Post presenti nella categoria: ‘Speciali’

High commercial songs: Una boiata ti renderà ricco

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I videogiochi, nei primi anni ’80, innescarono una vera e propria rivoluzione culturale. La gente correva nelle sale giochi con le tasche piene di spiccioli e ne usciva completamente alleggerita, con gli occhi rossi e gli abiti impestati di fumo. C’erano poi anche quelli che il fumo ce lo andavano a comprare, ma questo è solo un inutile dettaglio.
Comunque, stavo dicendo che la venuta di un nuovo videogioco rappresentava un vero e proprio evento. Roba che talvolta ne parlava perfino il telegiornale, con un Paolo Frajese buonanima ancora bello, pimpante, e in alcuni casi (rari) sorridente.
In mezzo a questo marasma di sovra-eccitazione videoludica, ci fu ovviamente chi pensò de facce li sordi sopra. È il caso di due signori americani veramente zingari che rispondevano al nome di Buckner & Garcia. Un improbabile duo elettronico che calcò le scene della pop music per un considerevole periodo di tempo pari alla vita media di un gatto che attraversa il raccordo anulare.( shared from Chi non Corre è Perduto )
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Brusaporto Retrocomputing 2013

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Domenica 20-10-2013 si è svolta la 7° edizione della mitica manifestazione “Brusaporto Retrocomputing”.

Questo vuol essere un omaggio doveroso ad una manifestazione italiana dedicata al modo retroinformatico in tutte le sue sfaccettature ed un doveroso ringraziamento all’ impeccabile organizzazione dei fantastici Giuseppe Frigerio e Daniele Lena ed un abbraccio a tutti i partecipanti della manifestazione sia come espositori che come visitatori.

Un arrivederci all’ edizione 2014…

Fabio

 

Enada 2013 – 41a Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco

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Anche quest’anno ENADA!
Mai come quest’anno un Enada così povera di stand, macchine, gadgets, leccornie varie ma la SAPAR taglia corto con una frase emblematica ‘chi non c’è ha sempre torto’ e lo Staff c’era e si è divertito lo stesso,sempre dalla parte della ragione!

 
 
 
 

Crystal Castles: Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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“Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.”

Il conte Mascetti, nel film “Amici Miei”, si esprime spesso così. Con frasi prive di alcun senso logico, piene di parole inventate sul momento che vengono usate per confondere l’interlocutore, rendendolo ridicolo di fronte agli astanti. Nella forma, il Mascetti trasmette un messaggio che la persona crede di interpretare in un certo senso, se non che durante la trasmissione, il messaggio subisce interferenze, ingarbigliamenti e modifiche tali da risultare, nella sostanza, incomprensibile. Da risultare tutto e il contrario di tutto allo stesso momento quando arriva a destinazione.
Ecco. Questa cosa in gergo si definisce una SUPERCAZZOLA ed è molto vicina a quello che è accaduto a quel bellissimo gioco Atari: Crystal Castles.
I suoi creatori volevano fare un gioco simile a Pac-man ma ambientato nello spazio, con tanti robot e meteoriti da frantumare, poi ci volevano mettere anche dei labirinti 3-D come mai si erano visti prima. Alla fine ne è venuto fuori un gioco dove un orsetto raccoglie gemme evitando di farsi toccare da streghe, sciami di vespe e gli alberi mangia-aquiloni di Charlie Brown, mentre l’unica cosa che è rimasta coerente con il progetto originale sono i labirinti.
Bene. Detto questo si può affermare con ragionevole certezza che Crystal Castle sia una SUPERCAZZOLA di Pac-man.( shared from Chi non Corre è Perduto )

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L’albero mangia-aquiloni

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Robe che dovrebbero conoscere tutti: Atari, il videogioco di E.T. e lo scavo commemorativo

Riesci a chiamare casa sotto 3 metri di calcestruzzo?

