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	<title>the Retrogames Machine &#187; Commodore</title>
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	<description>the Future was Now</description>
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		<title>Princess &amp; Infinity ITS: Disk Indexer con il nuovo firmware!</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2015 11:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[shuriken80]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In vista del primo riposante week end post ferie, Damiano Colombari e Hawui1 hanno pensato di pubblicare sul sito manosoft.it un nuovo firmware per Infinity+ITS e Princess. Si tratta della versione 0.10.4.3. La novità più importante di questo nuovo firmware è l’implementazione del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>In vista del primo riposante week end post ferie, Damiano Colombari e Hawui1 hanno pensato di pubblicare sul sito manosoft.it un nuovo firmware per Infinity+ITS e Princess. Si tratta della versione 0.10.4.3. La novità più importante di questo nuovo firmware è l’implementazione del supporto per il Disk Indexer che permette il caricamento individuale dei programmi contenuti in una compilation TAP.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-9981"></span></p>
<p>Prima di questa modifica, se avessimo voluto caricare il 3° gioco di un file .tap contenente diversi titoli, avremmo avuto le seguenti possibilità:</p>
<p>1) Caricare tutti i giochi senza spegnere il c64 e premendo il tasto di reset su cartuccia (per chi possiede la cartuccia reset e solo nei giochi che lo consentono)</p>
<p>2) Dividere il file con stap o altri macchinosi programmi, creando singoli tap da rinominare e ricopiare su sd</p>
<p>3) Usare l’utilissima funzione setpoint, implementata mesi fa in un firmware per infinityITS/Princess.</p>
<p>Quest’ultima soluzione permetteva di creare un setpoint associato al file .tap alla fine del caricamento di un gioco. Spegnendo e riaccendendo la macchina e ricaricando il file .tap con setpoint creato a fine caricamento di un gioco, avremmo potuto riprendere il caricamento dal gioco in oggetto.</p>
<p>Il lato negativo di questi setpoint era una certa macchinosità. Ad esempio era impossibile caricare il 4° gioco senza passare per il 1°, il 2° e il 3°.<br />
Inoltre, i setpoint vengono sovrascritti a ogni creazione. Quindi per “memorizzare” il  3° gioco e caricare i successivi, occorreva salvare il file setpoint (.stp) su PC e continuare i caricamenti. Quindi, occorreva eliminare il file .stp dalla cartella del file multitap e copiare da PC il file relativo al 3° gioco. Utile ma poco immediato.</p>
<p>Damiano e Hawui propongono una graditissima alternativa con questo nuovo firmware. Utilizzando il tapmanager di hawui1 (scaricabile dal sito manosoft.it) su sistemi Windows, è possibile importare un multi tap, creare da questo un .d64 e scegliere su macchina reale il gioco da caricare. Basta ricordare di copiare il .d64 nella stessa directory del .tap. Tutto diventa semplice e immediato. Potremo creare le nostre compilation da ogni tap e accedere al gioco/programma di interesse, senza processi macchinosi o caricamento in sequenza dei file precedenti.<br />
Per semplicità, ecco qualche foto che descrive il processo per l’utilizzo di questa funzione:</p>
<div id="attachment_9985" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/1-TapManger.jpg"><img class="size-medium wp-image-9985 " alt="Aperto il TapManager, impostiamo la directory di output e carichiamo un file multitap. Vedremo i vari titoli dei giochi contenuti. Selezioniamo tutto e click su index D64" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/1-TapManger-300x248.jpg" width="300" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Aperto il TapManager, impostiamo la directory di output e carichiamo un file multitap. Vedremo i vari titoli dei giochi contenuti. Selezioniamo tutto e click su index D64</p></div>
<div id="attachment_9986" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/2-TapManger.jpg"><img class="size-medium wp-image-9986 " alt="Alla schermata &quot;target System&quot;, click su &quot;For all remaining&quot; per lasciare immutati i titoli dei giochi così come li abbiamo visti prima. Sarà ovviamente possibile rinominarli a nostro piacimento." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/2-TapManger-300x252.jpg" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Alla schermata &#8220;Target System&#8221;, facciamo clic su &#8220;For all remaining&#8221; per lasciare immutati i titoli dei giochi così come li abbiamo visti prima. Sarà possibile rinominarli a nostro piacimento.</p></div>
<div id="attachment_9987" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/3-TapManger.jpg"><img class="size-medium wp-image-9987 " alt="Il programma ha creato consuccesso il file di output con estensione .D64..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/3-TapManger-300x250.jpg" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Il programma ha creato con successo il file di output con estensione .D64&#8230;</p></div>
<div id="attachment_9988" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/4-Output.d64.jpg"><img class="size-medium wp-image-9988 " alt="...che troveremo nella cartella di output, selezionata precedentemente. Copiamo tutto in una directory a nostra scelta sulla sd della Princess/Infinity. Attenzione a copiare sia il file d64 che il tap originale nella stessa directory!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/4-Output.d64-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230;che troveremo nella cartella di output, selezionata precedentemente. Copiamo tutto in una directory a nostra scelta sulla SD della Princess/Infinity. Attenzione a copiare sia il file d64 che il tap originale nella stessa directory.</p></div>
<div id="attachment_9989" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121455.jpg"><img class="size-medium wp-image-9989 " alt="Sul c64, avviamo il File Browser, troveremo i nostri file .tap e .D64. Return sul .D64!" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121455-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sul C64, avviamo il File Browser per trovare i nostri file .tap e .D64. Return sul .D64!</p></div>
<div id="attachment_9990" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121511.jpg"><img class="size-medium wp-image-9990 " alt="Ecco la lista dei titoli contenuti nel .tap originale! Basterà un return su quello che vorremo caricare e ..." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121511-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco la lista dei titoli contenuti nel .tap originale! Basterà un return sul file da caricare e &#8230;</p></div>
<div id="attachment_9991" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121536.jpg"><img class="size-medium wp-image-9991 " alt="...&quot;PRESS PLAY ON TAPE&quot; ! Ho scelto Serpentix, il nono in sequenza." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121536-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#8230;&#8221;PRESS PLAY ON TAPE&#8221; !<br />Ho scelto Serpentix, il nono in sequenza.</p></div>
<div id="attachment_9992" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121619.jpg"><img class="size-medium wp-image-9992 " alt="Serpentix è in caricamento come un comunissimo file .tap. Strisce orizzontali, tempo di attesa...tutto come se avessimo il SINGOLO .tap." src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121619-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Serpentix è in caricamento come un comunissimo file .tap. Strisce orizzontali, tempo di attesa&#8230;tutto come se avessimo il SINGOLO .tap.</p></div>
<div id="attachment_9994" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121806.jpg"><img class="size-medium wp-image-9994 " alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2015/09/20150905_121806-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il gioco è stato caricato con successo! Per caricare un altro gioco, basterà spegnere il C64, riaprire il file .D64 creato e scegliere ciò che vogliamo. Facile.</p></div>
<p>Alcuni link utili:</p>
<p><a title="Manosoft" href="http://http://www.manosoft.it/">Sito Princess/Infinity per il download di firmware e altri utili pacchett</a>i<br />
<a title="Articoli Princess" href="http://www.retrogamesmachine.com/?s=princess&amp;x=0&amp;y=0&amp;doing_wp_cron=1441450960.0025279521942138671875">Articoli Princess</a><br />
<a href="http://www.retrogamesmachine.com/?s=Infinity&amp;x=0&amp;y=0">Articoli Infinity</a></p>
<p>Un sentito grazie a Damiano e Hawui1 per il costante impegno atto a migliorare ed arricchire sempre più l&#8217;esperienza con Infinity e Princess.</p>
<p>Alla prossima!</p>
<p>UPDATE  (09/09/2015) :  Da stamattina è finalmente online il nuovo Firmware per il disk indexer compatibile anche con INFINITY + ITS.<br />
Di seguito pubblichiamo il changelog.</p>
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<div dir="auto">- Implementato il supporto per il Disk indexer che permette il caricamento individuale<br />
dei programmi contenuti in una TAP compilation<br />
- Implementata la funzione &#8220;H&#8221; (Hide) come sulle Princess<br />
- Migliorata la risposta al comando di &#8220;vai al setpoint&#8221; (pressione del tasto &#8220;next&#8221;)<br />
quando lampeggia il led blue all&#8217;inizio del replay del file TAP<br />
- Implementato lo start automatico del replay quando si preme un tasto sul registratore<br />
- Implementato il replay dei TAP registrati per il VIC di tipo PAL<br />
- Migliorato leggermente il tempo di startup con alcune SD cards<br />
- Corretto il comportamento del LED busy durante la generazione di impulsi e pause<br />
- Migliorata l&#8217;affidabilità di riproduzione dei TAP con alcune SDCards</div>
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<div>Potete scaricarlo da <a title="ITS Disk Indexer FW" href="http://www.manosoft.it/?page_id=1050">QUI</a></div>
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</div>]]></content:encoded>
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		<title>La potenza è nulla senza &#8220;controller&#8221;</title>
		<link>http://www.retrogamesmachine.com/2015/02/18/potenza-nulla-senza-controllers/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 08:59:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Nella storia delle attività svolte dall&#8217;uomo, ogni epoca viene caratterizzata da miti ed eroi a cui tributare meritati onori, così come disgrazie e sciagure contro cui inveire nei secoli dei secoli (amen). La storia dei videogiochi non fa eccezione e ognuna delle &#8220;ERE&#8221; in cui essa viene suddivisa presenta diversi oggetti, facenti parte di diverse categorie, che vengono osannati per il loro aver saputo essere innovativi od oggettivamente migliori, e altri che vengono vilipesi pesantemente per la loro infamia o inutilità. Oggi vogliamo offrirvi una panoramica sui controllers che hanno segnato la storia dei videogiochi, nel bene e nel male, e che si sono convertiti in icone dei loro tempi. <span id="more-8117"></span></p>
