Posts con Tag ‘atari’

Crystal Castles: Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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“Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.”

Il conte Mascetti, nel film “Amici Miei”, si esprime spesso così. Con frasi prive di alcun senso logico, piene di parole inventate sul momento che vengono usate per confondere l’interlocutore, rendendolo ridicolo di fronte agli astanti. Nella forma, il Mascetti trasmette un messaggio che la persona crede di interpretare in un certo senso, se non che durante la trasmissione, il messaggio subisce interferenze, ingarbigliamenti e modifiche tali da risultare, nella sostanza, incomprensibile. Da risultare tutto e il contrario di tutto allo stesso momento quando arriva a destinazione.
Ecco. Questa cosa in gergo si definisce una SUPERCAZZOLA ed è molto vicina a quello che è accaduto a quel bellissimo gioco Atari: Crystal Castles.
I suoi creatori volevano fare un gioco simile a Pac-man ma ambientato nello spazio, con tanti robot e meteoriti da frantumare, poi ci volevano mettere anche dei labirinti 3-D come mai si erano visti prima. Alla fine ne è venuto fuori un gioco dove un orsetto raccoglie gemme evitando di farsi toccare da streghe, sciami di vespe e gli alberi mangia-aquiloni di Charlie Brown, mentre l’unica cosa che è rimasta coerente con il progetto originale sono i labirinti.
Bene. Detto questo si può affermare con ragionevole certezza che Crystal Castle sia una SUPERCAZZOLA di Pac-man.( shared from Chi non Corre è Perduto )

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L’albero mangia-aquiloni

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Robe che dovrebbero conoscere tutti: Atari, il videogioco di E.T. e lo scavo commemorativo

Riesci a chiamare casa sotto 3 metri di calcestruzzo?

Trent’anni fa c’era un’altra religiosità, c’erano i videogiochi. Divennero talmente popolari, talmente iconici che la gente non ci capiva più niente. Erano indubbiamente altri tempi quelli, di pionieristica scoperta, ma anche anni di estrema creatività, limitata soltanto dalle ristrette capacità tecnologiche dell’hardware. Succedeva spesso che i videogiochi fossero prodotti da un unico programmatore che nello spazio di pochi kilobytes riusciva a spremere al massimo tutte le potenzialità della macchina facendo divertire schiere di giocatori per mesi, oppure, che grandi compagnie investissero capitali enormi per immettere sul mercato giochi bruttissimi e assolutamente ingiocabili. Il fatto era che che la gente credeva a tutto, ABBOCCAVA A TUTTO quello che veniva pasturato nel grande oceano videoludico. Tutto era lecito sul mercato dei videogiochi nei primi anni ottanta, ed infatti le conseguenze vennero pagate salatissime con la crisi dell’intero settore e il tracollo di molte software house e aziende rinomate tra cui ATARI. Questo post è dedicata a tutti quelli che vogliono e DEVONO ricordarsi di quei giorni, e che hanno speso valanghe di monetine e paghette settimanali cercando di battere un record.( shared from Chi non Corre è Perduto ) Read more »

Klax © 1990 Domark per Amstrad CPC

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Klax è un videogioco di tipo rompicapo, prodotto e sviluppato dalla Domark nel 1990 per Amstrad CPC.

STORIA E GAMEPLAY:

Il concetto di gioco è semplice, catturate i blocchi di vari colori mentre avanzano verso di voi e gettateli in uno dei cinque cestini. L’obiettivo è di creare dei Klax, cioè pile di tre blocchi, orizzontali, diagonali o in linea. Una volta completati, i Klax spariscono dallo schermo e vengono sostituiti dai blocchi soprastanti che cadono verso il basso. Per un maggior punteggio organizzate i blocchi in modo da causare una reazione a catena dei Klax. La vostra barra può reggere un massimo di cinque blocchi e una volta piena, gli altri blocchi che passano andranno perduti. Ciascun cestino può contenere un massimo di cinque blocchi, una volta pieno non è più possibile farvi cadere altri blocchi.

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CLONE A CHI? – i “giochi proibiti” del Vic20

Commodore VIC-1001

Nel 1981, quando la Commodore mise sul mercato il Vic20 in Giappone (dove era conosciuto come Commodore Vic-1001), riuscì anche ad acquistare i diritti di diversi arcade, fra cui alcuni giochi Namco come Pac Man, Galaxian e Rally X.

I giochi furono realizzati dal gruppo “HAL Laboratory” (nome di kubrikiana memoria) per conto di Commodore. Il coordinatore dello sviluppo del software era Satoru Iwata, che in seguito divenne il quarto presidente della Nintendo (e che ancora oggi collabora comunque con HAL Laboratory, che continua a sfornare videogame).

HAL Laboratory sfornò una serie di giochi indimenticabili per il Vic20, fra cui Alien e Jupiter Lander, ma non sarà di questi che andremo a parlare in questo articolo.

