videoludici più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><em><strong>DONKEY KONG © 1981 Nintendo.</strong></em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><em>“QUANTO IN ALTO PUOI ARRIVARE?”</em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><em><strong>STORIA</strong></em></p>
<p><em><strong>Jumpman</strong></em>, un nome che a pochi può sembrare poco familiare eppure rappresenta il primo nome di un personaggio che entrò di diritto nell&#8217;olimpo dei personaggi videoludici più famosi del mondo e non a caso, tanto per rendervi l&#8217;idea, è perfettemante riconosciuto anche da chi di videogiochi capisce poco e niente.</p>
<p><span id="more-2677"></span></p>
<p>Quell&#8217;omino saltellante altri non era che <em><strong>Mario</strong></em> e il suo primo lavoro in questo gioco era quello di falegname, prima di passare a quello di idraulico, che lo rese praticamente immortale agli occhi del pubblico.</p>
<p>Il videgioco è stato il più recente di una serie di sforzi da parte della <em><strong>Nintendo</strong></em> di entrare nel mercato Nord Americano. Hiroshi Yamauchi, presidente della Nintendo a quel tempo, assegnò il progetto ad un giovane game designer, di nome <em><strong>Shigeru Miyamoto</strong></em>.</p>
<p>Attingendo a una vasta gamma di ispirazioni, compreso Braccio di Ferro, La Bella e la Bestia e King Kong, Miyamoto sviluppò lo scenario, progettando il gioco insieme all&#8217; ingegnere capo della Nintendo, <em><strong>Gunpei Yokoi</strong></em>.</p>
<p>I due uomini aprirono nuove frontiere, utilizzando la grafica come mezzo di caratterizzazione, includendo scene di intermezzo per far scorrere la trama e integrando scenari diversi nel gameplay di gioco&#8230;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><em><strong>IL VIDEOGIOCO</strong></em></p>
<p>Senza ombra di dubbio uno dei giochi più leggenderi che la storia dei videogiochi ricordi&#8230;</p>
<p>La nuova <em><strong>Super Scheda</strong></em> è pronta, un&#8217;altro grande classico è stato salvato e archiviato nel <em><strong>DVG</strong></em>&#8230;Buona Lettura!!! <img src='https://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Tutti i dettagli di gioco sono stati appuntati e potrete visionarli al link seguente. Spero di aver fatto un buon lavoro. Non vi dimenticate di commentare, criticare, correggere e aggiungere&#8230;fatemi sapere che ne pensate, cerco di migliorare e offrire un servizio sempre più efficiente. Grazie a tutti voi che supportate sempre e con passione il &#8220;<em><strong>DVG &#8211; Il Dizionario Dei Videogiochi</strong></em>&#8221; e un grazie speciale anche ai ragazzi dello staff di &#8220;<em><strong>The Retrogames Machine</strong></em>&#8221; per la pubblicazione di questo post&#8230; <img src='https://www.retrogamesmachine.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
_____________________________________</p>
<p><em><strong>- DONKEY KONG:</strong></em> <a href="http://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=donkey_kong">http://www.dizionariovideogiochi.it/doku.php?id=donkey_kong</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/fetch1.png"><img class=" wp-image aligncenter" id="i-2680" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/fetch1.png?w=487" width="400" height="1076" /></a></p>
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