<p>Il controller è forse il segno più distintivo di una console, quello che la rappresenta nel corso di tutta la sua esistenza e con cui verrà identificata in futuro. Anche oggi come allora una console può cambiare anche radicalmente il suo aspetto estetico, il suo design, aggiungere o rimuovere caratteristiche più o meno di rilievo, ma raramente verrà modificato il controller che vi era originariamente associato. Pensiamo solo alle innumerevoli varianti che ha subito il design dell&#8217;Atari VCS. Una console storica, simbolo dei videogiochi, divenuta un&#8217;icona immediatamente identificabile con il concetto stesso di videogame, non tanto per se stessa ma per quello che è il suo joystick. Ma anche oggi, se consideriamo la Wii, la Xbox360 e la PS3, il simbolo, la vera identità di una macchina è il suo controller. È logico. Il controller è in realtà l&#8217;unico mezzo che fisicamente mette in comunicazione (&#8220;interfaccia&#8221; si sarebbe detto correttamente a quel tempo, ma con una superficialità forse involontaria) l&#8217;essere umano con la macchina. È quell&#8217;estensione che più di altre ce la fa identificare sensorialmente. Il disegno, l&#8217;ideazione o realizzazione di un controller possono essere la discriminante tra il successo o il fallimento di una macchina. Anche in questo campo cosí peculiare la storia dei videogiochi offre vincitori e vinti che in questo caso non sempre coincidono con il dominatore di una generazione. Andiamo quindi a scoprire il TOP e il FLOP delle varie ere video ludiche nel mondo dei controllers.</p>
<h3>1ª generazione</h3>
<p>TOP: <strong>Paddle<br />
</strong>Qui non c&#8217;è molto da scegliere. A quel tempo il controller analogico era praticamente l&#8217;unico sistema di HUMAN INTERFACE disponibile. Ed era anche logico che lo fosse vista la tecnologia che veniva implementata a quell&#8217;epoca. A conti fatti svolgeva ottimamente il suo compito dovendo controllare solo una serie di cloni di Pong, e quindi era difficile che se ne trovasse uno scomodo o che funzionasse male&#8230; Ma qualcuno ci riuscì! FLOP: <strong>Nessuno</strong></p>
<h3>2ª generazione</h3>
<div id="attachment_9082" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS.jpg"><img class="size-medium wp-image-9082" alt="VCS" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/VCS-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari VCS 2600</p></div>
<p>TOP: <strong>Joystick Atari VCS 2600<br />
</strong>Non credo ci sia bisogno di troppi giri di parole per presentare il mitico joystick dell&#8217;Atari VCS. Nella sua essenzialità si rivelò un controller che sfiorava la perfezione, e che a distanza di anni (o meglio di decenni) è ancora tra i preferiti di moltissimi videogiocatori che ne apprezzano la grande precisione ed ergonomia. Certo, con il senno di poi, non è esente da difetti come ad esempio disporre di un solo tasto di fuoco e l&#8217;essere decisamente &#8220;unfriendly&#8221; nei confronti dei mancini, ma se è stato capace di elevarsi ad icona non solo della sua generazione ma praticamente della stessa idea di videogioco, chi siamo noi per affermare il contrario?</p>
<div id="attachment_9067" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200.jpg"><img class="size-medium wp-image-9067" alt="5200" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5200-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 5200</p></div>
<p>FLOP: <strong>Joystick Atari 5200<br />
</strong>Non è un segreto che nella prima metà degli anni &#8217;80 &#8220;<em>Videogame faceva rima con Atari</em>&#8221; (vabbé, non letteralmente, però dai, ci siamo capiti). La ditta di Sunnyvale aveva praticamente monopolizzato l&#8217;opinione pubblica per quanto riguardasse il divertimento elettronico, e questo tanto nel bene quanto nel male. Non è un caso che Atari venga citata come la pioniera delle vette più alte che l&#8217;industria ludica raggiunse al tempo ma anche come fonte delle disgrazie che la afflissero, e una prova la abbiamo anche coi controllers di questa generazione i cui top e flop sono, anch&#8217;essi, appannaggio di Atari. Del top abbiamo già detto; il flop è il controller dell&#8217;Atari 5200 Supersystem, un controller sinceramente ben pensato che avrebbe dovuto coniugare quanto di buono proposero i competitor di Atari (come il tastierino numerico di Intellivision e Coleco, e lo stick analogico del Vectrex) ma che si rivelò un disastro quanto a realizzazione. Sorvolando sulla SCARSISSIMA qualità costruttiva (quando invece il joy del 2600 era un carroarmato) il difetto principale del comando era che lo stick analogico NON era autocentrante! Un vero incubo per quei giochi che richidevano precisone e velocità di esecuzione (ovvero circa il 99% della produzione ludica del tempo). Il malcontento dei possessori del 5200 (oltre ad una serie di politiche commerciali sbagliate in puro stile Atari post VCS, ma questa è un&#8217;altra storia) , li obbligò di fatto a comprare ottimi controller di terze parti, e fu di tali proporzioni da decretare il fallimento della macchina.</p>
<h3>3ª generazione</h3>
<div id="attachment_9068" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9068" alt="nes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/nes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo NES</p></div>
<p>TOP: <strong> Pad Nintendo NES<br />
</strong>Ok. Se vogliamo dirla tutta in questa generazione non vi sono macchine che brillino particolarmente per il controller che le accompagnava. Pare difatti che i designer di tutte le case produttrici di hardware fossero cadute vittima di un&#8217;atroce pandemia di SQUADRITE. Questa insolita patologia (da non confodersi con lo SQUADRISMO) rendeva incapaci i progettisti di creare oggetti che non avessero forme terribilmente ed inesorabilmente SQUADRATE, e per questo assolutamente anti-ergonomiche. Ovviamente tra tutti i controller presenti sul mercato c&#8217;era comunque un top che in questo caso era rappresentato dal pad del NES. Perché? Ma ovviamente in virtù della sua MERAVIGLIOSA croce direzionale, marchio di fabbrica della GRANDE N, la cui precisione rasentava la perfezione e che non vi obbligava a preoccuparvi di premerla in un certo modo per far si che il personaggio sullo schermo facesse esattamente quello che desideravate. Anzi, a volte sembrava davvero il &#8220;prolugamento dei vostri polpastrelli&#8221;. E meno male! In fondo già era una tortura sufficente dover tenere in mano quella &#8220;cavolo&#8221; di tavoletta QUADRATA, o no?</p>
<div id="attachment_9069" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800.jpg"><img class="size-medium wp-image-9069" alt="7800" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/7800-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari 7800</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari 7800<br />
</strong>Devo dire la verità, sono stato a lungo titubante se affibbiare la palma del flop di 3ª generazione al pad del Sega Master System o al controller dell&#8217;Atari 7800, poi però mi sono reso conto che veramente non avrei mai dovuto avere un dubbio simile, non solo perché il controller del Sega Master System è impreciso e frustrante da dominare mentre quello del 7800 è incredibilmente preciso nel NON ESEGUIRE il vostro input, non solo perché il controller Atari è realizzato con dei matariali che definire scadenti è incredibilmente magnanimo, ma anche perché il 7800 è l&#8217;unica console (a mia memoria almeno) venduta con due diversi controller nelle versioni americana (il joystick PRO-LINE) ed europea (l&#8217;Atari pad) ed entrambe OSCENE in quanto a design, ergonomia e risposta. Un primato del genere meritava essere celebrato in qualche modo.</p>
<h3>4ª generazione</h3>
<div id="attachment_9070" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes.jpg"><img class="size-medium wp-image-9070" alt="snes" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/snes-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Super Nintendo</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo SNES<br />
</strong>A volte nella vita uno deve lasciare da parte i sentimenti e le opinioni personali, guardarsi allo specchio, accettare la realtà e i fatti per quello che sono. Questa è una di quelle volte. Sono sempre stato un sostenitore di SEGA nella console war dei primi anni &#8217;90. Ammaliato dal carisma della GRANDE S e dei suoi sontuosi coin-op, avevo eletto il Megadrive a mio alfiere dell&#8217;intrattenimento consolaro domestico, anche se però, al tempo, non avevo i soldi per comprarlo (o meglio, non avevo i soldi per comprarmi le cartucce). E poco me ne fregava di Mode7, SuperFX, Marii e Yoshi vari. Per me il Megadrive rimaneva superiore in tutto rispetto al Super Nintendo. Oddio, superiore in tutto-TUTTO no. Quel cavolo di controller a forma di fagiolo messicano non era male, ma forse in un burrito sommerso di guacamole ci sarebbe stato meglio. E poi, cavolo, aveva solo 3 tasti, e mentre i miei amici nintendari stavano lì a pestarsi in casa con Street Fighter II coi loro bei 6 tasti colorati (vabbé, 4 colorati e 2 grigi. Pignoli!), io dal mio amico Daniele, quello che aveva il Megadrive e mi faceva sbavare davanti a Super Shinobi, mi ritrovavo a &#8220;switchare&#8221; tra calci e pugni con il tasto START. Tristezza. E poco importa se in seguito il &#8220;fagiolo&#8221; fu sostituito da un nuovo pad bello fiammante a 6 tastazzi, con forme che avrebbero anticipato lo STUPENDO controller del successivo Saturn. Ormai la battaglia sul fronte controller di 4ª generazione era stata vinta da Nintendo che con un blitzkrieg clamoroso aveva stabilito un nuovo paradigma e cioè che il giocatore casalingo voleva annegare nei tasti di fuoco, e mi aveva lasciato una cicatrice sullo zigomo a futura memoria della batosta subita.</p>
<div id="attachment_9071" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9071" alt="cdi" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cdi-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Philips CDi</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Philips CDi<br />
</strong>Ma che è? Un telecomando? Un puntatore laser? Un topo addormentato? Boh? A onor del vero bisogna dare atto che il flop si riferisce al primo controller in dotazione al CD-i che successivamente fu venduto con un pad &#8220;propriamente detto&#8221; ispirato a quello dello SNES (ma guarda un po&#8217;) e paurosamente simile al GRAVIS GAME PAD per PC. Questo nuovo controller, ben lungi dal raggiungere l&#8217;eccellenza, era però per lo meno DECOROSO, ma da solo, ovviamente, non riuscí a risollevare la macchina Philips dalla disastrosa situazione di mercato (e non solo) in cui versava.</p>
<h3>5ª generazione</h3>
<div id="attachment_9072" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx.jpg"><img class="size-medium wp-image-9072 " alt="psx" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/psx-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sony Playstation</p></div>