Alcuni giochi sviluppati da HAL Laboratory, infatti, sono divenuti famosi in Occidente come dei cloni di famosi arcade realizzati dalla Commodore senza che quest’ultima ne possedesse i diritti. Come vedremo, le cose non stanno proprio così. Read more »

Atari Force: La DC Comics e il fumetto ufficiale di Atari

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Negli sfavillanti anni ’80 c’erano un sacco di fumetti su licenza che uno neanche se li aspettava. I due colossi della fumettocrazia, MARVEL e DC COMICS, si spartirono gli adattamenti fumettosi di tutto lo scibile ludico da cui poter ricavare vagonate di paperdollari. E siccome i videogiochi tiravano di brutto (perlomeno fino al 1983, via), perchè non mungere anche quella mucca? Perchè non fare un fumetto Tie-in con i videogiochi? Oltre al già citato QUESTPROBE della MARVEL apparso di recente sul blogghino, anche la DC Comics decise di mangiarsi la sua fetta di torta, o perlomeno di accattarsi qualche salatino. Nacque così ATARI FORCE, un fumetto tarro abbastanza e divertente quanto vuoi, che su licenza della casa di Sunnyvale si riprometteva di promuovere, almeno inizialmente, i giochi delle sue console.
Da buon partigiano Atariano, io, arroccato nella mia fortezza della solitudine (perchè noi Atariani in Italia siamo veramente due gatti) mi accingo ad illustrarvi quanto profonda possa essere la tana del bianconiglio e vi faccio da cicerone tra queste pagine fumettose in cui potrete sperimentare lo stupore, la meraviglia, la mediocrità e l’inquietudine.( shared from Chi non Corre è Perduto ) Read more »

POPEYE © 1982 Nintendo.

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POPEYE  © 1982 Nintendo.

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MANGIANDO SPINACI IO SPACCIO I TIPACCI SON DI FERRO DAL BRACCIO AI PIE’!

TUUU-TUUUUUUU!!!

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BRACCIO DI FERRO (Storia)

Con questa filastrocca di solito finivano le puntate di Popeye (Braccio di Ferro in Italia), nato dalle strisce di Segar nel 1919.

Braccio di Ferro il Marinaio, uno dei più duraturi personaggi nella storia dell’animazione, non debuttò nelle immagini in movimento, ma nella striscia comica “Thimble Theater” di E.C. “Elzie” Segar.

Nato nell’Illinois, Segar iniziò a disegnare fumetti nel 1914 a Chicago. Ottenuta la sua striscia personale sul Chicago American, Segar fu poi assunto nel 1919 dal Hearst’s New York Evening Journal per creare la striscia consortile “Thimble Theater”.
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Atari’s golden age: Le SECONDE 15 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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Pensavate che fosse finita? Che tutto si sarebbe risolto con un solo, unico post? Naaa. Poveri illusi. Atari è un macigno troppo ingombrante sul percorso della storia videoludica per essere rimosso così facilmente. Molte altre cose sono accadute e altrettante si sono perse nelle nebbie del tempo. Ecco il secondo elenco dei segreti, o presunti tali, di Atari. Enjoy yourself and remember: Have you played Atari today?
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Atari’s golden age: Le prime 15 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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Nei suoi primi 12 anni di storia, prima del radicale riassetto del 1984, l’Atari era diventata una delle più grandi, sgargianti e influenti aziende della storia. Aveva avuto i suoi incredibili successi e i suoi imbarazzanti fallimenti, ma forse, più di ogni altra cosa, aveva avuto i suoi segreti.
Questo perchè nel 1976, quando il padre fondatore Nolan Bushnell vendette baracca e burattini alla Warner Communications, l’Atari subì un vigoroso giro di vite. Il nuovo direttore, Ray Kassar, era uno abbastanza fissato con la sicurezza e i dipendenti furono invitati a firmare accordi di riservatezza, ricevendo tessere magnetiche d’identità per poter circolare liberamente nei corridoi aziendali. Di fatto, a parte leggere le confezioni delle cartucce, il pubblico dei giocatori sapeva ben poco sui giochi di Atari e le persone che li avevano creati. Tutto rimaneva all’interno dell’azienza e guai a chi si lasciava scappare un fiato.
Quello che troverete di seguito è l’elenco dei segreti, o presunti tali, della Atari. Atari Museum è la mia fonte. Dissetatevi anche voi.( shared from Chi non Corre è Perduto ) Read more »

How to: Collegare un retrocomputer a un monitor VGA

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In risposta a numerose richieste di informazioni che sono pervenute allo “staff”, abbiamo pensato di fare cosa gradita realizzando per i nostri amici utenti e lettori un breve video esplicativo su come realizzare una connessione di un retrocomputer ad un monitor per PC dotato di ingresso VGA.

Si tratta di una soluzione, quella proposta, piuttosto interessante in quanto offre un accettabile compromesso tra qualitá e esborso economico ed è sufficentemente flessibile per tutte le necessitá del caso e idonea a soddisfare le piú svariate esigenze di collegamento permettendo di utilizzare i nostri retro-mostriciattoli anche in situazioni logistiche dove fin’ora pensavamo non fosse possibile.

Speriamo che questo video, che potete visionare sul nostro canale YouTube e di cui qui sotto trovate il link, si per voi utile e gradevole.

Per qualsiasi dubbio o informazione ulteriore commentate direttamente qui sul blog o nel gruppo di RGM su Facebook.

E non dimenticate di mettere “mi piace” al video anche su YouTube! :)

How to: Collegare un retrocomputer a un monitor VGA

Gli ARCADE direttamente sui nostri tavoli dalla MB

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Nel 1860 un uomo, Milton Bradley, fondò a Springfield ( Massachussets U.S ) quello che divenne  il marchio sinonimo d’intrattenimento casalingo.  La MB. Il pioniere dei giochi da tavolo, introdusse un nuovo modo di giocare e socializzare. Andando avanti con il tempo la Milton Bradley Company dimostrò come le sue idee sapevano calcare l’onda della semplicità e del puro divertimento.

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