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	<title>the Retrogames Machine &#187; pc engine</title>
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		<title>Pc Engine Review: Doraemon &#8211; Meikyu Daisakusen</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2014 05:23:09 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Ed eccoci a parlare di un altro titolo che fece breccia nei cuori di milioni di utenti della magica console <strong>NEC</strong>. Come tutti sappiamo verso il calare degli anni 80, il <strong>Pc Engine</strong> fu una console che seppe dare un forte scossone al mercato videoludico, giocando anche sulle licenze a suo favore di manga e anime. Il gioco di cui vi parlerò è senza dubbio uno dei più divertenti ed avvincenti di quel periodo, che va a rendere omaggio ad un personaggio amato da bambini e non, sto palando del gattone blu; il mitico <strong>Doraemon</strong>. Chi non conosce le fantastiche avventure del gatto robot venuto dal futuro per aiutare lo strampalato <strong>Nobita</strong> dai suoi disastri quotidiani?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-7381"></span></p>
<p>Ed ecco infatti nascere per mano della <strong>Hudson Soft</strong>: <strong>Doraemon - Meikyu Daisakusen</strong>. Nei panni dei <strong>Doraemon</strong> il nostro impegno era ricercare i <strong>Doraiaki</strong> ( le frittelline di fagioli ) e fuggire da stage in stage attraverso la porta del tempo. Tutto questo ovviamente fuggendo tra i vicoli dei quartieri, evitando mostri e trappole e cercando le chiavi che saranno la nostra via di fuga. Tutto si presenta agli occhi del giocatore come un emulo di Bomberman, solo che in questo caso non siamo impegnati a seminare bombe esplosive ma recuperare i dolci di cui e goloso il micione prima di darci alla fuga. Visivamente si percepisce tutto lo stile del fumetto di <strong>Fujiko Fujio</strong> e del suo anime a cui è ispirato. La grafica è davvero gradevole e funzionale in ogni aspetto, mostrando un ottima palette di colori e animazioni di nota.</p>
<div id="attachment_7383" style="width: 266px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/03/dormaze2.gif"><img class="size-full wp-image-7383" alt="dormaze2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/03/dormaze2.gif" width="256" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;aspetto grafico è molto vario e ricorda a perfezione la serie animata.</p></div>
<p>I personaggi si muovono sullo schermo in maniera simpatica, mostrando le loro peculiarità. La colonna sonora del gioco è basta sul theme  originale della serie tv, ri arrangiata per l&#8217;occorrenza, allegra ma spesso ridondante nel suo ripetersi di continuo durante i livelli. Il gameplay fin da subito regala al giocatore un ottimo approccio, catapultandolo in una sorta di rompicapo labirintico fatto di trovate geniali. La difficoltà progressiva alza in maniera notevole la longevità, poichè affrontare gli oltre 60 livelli non è sempre rosa e fiori, minacce di ogni tipo e piccoli boss sono all&#8217;ordine del giorno. In pratica questo <strong>Doraemon</strong> riesce a fondere i classici rompicapi alla <strong>PacMan</strong> con concetti <strong>platform</strong> che tanto andavano in voga negli anni 80. Un titolo apprezzatissimo dalla critica come dai videogiocatori asiatici ed europei, poichè solo grazie all&#8217;import giunse nei nostri scaffali. Il supporto di questo gioco era l&#8217; <strong>Hu Card</strong> quindi per sistemi base di <strong>Pc Engine</strong>.</p>
<div id="attachment_7384" style="width: 240px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/03/1271_1.jpg"><img class="wp-image-7384  " alt="1271_1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/03/1271_1.jpg" width="230" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Recuperare tutte le frittelline non è sempre così semplice.</p></div>