<p>TOP: <strong>Sony PlayStation DualShock<br />
</strong>Parlare del DualShock non è facile. Che altro si può dire a proposito di questo meravigilioso controller che non sia già stato detto? Forse che ha portato la luce dell&#8217;ergonomia più estrema dopo lunghe epoche buie di controller in fondo tutti uguali? Forse che è stato il primo che ha offerto ai giocatori degli strumenti che non ritenevano tutto sommato necessari (doppio controllo analogico e force feedback) e li ha resi uno standard de facto per ogni controller a venire, per quanto economico esso fosse? Forse che si è posto come termine di paragone dei controller di successo per le generazione a venire? A dire il vero si potrebbe dire di tutto e di più riguardo al DualShock, ma per quanto ne potrete parlare non riuscirete MAI a parlarne male.</p>
<div id="attachment_9073" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag.jpg"><img class="size-medium wp-image-9073" alt="jag" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/jag-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Atari Jaguar</p></div>
<div id="attachment_9076" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32.jpg"><img class="size-medium wp-image-9076" alt="cd32" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cd32-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Commodore Amiga CD32</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Atari Jaguar / Pad Commodore CD32<br />
</strong>Con il senno di poi appare davvero curioso che le due grandi regine degli anni 80, divise e contrapposte in tutto, siano unite in un triste epitaffio alla loro storia scritto da due macchine che sanciscono il loro addio al mercato dell&#8217;informatica personale. Il Jaguar ed il CD32 furono delle macchine fallimentari su tutta la linea, che forse non decretarono da sole la rovina di Atari e Commodore, ma sicuramente furono identificate come esempi del declino inarrestabile ed inesorabile dei due colossi made in USA. Ben poco delle due macchine si salvava e quel poco soccombeva nell&#8217;approssimazione ingegneristica e perdendosi nel caos progettuale. I controller non facevano eccezione ed erano tanto scadenti da meritarsi in ex-aequo il poco ambito titolo di &#8220;flop generazionale&#8221;. Se il controller del Jaguar era di una scomodità assurda con la sua forma e mole da citofono (ma non la cornetta che avete in casa, proprio tutto il pannello per comunicare con 45 appartamenti che è appeso fuori dal portone) ma tutto sommato offriva una qualità di controllo nella media, il pad del CD32, al contrario, presentava un design elegante tutto sommato pratico e funzionale ma, essendo probabilmente stato costruito con la plastica delle sorprese kinder, era di una fragilità sconcertante (c&#8217;è chi ha assicurato si averlo sentito CIGOLARE e SCRICCHIOLARE durante l&#8217;uso) e offriva una precisione di controllo a dir poco indegna. Ognuno dei due dispositivi primeggiava (in negativo) rispetto all&#8217;altro in un aspetto, per cosí dire, complementare, a tal punto che, paradossalmente, dai (pochi) punti positivi dei due se ne sarebbe potuto realizzare uno accettabile. Davvero una conclusione beffarda della guerra che vide fronteggiarsi le due leggende dell&#8217;informatica, alla fine unite in un comune destino di cui il controller delle loro ultime sfortunate macchine era forse l&#8217;immagine più emblematica.<strong> </strong></p>
<h3>6ª generazione</h3>
<div id="attachment_9079" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9079" alt="cubbo" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/cubbo-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nintendo GameCube</p></div>
<p>TOP: <strong>Pad Nintendo Gamecube<br />
</strong>Credo di non esagerare quando affermo di trovarci davanti a uno dei MIGLIORI controller di sempre. Nintendo fece tutto bene con il Gamecube (a parte il marketing) e il pad a corredo della macchina non fu da meno. Delle scelte stilistiche innovative, ma meno azzardate di quelle fatte con il pad del Nintendo 64, ci hanno regalato uno strumento di un ergonomia unica che quasi si fonde con le mani del giocatore, il quale mai (e forse MAI PIÙ) come in questo caso sente di avere davvero a portata di &#8220;dito&#8221; il controllo totale di ogni possibile azione di gioco. La tradizionale precisione dei controller Nintendo fa poi il resto, consegnandoci una piccola opera d&#8217;arte che, forse a causa del non clamoroso successo della macchina a cui era abbinato, non ha trovato la sua consacrazione definitiva presso il grande pubblico, finendo troppo presto dimenticato. Certo, non era esente da critiche, come ad esempio la croce direzionale forse troppo piccola, la strana presenza di 3 tasti dorsali invece dei canonici 4. Forse anche la sua spiccata personalità ed ergonomia, in casi estremi, potevano rivelarsi un limite, non permettendo ad ogni giocatore di adattarsi alla sua particolare ma vincente conformazione. Però il fascino e la qualità di questro controller travalicano i suoi piccoli nei, e ne fanno un gioiello da scoprire e riscoprire ogni giorno.</p>
<div id="attachment_9080" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast.jpg"><img class="size-medium wp-image-9080" alt="dreamcast" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/dreamcast-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Sega Dreamcast</p></div>
<p>FLOP: <strong>Controller Sega Dreamcast</strong><br />
A volte mi chiedo che diavolo passasse per la testa ai dirigenti di SEGA verso la fine degli anni &#8217;90. Ad un decennio di successi nel settore dei coin-op e dei sistemi casalinghi ne seguí uno in cui i prodotti oggettivamente validi e potenzialmente di successo vennero rovinati da scellerate decisioni di marketing e tecniche. Il Dreamcast, purtroppo, non fa eccezione. Una macchina eccezionale in grado di precorrere i tempi e dominare il mercato, ma alla quale tagliarono le gambe le politiche aziendali di SEGA e (sebbene in misura molto minore) un controller che presentava scelte progettuali per lo meno discutibili. Disegnato e realizzato intorno alla rivoluzionaria (secondo i tecnici della casa giapponese) idea della Visual Memory Unit, il controller si rivelava &#8220;pachidermico&#8221; e molto scomodo soprattutto a causa delle dimensioni, inoltre presentava delle caratteristiche obsolete per i tempi, che rappresentavano in alcuni casi un passo indietro rispetto allo <strong>STUPENDO</strong> pad del Saturn. Cioè, qualcuno mi spiega come può il pad di una macchina successiva alla Playstation avere solo uno stick analogico e solo 6 pulsanti invece che 8 come avevano, appunto, il pad della PSX e quello <strong>STUPENDO</strong> del Saturn. Come se ciò non bastasse, per fare spazio alle famigerate VMU, il cavo di collegamento alla console invece di finire (come logico) nella parte alta del controller, finiva in quella bassa, &#8220;puntando&#8221; il giocatore piuttosto che la macchina, risultando quanto meno scomodo anche per la sua lunghezza non generosa. Aggiungete a questo una croce direzionale sufficente ma non eccezionale e capirete che Dreamcast : pad = Megadrive : 32x</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>RGM a Toyssimi &#8211; Roma Novembre 2014</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 08:11:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Ed eccomi qui, pronto a parlarvi di un evento che si è appena svolto e che riesce ad aprirmi il cuore facendomi tornare indietro nel tempo come nessun altro. Sto parlando della grande <strong>TOYSSIMI</strong>. Veniamo ai dettagli: toyssimi è la più grande fiera, mostra mercato inerente al mondo vintage toys and games della capitale. La manifestazione si svolge per l&#8217;appunto a Roma due volte l&#8217;anno, all&#8217;hotel quattro stelle <strong>Ergife</strong> sulla via Aurelia. Proprio perchè si parla di <strong>Retro</strong> come non mai, mi ci sono fiondato per poter scrivere due righe su questa magica esperienza che sicuramente farà gola ad ogni appassionato che si rispetti. Quindi se volete fare un viaggio indietro nel tempo, vi consiglio di proseguire questa lettura che troverete molto interessante.</p>
<p><span id="more-9250"></span></p>
<p>Arrivato davanti all enorme <strong>Hotel Ergife</strong> nel cuore della capitale, e dopo aver pagato l&#8217;ingresso con un prezzo popolare di 3 euro, mi ritrovo subito immerso in un incanto. L&#8217;effetto time warp non è mai stato così forte. Durante la strada mi son detto: speriamo di trovare o di rivedere qualcosa di interessante, ma devo dire che sono rimasto esterrefatto al primo sguardo. Tutto era al di sopra delle mie aspettative. Situata tra i corridoi e la grande sala Pantheon dell&#8217;albergo, la mole di materiale era da rimanere a bocca aperta per giorni, per non dire mesi. Immaginatevi di tornare tutto a un tratto ragazzini, e rivivere le magie del passato attraverso giocattoli e videogiochi che hanno caratterizzato l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza di molti. Ovviamente la fiera è prevalentemente dedicata ai nostalgici che sono cresciuti tra gli anni 80 e 90, con uno sguardo anche al periodo 60 e 70. Chi come me è più verso i 40, ed è appassionato dei vari brand del passato, sa benissimo di che emozioni corporee e sensoriali sto parlando.</p>
<div id="attachment_9256" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-9256" alt="1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/1-300x168.jpg" width="300" height="168" /><p class="wp-caption-text">La mole di titoli per console era davvero elevatissima.</p></div>
<p>Camminando per i corridoi principali, alcuni banchi esponevano materiale decisamente interessante. Parlando di retrogames e retromachines, subito vedo esposti due baluardi <strong>Commodore</strong> boxati in buonissime condizioni. <strong>Vic 20</strong> e <strong>C64</strong> biscottone a 40 euro completi di tutto! Come partenza devo dire niente male. Il bello è che c&#8217;erano talmente tante cose che spesso bisognava vedere più di una volta per accorgersi di tutto. Cassette per C64 a vagonate. Titoli come <strong>Target Renegade</strong>, <strong>Tusker</strong> o <strong>Creatures</strong> vendute a non più di 5 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9257" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-9257" alt="3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/3-300x273.jpg" width="300" height="273" /><p class="wp-caption-text">Il primo handled della Konami dedicato alle tartarughe Ninja in tutto il suo splendore.</p></div>
