Finalmente eccoci qui con uno dei titoli che hanno reso imperiale il 16 bit di casa Nintendo. Un gioco che con se portava componenti uniche fuse alla perfezione. Sto parlando del glorioso Actraiser della Enix del 1990.
Fu da subito amore, avere tra le mani questo gioco per SuperNes era come poter dar vita ad un mondo fantastico come se noi fossimo i fautori di un destino annunciato. Actraiser era un perfetto ibrido tra un classico Actiongame bidimensionale il puro stile, Rygar o Rastan ed un God simulation alla Popolous con diversi elementi da RPG.
Protagonista del gioco una divinità chiamata il maestro in lotta con Tanzara, un demone che è intento ad invadere i territori pacifici del mondo governato dal grande master. Tutto inizia tra le nuvole in compagnia del nostro fido angioletto, che ci aiuterà nel salvare il mondo sottostante suddiviso in sei regioni dai guardiani e dalle invasioni di mostri che recano danni ai cittadini. Per combattere spesso occorrerà reincarnarsi in un guerriero errante, mentre nei panni dell’angelo liberemo dal male le lande in costruzione e attraverso riti faremo tornare il male da dove è venuto. Una trama notevole per un gioco che faceva della profondità il suo cavallo di battaglia. Fantasia mitologica e una caratterizzazione degna di nota portarono il titolo Enix sull’Olimpo videoludico di quel periodo stimolando milioni di giovani all’acquisto della console, visto che si trattava di una succulenta esclusiva.
Tecnicamente ci trovavamo davanti ad un vero miracolo considerando che fu uno dei primissimi titoli della lineup giapponese del Superfamicom. Il gioco si mostrava con una cura artistica incredibile, graficamente suggestivo ed evocativo con sprite definiti e ben animati. I fondali eccezionali con un ottima profondità di campo e colori intensi. I mostri e i boss davvero interessanti e sfoggiavano interessantissime mosse contro di noi regalandoci un ottimo livello di sfida, tanto da portarci spesso a ripetere le nostre azioni. Ma la bellezza di tutto aumentava la longevità allontanandoci dalla frustrazione di ripetere lo stage. La parte con il nostro fido angioletto ci mostrava un panorama dall’alto abbastanza dettagliato, dove potevamo uccidere creature con il nostro arco e far si che il maestro ( Noi ) potesse far crescere in maniera rigogliosa raccolti e vallate, nonchè far costruire case e vie e così dar vita a città e paesi liberi dalle forze oscure. I comandi erano abbastanza facili da gestire, e la difficoltà progressiva ben gestita. Queste sessioni erano suddivise tra uno stage e l’altro e spaccavano il gioco senza creare disturbi alla storia o al ritmo generale.
La gestione RPG era basata sulle abilità che avevamo in base al rendimento, più eravamo bravi più incrementavamo potenzialità da gestire nei combattimenti con magie ed evocazioni che avevano un prezzo energetico. La durata del gioco complessiva era abbastanza elevata, le sessioni simulative a volte potevano prenderci anche qualche ora per portarle al meglio al termine, mentre nelle sessioni action era una questione principalmente di abilità e di rapidità.
Consigliare Actraiser è un obbligo per ogni appassionato di videogames, un acquisto obbligato per chi vuole un prodotto completo che sappia offrire ore di puro divertimento. Poi se dovessimo parlare della colonna sonora potremmo stare qui per ore visto la bellezza e l’intensità che emanavano i brani orchestrali. Actraiser è una garanzia…quindi che aspettate a recuperarlo!?
Ecco il video di questa opera d’arte videoludica.
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