<p>Per concludere mi sento di consigliare il titolo a tutti gli amanti dei rompicapo un pò particolari dove l&#8217;azione si combina al colpo d&#8217;occhio. La lingua non influisce in nessun modo al gameplay da subito immediato e coinvolgente, poi se siete amanti del cartone animato non potete farne a meno. Un titolo che cattura e si lascia giocare e rigiocare senza annoiare, regalando un senso di sfida progressivo a tratti anche abbastanza insidioso. Morale della favola, se avete un <strong>Pc Engine</strong>, cercatelo in rete, anche perchè si trova a prezzi davvero allettanti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eccovi un folle video del gameplay di Doreamon PCE.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/I_zmPmL320A?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Il mito di Street fighter, since 1987 &#8211; Capcom -</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 15:26:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esistono titoli destinati a divenire nel corso del tempo miti indiscussi. Titoli che hanno caratterizzato una generazione innovando e introducendo un genere. Il gioco di cui appunto parleremo è tutto questo, ma anche di più, poichè ha dato ispirazione anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Esistono titoli destinati a divenire nel corso del tempo miti indiscussi. Titoli che hanno caratterizzato una generazione innovando e introducendo un genere. Il gioco di cui appunto parleremo è tutto questo, ma anche di più, poichè ha dato ispirazione anche ad altre case produttrici per esporsi con dei loro prodotti. Il genere è il mitico <strong>VS Fight</strong>, il gioco il famigerato <strong>STREET FIGHTER</strong> by <strong>Capcom</strong>.<img title="More..." alt="" src="http://postto.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /></p>
<p><strong>Street Fighter</strong> fece il suo esordio nel 1987 nelle sale giochi del sol levante, fu un titolo accolto in maniera positiva dalla critica e dai ragazzi del periodo. Il gioco introdusse nel mondo dei coin op, nuovi personaggi e di sicuro nuovi beniamini a cui legarsi. Parliamo di Ryu e Ken.</p>
<p><span id="more-2917"></span></p>
<p>Il gioco apriva con la selezione unicamente forzata al solo <strong>Ryu</strong>, intento a scalare il successo mondiale combattendo con i più forti combattenti stradali. Purtroppo <strong>Ken</strong> era possibile selezionarlo unicamente come secondo player per i versus. <strong>Ryu</strong> si presenta agli occhi dei players come un giovane karateka pronto a crescere attraverso combattimenti feroci dove si mescolano molteplici discipline.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/street_fighter_ryu_ken_spar-article_image.jpg"><img class="aligncenter" id="i-2910" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/street_fighter_ryu_ken_spar-article_image.jpg?w=408" /></a></p>
<p>Dovevamo quindi da un continente all&#8217;altro affrontare una decina di nemici pronti a sbarrarci la strada. Ovviamente la difficoltà era un crescente che a volte poteva portare un po verso la frustrazione per via della velocità di gioco nonchè per le mosse abbastanza complesse da realizzare. <strong>Ryu</strong> come mossa segreta possiedeva una fireball letale è un attacco a calci a spirale di notevole impatto, per il resto mosse come pugno alto o basso e calcio alto o a spazzata. In pratica ci trovavamo davanti ad un vero picchiaduro ad incontri, capace di metterci in seria difficoltà, ma che grazie a quello ci incitava alla sfida. Durante gli incontri, erano presenti delle diverse prove di abilità/forza, come rompere mattoni con un pugno e così via.</p>
<p>Tecnicamente il gioco era molto valido, l&#8217;impatto visivo era di prima scelta. La grafica faceva il suo ruolo regalando carisma nei confronti dei personaggi che per ovvi motivi sarebbero rimasti nelle menti dei giocatori più assidui. I fondali erano davvero ottimi e ben definiti a differenza delle animazioni che non sempre brillavano per il meglio. La colonna sonora si manteneva su livelli discreti e gli effetti come quelli vocali nella norma seppur non campionati a dovere. Tutto sommato a parte la difficoltà un po troppo elevate nel gameplay il gioco seppe imporsi in maniera ottimale riscuotendo un notevole successo.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/street_fighter_ryu_vs_retsu.png"><img class="aligncenter" id="i-2911" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/street_fighter_ryu_vs_retsu.png?w=374" /></a></p>
<p>Il successo di questa produzione fece si che il titolo <strong>Capcom</strong> venne prodotto e convertito per gran parte delle piattaforme casalinghe di quel periodo, in primis gli home computer. <strong>Commodore 64</strong>, <strong>CPC Amstrad</strong>, e <strong>ZX Spectrum</strong> furono le prime a giovare di una conversione pur essendo macchine a <strong>8 Bit</strong>. In un secondo tempo vennero pubblicate anche le versioni a <strong>16 Bit, </strong>per <strong>MS DOS</strong>, <strong>Amiga</strong> e <strong>Atari ST. </strong>Purtroppo bisogna dire che facevano acqua da ogni parte. Conversioni a limite del giocabile. Solo una riuscì a contraddistinguersi da tutte. Fu quella per <strong>Pc Engine CD Rom</strong>, uscita