<p>Scrutando era facile trovare <strong>Sega Megadrive</strong> boxati e <strong>Atari 2600</strong> black con giochi a seguito. <strong>Pole Posistion</strong>, <strong>Asteroids</strong>, <strong>Moon Patrol</strong> e <strong>Defender</strong> venduti a 10 euro l&#8217;uno come fondo di magazzino, una vera chicca per appassionati Atari. <strong>VideoPack</strong> e <strong>Colecovision</strong> erano presenti con alcuni giochi, ma con prezzi leggermente più elevati. Anche prodotti <strong>Nintendo</strong> facevano sentire la loro massiccia presenza. Numerosi <strong>Action set &#8220;Nes&#8221;</strong> erano in bella vista sui banchi e con loro tantissimi giochi. L&#8217;elenco davvero elevato creava mancamenti a non finire. In pratica un vero paradiso che necessitava di molta carta moneta per essere assecondato a dovere. Una cosa sorprendete è stata l&#8217;enorme vastità di scelta di <strong>Handled games</strong>. Chi da ragazzino non ha mai avuto almeno un videogioco elettronico in tasca per poi isolarsi dal mondo esterno a suon di bip-bip?</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9262" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-9262" alt="5" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/5-300x197.jpg" width="300" height="197" /><p class="wp-caption-text">Parlando di vecchi Toys, che dire di questa fantastica &#8220;Fanta Buggy&#8221; dei Ghostbusters della Filmation!</p></div>
<p><strong>Game &amp; Watch Nintendo</strong> a secchiate di tutti i tipi, si andava da <strong>Fire Attack</strong> e <strong>Mickey Mouse</strong>, ai vari dual screen come <strong>Green House</strong> e <strong>Donkey Kong Jr</strong>. La cosa stupefacente era la cura di come erano tenuti visto che non tutto il materiale era ovviamente fondo di magazzino. Anche i portatili Tiger della <strong>Gig Electronics</strong> erano presenti in grandi quantità. Una vera è propria goduria per amanti dei portatili. Decisamente anche i vari <strong>Game bo</strong>y facevano la loro figura, con i modelli classic, color e advance.</p>
<p>Ovviamente non c&#8217;era solo retrogames ma molto di più, visto il nome della fiera, era possibile trovare ogni tipo di giocattolo del passato. Dire che ero in lacrime per la felicità di rivedere alcune cose è una congettura. Potrei elencare dal <strong>Subbuteo</strong>, quello vero, a tutti i vari personaggi che hanno caratterizzato gli anni &#8217;80. Dai<strong> Masters</strong> agli <strong>Exogini</strong>, passando per i <strong>Thundercats</strong> ai <strong>Transofmers</strong>, spolverando il mitico <strong>Captain Power</strong>. Spiccavano anche molti giochi da tavolo <strong>MB</strong>, tra cui gli Arcade edition, su tutti <strong>PacMan</strong>, <strong>Frogger</strong> e <strong>Donkey Kong</strong>.</p>
<div id="attachment_9260" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-9260 " alt="2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/11/2-300x168.jpg" width="300" height="168" /><p class="wp-caption-text">Il geniale Simon della MB, insieme a numerosi Game&amp;Watch Nintendo e vari electronic games del passato.</p></div>
<p>Sicuramente tanta è stata l&#8217;esaltazione che potrei andare avanti per ore a scrivere in dettaglio ogni singola cosa vista e toccata con tanta bava a seguito. <strong>Toyssimi</strong>, è una fiera unica, memorabile, che da buon Ninja non posso che raccomandarvi se siete alla ricerca di qualche pezzo raro per la vostra collezione retro-games e retro-toys. La nuova edizione si svolgerà la prossima primavera sempre all&#8217;Ergife a Roma. Quindi per un prossimo 2015 ricco di retro chicche ora siete avvisti, non avete giustificazioni.</p>
<p>Chiudiamo, come da tradizione &#8220;ninjesca&#8221;, con un bel videoreport che vi/ci farà sognare con tutte le meraviglie visionate nel corso di questa meravigliosa manifestazione. Buona visione!!</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/Vl7FXrTPudc" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Competition Pro USB: ritorno di una leggenda</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 09:21:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gennarino Amicoggiò (già conosciuto tempo fa in altri luoghi..) ha finalmente trovato moglie…In verità non è che abbia proprio SCELTO di sposarsi, è stato portato a dire il fatidico “si” dalla sua allora fidanzata,  distratto mentre cercava di prendere disperatamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Gennarino Amicoggiò (già conosciuto tempo fa in <a title="Gennarino e il SNES" href="http://www.retrogamesmachine.com/2013/11/09/super-ufo-pro-8-giochi-snes-su-sd/" target="_blank">altri luoghi</a>..) ha finalmente trovato moglie…In verità non è che abbia proprio SCELTO di sposarsi, è stato portato a dire il fatidico “si” dalla sua allora fidanzata,  distratto mentre cercava di prendere disperatamente il  6° Smeraldo del Chaos a Sonic.</p>
<p><span id="more-8101"></span></p>
<p>La vita in casa si è subito rivelata difficile.  La moglie ha riempito di cornici d’argento e cornucopie con fiori finti  ogni tavolo/scrivania/mensola.<br />
Gennarino ha visto infrangersi in un attimo il suo sogno  di crearsi una camera con tutte le sue retro console, piena di CRT e anche con un jukebox originale anni ’70.</p>
<p>Troppo pigro per avventuarsi  in una causa di divorzio, e con Super Mario World 3 su NES  a metà  (si sa che una volta iniziato è VIETATO spegnere il nes, per non perdere i progressi, vero Mauro Corbetta?),  Gennarino decide di accettare dei compromessi.<br />
Nes, Megadrive,ok… ma…non c’è spazio per il C64!..nè per l’Amiga 500!</p>
<p>“Pazienza”, mi disse al telefono, “mi accontenterò di  un Notebook con Vice e qualche rom&#8221;.<br />
Ma era troppo triste e sconsolato senza un CRT e con i comandi da tastiera. Così  decisi di rendergli l’esperienza di gioco più fedele ai suoi ricordi.<br />
Il giorno successivo lo resi felicissimo regalandogli un fantastico Competition Pro USB!</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102218.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8104" alt="Competition PRO USB" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102218-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Competition PRO USB  (della Speed Link) è una riedizione, appunto USB, del glorioso Competition Pro 9pin uscito negli anni 80.</p>
<p>Lo stick si presenta esattamente IDENTICO in dimensioni all’originale.<br />
La leva a 2 assi agisce su 4 microswitches, restituendo un feedback identico  al suo antenato.<br />
Anche i 2 pulsanti principali di fuoco funzionano con microswitches.<br />
Appena sopra la base, poco sotto la leva, troviamo altri 2 tasti di forma triangolare, molto piccoli, che sull’originale non erano presenti.<br />
Questo nuovo Competition pro ha quindi un totale di 4 tasti indipendenti.</p>
<div id="attachment_8106" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103717.jpg"><img class="size-medium wp-image-8106" alt="Prova con WinVice, su Windows" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103717-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Prova con WinVice, su Windows</p></div>
<p>Ottimo per i giochi amiga che usano più di un tasto o per chi volesse avventurarsi con altri emulatori su cui girano giochi che usano più tasti.</p>
<div id="attachment_8105" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103942.jpg"><img class="size-medium wp-image-8105 " alt="" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103942-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">IK+ su Vice con Competition Pro USB</p></div>
<p>Personalmente lo consiglio su emulatori di macchine come il C64, l’Amiga, l’Atari, macchine su cui questo stick funzionava realmente ai tempi.<br />
L’ho trovato abbastanza scomodo e inadatto al Mame e ad emulatori di altre console più moderne.<br />
Sul retro, troviamo un piccolo interruttore per attivare l’autofire su tutti i tasti di fuoco.</p>
<div id="attachment_8115" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102355.jpg"><img class="size-medium wp-image-8115" alt="Interruttore Auto-Fire" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102355-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Interruttore Auto-Fire</p></div>
<p>Come vedete dalla foto qui in basso, viene riconosciuto in modo assolutamente automatico da Windows, ed è facilmente configurabile con qualsiasi programma di interfaccia  Stick-Tastiera (io ho usato l&#8217;ormai famoso Xpadder).</p>
<div id="attachment_8107" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103132.jpg"><img class="size-medium wp-image-8107" alt="Configurazioni con Xpadder, su Windows" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_103132-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Configurazioni con Xpadder, su Windows</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stick  si trovava a un prezzo di circa 25 euro qualche anno fa, e ho visto che ancora oggi si trova online su amazon/ebay.</p>
<div id="attachment_8108" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_104228.jpg"><img class="size-medium wp-image-8108" alt="Confronto con un originale Stick dei tempi (Logic3, copia perfetta del Competition Pro)" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_104228-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Confronto con un originale Stick dei tempi (Logic3, copia perfetta del Competition Pro)</p></div>
<p>Consapevoli di andare incontro a tutti i pregi e difetti dell’originale (ad esempio un’estrema robustezza che si scontra con una leva dura ottima per l’allenamento di bicipiti e tricipiti), lo consiglio VIVAMENTE a chi, come Gennarino, ha problemi logistici per usare ingombranti CRT e macchine reali, ma non vuole rinunciare totalmente al feeling della macchina originale, quantomeno nei comandi (pensandoci, è proprio il joystick il mezzo di interazione fisico tra noi e il gioco)</p>
<div id="attachment_8109" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102459.jpg"><img class="size-medium wp-image-8109" alt="Etichetta alla base e manuale" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/20140827_102459-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Etichetta alla base e manuale</p></div>
<p>Alla prossima! Stay tuned!</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Barbarian &#8211; The Ultimate Warrior: Da perdere la testa</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 06:22:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi da ragazzino ha amato il genere fantasy? Personalmente credo che qui siamo in molti. Fin dagli albori questo genere fantastico conquistò migliaia di artisti in tutto il mondo, illustratori, registi, e programmatori. Mentre la tecnologia avanzava in maniera inesorabile, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Chi da ragazzino ha amato il genere fantasy? Personalmente credo che qui siamo in molti. Fin dagli albori questo genere fantastico conquistò migliaia di artisti in tutto il mondo, illustratori, registi, e programmatori. Mentre la tecnologia avanzava in maniera inesorabile, una software house nota sotto il nome di <strong>Palace Software</strong> decise di realizzare un titolo davvero unico. Per la prima volta qualcosa di inatteso, violento, e decisamente tattico apparve all&#8217;orizzonte. Sto parlando dell&#8217; unico e inimitabile<strong> &#8220;Barbarian: The ultimate warrior&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-8307"></span></p>
