Post presenti nella categoria: ‘Fuffa’

Download Oric emulator and Dasm compiler for Raspberry PI

oricpi

Come promesso, ecco i binari compresi di sorgenti per l’emulatore ORIC e per il compilatore DASM versione 2.20 Modificata da IAN COOG e ricompilata da me per Raspberry PI.
(presto anche OpenMSX 0.9.1)

Consiglio di far partire l’emulatore ORIC senza X per farlo andare FULLSPEED.
Bug riscontrato: crasha a volte alla chiusura del programma senza X server.

Per settaggi vi rimando al sito dell’emulatore:
http://code.google.com/p/oriculator/

Download:
OricPI
DASMPI

OpenMSX 0.9.1 su Raspberry

openmsx
Ciao a tutti! e Buon 2013!

Sto portando l’ultima versione di openmsx sul piccolo Raspy… ma purtroppo, per via della ram, crasha verso la fine la compilazione.
Cerco in qualche modo di farmi una piattaforma di sviluppo virtuale usando Qemu sotto OSX Mountain Lion. (in alternativa sfrutto quella sotto windows)

Il porting dell’ORIC è stato indolore e facilissimo.
Quello MSX mi ha dato anche qualche problema con le librerie… ma tutto si sistema :)
Diciamo comunque che la cosa è fattibile anche entro brevissimo tempo.

Stay Tuned.

ZOMBI – La Ubisoft e il suo passo nell’orrore.

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Negli ultimi anni la parola Zombie sembra avere un eco non indifferente. Dal calare degli anni 60 ad oggi la cinematografia horror è stata contaminata al meglio, mettendo in mostra ogni tipo di facciata inerente al mondo dei non morti caratterizzandoli in maniera ineccepibile. Possiamo tranquillamente dire che queste creature ormai fanno parte dell’immaginario collettivo di milioni di persone e come normale che sia anche il mondo dei videogiochi ne fa parte in prima persona. George Romero, regista, e papà dei così detti morti viventi, diede il via ad una trilogia indimenticabile del firmamento horror di genere, e proprio uno dei suoi film divenne la musa ispiratrice per quello che sarebbe diventato un vero cult videoludico. Stiamo parlando dell’indimenticabile Zombi.

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Tutti i giochi nel Megadrive…

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Tutti gli appassionati di retrogaming conoscono la consolle che ha spopolato nel periodo dei 16bit prodotta dalla SEGA e che ha regalato titoli che sono rimasti della pietre miliari nella storia dei videogame.
Il SEGA Megadrive o GENESIS come lo conoscono sul mercato americano si é meritato un posto nell’ olimpo delle consolle senza ombra di dubbio, che nei primi anni 90 rivaleggiava con SNES per aver il trono di miglior consolle casalinga dell’ epoca.

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Mystery House – l’inizio di una lunga avventura

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Da sempre la lettura è qualcosa che appassiona e coinvolge allo stato puro, capace di regalarci forti emozioni portando la nostra immaginazione a livelli impensabili. Il connubio lettura e videogiochi fin dall’inizio diede al mondo videoludico una spinta incredibile sul piano creativo, coinvolgendo scrittori e non a spingersi verso una nuova frontiera denominata avventura testuale.

Ma cos’è una avventura testuale? Si può definirla come una sorta di libro interattivo dove noi siamo gli artefici delle nostre azioni, scelte per la risoluzione della stessa. Tramite bivi e via dicendo eravamo i protagonisti assoluti della storia che leggevamo attraverso il video. Un vero approccio coinvolgente e riflessivo che seppe arrivare anche ai non esperti. La bellezza di queste opere riscossero molto successo nella metà degli anni 70, tanto da portare alcune ditte produttrici di videogames per homecomputer ad una svolta radicale, ovvero quella di poter rappresentare il tutto attraverso un aspetto grafico e non solo quello ad interfaccia riga di comando.