Trent’anni fa c’era un’altra religiosità, c’erano i videogiochi. Divennero talmente popolari, talmente iconici che la gente non ci capiva più niente. Erano indubbiamente altri tempi quelli, di pionieristica scoperta, ma anche anni di estrema creatività, limitata soltanto dalle ristrette capacità tecnologiche dell’hardware. Succedeva spesso che i videogiochi fossero prodotti da un unico programmatore che nello spazio di pochi kilobytes riusciva a spremere al massimo tutte le potenzialità della macchina facendo divertire schiere di giocatori per mesi, oppure, che grandi compagnie investissero capitali enormi per immettere sul mercato giochi bruttissimi e assolutamente ingiocabili. Il fatto era che che la gente credeva a tutto, ABBOCCAVA A TUTTO quello che veniva pasturato nel grande oceano videoludico. Tutto era lecito sul mercato dei videogiochi nei primi anni ottanta, ed infatti le conseguenze vennero pagate salatissime con la crisi dell’intero settore e il tracollo di molte software house e aziende rinomate tra cui ATARI. Questo post è dedicata a tutti quelli che vogliono e DEVONO ricordarsi di quei giorni, e che hanno speso valanghe di monetine e paghette settimanali cercando di battere un record.( shared from Chi non Corre è Perduto ) Read more »

Il Saturday Supercade: I cartoni animati sciatti ispirati ai videogiochi degli anni 80

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Allora, chiariamoci. Gli adattamenti filmici dei videogiochi sono per lo più TERRIBILI. Esistono in quanto sono un modo, per uno studio cinematografico, di avere un minimo di pubblico garantito costituito dai fan del videogioco stesso e consentire a un regista alle prime armi di farsi le ossa, spesso rotte. Il più delle volte si alienano la fanbase omettendo nella trama tutti quegli aspetti che i giocatori amano e aggiungendo modifiche che danneggiano la reputazione del franchise tipo, chessò, un SUPER MARIO BROS. a caso, toh!
Potevano i cartoni animati basati sui videogiochi essere anche peggio? Immaginate cosa poteva succedere quando si prendevano gli amati arcade classici e li si trasformava in animazioni di scarsa qualità, compromettendone i personaggi e creando universi paralleli che disorientavano il pubblico.
Ecco, appunto questo accadeva negli anni ’80 quando i bambini guardavano la TV: DISORIENTAMENTO.
Quello che si può dire a discolpa degli studios è che tirar giù una storia SEMPRE DIVERSA su un videogioco tipo FROGGER doveva essere molto impegnativo, ecco perchè spesso le trame di quei cartoni prendevano ispirazione dalle cose più assurde, tipicamente le prime cose che passavano per la testa dello sceneggiatore dopo essersi fumato l’impossibile.
In fin dei conti inventare una storia di sana pianta non era una cattiva idea. In realtà, era una necessità.

E ora LA PAROLA a uno sceneggiatore di quei cartoni che da poco si è buttato in politica:
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I trent’anni di DRAGON’S LAIR: Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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Già avevi celebrato i Laserdisc video games con un articoletto comparso qui, sul Topolinia Daily, ma giusto adesso ti accorgi che quest’anno sono esattamente 30 inverni che il capostipite è in giro a farsi giocare e allora qualche parolina a riguardo la devi dire per forza. Ma prenditi un attimo di pausa e riordina le idee. L’anno è il 1983 e sei un adolescente brufoloso e goffo. Per quattro anni, dopo l’avvento di Space Invaders, hai spadroneggiato in sala giochi bulleggiandoti delle tue abilità con gli amichetti, ma adesso è arrivato un nuovo gioco in città. Alla vista è veramente, ma veramente sfavillante, e da i suoi altoparlanti una voce inglese con tono epico proclama una cosa che tu ovviamente non capisci ma significa all’incirca così:
“DRAGON’S LAIR. Un’avventura fantasy dove diventi un valoroso cavaliere, in una missione per salvare la bella principessa dalle grinfie di un crudele drago…”
“Ma aspetta. Non ci vogliono 200 lire per giocarci, bensì 500! MINCHIA! Quel gioco deve essere proprio bello!” pensi.
Metti dentro 500 sudatissime lire della tua paghetta settimanale, e questo è MALE. MOLTO MALE.
Dragon’s Lair è un video animato di undici minuti mascherato da videogioco e tu, con quell’unico pezzo da 500, ne sei già diventato schiavo. Come tanti in fila dietro di te, non puoi più fare a meno di infilarci monetine per arrivare a vedere il lieto fine.
Con questo post ricordi, per sommi capi, la nascita, l’esplosione e la decadenza del Laser Video Games per eccellenza: DRAGON’S LAIR. E il tutto arriva ai bulbi oculari dei lettori dopo essere stato vagliato e vidimato dal dottor Dokrobei dei laser-giochi, uno dei massimi esperti di DL attualmente deambulanti su questa palla di fango, IGOR MAGGIORELLI. ( shared from Chi non Corre è Perduto ) Read more »