<p>Ideato da <strong>Steve Brown</strong> nel 1987 per Commodore 64, &#8220;Barbarian&#8221; fu un titolo veramente interessante e innovativo, ispirandosi alla mitologia e alla letteratura Fantasy, e omaggiando pellicole come &#8220;<strong>Conan &#8211; il barbaro&#8221;</strong> con il grande Arnold Schwarzenegger. Quello che ne risultò, riuscì a rendere felici migliaia di videogiocatori della vecchia scuola.</p>
<div id="attachment_8309" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian_Palace_Software_-_Gameplay.png"><img class=" wp-image-8309" alt="Barbarian_(Palace_Software)_-_Gameplay" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian_Palace_Software_-_Gameplay-300x187.png" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">La versione C64 nel suo splendore. Notare lo zampillo di sangue durante la decapitazione.</p></div>
<p>Ispirandosi volutamente alle formidabili illustrazioni del grande <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Frazetta" target="_blank">Frank Frazetta</a>, </strong>l&#8217;intento di Brown era quello di realizzare un prodotto di impatto visivo imponente, capace di far sgranare gli occhi agli appassionati del genere, e allo stesso tempo avvicinarli ad un altro genere che iniziava a spopolare nelle sale giochi: il picchiaduro.<br />
Steve Brown, armato di grandi idee, decise di farsi riprendere da una videocamera mentre effettuava mosse di attacchi con la sua spada di legno.Un  team di grafici ricalcò su dei fogli lucidi trasparenti tutti i vari fotogrammi, per poi trasferire le immagini dei lucidi nel gioco, pixel per pixel. Un lavoro a dir poco minuzioso e decisamente molto articolato, ma questo era il modo di procedere se si voleva trasmettere il realismo e la brutalità.</p>
<p>L&#8217;hype del team era elevatissimo e i primi risultati di programmazione diedero grosse soddisfazioni. &#8220;Barbarian&#8221; stava venendo su una meraviglia. Brown, decisissimo a differenziare il suo prodotto a livello commerciale, scelse di non condurre la campagna pubblicitaria basandosi su disegni e grafiche, ma bensì sul realismo fotografico. Decise quindi di ingaggiare persone vere per promuovere il suo prodotto. Vennero così chiamati due modelli: <strong>Michael van Vijk,</strong> e la meravigliosa<strong> Maria Whittaker, </strong>nelle corrispettive parti di barbaro e principessa. Ovviamente, solo il vedere la Whitakker vestita di niente sulle confezioni del gioco, fu motivo di incremento di vendita esponenziale.</p>
<div id="attachment_8310" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-8310" alt="Barbarian-1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-1-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Una splendida foto di Brown tra Van Vijk e la splendida Whittaker.</p></div>
<p>Tornando al gioco, il gameplay sul principio era piuttosto semplice, per diventare sempre più complesso nell&#8217;andare avanti. Tutto si presentava come un &#8220;beat&#8217;em up&#8221; a incontri. Il classico VS mode, 1P vs CPU, o vs 2P.<br />
Il giocatore armato di spadone a due mani doveva sconfiggere l&#8217;avversario togliendogli tutta l&#8217;energia. Oltre ai molteplici attacchi era possibile colpire il rivale con un calcione piazzato per allontanarlo. La cosa bella erano le numerose contromosse e parate che allungavano i tempi degli incontri.</p>
<div id="attachment_8311" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-Palace-1.png"><img class="size-medium wp-image-8311" alt="Barbarian-Palace-1" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/Barbarian-Palace-1-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Ambientazioni suggestive e notevole impatto grafico nella versione per Amiga.</p></div>
<p>Se si era abili, era possibile anche terminare la partita con una sorta di super mossa che permetteva di decapitare il nostro rivale, terminando così immediatamente il round. Molto bello poi, era vedere un goblin venire a prendere la testa e il cadavere del nemico battuto e portarlo fuori dallo schermo. I fondali erano alquanto suggestivi, seppur fissi e soltanto lievemente animati in alcuni tratti. Si passava da fitti boschi a vulcani, nonché segrete. Molto belli anche i campionamenti vocali a inizio e fine incontro, che trasmettevano un senso di solennità al tutto.</p>
<div id="attachment_8313" style="width: 280px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7.gif"><img class=" wp-image-8313" alt="barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/09/barbarian-the_ultimate_warrior_palace_7-300x187.gif" width="270" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Brutalità e Fantasy si respirano a prima vista. Notevole anche la versione Atari ST.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In pratica, alla sua uscita sul mercato, il pubblico poté godere di un titolo affascinante, capace di incollare il giocatore allo schermo fino al suo non semplice completamento.<br />
Seppure un po&#8217; ripetitivo in alcuni frangenti, Barbarian appariva come un affascinante e dinamico affresco fantasy, violento come pochi. Il successo di vendite su C64 fece sì che l&#8217;anno successivo venisse sviluppato anche su macchine tecnicamente superiori a 16 bit, come Commodore Amiga e AtariST, e il successo del gioco raddoppiò.<br />
Per la Palace e la Epyx (che si aggiudicò i diritti per la distribuzione del gioco in Nord America dove è conosciuto con il nome di DEATH SWORD) fu un successo tale da mettere in cantiere, nello stesso anno, il suo sequel.<br />
Che ve lo dico a fare? Questo è un gioco che ogni giocatore che si rispetti deve avere sul suo vecchio home computer. Tanto venne trasposto in tutte le salse quindi non vi sono scuse. Correte a reperirlo, o rischierete la testa!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>C64 SD v3 Princess: una all-in-one dal &#8220;big&#8221; Manosoft !</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2014 23:59:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non abbiamo ancora concluso test e prove sul suo formidabile modulo ITS e di già Damiano ci stupisce con un clamoroso annuncio. Un nuovo componente Hardware in produzione: la nuova C64 SD v3 Princess ! &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: left;">Non abbiamo ancora concluso test e prove sul suo formidabile modulo ITS e di già Damiano ci stupisce con un clamoroso annuncio.<br />
Un nuovo componente Hardware in produzione: la nuova C64 SD v3 Princess !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-8051"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Di cosa si tratta? In 2 parole è un &#8220;all in one&#8221; di Infinity + ITS.<br />
Tanta tecnologia con nuovi componenti di ottima qualità in un nuovo chassis metallico, questa volta color bianco/avorio, che in pochissimo spazio racchiude le funzioni di una normale Infinity e di un modulo ITS.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/princess.jpg"><img class=" wp-image-8052 aligncenter" alt="Princess V3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/08/princess-300x300.jpg" width="180" height="180" /></a></p>
<p>Ovviamente troveremo  i comandi delle 2 schede,  i vari led, controllo volume, tasti funzione, tutti sul nuovo compatto, elegante e sobrio chassis.</p>
<p>La scheda sarà disponibile tra qualche mese, e presto apriranno le prenotazioni sul sito <a title="Manosoft" href="http://www.manosoft.it/" target="_blank">Manosoft.</a></p>
<p>Non abbiamo al momento informazioni certe sul costo ma sicuramente sarà, come sempre, adeguato alla altissima qualità del prodotto.</p>
<p>La compatibilità firmware tra questa nuova all-in-one e Infinity+ITS sarà garantita.<br />
Anche sulla nuova Princess troveremo i sensazionali FW dell&#8217;occulto Hawui1, che collabora a stretto contatto col nostro Damiano.</p>
<p>Nei prossimi articoli spero di parlarvi di feature e test dei sempre nuovi Firmware con una Princess V3 connessa al mio Commodore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui  in basso un video preview della nuova scheda (lo trovate anche sul sito Manosoft):</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/DgVJ_Z9rKyA?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Qui un articolo della ormai celeberrima Infinity (per chi non la conoscesse ancora):</p>
<p><a title="INFINITY" href="http://www.retrogamesmachine.com/2012/09/17/c64sd-v2-0-infinty-disponibile/" target="_blank">ARTICOLO INFINTY (RGM)</a></p>
<p>Qui ancora un articolo del formidabile modulo ITS (file .tap su c64 senza datassette!):</p>
<p><a title="MODULO ITS" href="http://www.retrogamesmachine.com/2013/07/08/its-module-per-c64sd-v2-infinity-by-manosoft-disponible/" target="_blank">ARTICOLO ITS (RGM)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ora (e solo per ora!) vi lascio, in fremente attesa di avere questo nuovo gioiellino tra le mani!</p>
<p>Ringrazio l&#8217;amico Damiano per l&#8217;impegno profuso nel realizzare queste meraviglie tecnologiche.<br />
E&#8217;  sempre disponibile per test, domande, spiegazioni e lo ringrazierò sempre perchè la sua &#8220;passione applicata&#8221; è riuscita a rendere reale per noi nostalgici/smanettoni ciò che una volta potevamo solo immaginare.</p>
<p>Alla prossima! (unboxing, test, e tanto altro!&#8230;.STAY TUNED!)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Captain Blood &#8211; Un viaggio trascendentale.</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 12:19:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata Imagitec Design Ltd, inizio&#8217; a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Mentre negli anni 80 il mercato videoludico per home computer avanzava con sperimentazioni di nota creando continua curiosità verso gli acquirenti, una casa francese chiamata <strong>Imagitec Design</strong> <strong>Ltd</strong>, inizio&#8217; a lavorare ad un progetto molto ambizioso che avrebbe sicuramente fatto discutere. Un prodotto di livello capace di sbalordire, spaccando l&#8217;opinione di diversi video giocatori. Stiamo parlando del geniale <strong>Captain Blood</strong>. Scopriamolo insieme.</p>
<p><span id="more-7992"></span></p>
<p>Ci troviamo a cavallo del 1986 e il 1987, il mercato dei computer a <strong>16 bit</strong> è in pieno decollo. Computer a<strong> 8 bit</strong> come <strong>C64</strong> e <strong>Spectrum</strong> ormai sono nell&#8217;ordinario con le loro numerose basi installate, ma l&#8217;idea di sviluppare un prodotto complesso era nelle menti di molteplici programmatori. Creare qualcosa di sbalorditivo per imporre qualcosa di nuovo sul mercato fu l&#8217;idea di diverse Software House e l&#8217;utilizzo di nuove piattaforme performanti la nuova base di partenza. Ed è così che i francesi di <strong>Imagitec Design Ltd</strong> iniziarono a lavorare su un progetto a dir poco esagerato quanto complesso capace di fare davvero la differenza tra i prodotti in circolazione. Nacque così <strong>Captain Blood</strong>, uno dei titoli più trascendentali del panorama videoludico mondiale.</p>