nel 1989. Oltre ad essere il primo gioco per console casalinga sull&#8217;allora nuovo supporto digitale, il titolo vantava delle stesse caratteristiche del cabinato, o meglio fu quella che più gli si avvicinava, sia per livello tecnico che per gameplay. L&#8217;audio digitale fu però nettamente migliore rispetto alla controparte da sala vantando di un bit rate elevato e di una nuova ridigitalizzazione delle <strong>bgm</strong>. Come titolo di lancio per una console sicuramente non era affatto male. Una nota da mettere in mostra fu che il nome del gioco venne per l&#8217;occasione ribattezzato in <strong>Fighting Street, </strong>poichè il progetto di sviluppo sulla console <strong>NEC</strong> fu affidato ai seguaci della <strong>Hudson Soft</strong> supervisionati da <strong>Capcom</strong> stessa.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/cover-fighting_street-article_image.jpg"><img class="aligncenter" id="i-2913" alt="Image" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/07/cover-fighting_street-article_image.jpg?w=390" /></a></p>
<p>Dopo questo trampolino di lancio, negli inizi degli anni 90, <strong>Capcom</strong> decise di riprendere in mano il progetto Street Fighter e vantando delle nuove tecnologie diede luce a quello che è diventato il sinonimo di vs fight game, ovvero l&#8217; immenso <strong>Street Fighter II. </strong>Un gioco che conquistò tutto il mondo, per il piano tecnico e giocabilità sopra le righe. <strong>Capcom</strong> regalò al suo pubblico qualcosa che non si sarebbe mai potuto dimenticare. Così utilizzando nuovamente <strong>Ryu</strong> e <strong>Ken</strong> e alcuni personaggi del primo episodio, iniziò la nuova era di questo fantastico e amato brand.</p>
<p>Attualmente possiamo recuperare questi titoli in versione <strong>ARCADE</strong>, in recenti pubblicazioni <strong>Capcom</strong>, come  le collection per <strong>PSP</strong> e <strong>PS2</strong></p>
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		<title>Pc Engine &#8211; Quando la differenza sta nello sviluppo.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 13:05:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; passato più di un ventennio da quando una meraviglia squarciò il panorama casalingo dell&#8217;home gaming. Era il 1987 quando la famosa casa nipponica NEC decise di introdursi in un mercato in espansione come quello videoludico, potendo contribuire con maestria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: left;">E&#8217; passato più di un ventennio da quando una meraviglia squarciò il panorama casalingo dell&#8217;home gaming. Era il 1987 quando la famosa casa nipponica <strong>NEC</strong> decise di introdursi in un mercato in espansione come quello videoludico, potendo contribuire con maestria e innovazione tecnica. Nacque così quello che tutti conoscono come la console dei miracoli del periodo, ovvero il <strong>PC ENGINE</strong>.</p>
<p><span id="more-2387"></span></p>
<p>Ovviamente siamo nel periodo finale dell&#8217;era a <strong>8 bit</strong>, dove <strong>Nintendo</strong> spopolava con il suo <strong>Nes</strong> e <strong>Sega</strong> ne minacciava la sua incolumità con il rivale <strong>MasterSystem</strong>. La<strong> Nec</strong> inizio una produzione di questa nuova console con l&#8217;intento di poter offrire al pubblico potenza e titoli di successo direttamente dalle controparti arcade ad un prezzo contenuto. La macchina venne realizzata in Giappone con una forma davvero accattivante e a dir poco minimalista. Un quadrato quasi 10&#215;10 con uno spessore di 3cm che lo rendeva agli occhi dei più qualcosa di portatile più che una console casalinga. La macchina aveva un uscita video ( prima ver solo antenna ) un attacco frontale per il joypad e il power a blocco per l&#8217;accensione correlato alla slitta per le cartucce <strong>( HuCard )</strong>. Ma cosa montava la console al suo interno per fare la differenza?  La <strong>Nec</strong> assieme alla casa di sviluppo <strong>HudsonSoft</strong> unirono le forze per poter regalare elementi all&#8217;avanguardia che potessero dare ai programmatori quella leggiadria nel momento dello sviluppo.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/nec-pc-engine.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2455" alt="NEC PC Engine" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/nec-pc-engine.png" width="584" height="250" /></a></p>