CLONE A CHI? – i “giochi proibiti” del Vic20

Commodore VIC-1001

Nel 1981, quando la Commodore mise sul mercato il Vic20 in Giappone (dove era conosciuto come Commodore Vic-1001), riuscì anche ad acquistare i diritti di diversi arcade, fra cui alcuni giochi Namco come Pac Man, Galaxian e Rally X.

I giochi furono realizzati dal gruppo “HAL Laboratory” (nome di kubrikiana memoria) per conto di Commodore. Il coordinatore dello sviluppo del software era Satoru Iwata, che in seguito divenne il quarto presidente della Nintendo (e che ancora oggi collabora comunque con HAL Laboratory, che continua a sfornare videogame).

HAL Laboratory sfornò una serie di giochi indimenticabili per il Vic20, fra cui Alien e Jupiter Lander, ma non sarà di questi che andremo a parlare in questo articolo.

Alcuni giochi sviluppati da HAL Laboratory, infatti, sono divenuti famosi in Occidente come dei cloni di famosi arcade realizzati dalla Commodore senza che quest’ultima ne possedesse i diritti. Come vedremo, le cose non stanno proprio così. Read more »

DONKEY KONG: Le 15 cose (piu’ una) che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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Il mio amico idraulico me lo diceva in tempi non sospetti. Tempi in cui una FIAT Coupé era considerata una macchina figa anzichè una caffettiera smaltata, come avemmo modo di capire bene solo dopo.
Il mio amico idraulico, a vent’anni, il Coupé ce l’aveva di già sotto al culo, mentre io ancora facevo finta di studiare informatica per illudermi di farmi trovare pronto qualora il futuro fosse arrivato, e giravo con la Super5 di mia madre.
E lui me lo diceva, appunto, per giunta ridacchiando, come quando ci si vanta di aver intortato una bella ragazza.
Fai come me. Impara un mestiere. Smettila di perdere tempo con quelle cazzate da finocchi con tutti quei tastini da premere. Voglio proprio vedere, quando avrai finito di studiare, dove lo troverai un lavoro
Poi ritirava la mano dentro l’abitacolo. La camicia con la manica sbottonata lasciava che il suo orologio luccicante mi abbagliasse, e sgassando col Coupé se ne andava via veloce.
Aveva vent’anni, come me…e faceva l’idraulico. A ripensarci adesso vorrei tanto che se lo inculasse un gorilla.( shared from Chi non Corre è Perduto ) Read more »

Forse non tutti sanno che….

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Ramiro Vaca (audio di Turrican per C64) ha letteralmente copiato la musica presente nella schermata del titolo così come quella del finale. I brani originali sono infatti Escape e Death of Optmius One e fanno parte della colonna sonora del film d’animazione Transformers del 1984. E non è l’unica cosa che Turrican ha copiato: la schermata di caricamento del gioco, ad esempio, è ispirata alla bellissima copertina che Ken Kelly ha realizzato per l’album Kings of Metal dei Manowar.

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