<div id="attachment_7996" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2.gif"><img class="size-medium wp-image-7996" alt="captainshot2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captainshot2-300x187.gif" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;interfaccia di localizzazione necessita di un bel po di apprendimento.</p></div>
<p>Definirlo trascendentale è davvero poco. Un titolo che riuscì a folgorare migliaia di menti. Un viaggio, un trip nel vero senso della parola. Il titolo nacque da due geni; <strong>Didier Bouchon</strong> e <strong>Phillipe Ulrich</strong> originariamente per il <strong>16 bit</strong> di <strong>Atari</strong>, il potente<strong> Atari ST</strong>, antagonista dell&#8217; <strong>Amiga</strong> di <strong>Commodore</strong> che in Francia vantava di un seguito ancora non troppo esteso rispetto agli altri paesi europei.</p>
<p>Il gioco aveva di una trama a dir poco curiosa e all&#8217;avanguardia capace di abbracciare stili diversi. E&#8217; la storia di un programmatore di video giochi chiamato <strong>Bob Morlock</strong>, in arte <strong>Captain Blood</strong>  omaggiando la vecchia pellicola del 1935 di <strong>Michael Curtiz</strong>. L&#8217;uomo rimane inaspettatamente intrappolato in una sua creazione ludica fantascientifica, e dopo un incidente con l&#8217;iperspazio il suo corpo viene clonato 30 volte disperdendosi nello spazio profondo. Purtroppo queste copie toglieranno linfa vitale all&#8217;originale. Dopo modici 800 anni Captain Blood riesce a trovare 25 dei suoi cloni, ed è proprio li che interverrà il gameplay. Ci ritroveremo quindi alla ricerca degli ultimi 5 cloni a discapito della perdita della sua natura umana. Blood, attraverso la sua Arca biologica, si troverà ad esplorare un universo immaginario chiamato <strong>Hydra</strong> visitando pianeti e incontrando forme aliene diverse traendo aiuto da esse per la riuscita della sua assurda e inquietante missione.</p>
<div id="attachment_7997" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien.png"><img class="size-medium wp-image-7997 " alt="captain-blood-alien" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/captain-blood-alien-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Creature nemiche, sembrano provenire dal mondo di Alien.</p></div>
<p>Il gioco è situato all&#8217;interno dell&#8217; arca biologica del protagonista dove attraverso il suo braccio controlleremo i vari comandi di gestione. Possiamo esplorare l&#8217;universo di <strong>Hydra</strong> immettendo le coordinate di longitudine e latitudine cercando così nuovi pianeti da sondare. Possiamo scansionare ogni territorio in cerca di forme di vita, capaci di aiutarci nel nostro intento. Peccato che l&#8217;approccio non è sempre facile. Per comunicare con gli alieni sarà necessario utilizzare un interfaccia denominata <strong>UPCOM</strong>. Quest&#8217; ultima consiste in un set di circa 150 icone, dove ognuna di questa rappresenta un concetto; combinando tali icone è possibile esprimere concetti recepiti dagli alieni, con i quali è possibile negoziare e ottenere informazioni su nuovi pianeti (coordinate), comportamenti e caratteristiche delle varie razze aliene e soprattutto informazioni su come trovare gli ultimi <strong>cloni</strong> rimasti. Il titolo ha un tempo limite rappresentato dal invecchiamento della pelle del protagonista sul braccio ( unica parte visibile ) e dalla progressiva minor sensibilità dei controlli dell&#8217;utente, e quando viene eliminato uno dei cinque cloni <strong>Captain Blood</strong> riacquista vigore e quindi il suo tempo di vita si allunga. Ovviamente con la nostra interfaccia abbiamo anche possibilità belliche in caso di ostilità, tanto di avere anche poteri capaci di distruggere pianeti interi e corrispondenti razze aliene che lo ospitano.</p>
<div id="attachment_7999" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original.jpg"><img class="size-medium wp-image-7999" alt="original" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/original-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">e via di echo scansione della superficie.</p></div>
<p>Sicuramente <strong>Captain Blood</strong> rappresenta nel panorama videoludico qualcosa di inaspettato. Qualcosa che va ben oltre il videogioco convenzionale. Proprio per questo rimane sicuramente di difficile classificazione. Sicuramente siamo in bilico tra l&#8217;avventura grafica e un gestionale che esplora sapientemente la mente umana in un ambiente puramente sci fi. La maturità del titolo riamane elevatissima, poichè dietro vediamo un impronta alla <strong>isaac asimov</strong>, dove la fantascienza diventa quasi profetica, nonché decadente in ogni punto di vista. Il gameplay pur non essendo frenetico incuriosisce fin da subito, immergendo il videogiocatore in un turbine di emozioni. per quanto complesso e macchinoso, visto lo studio non indifferente dell&#8217;interfaccia, siamo comunque rapiti da tutto quello che si mostra sullo schermo, ma anche da quello che ascoltiamo. Pensate che a caratterizzare al meglio l&#8217;esperienza troveremo una colonna sonora sperimentale e ipnotica realizzata dal maestro <strong>Jean Michelle Jarre</strong>. Per quanto non vedremo mai il nostro protagonista saremo rapiti dall&#8217;aspetto grafico in puro stile <strong>Giger</strong>, che caratterizza il tutto in maniera magistrale, stimolando la nostra fantasia al meglio, senza tralasciare un velo di inquietudine e smarrimento durante le sessioni più lunghe, vista la sua vasta longevità.</p>
<div id="attachment_8001" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals.png"><img class="size-medium wp-image-8001" alt="84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/07/84640-captain-blood-atari-st-screenshot-izwals-300x187.png" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Proviamo a comunicare con la nostra interfaccia per scoprire le intenzioni dell&#8217;alieno di turno.</p></div>
<p>La versione principale per <strong>Atari ST</strong> rimane tutt&#8217;ora il termine di paragone vantando di un&#8217; interfaccia proprietaria modificabile che venne cambiata con la versione <strong>Amiga</strong>, che di per se riamane un gradino sotto nonostante un appena superiore comparto sonoro. Nel 1988 il successo fu immediato e il titolo venne acclamato dalla critica, portando poi la stessa <strong>Infrogrames</strong> ex <strong>ERE Informatique</strong>, a produrre il gioco anche per macchine <strong>8 bit</strong>, con numerose limitazioni tenendo conto che il gioco necessitava di <strong>512k</strong> aggiuntivi per girare egregiamente su i <strong>16 bi</strong>t menzionati. In pratica <strong>Captain Blood</strong> riamane un gioco che ancora oggi fa parlare di se, un titolo che per la sua diversità e la sua genialità entra di diritto nell&#8217;olimpo dei titoli più complessi quanto sperimentali del periodo. Mi permetto di consigliarlo ai collezionisti che se lo fecero scappare a suo tempo, e per chi non l&#8217;avesse VISSUTO&#8230;beh cosa aspettate&#8230;il viaggio è appena iniziato.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Easy 6502 &#8211; Imparare facilmente l&#8217;assembly del MOS 6502</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 07:42:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La maggior parte degli appassionati di retroinformatica che vogliono cimentarsi con la programmazione delle loro macchine preferite si troverà in un certo momento della propria vita a scontrarsi con la necessità di imparare l&#8217;assembly del MOS 6502 ovvero quella gloriosa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>La maggior parte degli appassionati di retroinformatica che vogliono cimentarsi con la programmazione delle loro macchine preferite si troverà in un certo momento della propria vita a scontrarsi con la necessità di imparare l&#8217;assembly del MOS 6502 ovvero quella gloriosa CPU che negli anni 80 dominava, assieme al probabilmente ancor più diffuso Zilog Z80, il panorama microinformatico (neanche stessimo parlando che ne so&#8230; del C64 e lo Spectrum &#8230; ehmmm &#8230;)<br />
Chiunque di noi ha avuto a che fare con una macchina che montasse una CPU 6502 o una sua derivata (Atari 2600 e 800, Commodore VIC 20 e 64, Oric-1, Creativision&#8230; tra le infinite altre) e quindi imparare il linguaggio in grado di trarre l massimo da questo processore è una sfida sicuramente stimolante. Un po&#8217; come se fino a ieri stavi li a pastrugnare sulle foto di Sasha Grey e poi ti suonano alla porta e c&#8217;è lei in tette ed ossa che ti dice &#8220;bello, mo si fa sul serio!&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-6827"></span></p>
<div id="attachment_6832" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/12/assembly6502easy.jpg"><img class="size-medium wp-image-6832" alt="l'ambiente di studio di Easy 6502" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/12/assembly6502easy-300x183.jpg" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">l&#8217;ambiente di studio di Easy 6502</p></div>
<p>Certo è che oggi libri sul 6502 non è facile trovarne e i pur abbondantissimi tutorial o simili che si trovano in rete a volte non sono cosí alla portata di tutti. E allora ecco che un geniaccio del male si inventa la pensata del secolo&#8230; si guarda allo specchio e dice : &#8220;ma tutta sta menata del web 2.0 interattivo e io mi devo impazzire a leggere 4767 pagine di file .txt in carattere Courier New 8pt. ?? Dico&#8230; retroinformatico si ma <del>cogl</del> &#8230; tonto no&#8230;&#8221; e ti tira fuori una serie di lezioni sull&#8217;assembly del MOS 6502, chiare e facili da capire per i novellini, il tutto completato da un bell&#8217;ambientino &#8220;live&#8221; di programmazione dove uno si può pure digitare e provare al volo il codice delle varie lezioni (e anche oltre a dire il vero).</p>
<p>Roba che se ce l&#8217;aveva il Bei quand&#8217;era piccolo l&#8217;Oric1 lo squajava&#8230;</p>
<p>Nick Morgan, autore di questa piccola meraviglia, descrive Easy 6502 (<a title="Easy 6502" href="http://skilldrick.github.io/easy6502/">QUI </a>il link alla pagina) come un piccolo ebook, ma con una differenza, si può davvero usare per eseguire programmi e ci spiega come mai abbia avuto l&#8217;idea di creare sto corso interattivo proprio per il 6502.</p>
<p><em> &#8221;Il 6502 era un processore difussisissimo negli anni 70 e 80 sul quale erano basati numerosi computer e console molto famosi come BBC Micro, Atari 2600, Commodore 64 e Nintendo Entertainment System. La sua importanza nella storia dell&#8217;informatica è tale che è diventato una specie di icona mitica. Addirittura Bender in Futurama ha un 6502 come processore per il suo cervello ed anche in Terminator era programmato in assembly 6502.&#8221;</em></p>
<p>&#8230;e già a questo punto noi, che siamo dei piccoli grandi retronerd,  quando uno ci dice &#8220;aho&#8230; ma lo sai che spacca poprio sta robba che te pippi con l&#8217;amichi tua?&#8221;  tiramo fuori il petto tutti fieri.<br />