<p>Il processore era un <strong>8 bit HuC6280</strong> è coadiuvato da un chip grafico a <strong>16 bit</strong> e da un chip specializzato di codifica video. Ed è proprio li nel processore grafico che veniva la sorpresa più lieta ai video giocatori. Il supporto su cui i titoli vennero sviluppati furono le HuCard, tali e quali a schede del telefono che però avevano una capacità minima di contenimento in fatto di memoria. Però grazie a piccoli stratagemmi, si trovò anche la maniera per potenziarle potendo così regalare risultati inaspettati. La console prese il sopravvento nell&#8217;oriente vendendo milioni di pezzi e facendo dirottare molti fan dala sua parte, potendo contare su titoli su licenza direttamente da <strong>Anime</strong> e <strong>Manga</strong>. Una categoria di titoli che glorificò la console furono gli <strong>shooter</strong>, che furono la massima espressione ludica, facendo sbalordire e radendo al suolo la concorrenza.</p>
<p>Nel corso del tempo la Nec produsse altre varianti del <strong>Pc Engine</strong>, dopo il primissimo modello Bianco, venne messa sul mercato la versione <strong>CoreGraphix</strong>, identica al capostipite solo di colore grigio topo, ma con una uscita video <strong>A/V video composito</strong> per <a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/coregrafx.jpg"><img class="alignright  wp-image-2456" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; border: 2px solid black;" alt="coregrafx" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/coregrafx.jpg" width="288" height="216" /></a>adattarlo a qualsiasi tv anche non territoriale. Questo fece si che il mercato venne espanso anche verso l&#8217;occidente, in prima linea con quello di importazione parallela. Molti amatori si accostarono numerosi a questo piccolo gioiellino capace di cose straordinarie, basti pensare alla conversioni di<strong> R-Type, Shinobi</strong> e di <strong>OutRun</strong> da far gridare al miracolo. In quelle piccole card veniva fuori quella brutalità di programmazione che faceva la differenza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/img4387x.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2457" alt="img4387x" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/img4387x.jpg" width="467" height="349" /></a></p>
<p>La <strong>Nec</strong> non contenta del successone decise di investire in nuovi progetti e sviluppi, e visto che l&#8217;unico punto debole della console fu l&#8217;audio, tutto ricadde verso un nuovo supporto su cui programmare. Un supporto che potesse racchiudere un audio digitale e una capienza eleavata di memoria per il periodo. Nacque così nel 1989, il<strong> CD-Rom 1</strong> per <strong>Pc Engine</strong> accostato a un modulo denominato <strong>Interface Unit</strong> che univa la parte Card a quella Cd-rom gestendo anche un uscita audio video. Le cose si fecero grosse, lo spirito d&#8217;innovazione portò la <strong>Nec</strong> ai vertici asiatici potendo così contare su qualcosa che nessuno ancora aveva tra le mani, un supporto ottico. Il primo gioco della storia su Cd-Rom per console fu un classico che spopolava in quel periodo, ovvero il memorabile <strong>Street Fighter</strong> di <strong>Capcom</strong>, ribattezzato <strong>Fighting Street</strong> per via della riscrittura su commissione da parte della Hudson soft. Il risultato fu grandioso, per la prima volta la gente oltre ad avere un prodotto pressochè identico alla controparte da sala, aveva un audio digitale a più canali con una pulizia senza precedenti per via del bitteragio audio di livello.</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/pcenginecd-rom2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2458" alt="PCEngineCD-ROM2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/05/pcenginecd-rom2.jpg" width="500" height="282" /></a></p>
<p>Da quel periodo in poi la mole di prodotti Nec vennero osannati dal pubblico e non si fermarono di sviluppare creando anche nuove varianti, nonchè ottimizzazioni delle stesse.Il parco videoludico fu assurdo. Uscirono valanghe di giochi per entrambi i supporti e la gente ne era appagata, l&#8217;unica nota sgradevole fu che la macchina fu rilegata al mercato nipponico non transitando in quello Europeo in maniera diretta, quindi solo per importazione e di conseguenza con prezzi salati non poco. Fatto sta che la console ancora oggi viene vista come un oracolo per gli amanti dei videogiochi, è da sempre una console amata dai collezionisti più sfegatati grazie alle sue numerose varianti e ai titoli di rara bellezza. Non averne almeno una a casa è un vero e proprio delitto!</p>
</div>]]></content:encoded>
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