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Atari2600 – Pelè’s soccer: Quando l’immagine non basta

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Sappiamo tutti quanto i giochi sportivi abbiano caratterizzato nel bene e nel male l’ambiente videoludico. Quanti smanettoni hanno passato serate insonni a cercare la via del goal o di un canestro con innumerevoli difficoltà. Sicuramente tantissimi, per non parlare quelli che si sfondano le cataratte a suon di doppi tra amici nelle proprie dimore. Detto questo, passiamo al gioco in questione.

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Brusaporto retrocomputing 2012

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Domenica 28-10-2012 si é svolta la manifestazione di Brusaporto Retrocomputing, che ormai da qualche anno attira numerosi fan del digitale informatico e che anche quest’ anno ha visto riunirsi un gran numero di persone attratte da questa comune passione.

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C’era una volta…

Negli anni 80 i computers disponevano di pochi kb di ram (se non byte… atari 2600) ed una CPU (processore) che potevano erogare pochi mhz di potenza, ben differenti dagli odierni i7… ed era assolutamente d’obbligo programmare nel modo più veloce ed ottimizzato possibile. Molti di noi iniziarono con il Basic per poi evolversi buttandosi nel “cyberspazio” dell’assembly. Il periodo era quello della sperimentazione ed il computer veniva visto come il “cervello elettronico” a cui tutto era permesso (e possibile).

In pochissimi byte si potevano creare giochi con colori, animazioni e suoni ed effetti, per l’epoca, strabilianti. Spesso i ragazzi creavano piccole “demo” per testare la potenza delle varie macchine (Commodore64, Msx, Amstrad, ZXSpectrum etc) mettendo a confronto i vari limiti cimentandosi in vere e proprie coreografie digitali.

In un’altra occasione mi piacerebbe riprendere ed approfondire questo argomento.

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WHDLoad per tutti i giorni

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Son un ex amighista ora utilizzatore pc, ma la passione per i giochi dei tempi d’oro dell’amiga non mi ha mai abbandonato, e sin da quando ho acquistato il mio primo pc, l’emulazione di amiga é sempre stata la scimmia che non é mai scesa e che punzecchia il cervello regolarmente.
Da qui le esperienze videoludiche, sia con uae (sotto dos poi in ambiente windows), sia con il mio fido 1200 che espanso opportunamente, mi ha permesso un agile scambio di dati tra pc ed amiga, non sono mai cessate.
Sin dai tempi in cui i giochi si facevan girare su amiga reale, che oggi dove i giochi vengono fatti girare in ambiente emulato, una delle cose che mandano in bestia l’ utente , è il continuo cambio di dischetti per i giochi, che talvolta fà veramente passare la voglia di giocare (si pensi a giochi da 4 o da 6 dischi). Questo si traduce in un continuo cambio di dischi nel drive amiga o un continuo cambio di immagini adf se il gioco gira in emulazione.

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Realizzare video HAM su AMIGA

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Sin da quando ho aquistato il mio primo amiga 600 nel lontano 1992 e poi con l’ amiga 1200, sono sempre rimasto colpito dalla modalità di visualizzazione HAM (Hold-And-Modify) che nei sistemi come amiga 600 dotato di chipset ECS si chiama HAM6, mentre nei sistemi aga come l’ amiga 1200 viene denominato HAM8.
Senza entrare troppo in profondità diciamo solo che questa modalità permette una tecnica di compressione di dati lossy (con perdita di qualità), dove 12/18 bit di informazione colore vengono memorizzati in 6/8 bit di memoria (con riduzione della qualità), e vengono decompressi via hardware in tempo reale man mano che il buffer dello schermo viene letto e visualizzato. Con i sistemi ECS questo permette la visualizzazione di 4096 colori ad una risoluzione di 320×200 (o 320×512 interlacciati), mentre sui sistemi AGA sono permessi un totale di 262000 colori fino alla risoluzione di 1280×256 (o 1280×512 interlacciati).

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