Però facciamo finta che siamo dei tizi totalmente disinteressati alla retroinformatica, arriviamo quasi per caso in quell&#8217;angolino di GitHub che ospita Easy 6502 e storciamo un po&#8217; il naso&#8230; &#8220;ma che è sta robba?&#8221;  saremmo portati ad esclamare, noi incauti e superficiali visitatori. E probabilmente aggiungeremmo pure &#8220;manco mi nonna ce farebbe qualcosa&#8221;.</p>
<p>E allora ci chiedeamo perché qualcuno dovrebbe dedicare i propri sforzi ad imparare l&#8217;assembly del 6502? Perché non imparare direttamente quello dell&#8217;architettura x86?</p>
<p>Ed ecco il pensiero di Nick a riguardo:</p>
<p><em>&#8220;Non credo che imparare l&#8217;x86  sia utile. Non credo che nessuno di noi scriverá mai una riga di assembly per il proprio lavoro odierno. Questo è un puro e semplice esercizio accademico, qualcosa che ha come scopo quello di espandere la vostra mente e le vostre capacità di ragionamento. Il 6502 venne disegnato in un&#8217;epoca differente, un&#8217;epoca nella quale la maggior parte degli sviluppatori utilizzavano, appunto, l&#8217;assembly piuttosto che linguaggi ad alto livello. Per questo il 6502 venne disegnato per essere utilizzato da umani. Le versioni di assembly per i moderni processori sono pensati per essere utilizzati dai compilatori, quindi meglio lasciarle a loro. Inoltre l&#8217;assembly del 6502 è divertente. Nessuno ha mai pensato che quello degli x86 fosse divertente.&#8221;</em></p>
<p>Insomma, il buon Nick vi sta praticamente invitando a mettere da parte sudoku e cruciverba e combattere l&#8217;alzheimer studiandovi del buon assembly 6502.</p>
<p>In fondo perché no? Alla fine magari a 85 anni invece di farvela addosso riuscirete a scrivere una conversione decente di Enduro Racer per Commodore 64.</p>
<p>Vi consigliamo vivamente di dare un&#8217;occhiata all&#8217; ebook (come lo chiama Nick). In men che non si dica, dopo la lettura del testo della lezione, vi troverete a digitare il vostro codice e sperimentare cosa produce.</p>
<p>È davvero un ottimo metodo per imparare. Le lezioni ci guideranno attraverso i principi fondamentali del 6502, registri, metodi di indirizzamento, lo stack e altro.</p>
<p>Probabilmente, se proprio dobbiamo trovare un difetto a questa bella iniziativa, potremmo dire che forse è un po&#8217; breve ma sicuramente quando arriverete al termine comprenderete almeno ciò che rende il linguaggio assembly, QUALUNQUE linguaggio assembly, diverso dai linguaggi ad alto livello ed inoltre inizierete a capire qual&#8217;è il compito che svolgono i compilatori. E non è cosa da poco&#8230;</p>
<p>Dategli un&#8217;occhiata, per la conversione di Enduro Racer su C64 c&#8217;è sempre tempo (o forse no?).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Trolls and Tribulations Recensione, di Massimiliano &#8220;Wizkid&#8221; De Ruvo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 08:24:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[RGM ha l&#8217;onore di ospitare l&#8217;amico Massimiliano &#8220;Wizkid&#8221; De Ruvo, grande sviluppatore e grafico, che ci offre questa recensione del grande classico Trolls ad Tribulations. Buona lettura. Che Jimmy Huey probabilmente si fosse ispirato al coin-op di Mario Bros risulta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>RGM ha l&#8217;onore di ospitare l&#8217;amico <strong>Massimiliano &#8220;Wizkid&#8221; De Ruvo</strong>, grande sviluppatore e grafico, che ci offre questa recensione del grande classico Trolls ad Tribulations. Buona lettura.</p>
<p>Che Jimmy Huey probabilmente si fosse ispirato al coin-op di Mario Bros risulta evidente osservando il suo Trolls and Tribulations uscito ormai nel lontano 1985 sotto etichetta Creative Software per Commodore 64, Atari 800 XL e Apple II. E` indubbio che l’uscita di Mario Bros nelle sale giochi di mezzo mondo segnó un punto di svolta nella storia dei videogiochi ed in particolare di un genere amatissimo, ovvero, quello dei platform games. Giocando Trolls and Tribulations si notano subito alcuni dettagli grafici che si rifanno al gioco Nintendo, a partire dalle piattaforme composte da mattoncini fino a i tubi da cui stavolta sgorga l’acqua che riempie la parte inferiore della schermata di gioco. Anche il protagonista, nonostante nella storia sia un troll, somiglia paurosamente a Mario con tanto di nasone e berretto. Le similitudini con Mario peró si esauriscono qua, il gameplay di questo piccolo gioiello risulta infatti completamente differente sia sul lato dei controlli che su quello delle meccaniche di gioco ed è proprio qui che si trovano tutti i notevoli pregi del titolo in questione. <span id="more-7223"></span></p>
<p>Qualcuno di sicuro qua in Italia ancora lo ricorda con almeno due nomi diversi, Mostri Infernali e Mario e i Mostri, nomi di fantasia affibbiatigli da chi lo inserí nelle classiche compilation pirata vendute in edicola negli anni che furono. La storia di Trolls and Tribulations è molto semplice, all’interno di un complesso di sotterranei e oscure caverne, sono celati tesori e antiche reliquie dal valore inestimabile, per cui i trolls hanno deciso di mettere su una spedizione per recuperare tali ricchezze. E qui entriamo in gioco noi che nei panni del troll dovremo percorrere sette livelli a scorrimento orizzontale composti da cinque labirinti (Maze) ognuno, tranne il settimo che ne ha due, e recuperare i tesori sparsi qua e lá ma soprattutto raggiungere la porta che conduce al prossimo labirinto. Premuto il tasto “fuoco” il gioco inizia dandoci la possibilitá di saltare i primi due livelli che effettivamente sono piuttosto semplici e servono per consentire al giocatore di familiarizzare con i controlli e le altre peculiaritá del gameplay.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7310" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/02/trolls_and_tribulations_c64.jpg"><img class="size-medium wp-image-7310  " alt="Versione Commodore 64" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/02/trolls_and_tribulations_c64-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Trolls and Tribulations Versione Commodore 64</p></div>
<p>Proprio il sistema di controllo è uno dei punti di forza del titolo Creative, per sparare con il fucile ad acqua dobbiamo tirare in basso la leva del nostro joystick, mentre per saltare in alto occorrerá tirarla in su. Questo salto in verticale è fondamentale per raggiungere le piattaforme che si trovano sopra di noi, infine, premendo il tasto fuoco possiamo compiere un balzo in avanti di due caselle. Caselle? Direte voi! Si, perché per spiegare bene come funziona il sistema di movimento e salti di Trolls and Tribulations dobbiamo immaginare lo schermo suddiviso in caselle. Dando un colpo di leva a destra o a sinistra, il nostro eroe compie il movimento sufficiente ad attraversare un’ipotetica casella, il movimento quindi non è libero “pixel per pixel”. Per far capire bene il concetto faró  degli esempi: se ipoteticamente ci trovassimo con il bordo di una piattaforma esattamente dietro di noi, un semplice colpo di leva nella direzione del bordo ci farebbe cadere immediatamente e non girare dalla parte opposta come ci potremmo aspettare. Se dovessimo saltare un mostro che si trova proprio davanti a noi, dovremo premere il tasto fuoco per saltare due caselle e atterrare sulla casella esattamente dietro di lui. Un altra peculiaritá risiede nei muri, se impattiamo su di loro durante un salto in avanti il troll rimbalza verso la direzione opposta. Questo “trick” puó essere usato anche per cambiare direzione quando ci troviamo su di una piattaforma composta da una sola casella, se due caselle dopo si trova un muro, possiamo saltare verso di esso e colpendolo rimbalzeremmo di nuovo sulla piattaforma di partenza ma rivolti verso la direzione opposta. Questo particolarissimo sistema di controllo influenza tutta l’esperienza di gioco e ne rappresenta il vero fulcro. Risulterá infatti fondamentale padroneggiare perfettamente i comandi per poter superare le trappole piu` pericolose e recuperare tutti i tesori dei livelli avanzati. Padroneggiando a dovere i controlli sará possibile svolgere interi livelli in velocitá rendendo l’azione spettacolare anche anche per chi osserva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7311" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/02/trolls_and_tribulations_Atari.jpg"><img class="size-medium wp-image-7311  " alt="Versione Atari XL/XE" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/02/trolls_and_tribulations_Atari-300x214.jpg" width="300" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">Trolls and Tribulations Versione Atari XL/XE</p></div>
<p>Ogni livello inizia con un primo “maze” suddiviso in 2 sezioni ben distinte. Nella prima dovremo gettare in acqua otto “cretins” utilizzando il fucile a colpi limitati che abbiamo in dotazione e per farlo dovremo prima centrarli con un colpo trasformandoli di conseguenza in uova e poi gettarli in acqua passandoci sopra. Affogati i poveri cretini (non é colpa mia se li hanno chiamati cosí) potremo proseguire aprendo una porta situata all’estrema destra del livello che per inciso non è la parte fascita dello stage. Questa prima parte merita una menzione particolare. Il labirinto inizia con una zona strutturata su vari livelli suddivisi in piattaforme piú o meno larghe e al centro dello stage c’è il punto in cui è possibile ricaricare il fucile ad acqua. I “cretins”, che sono una sorta di draghetti verdi, sbucano dalla parte alta dello schermo cadendo sulle piattaforme sottostanti e  avanzano di piattaforma in piattaforma cercando di raggiungere l’acqua che si trova in basso. Nel primo stage affronteremo solo i “cretins”  ma dal secondo livello in  poi si aggiungeranno altri due mostriciattoli ognuno con le sue specifiche caratteristiche. Il primo è un teschio, che entra in scena allo stesso modo dei draghetti verdi ma è indistruttibile e molto piú infido in quanto cambia improvvisamente direzione procurandoci non pochi fastidi. Il secondo invece è un avvoltoio anch’esso indistruttibile ma che a differenza degli altri due è giá presente in gioco all’inizio del labirinto e se ne possono trovare fino a tre per ogni livello di piattaforme. Questi avvoltoi si limitano a svolazzare sulle piattaforme da una parte all’altra dello schermo cambiando improvvisamente la direzione di marcia. Oltre ai tre mostri giá menzionati si aggiungono le versioni “infuriate” degli stessi riconoscibili dal colore rosso. Queste versioni “enhanced” si comportano esattamente come le loro controparti normali ma sono molto piú rapidi nei movimenti. Un’altra differenza la si riscontra nei cretins rossi, che nonostante contino nel computo di quelli da uccidere, una volta centrati col nostro fucile non si trasformano in uovo ma muoiono direttamente. Superata la prima sezione del labirinto si entra in quella seccessiva in cui dovremo tentare di raggiungere l’uscita e nel contempo raccogliere i tesori disseminati lungo il percorso. Per proseguire, spesso sará necessario aprire alcune porte che necessitano di chiavi che possono essere raccolte all’interno del labirinto. Le difficoltá di questa sezione sono rappresentate da trappole piú o meno pericolose e dai mostri che la infestano. Le trappole si presentano sotto forma di ragni sui quali non dobbiamo passare e da botole che si aprono improvvisamente sotto i nostri piedi. Ogni tanto é possibile incontrare dei piccoli trampolini che ci consentono di arrivare a piattaforme altrimenti irraggiungibili con il salto verticale. Questi ultimi possono servire anche per evitare di essere uccisi dai mostri che transitano sulla stessa piattaforma su cui è poggiato il trampolino e per scongiurare la collisione è necessario tenere la leva verso l’alto pochi attimi prima di toccare il suolo. In questo modo compiremo un ennesimo salto in alto ma avremo evitato la predita di una vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7312" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/02/576801-trolls-and-tribulations-apple-ii-screenshot-using-a-trampoline-Apple.jpg"><img class="size-medium wp-image-7312 " alt="Versione Apple II" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2014/02/576801-trolls-and-tribulations-apple-ii-screenshot-using-a-trampoline-Apple-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Trolls and Tribulations Versione Apple II</p></div>
<p>La versione sviluppata per Commodore 64 possiede una colonna sonora  composta da Hal Lafferty contenente una selezione di brani classici provenienti dalla produzione di alcuni tra i piú grandi compositori del passato. Edvard Grieg, Ludwig van Beethoven, Johann Sebastian Bach, Albert Ellmenreich e Wolfgang Amadeus Mozart sono gli autori effettivi dei sette brani che possiamo ascoltare in Trolls and Tribulations, brani la cui bellezza dona un atmosfera impareggiabile al titolo Creative. Il brano di apertura di Edvard Grieg si intitola March of the Trolls, per cui si potrebbe dedurre che il nome e la storia del gioco possano essere stati ispirati proprio dal titolo del brano, purtroppo, almeno per ora, la cosa rimarrá un mistero in quanto non ci sono prove documentate. Nonostante T&amp;T rimanga sconosciuto ai piú, ha sempre posseduto tutte le caratteristiche del vero classico, un gioco che chi lo ha provato a suo tempo torna tutt’ora a giocare. Il sistema di controllo cosí particolare e la sua immediata giocabilitá lo rendono uno dei platform games piú belli mai usciti per tutti e tre gli home su cui è stato sviluppato, anche se bisogna dire che la versione per Commodore 64 possiede una marcia piú grazie ad una maggiore fluiditá di gioco ed all’ottimo comparto sonoro. L’unico vero neo puó risiedere nell’assenza di un finale, purtroppo raggiunta la porta del settimo livello il gioco ricomincia dal quarto labirinto del livello quattro. Per concludere, se non l’avete mai provato e cercate una sfida degna di questo nome, non siate dei “cretins” e dategli un’occhiata!</p>
<p>Brani contenuti nella colonna sonora.</p>
<p>1) March of the Trolls<br />
Edvard Grieg</p>
<p>2) Rondo a capriccioso op.129<br />
Ludwig van Beethoven</p>
<p>3) Inventio XIV (BWV.785)<br />
Johann Sebastian Bach</p>
<p>4) Inventio X (BWV.781)<br />
Johann Sebastian Bach</p>
<p>5) Spinnliedchen Op.14, No.4<br />
Albert Ellmenreich</p>
<p>6) Piano Sonata in C Major (KV 545)<br />
Wolfgang Amadeus Mozart</p>
<p>7) Minuet in D minor [from Klavier]<br />
Johann Sebastian Bach</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Minirecensione: CRAZY CAVEY per Commodore VIC20</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Oct 2013 21:18:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PRESENTAZIONE Crazy Cavey è un gioco per il Commodore Vic20 realizzato da S. Cross (Mr. Chip Software) e pubblicato nel 1985 dalla Mastertronic. Come molte cover di quegli anni (e oserei dire, quelle del Vic in particolare&#8230;) l&#8217;immagine di copertina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><b>PRESENTAZIONE<br />
</b>Crazy Cavey è un gioco per il Commodore Vic20 realizzato da S. Cross (Mr. Chip Software) e pubblicato nel 1985 dalla Mastertronic.</p>
<p>Come molte cover di quegli anni (e oserei dire, quelle del Vic in particolare&#8230;) l&#8217;immagine di copertina è tra il demenziale e il delirante. La custodia della cassetta ci presenta un cavernicolo con in pugno una chiave di pietra inseguito da un alieno su un disco volante&#8230;</p>
<p>Ai giorni nostri si potrebbe pensare che la copertina avesse lo scopo di far sorgere domande del tipo &#8220;<i>Sono forse le chiavi dell&#8217;evoluzione?</i>&#8221; o anche &#8220;<i>da dove veniamo? Quali sono le origini dell&#8217;uomo?</i>&#8221;</p>
<p>Ma queste riflessioni sarebbero forse in voga oggi, dove ragazzini &#8220;emo&#8221;, intellettuali o bimbiminkia riflettono sul significato dell&#8217;universo e sul senso del loro ruolo in questo mondo. Negli anni &#8217;80 il massimo che un dodicenne potesse fare era digitare &#8220;LOAD&#8221; sul suo <b>Commodore Vic20</b> e, dopo il fatidico messaggio &#8220;PRESS PLAY ON TAPE&#8221; avviare il Datassette e attendere pazientemente il caricamento del gioco.</p>
<p><b>CRAZY CAVEY</b> ci mette nei panni di <i>Cavey</i>, un personaggio che deve aggirarsi attraverso 4 diversi livelli raccogliendo chiavi per poter poi passare attraverso l&#8217;uscita.</p>
<p>Il meccanismo del gioco è simile a quello del celeberrimo <i>Manic Miner</i> per lo ZX Spectrum. Tanto simile che potremmo definire Crazy Cavey quasi un clone del cult di <b>Matthew Smith</b>.<br />
<span id="more-5443"></span></p>
<p><b>MECCANICHE DI GIOCO<br />
</b>Come già detto, lo scopo del gioco è quello di raccogliere tutte le chiavi disseminate sullo schermo e poi di raggiungere l&#8217;uscita, la quale è fruibile solo dopo che si è raccolta l&#8217;ultima chiave.</p>
<div id="attachment_5095" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/10/cavey-2.jpg"><img class=" wp-image-5095 " alt="Cavey 2" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/10/cavey-2.jpg?w=300" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Lo schema di gioco è una via di mezzo fra Donkey Kong e Manic Miner&#8230;</p></div>
<p>Ogni livello di gioco è costituito da uno schema di piattaforme collegate fra di loro da delle scale a pioli, il che rende lo schema di gioco più simile a quello di <i>Donkey Kong</i> che a quello di Manic Miner. Cavey può saltare, il che gli permette di oltrepassare le voragini che ci sono fra una piattaforma e l&#8217;altra, oppure di saltare eventuali ostacoli</p>
<p>Ci sono diversi problemi che rendono l&#8217;impresa di Cavey decisamente impegnativa. Prima di tutto l&#8217;aria: il tempo per raccogliere le chiavi è limitato. Nella parte inferiore dello schermo è visualizzata una barra gialla la quale diminuisce progressivamente. Inutile dire che se la barra si esaurisce significa che il nostro tempo a disposizione è  terminato e quindi perderemo una vita.</p>
<p>Oltre a questo le caverne (ovvero i livelli) sono piene di mostri. Si, proprio gli alieni di cui parlavamo osservando la cover del gioco. Questi mostri hanno dei percorsi fissi e predeterminati: si muovono in senso orizzontale oppure in verticale. NON bisogna assolutamente farsi toccare da essi o Cavey ci lascerà le penne.</p>
<p>Alcune sezioni delle piattaforme, colorate in verde, &#8220;crollano&#8221; (o meglio, spariscono) una volta che ci si passi sopra. Questo finisce col creare delle nuove voragini che dovremo saltare se ci ritroveremo a dover passare di là. Altre sezioni, contrassegnate con la scritta &#8220;<i>glue</i>&#8221; sono invece cosparse di&#8230;<b>colla</b>: in altre parole, passandoci sopra il buon vecchio Cavey resterà bloccato per qualche secondo prima di poter riprendere il cammino. Inutile dire che queste zone collose sono sistemate in punti strategici, spesso proprio dove passano i mostri alieni, quindi perdere un secondo o due su di esse può essere letale.</p>
<p>Una volta raccolte tutte le chiavi possiamo dirigerci verso l&#8217;uscita e accedere così ad un nuovo livello.</p>
<div id="attachment_5096" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/10/cavey-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-5096 " alt="Cavey 3" src="http://www.retrogamesmachine.com/wp-content/uploads/2013/10/cavey-3.jpg?w=300" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">Il nostro Cavey è finito sulla colla. Tempo un secondo e potremo riprendere a muoverci. Ci ha detto bene che in questa sezione delle piattaforme non ci sono mostri&#8230; ma il tempo? A che punto siamo con il tempo? Anche un secondo può essere vitale!</p></div>
<p><b style="font-style: inherit; line-height: 1.625;">IMPRESSIONI<br />
</b>A mio avviso, Crazy Cavey è un gioco notevole. E&#8217; generalmente incluso fra i preferiti di qualsiasi &#8220;vickista&#8221; di vecchia data, ovvero che abbia avuto un Vic20 e che ci abbia giocato negli anni 80. Le ragioni del mio parere e dell&#8217;affetto che la comunità di utenti ed ex utenti di Vic20 nutre per questo gioco sono molteplici. Innanzitutto, un fattore da non sottovalutare: gira su qualsiasi Vic20&#8230;il che significa una sola cosa: <b>Vic20 inespanso!</b> In 5k vengono racchiusi ben 4 livelli ognuno diverso dal precedente e tutti popolati da alieni di diverse forme (l&#8217;aspetto dei mostri cambia in ogni quadro). Negli anni 80 l&#8217;acquisto di un&#8217;espansione di memoria non era alla portata di tutti. Io stesso l&#8217;ho potuta avere solo in seguito, inizialmente il mio Vic era inespanso. Avere la possibilità di giocare ad un gioco con diversi livelli e grafica in alta risoluzione su un Vic senza espansione di memoria era una gran cosa</p>
<p>Inoltre, la grafica è colorata e i vari personaggi sono davvero &#8220;giganteschi&#8221;. In <b>Crazy Cavey</b> il display del Vic20 viene &#8220;ingrandito&#8221; (una cosa che si poteva fare con relativa facilitα sul piccolo Commodore, grazie alla versatilitα del chip custom <b>VIC</b>) e il personaggio principale, Cavey, sebbene blocchettoso (è praticamente un quadrato!) è coloratissimo. L&#8217;unica pecca sta proprio nel movimento di Cavey, che è un po&#8217; troppo scattoso. Questo non pregiudica la giocabilità (anche se dovremo calcolare con attenzione in che punto posizionarci prima di fare un balzo per saltare da una piattaforma all&#8217;altra) ma stride se confrontato con il movimento dei mostri, che invece è fluidissimo.<br />
L&#8217;audio è piuttosto semplice, ma per un gioco di questo tipo è più che funzionale. Particolare non da poco: il gioco memorizza l&#8217;<b>high score</b> e i controlli supportano il joystick. Queste caratteristiche, che oggi sono <b>più che scontate</b> (controllo con joystick, high score, tempo limitato, grafica multicolore, diversi schemi di gioco, effetti sonori ecc.) erano considerate un <b>must</b> all&#8217;inizio degli anni 80, e lo sono ancora oggi se consideriamo che questo gioco sta in soli 5k. E&#8217; ancora sorprendente quello che i programmatori riuscivano a fare con le poche risorse che avevano a disposizione.Provatelo.</p>
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